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Il Regno degli amici

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È l'estate del 1982. L'Italia ha appena vinto i mondiali di Spagna e Milano è deserta. Demo, Elia e Fabiano trovano una casa abbandonata sul naviglio Martesana e decidono di farne il loro Regno. Un posto segreto dove è possibile fumare, ascoltare i Led Zeppelin, sfogliare i giornaletti porno, scoprire il confine sottile tra complicità e gelosia, tra emulazione e rivalità. Un posto, anche, dove accogliere i nuovi amici, come Ric. Poi incontrano Valli, ed è un'apparizione. Lei è selvatica, ha gli occhi verdi, i capelli lunghi, un corpo esile chiuso in una salopette; vive in un camper con la madre e ogni giorno pesca nel canale. Senza volerlo la ragazza rompe il goffo equilibrio maschile del Regno, insinuando nel gruppo quella tensione erotica che è per tutti la grande scoperta e il grande dolore dell'adolescenza. Ma che qui genera un danno capace, in una sola notte, di cambiare il destino dei protagonisti. Mentre la pioggia si porta via l'ultima estate della loro giovinezza.

316 pages, Kindle Edition

First published March 17, 2015

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About the author

Raul Montanari

61 books24 followers
Raul Montanari is an Italian author who was born in Bergamo, but now resides in Milan.

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Community Reviews

5 stars
30 (26%)
4 stars
44 (38%)
3 stars
25 (21%)
2 stars
12 (10%)
1 star
4 (3%)
Displaying 1 - 14 of 14 reviews
Profile Image for Gilla.
7 reviews22 followers
January 13, 2016
Scrittura impeccabile, emozionante e curata la descrizione dei personaggi. Molto equilibrato nella combinazione di ironia e forza. Un libro che ho consumato e che non volevo finire perchè sapevo che mi sarebbe mancato. Finale perfetto.
Profile Image for Stefano Solventi.
Author 6 books73 followers
October 19, 2018
Abbastanza deludente, soprattutto perché le recensioni che ho trovato in giro erano molto positive. Non avevo ancora letto nulla di Montanari, quindi non sapevo cosa aspettarmi. Si tratta in sostanza di un romanzetto di formazione giocato sul filo della memoria, una specie di Stand By Me di noialtri che tenta di pescare epica e perdita dell'innocenza nell'estate dell'82. Gli ingredienti: quattro ragazzi soli in una Milano periferica, un nido che diventa il loro regno, personaggi torbidi e minacciosi di contorno, l'entrata in scena di una ragazza spiantata e libera come e più di loro. La vicenda prende inevitabilmente una piega drammatica che ovviamente non sto a dire, va detto invece che la simpatia per i protagonisti (l'empatia automatica che si deve all'adolescenza in quanto tale) spinge a sfogliare le pagine per vedere come va a finire, ma alla resa dei conti manca un po' di credibilità, di robustezza, insomma non ci credi mai fino in fondo. Non credi ai personaggi (i più bozzettistici) né alla storia, che si dipana tra l'improbabile e il prevedibile. Soprattutto, è una storia senza particolare valenza simbolica né abbastanza sviluppo per valere di per sé. Peccato.
Profile Image for Sofialinda.
50 reviews4 followers
April 11, 2020
Ho incontrato per la prima volta la scrittura di Raul Montanari con il romanzo "La perfezione". Titolo adattissimo alla trama, allo stile e alla costruzione del romanzo. Da allora ho letto altro di lui e sono sempre rimasta soddisfatto. Dopo alcuni anni, nelle settimane scorse, curiosando nel catalogo online della mia biblioteca, l'ho ritrovato ed ho scelto un titolo a caso, questo. Ed è stato di nuovo come la prima volta: scrittura chiara, costruzione perfetta, genere misto: romanzo di formazione, giallo, romantico. Non incasellabile in niente, ma soprattutto bello. E con un finale adatto al resto della trama. Grazie, Raul, per non avermi delusa nemmeno questa volta. L'unico rammarico è che questo scrittore non sia valorizzato, apprezzato, conosciuto come meriterebbe.
Consigliato.
8 reviews
December 31, 2018
Questo è senza ombra di dubbio uno dei miei libri preferiti. Non risulta mai pesante, nonostante a volte tratti degli argomenti piuttosto delicati. Coinvolge moltissimo ed il finale mi è piaciuto molto, dato che non chiude totalmente la storia, ma non lascia l’amaro in bocca.
Consiglio assolutamente, soprattutto agli adolescenti.
108 reviews2 followers
August 25, 2021
Stile davvero troppo simile ad Ammanniti, se no forse un mezzo punto in più l'avrei dato, nonostante alcune ingenuità di troppo. Dopo la metà il libro prende ritmo e cambia colore, tingendosi un po' di giallo. Nel complesso non male, ma secondo me ci vuole uno stile più marcato e personale.
3 reviews
August 31, 2019
Sarà per l'ambientazione particolare, estate 1982, sarà che l'ho trovato scritto bene, mi è piaciuto molto e cercherò altri libri di questo autore
Profile Image for Suni.
549 reviews47 followers
June 12, 2019
Milano, agosto 1982.
La città si svuota, le serrande si abbassano, i tricolori della vittoria ai Mondiali di un mese prima penzolano da balconi e finestre a cui nessuno si affaccia. Non sventolano, perché c'è un caldo infernale e non tira una bava di vento.
Resta solo chi non può permettersi una villeggiatura o chi, come il protagonista Demo (da Nicodemo), deve studiare per gli esami di riparazione a settembre.
I suoi, partiti come ogni anno per tre settimane sull'appennino bolognese a casa dei nonni paterni, pensano che questa mancata vacanza sia una sorta di punizione, mentre è ovvio che un ragazzino di sedici anni non potrebbe chiedere altro dalla vita: la casa tutta per sé, nessun orario da rispettare e la libertà di mangiare e bere schifezze (oltre al quintale di roba pronta che la madre gli ha lasciato tra dispensa, frigo e freezer).
E poi sono rimasti in città anche i suoi due migliori amici: Elia detto "il Profeta" (un personaggio che ho adorato nel suo essere stralunato ma autoritario, buffo senza mai perdere una sfumatura di serietà, e che al dunque dimostra di essere – forse – il migliore di tutti) e soprattutto il bel Fabiano, il vero amico del cuore di Demo, a tratti perfino il suo "eroe".
Ma la cosa più bella, il regalo inaspettato di questo torrido agosto milanese, è scoprire una casa abbandonata sul Naviglio della Martesana (non lontano da dove i tre abitano) e farne il proprio "Regno".
Quando al gruppo si aggiunge un nuovo amico, l'intelligente e riflessivo Ric Velardi (personaggio già comparso in due romanzi di Montanari), tutto sembra perfetto.
Invece presto si inseriscono elementi di disturbo, rappresentati sia da gruppetti rivali o, peggio, da ragazzi più grandi, sbandati e pericolosi, sia dal fascino acerbo e selvatico di Valli, una ragazzina di cui più di uno dei quattro si invaghisce.
E a un terzo dalla fine ecco che accade quel qualcosa che cambia tutto per sempre, che crea una frattura (insanabile?) nel gruppo e nei singoli elementi che lo compongono.
È la perdita dell'innocenza, il momento in cui si smette per davvero di essere "piccoli", e che nel caso di questi ragazzini avviene in modo drammatico.
Spero di non aver rivelato troppo della trama (non ho neanche parlato dello zio Rainer, gran personaggio), ma questa storia mi è piaciuta davvero tanto e facevo fatica a essere concisa.
E che bene che scrive Montanari, che bello leggerlo.
5 stelline e il consiglio di fidarsi, se non di me, di gente ben più qualificata (chessò, Ammaniti) che de Il Regno degli amici ha parlato benissimo.

PS: nel romanzo c'è tantissima musica, dalle canzoni dell'epoca al rock anni '60 e '70, gli Who (a cui in un certo senso si deve il nome "Regno degli amici"), i Pink Floyd, i Led Zeppelin, il progressive che piace tanto al Profeta e poco agli altri («gente come i Genesis, specie quando il cantante era ancora Peter Gabriel, così strazianti che certi loro pezzi commuovevano anche me; quei fracassoni degli Emerson, Lake & Palmer, gli unici capaci di tenere testa a suon di decibel ai gruppi heavy metal; gli ambiziosissimi King Crimson, noiosi fino alla morte e oltre; poi gli Yes e i tenebrosi Van der Graaf Generator, che erano quelli che mi dispiacevano meno; i medievaleggianti Gentle Giant, che in cambio di cinque minuti stuzzicanti te ne infliggevano trenta insopportabili; i Soft Machine, pericolosamente tendenti al jazz; Mike Oldfield, monumentale e infantile nella sua ansia di far vedere che lui era bravo a suonare diecimila strumenti diversi; e tutta la compagnia su cui si era abbattuto, da qualche anno, un salutare colpo d'ascia»), i Talking Heads, i Cure e così via.
Sarebbe da riempirci una TDK, o farci una playlist.
Profile Image for Carlo Deffenu.
5 reviews6 followers
February 9, 2016
Non avevo ancora letto niente di Raul Montanari.
Ho comprato il libro attirato dalla copertina (un salto nel vuoto) e dal titolo (la parola "amici" ha per me un suono particolare... io che ho sempre sofferto - o cercato - la solitudine). Ho sbirciato anche la sinossi in quarta di copertina e ho deciso che era arrivato il momento di fare la conoscenza con questo scrittore.
Metteteci pure che la storia è ambientata a Milano nell'estate del 1982 (quella dei Mondiali vinti in Spagna dall'Italia) e che si tratta di un romanzo di formazione e il gioco è fatto (io, in quell'estate, avevo la stessa età dei protagonisti della storia e quindi vai con i rimandi, i riflessi, i ricordi di un mondo che semplicemente non esiste più... per me, per molti.)
Il romanzo l'ho letteralmente divorato (scrittura fluida che ti porta lontano e ti trascina con sé come le acque fangose del naviglio della Martesana dove si svolge la storia) e ho amato subito i tre personaggi principali, Demo, Elia e Fabiano, tre adolescenti che scoprono una casa abbandonata sulle rive del naviglio Martesana appunto, e lo eleggono a loro rifugio segreto dove bere, fumare, ascoltare musica usando un enorme radione grigio Aiwa, parlare del mondo e delle cose più sceme e incredibili, o dove ammazzarsi di seghe guardando riviste porno senza la paura di venire scoperti dalla mamma o da una sorella.
Un luogo segreto che loro chiamano IL REGNO DEGLI AMICI. Un posto dove tutto è possibile e dove si può provare a giocare con la propria gioventù, pensando all'età adulta come a un luogo prossimo, ma ancora lontanissimo.
Qui, sulle rive del naviglio, incontreranno una strana ragazzina che pesca con una rete i pesci che si muovono nelle acque torbide. Pesci che cucina sua madre. Vivono insieme dentro un camper e lei dorme tra i rami di un'acacia dove ha sistemato un materassino gonfiabile. Non ha ancora 14 anni, veste con una salopette e una maglietta rossa, e inchioda le fantasie degli amici del Regno con due bellissimi occhi verdi. Occhi pieni di sapiente ironia ribelle.
Il romanzo racconta questo. L'incanto dell'amicizia, lo stupore del primo innamoramento, la tensione e la gelosia che può spezzare il legame magico tra due amici inseparabili, il mistero dell'ignoto, la paura di quello che si muove nell'ombra. Arriva anche il Velardi, il fratello minore di Cosimo, un delinquente che si accompagna con uno jugoslavo di nome Svetozar, e rispetto a tutti loro sembra quello più saggio, attento, scrupoloso. Quello che osserva e capisce tutto anche delle cose non dette, delle strette di mano improvvise, delle carezze rubate, degli appuntamenti segreti.

Non voglio raccontare molto di più del romanzo. Posso solo dire che la storia, narrata da un Demo adulto che ha superato ormai i trent'anni, ci illustra con spietata lucidità e poesia, la perdita dell'innocenza. Un grande romanzo per uno scrittore che non potrò più fare a meno di leggere per la sua immensa capacità di farti entrare dentro la pagina con una tecnica che posso solo ammirare e invidiare.

Regalatevelo per un viaggio nel tempo che non dimenticherete. Quando non esisteva il cellulare, il wi-fi, il CD, il personal-computer, i blog, internet, facebook e tante diavolerie moderne. Un tempo dove si era felici anche senza un display sempre fisso davanti agli occhi e dove la cosa più eccitante che ti poteva capitare di scoprire in casa era il catalogo Postal-Market, ovviamente sezione biancheria intima.
Profile Image for Carnac.
263 reviews
August 10, 2017
Romanzo sicuramente scritto con perizia ma con alle spalle una storia di plastica.

La Martesana si riduce a un breve tratto d'acqua maleodorante e sembra essere inserita per necessità di caratterizzazione così come la Milano tra Via Padova, Viale Monza e Greco mai veramente credibile. I mondiali dell'82, finiti da poco meno di un mese già storicizzati (ma quando mai?), lo spacciatore, perfetta maschera dello "slavo beffardo", la scena pietosa degli involtini primavera nell'epilogo ...

Ci sono moltissimi altri romanzi su Milano e sull'adolescenza che meritano di essere letti. Questo si può tranquillamente evitare (secondo me).

Profile Image for Dalì.
86 reviews
August 14, 2015
La prima cosa che ho pensato leggendo è stata "Niccolò Ammaniti, decisamente.", ma in senso positivo. Uno stile molto coinvolgente, una trama forse neanche troppo complessa, ma autentica, così come i personaggi e tutta la cornice. Sono stata incollata alle pagine per la maggior parte del libro, ho quasi pianto, riso, sofferto. Sì, devo ridirlo, coinvolgente è la parola giusta. Mi è piaciuto moltissimo.
Profile Image for Alberto Bianchini.
15 reviews
May 29, 2016
Un libro che ho letto volentieri: il periodo della giovinezza del protagonista mi ha riportato a situazioni che ho vissuto in prima persona e in cui ho ritrovato sentimenti persi nel tempo.
Scritto molto bene e con un ritmo piacevolmente incalzante perfettamente adeguato alla storia. Da leggere.
Profile Image for Raffaella.
86 reviews
May 3, 2015
Educazione sentimentale di un gruppo di adolescenti sui Navigli di Milano nei primi anni 80. Nostalgico, evocativo. Scerbanenco docet.
Profile Image for Francesco.
23 reviews
February 11, 2016
Un piccolo romanzo di formazione, che diventa giallo con colpo di scena. Una narrativa fluida e non banale, per gli adulti di oggi che nel 1982 erano adolescenti.
Displaying 1 - 14 of 14 reviews

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