In una tipica ambientazione dopobomba, i superstiti vivono in una città ricostruita sulle macerie di una metropoli; protetta verso l’esterno da più serie di mura; anche ogni singola casa all’interno ha mura per separarla dalle altre. Il protagonista racconta di quando, da bambino, viveva nascosto in casa: a differenza del fratello gemello, averva quattro dita, e questo avrebbe comportato per lui l’uccisione immediata, in una società ossessionata dalle mutazioni. L’ossessione nasce anche dal fatto che il sottosuolo della città è tuttora popolato da mutanti, che compiono periodiche scorrerie in superficie. Da bambino crebbe quindi in una stanza nascosta in cantina; esasperato da quella vita e da dusgrazie familiari, decide di scavare verso “la città di sotto”, dove scoprirà un vecchio saggio che gli insegnerà a leggere e a scrivere e a sopravvivere nella società sotterranea dei mutanti. Crescerà quindi al confine fra le due società, finchè non verrà a sapere che un ambizioso e crudele giovane mutante sta per scatenare l’assalto contro la “città di sopra”..
Piacevole libro per ragazzi (anche se spacciato per fantascienza adulta), si legge d’un fiato nonostante, o forse grazie a, le molte ingenuità. Il segno lasciato dal tempo però è pesante, se si pensa che le figure femminili sono poco più che sciocche bambole pronte a offrirsi all’uomo dominante di turno, si discute seriamente se picchiare la ragazza che “si ostina cocciutamente a non ricambiarti: tutti i pionieri lo facevano e, dopo, quelle rigavano dritto!”; ma soprattutto che il ragazzo, come tutti i protagonisti della storia, è un mutante per modo di dire, può in realtà passare per “normale”: i mutanti veri sono stupidi, crudeli, fiacchi oltre che orribili da vedere; la fanciulla che ama fin dall’infanzia è una “normale”, l’unica (bella) mutante di cui si interessa sparisce rapidamente dalla storia.. insomma c’è parecchio paternalismo in questa ribellione contro le discriminazioni. Però nel finale troviamo comunque una comunità dove non solo “normali” e mutanti convivono, ma si sostiene che “normalità” è un concetto artificioso; il protagonista rinuncia a picchiare la ragazza per “correggerla” (limitandosi a inscenare un duello a cazzotti con un rivale, per “conquistarla”); e quindi il romanzo si salva in corner.
L’autore è un carneade, ma scrisse l’adattamento di “When the Earth stood still”. Questo romanzo, del 1975, fu pubblicato nei Laser Books, una collana per adolescenti (maschi, a giudicare dalle copertine e dal romanzo stesso), così come un altro suo sempre del 1975, "Naufragio sul pianeta Iduna" (Urania 927); l’originale, dal più suggestivo titolo “Walls within walls”, aveva il 30% di pagine in più, il che dovrebbe indicare che non ci sono stati grossi tagli, considerando l’impaginazione di Urania e quella presumibile dell’eduzione originale.