L’Italia è già un sogno. Ma non ha ancora imparato a costruire il proprio futuro. Per riprenderselo, deve smettere di scegliere tra sogno e realtà e iniziare a usarli insieme.
Gli Stati Uniti hanno l’American Dream. La Cina, l’India, persino la Francia hanno saputo raccontare una visione del proprio futuro che mobilita energie, ambizioni, aspettative collettive. L’Italia no. Eppure il nostro è un Paese ammirato, desiderato, per la sua cultura, per la sua arte, per la qualità della vita, per quel talento tutto italiano nel tenere insieme bellezza, gusto e profondità. Ma la domanda perché una nazione così amata fuori dai suoi confini fatica a immaginarsi nel futuro? The Italian Dream è un viaggio alla ricerca di una risposta. E una proposta. Lo firma Alec Ross, americano con radici italiane – i nonni erano abruzzesi – che dopo una lunga carriera ai più alti livelli dell’amministrazione pubblica statunitense ha scelto, per una parte dell’anno, di vivere e insegnare in Italia. Uno sguardo straniero e insieme familiare, capace di vedere l’Italia con la giusta distanza dell’outsider e l’empatia di chi si sente, in parte, a casa.
Il libro si muove su un doppio da un lato il racconto personale – viaggi, incontri, lezioni, esperienze – e dall’altro un’analisi ampia dei nodi culturali, economici e sociali che bloccano l’ la sfiducia, la paura del rischio, la nostalgia per il passato. Otto coppie di opposti (Giovane e Vecchio, Innovazione e Tradizione, Fiducia e Sfiducia, Ottimismo e Pessimismo…) diventano gli assi attorno a cui costruire una riflessione profonda ma accessibile, mai accademica, piena di energia civile. Ross non idealizza l’Italia, ma nemmeno la la interroga, la provoca e infine le parla.
The Italian Dream è un libro utile, in un tempo in cui molti italiani hanno smesso di confidare che il loro Paese abbia un futuro migliore del presente. Alec Ross ci invita a recuperare il gusto della visione, a tornare a sognare in grande, a credere che un’Italia diversa sia non solo desiderabile, ma possibile.
Forse a tratti può sembrare semplicistico e ingenuo, ma il cuore dell'argomentazione è importante: l'Italia è in declino e le conseguenze sono gravi, ma possiamo ancora invertire la tendenza, se ci mettiamo in discussione, abbracciamo l'innovazione, e prendiamo ispirazione dalle storie di successo all'estero e in Italia. È scritto in modo intelligente ed entusiasta, critico ma ottimista: un atteggiamento di cui fare tesoro, al netto della descrizione un po' stereotipata dell'Italia (che credo però sia anche funzionale ad attirare le simpatie di chi legge, rendendo più accettabili le critiche).
Tante riflessioni interessanti sulla cultura e atteggiamenti italiani, inclusi i riferimenti storici.
Alec Ross è una mente brillante, e il suo pensiero può essere sicuramente una base di partenza su cui costruire il futuro.
Trovo però il suo concetto di Italian Dream incompleto, nel senso che non è inserito nel contesto europeo - che dovrebbe essere il nostro obiettivo comune per sopravvivere. Inoltre, se il confronto con gli americani è sicuramente accurato, quello con gli altri paesi europei - Germania, Svezia, ecc. - lo è un po’ meno. Ma magari è lasciato così dall’autore volutamente?
Un’idea nobile e abbastanza chiara, quella di Alec Ross di dare forma a un Sogno Italiano che possa ispirare e guidare un popolo storicamente disunito e abituato a pessimismo e disillusione. Se le premesse e la conclusione appaiono chiare, gran parte dei passaggi intermedi appaiono fumosi e pressapochisti, con una caratterizzazione quasi macchiettista degli italiani e delle loro abitudini. Il risultato è sicuramente di incoraggiamento, ma la sensazione è quella di essere di fronte a un saggio ampiamente sufficiente ma senza nessun acuto. 6.5/10