In questo romanzo l’autrice ci porta nel mondo della danza aerea, un’arte fatta di forza, controllo e soprattutto equilibrio. Ed è proprio l’equilibrio il cuore della storia: quello che Rebecca cerca disperatamente di mantenere dopo il lutto che ha sconvolto la sua famiglia. Il punto di forza del libro è senza dubbio la profondità dei temi trattati. É una storia di resilienza, dolore e rinascita. Ho amato in particolare il modo in cui viene affrontato il lutto, non solo attraverso Rebecca, ma anche tramite sua madre Lucia. È raro trovare uno spazio così delicato e realistico dedicato al rapporto madre-figlia e a due modi diversi di sopravvivere alla perdita. Anche le amicizie hanno un ruolo importante e aggiungono molto alla narrazione. In più, il plot twist finale mi ha davvero sorpresa: un colpo di scena che arriva quando pensi di aver ormai capito tutto. Essendo una lettura piuttosto breve, il libro scorre velocemente ed è perfetto per chi cerca qualcosa da divorare in poco tempo. Allo stesso tempo, però, questa brevità si riflette anche sulla storia d’amore: la relazione tra Rebecca e Jacopo evolve molto in fretta e avrei voluto qualche capitolo in più per vivere meglio il loro avvicinamento. La terza persona onisciente dà una visione ampia di tutti i personaggi, anche se a tratti crea un leggero distacco emotivo dalla protagonista. Rebecca, però, è volutamente spigolosa e complessa, e credo che questo rispecchi bene la sua difficoltà nel restare a galla. In conclusione, è un romanzo che parla di rinascita e di quanto sia spaventoso, ma necessario, lasciarsi andare per tornare davvero a vivere. Lo consiglio a chi ama le storie incentrate sui legami familiari, le letture emotive ma scorrevoli e i finali capaci di sorprendere.