Jump to ratings and reviews

Arkansas: Storia di mia figlia

Per molto tempo Chiara si è mossa nel mondo badando solo a se stessa, tenendosi a distanza di sicurezza dall'idea di diventare madre. Eppure, a quarant'anni, complici una diagnosi di menopausa precoce e un amore capace di farle immaginare il futuro, un desiderio feroce si fa strada in lei. Inizia così una dolorosa discesa nel labirinto delle cliniche per la fertilità: esami, terapie sfiancanti e speranze tradite da un corpo che respinge ogni tentativo. Quando le possibilità della medicina in Italia sembrano esaurite, Chiara e suo marito Nicola intraprendono un viaggio lungo la "ferrovia sotterranea" della gestazione per altri. È un percorso raccontato con una franchezza disarmante, spogliato da ogni idealizzazione, un'odissea lunga sette anni piena di incognite e colpi di scena, tra l'individuazione di un'agenzia, la scelta della donatrice, lo spettro della pandemia, la ricerca di una gestante. La meta finale è l'Arkansas, nel Sud degli Stati Uniti: una terra di boschi, fucili e creature mitologiche (sirene sperdute in un Walmart, cerbiatti che indicano la strada, Elvis che esce dai jukebox). Qui Chiara e Nicola incontrano Daisy, la donna luminosa e fiera che renderà possibile la nascita di Lula, la loro bambina. Chiara Tagliaferri usa la letteratura per attraversare il dolore, la rabbia e l'amore che accompagnano questa avventura, fatta di paure che assumono le sembianze delle ombre di Twin Peaks e alleanze che aiutano a ritrovare il sentiero di mattoni gialli del Mago di Oz. Scritto mentre una legge, otto mesi dopo l'arrivo di Lula, rendeva la Gpa "reato universale" nel nostro paese - stabilendo che il desiderio di un figlio può diventare un crimine -, Arkansas è anche un atto di rivendicazione, una storia che estende il significato delle parole maternità e famiglia. Pur raccontando una vicenda personale e per molti versi eccezionale, queste pagine ci parlano di qualcosa che riguarda tutti noi: è un libro sull'amore che non ha bisogno di legami di sangue, sul nostro essere stati prima di tutto figli e figlie che hanno conosciuto l'incanto e lo spavento dell'infanzia, e sulla forza che può nascere da un'alleanza di corpi pronti a tutto pur di accogliere una nuova vita.

194 pages, Kindle Edition

Published May 12, 2026

Loading...
Loading...

About the author

Chiara Tagliaferri

8 books29 followers
È nata a Piacenza e ha lavorato a lungo come autrice di trasmissioni radiofoniche di successo per Rai Radio2, dove si è occupata di cinema, musica e spettacolo. Ha collaborato alla prima edizione del Festival “L’Eredità delle donne” a Firenze, con Serena Dandini come direttrice artistica. È una delle autrici di storielibere.fm, di cui ha coordinato i contenuti editoriali. Con Michela Murgia è stata autrice del progetto Morgana, podcast di storielibere.fm e libri editi da Mondadori, in cui vengono raccontate le storie di donne che hanno cambiato la storia e, un po', anche il mondo. È autrice del podcast Love stories, con Melissa Panarello, e di Les Diaboliques, un viaggio nell’universo di Diabolik e in quello della sua creatrice, Angela Giussani che, con la sorella Luciana, ha formato un duo di imprenditrici straordinario. Scrive per le pagine culturali di «Domani» e di altre testate. Un suo racconto è uscito nell'antologia Musa e getta (Ponte alle Grazie, 2021). Nel 2020 è stata premiata con il Women in Cinema Award alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, dove dall'anno successivo conduce gli incontri con registi, autori e interpreti a seguito delle proiezioni dei film di Orizzonti Extra. Con Maria Luisa Frisa è autrice e conduttrice del podcast di storielibere, Sailor. Anatomia del corpo attraverso la moda, in collaborazione con Camera Nazionale della Moda Italiana.

Il suo primo romanzo, Strega comanda colore (Mondadori), è uscito a maggio 2022.

Ratings & Reviews

What do you think?

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
144 (29%)
4 stars
200 (40%)
3 stars
121 (24%)
2 stars
18 (3%)
1 star
7 (1%)
Displaying 1 - 30 of 52 reviews
13 reviews2 followers
June 12, 2026
L'autrice ambisce ad ergersi paladina delle donne che affrontano percorsi complessi di PMA, ma solo dopo aver assicurato che la sua bambina bionda (ogni altra opzione non era contemplata) fosse al sicuro e legalmente riconosciuta. La stessa cautela opportunista adottata nei suoi silenzi su Gaza e sul caso Caffo in questi anni.
Il racconto di Tagliaferri mi ha lontamente ricordato, per alcuni versi, "Cose che non si raccontano" di Antonella Lattanzi, ma con una differenza sostanziale: Lattanzi scrive in modo magistrale, con profondità psicologica inedita; questo libro sa di storiella raccontata ex post, appoggiata sul finale felice già assicurato. Per quanto mi riguarda,
il risultato narrativo lascia l'amaro in bocca: un po' per il contenuto, ma soprattutto per l'autenticità mancata, per una voce che parla delle donne solo dopo aver vinto per sé.
Profile Image for Come Musica.
2,208 reviews687 followers
August 22, 2026
“L’Arkansas è un susseguirsi di boschi, supermercati Walmart e cartelli che pubblicizzano principalmente Dio (il mio preferito recita: IF YOU DIED TODAY DO YOU KNOW WHERE YOU’RE GOING? JESUS LOVES YOU). Pochissimi esseri umani.”

L’Arkansas è una meta ma è il viaggio fatto da Chiara (Tagliaferri) e Nicola (Lagioia) per realizzare il loro sogno di diventare genitori.

“Capire il cuore altrui è un lavoro e un affanno, a volte è più semplice affidarsi a un principio: le norme morali guidano i comportamenti, ma ghigliottinano le opportunità che contengono le storie.”

Un percorso lungo, un terreno impervio non sempre tutelato dalla legge. Lastoria di una maternità che non si può raccontare con una sola voce.
C’è la donatrice, c’è la gestante, c’è la madre.
Tre donne che non si tolgono nulla, ma si consegnano qualcosa: un gesto di cura, un pezzo di destino, una possibilità.

“Conosco le zone d’ombra che un percorso come quello della gestazione per altri porta con sé, ma so altrettanto bene quanto l’avventura che unisce me, Nicola, Daisy e Lula sia un atto di fede, pieno d’amore.
Ho dimenticato quasi tutto della mia vita prima di Lula. Sono arrivati nuovi tempi, nuove necessità, e lei ha riempito tutti gli angoli.
Non mi sono sentita più sola. Nemmeno per un attimo.”

La maternità, qualunque forma prenda, è sempre un atto di coraggio narrativo.

“Lula è il nostro fiume. Porta via tutto ciò che non serve più: rami, detriti, paure. L’acqua si insinua dove trova spazio e, se non lo trova, se lo prende. Come tutti i fiumi, è lento e violento insieme. Non ha memoria, ma lascia segni ovunque: sulle pietre, nei corpi, nei nomi dei paesi. Ti attraversa anche quando fai finta di niente. Dicono che, se ti bagni nelle sue acque, il fiume ti restituisce ciò che pensavi di aver sepolto per sempre.”
Profile Image for Martina Degl'Innocenti.
64 reviews3 followers
June 20, 2026
Il libro racconta l'esperienza di Tagliaferri e del marito con la GPA negli Stati Uniti, spiegando le procedure burocratiche e scandagliando le traversie emotive, le difficoltà, le gioie, i dilemmi morali, le paure e le soddisfazioni.

L'intento non sembra quello di convincere chi è contrario a questa pratica della sua bontà; ma piuttosto quello di raccontare la storia di una famiglia. E di conseguenza, con taglio consapevolmente politico, quello di rappresentare questo tipo di famiglie, di raccontare le varie figure coinvolte nel processo, di chiarire le sfaccettature di un sistema controverso che però non può essere giudicato semplicemente buono o cattivo, bianco o nero.
Ma, soprattutto, di dare piena dignità umana e civile ai bambini, in un momento storico in cui il Parlamento italiano legifera per cercare di impedire il ricorso alla GPA anche all'estero.

Ho apprezzato l'onestà nel non voler infiocchettare nulla, nel non scadere nella retorica e negli stereotipi: l'autrice racconta in modo finanche brutale l'elevato dispendio economico, il tradimento di alcuni principi morali fissati prima di trovarsi in certe specifiche situazioni, l'egoismo, il senso di inadeguatezza, i pregiudizi presenti su vari livelli della cultura italiana intorno alla maternità.
Profile Image for Chiara.
26 reviews2 followers
August 21, 2026
Per ricordarci sempre che il personale è politico. La criminalizzazione non porta a niente se non a pratiche clandestine che ledono la salute fisica e mentale di tutte le persone coinvolte.
Profile Image for Sara Tenuzzo.
4 reviews7 followers
May 20, 2026
Immensamente grata a Chiara per aver raccontato questa storia così intima, coraggiosa e potente. A mia volta fermamente convinta che il personale sia politico, e che solo quando scegliamo di avvicinarci all’infinita complessità delle storie, finalmente possiamo abbattere rigidissime convinzioni e muri di pregiudizi.
Penso che questo libro sia a noi necessario, soprattutto in Italia, ora più che mai.
Profile Image for Jessica.
323 reviews104 followers
September 10, 2026
"Essere madre senza utero e senza ovulo non è un reato ma è una colpa e le colpe in Italia a volte si ignorano e a volte si condannano senza nemmeno passare per un tribunale"

Ho iniziato questo libro dopo aver letto critiche, recensioni stroncanti e parole di odio per l'autrice, l'America, la gestazione per altri.
Io sull'argomento non ho un parere netto, non me la sento di ergermi a giudice di un dolore come quello di non potere avere figli, che è un dolore che non conosco ma so per certo sia in grado di spingere a fare scelte anche estreme se serve; come pure non so cosa si provi a voler portare avanti una gravidanza per altri e cosa spinga a voler fare un gesto di così totale altruismo. Le storie lì fuori sono tante, tutte diverse tra loro e diverse dalla mia!
Le critiche alla storia di Tagliaferri come pure al suo modo di raccontarla sono secondo me dovute soprattutto al fatto che non corrisponde al tipo di madre che ci si aspetta debba essere una donna: mai frivola, addolorata sì ma solo dal non poter procreare, disposta ad annullarsi.
Chiara Tagliaferri invece parla del suo ventre piatto quasi con orgoglio, perchè il dolore in questo libro passa per altrove non solo nel corpo, ma nell'immagine di lei che cerca bambini abbandonati nei cassonetti; lei sogna una bimba che deve avere occhi azzurri e capelli biondissimi, come se fosse scelta di una bambola dallo scaffale, ma solo perché il suo utero è rimasto arido e questo è l'unico modo per poter essere parte di questa nuova vita che crescerà ovvero sceglierle i geni migliori per far sì che cresca al sicuro nei nove mesi in cui non sarà lei a poterla portare in grembo.
Trovo questo libro molto bello, vero, senza fronzoli: racconta i fatti per come sono avvenuti, ci sono le procedure, le spese, le paure, le frivolezze, la politica che legifera e costringe a nascondersi, le scelte che si è costretti a fare e i princìpi di tutta una vita che si decide di calpestare, reinterpretare o forse mettere in pausa per un sogno più grande! C'è tutto in queste pagine e senza la patina di perbenismo che sembra dover essere necessario per trattare certi temi. Io dopo aver ascoltato la loro storia continuo a non avere un'dea su cosa sia giusto o sbagliato, ho solo compreso ancora di più la complessità dell'argomento e di quanto sia impossibile ergersi a giudici della vita altrui. Perché c'è tanto amore anche nelle scelte di vita diverse dalla nostra e questo libro lo spiega bene.
Profile Image for Barbara Bassi.
14 reviews1 follower
June 25, 2026
Un libro che, come il precedente di Chiara Tagliaferri 'Strega comanda colore', mi ha molto colpita. La scrittura di Tagliaferri ha una precisione matematica, che sa creare gli effetti desiderati. Mi sono commossa più volte non solo perché condivido i natali con l'autrice, ma perché mi ha fatto immedesimare in una situazione che non mi appartiene. Ed è questa la forza di questo libro, mostrarti un'esperienza inimmaginabile ai più. Penso sia un libro coraggioso e per questo anche criticabile, perché espone persone contemporanee con nomi e cognomi, specialmente una minore. La narratrice si descrive più volte come egoista, fino a risultare antipatica, un personaggio scomodo che - pur di ottenere i suoi obiettivi - addirittura è disposta ad andare contro i suoi valori (accettare una gestante che non voglia lavorare con coppie omosessuali). La narratrice dice anche "mai stata coraggiosa" ma quanto coraggio ci vuole per uscire allo scoperto dopo due anni a vivere nell'ombra per paura di essere arrestati a causa di una legge che, nel proprio amato Paese, rende lei e suo marito dei criminali? Questo è un libro sulla maternità, sulla tenacia e sul coraggio.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Giulia Angelica Garelli.
10 reviews
June 2, 2026
Chiara ci racconta che il personale è politica, lo fa senza pizzi e merletti, ma sviscerando le emozioni più crude e meschine dell’animo umano. Questo libro vince perché non dà alcun tipo di risposte, ma ti apre a un milione di domande. Tornerò qui, forse, quando sarò riuscita a rispondere ad almeno alcune.
Profile Image for Valentina Luciani.
10 reviews
June 10, 2026
Apprezzo la sincerità con cui Chiara Tagliaferri ha raccontato se stessa e le sue fragilità. È un libro coraggioso e ben scritto.
Profile Image for Marina.
362 reviews5 followers
August 9, 2026
Un libro complesso da spiegare e da “digerire" poiché tratta un argomento molto dibattuto anche all’interno dei femminismi, quello della gestazione per altri. L’autrice racconta dapprima il suo rapporto con la maternità, prima non desiderata e poi bramata con una forza incredibile e del percorso che l’ha portata a diventare mamma della piccola Lula, in un progetto collettivo di messa al mondo. Non ho ancora un’opinione definita e netta sul tema ma credo che una donna debba sempre essere libera di usare il proprio corpo come desidera, anche per generare la vita per altre persone (sempre che non vi sia coercizione). Forse solo approfondendo storie di questo tipo potremmo realmente capire le ragioni di chi ricorre a questo modo di “dare la vita” (per citare una figura molto presente tra le pagine, Michela Murgia). Il libro scorre come un diario, a volte un po’ lento nel ritmo ma nel complesso molto fruibile. Non tutte le scelte dell’autrice mi trovano concorde ma non mi sento di giudicare in nessun modo una situazione così personale e lontana da me come quella della ricerca di un/a figlio/a.

⭐️⭐️⭐️⭐️
Profile Image for Elenina.
59 reviews6 followers
August 15, 2026
mi è facile immedesimarmi in Chiara Tagliaferri probabilmente 'grazie' alla condanna che mi porto sulla testa da ormai 10 anni ma in ogni caso la sento vicina a me in un modo che non riesco a spiegare a parole.
Questo libro mi ha riempito di speranza per una vita ancora lontana ma non impossibile.
grazie Chiara! viva le famiglie che si scelgono con amore
Profile Image for Maria Luisa.
412 reviews7 followers
June 15, 2026
"In un Paese che alza muri e chiude porte, a Pesaro se n'è aperta una. Con queste parole: "Il minore deve essere tutelato al di là della modalità con cui è venuto al mondo.""
Profile Image for Arianna  Proserpio .
64 reviews3 followers
August 19, 2026
“Arkansas – Storia di mia figlia” è un memoir di Chiara Tagliaferri e racconta il percorso che lei e il marito Nicola Lagioia hanno affrontato per diventare genitori e arrivare alla nascita della loro figlia Lula attraverso la gestazione per altri negli Stati Uniti. È una storia che parte da un desiderio di maternità arrivato inaspettatamente e che si trasforma in un lungo percorso, fatto di tentativi falliti, terapie, speranze, delusioni e, alla fine, del viaggio in Arkansas e dell'incontro con Daisy, la donna che porterà avanti la gravidanza di Lula.

È un memoir stupendo, profondamente personale e sincero. Credo ci voglia davvero tantissimo coraggio per raccontarsi in questo modo, per parlare della propria vita, dei propri desideri e soprattutto dei propri pensieri più intimi, senza cercare di nascondere le parti più difficili o quelle che possono essere più complicate da spiegare agli altri. Mi sono sentita coinvolta nel loro vissuto, mi sono sentita accanto a loro in ogni momento raccontato nel libro, in ogni piccolo successo e in ogni grande delusione, nelle speranze, nell'attesa e nella paura che potesse andare storto qualcosa.

Prima di leggere questo libro avevo un'idea molto poco precisa di quello che pensassi realmente sulla gestazione per altri, cioè quella pratica attraverso la quale una donna porta avanti una gravidanza per conto di un'altra persona o di una coppia che diventerà genitore del bambino. È un argomento estremamente complesso, nel quale entrano in gioco tantissimi diritti, valori e questioni etiche: la libertà della donna sul proprio corpo, il rischio di sfruttamento, le condizioni economiche della gestante, il desiderio di diventare genitori e, soprattutto, la tutela del bambino. E proprio perché ci sono così tante questioni diverse che si sovrappongono, non mi sono mai sentita davvero in grado di avere un'opinione netta sulla GPA. Da una parte comprendo perfettamente le ragioni di chi vede il rischio di trasformare il corpo e la capacità riproduttiva di una donna in qualcosa che può essere acquistato, soprattutto quando entrano in gioco condizioni economiche e sociali complicate. Dall'altra, però, mi sono sempre chiesta quanto sia giusto che lo Stato decida cosa una persona possa o non possa fare con il proprio corpo e quanto sia possibile ignorare il desiderio, a volte enorme, di chi vuole diventare genitore. È uno di quegli argomenti in cui faccio fatica a vedere risposte semplici. Ci sono troppe variabili, troppe situazioni diverse e troppe persone coinvolte perché riesca a pensare che una posizione assolutamente netta possa spiegare tutto.
Ed è proprio qui che “Arkansas” mi ha colpita. Leggendo questo memoir, ho "vissuto" il desiderio di diventare genitori, l'attesa, la speranza, la paura, la delusione e la felicità. Ho "vissuto" quanto possa essere difficile continuare a sperare quando qualcosa che desideri con tutto te stesso continua a sfuggirti.
E credo che sia proprio questo uno dei grandi meriti del libro, non mi ha fatto necessariamente cambiare idea sulla GPA ma mi ha fatto cambiare il modo in cui la guardo. Quando se ne parla, molto spesso, lo si fa in astratto. Si parla di sfruttamento, di diritti, di libertà, di mercificazione del corpo, di maternità, di famiglia. Si parla di quello che dovrebbe o non dovrebbe essere consentito.
Molto meno spesso, però, ci fermiamo a guardare le persone che ci sono dentro.
Qui invece ci sono Chiara e Nicola, con il loro desiderio di diventare genitori, con le loro paure, le loro aspettative e tutte le difficoltà che affrontano lungo il percorso. E c'è Daisy, la donna che decide di accompagnarli in questa esperienza e che diventa una parte fondamentale della loro storia. Il rapporto che nasce tra loro rende ancora più difficile ridurre tutto a una semplice questione di denaro o di “corpo in affitto”. Quello che emerge dal racconto è un rapporto umano, fatto di fiducia, cura e affetto.
Naturalmente, questo non significa che la storia raccontata nel libro possa essere automaticamente applicata a tutte le forme di GPA. So perfettamente che esistono situazioni molto diverse, Paesi nei quali le donne possono essere realmente sfruttate e contesti nei quali il confine tra libera scelta e necessità economica può diventare estremamente sottile. Ma forse è anche il motivo per cui avrei preferito che la discussione sulla GPA partisse dalla necessità di regolamentare e tutelare, piuttosto che semplicemente criminalizzare.
In Italia la situazione è diventata ancora più complessa con la legge n. 169 del 2024 che ha previsto che la gestazione per altri realizzata all'estero da cittadini italiani possa essere perseguita anche nel nostro Paese, trasformandola di fatto in quello che è stato definito un “reato universale”. Questo significa che una persona può essere perseguita penalmente anche quando si trova in un altro Paese e compie una condotta che, in quel Paese, è lecita e regolamentata.
La tutela del minore, per me, dovrebbe venire prima di qualsiasi crociata ideologica.
Si può essere favorevoli o contrari alla GPA. Si può pensare che debba essere vietata, regolamentata o completamente ripensata. Si può discutere per ore delle responsabilità degli adulti e dei diritti della gestante. Ma il bambino non ha responsabilità. Mi ha fatto riflettere moltissimo la decisione del Tribunale per i minorenni di Ancona del maggio 2025, relativa a una coppia di uomini di Pesaro e al loro secondo figlio, nato negli Stati Uniti attraverso la GPA. Il Tribunale ha riconosciuto l'adozione del bambino da parte del secondo padre, nonostante nel frattempo fosse entrata in vigore la nuova normativa italiana.
Forse sono proprio questi piccoli spiragli di lucidità che mi fanno continuare a credere in quello che ho studiato e, soprattutto, nel motivo per cui ho scelto di dedicare una parte così importante della mia vita al diritto. Perché dietro le norme, dietro le sentenze e dietro ogni controversia ci sono persone, e ricordarselo dovrebbe essere il punto di partenza di qualsiasi sistema giuridico.

Ho apprezzato tantissimo la sincerità con cui Tagliaferri racconta se stessa. Non cerca di mostrarsi sempre forte, lucida o sicura. Racconta le proprie contraddizioni, le proprie paure, la rabbia, la sofferenza e anche quei pensieri che probabilmente è difficile ammettere persino a se stessi.
C'è poi una frase che Michela Murgia ha detto a Tagliaferri e che, secondo me, racchiude perfettamente il senso più ampio del libro: "Ho iniziato a scrivere questa storia perché Michela mi ha insegnato a non stare zitta, ricordandomi che il personale è sempre politico".
Quella che potrebbe sembrare soltanto la storia privata di una donna che vuole diventare madre diventa inevitabilmente qualcosa di molto più grande nel momento in cui viene raccontata. Diventa una storia che parla di maternità, di famiglia, di corpo, di desiderio, di diritti e di leggi. Parla di ciò che una società considera accettabile e di ciò che decide invece di condannare. E soprattutto dimostra quanto sia difficile separare completamente la vita privata dalle questioni politiche quando sono le leggi dello Stato a decidere cosa possiamo o non possiamo fare.
Profile Image for Alessandra Valentino.
97 reviews11 followers
June 2, 2026
Commuovente. C’è tanta sofferenza dietro questo racconto, ti ci immedesimi e trovi il coraggio di andare avanti solo pensando che, per fortuna, tutto si è concluso nel migliore dei modi.
Profile Image for Tiresia.
288 reviews2 followers
August 4, 2026
Godibile, ma con varie perplessità.
È un racconto sincero su un tema complesso, ma sembra rimanere sempre in superficie, non trasmette granché
Profile Image for Vale P.
33 reviews1 follower
Read
May 16, 2026
ho dimenticato quasi tutto della mia vita prima di Lula
Profile Image for Monny.
102 reviews1 follower
July 23, 2026
Una donna scrive un diario. Vi annota ciò che mangia, gli stivali texani che stava per comprare in uno spaccio per cowboy, la bellezza del lago intorno al quale ha passeggiato per giorni aspettando la nascita di sua figlia. Compra un album e vi raccoglie i biglietti dell'aereo che l'ha portata in America, le cartoline del lago, la fotografia del pancione dentro cui cresce la sua bambina.
Un pancione che però non è il suo, ma è il corpo di un'altra donna, diventato il nido perché quella bambina possa arrivare alla sua mamma "intenzionale", colei che la aspetta cercando di trattenere ogni istante sulla carta, per poterle raccontare un giorno: io ero qui, ti aspettavo. “Per creare una permanenza”.
E’ dall’idea di un diario privato che poi si fa pubblico che nasce Arkansas di Chiara Tagliaferri, un memoir letterario che racconta il lungo percorso che ha portato lei e Nicola Lagioia ad abbracciare finalmente la figlia Lula, dopo anni di tentativi e sofferenze, prima provando diverse volte la fecondazione eterologa, che si rivela inefficace, per approdare infine alla Gestazione per Altri, una pratica che oggi in Italia è perseguita penalmente anche quando viene realizzata all'estero. A proposito di ciò, è significativo che l'editore senta il bisogno di precisare, in una nota introduttiva, che il libro "non ha finalità promozionali rispetto a pratiche mediche o giuridiche", ma costituisce semplicemente la restituzione di una memoria personale, inevitabilmente soggetta a semplificazioni e omissioni.
Arkansas è la storia di una vita individuale, di una coppia, di un desiderio di maternità che incontra ostacoli insormontabili fino ad arrivare a questa scelta che non ho paura a chiamare estrema, nel senso di “ultima”. Una scelta a cui l’ autrice arriva dopo una discesa dolorosissima nell’inferno dell’infertilità: «Cercare di avere un figlio ti fa sentire malata», scrive la Tagliaferri. Il corpo diventa un nemico incapace di rispondere ai tuoi desideri e «finisci per non riconoscerlo come tuo, nessuno vuole vivere in un cimitero di macerie". Il desiderio, a quel punto, sfiora l'ossessione. Chiara arriva persino a infilare la testa nei cassonetti nella fantasiosa speranza di trovarvi un bambino abbandonato. È un'immagine quasi surreale, ma rende con forza la misura della disperazione. Ed è proprio quando tutto sembra definitivamente perduto che compare, quasi follemente, l'ipotesi della gestazione per altri. Come un nuovo orizzonte possibile, come promessa di futuro. Anche il marito accoglie quella prospettiva e da lì prende avvio un secondo viaggio, altrettanto lungo, difficile, enormemente costoso, fatto di documenti, accordi, assicurazioni, clausole, bonifici. Un percorso che pretende un salto nel futuro passando attraverso un presente lunghissimo, fatto di calcoli delle probabilità, di speranze e del terrore che tutto possa ancora, di nuovo, fallire. Non credo che Arkansas abbia l'ambizione di far cambiare idea a chi guarda con contrarietà alla gestazione per altri, e francamente non credo nemmeno sia possibile che un’esperienza personale basti per mettere in discussione un’idea. Però credo che un merito lo possa avere, quello cioè di farci entrare, come spettatori, dentro un percorso umano reale: quello di coppie omosessuali ed eterosessuali che attraversano strade diverse per arrivare alla genitorialità, quando un percorso naturale non è possibile. E di mostrarci cosa accade quando dietro una scelta controversa non ci sono soltanto idee, ma persone vere con il loro carico di desideri e di vita vissuta.
Profile Image for Gabriella .
344 reviews10 followers
July 4, 2026
Una bambina nata in un ospedale 
americano e una legge italiana che, nel 
frattempo, trasforma il desiderio che ha 
fatto sì che quella bambina nascesse in 
un crimine,  ed è nello scarto degli otto 
mesi che separano quella nascita dalla 
trasformazione della gestazione per altri 
in reato universale che nasce l'ultimo libro di Chiara Tagliaferri.

"Arkansas" è il memoir con cui Chiara 
Tagliaferri racconta i sette anni che 
l'hanno portata a diventare madre di Lula attraverso la gestazione per altri, 
realizzata negli Stati Uniti insieme al 
marito Nicola Lagioia. Nasce da 
un'urgenza doppia: quella intima di 
mettere ordine in un'esperienza 
dolorosissima, e quella politica di 
raccontarla proprio mentre in Italia la GPA è stata trasformata in reato universale, 
pochi mesi dopo la nascita della bambina.

Pur non essendo, in generale, 
appassionata dello stile narrativo 
dell'autrice, ho letto questo piccolo 
volume in due giorni anche perché mi 
interessava molto l'argomento della GPA. 

Non è certo un fenomeno letterario, lo 
stile resta semplice, a tratti piatto; l'autrice usa riferimenti pop (da Twin Peaks al 
Mago di Oz, da Sailor Moon a Elvis) per 
dare forma simbolica a un'esperienza che 
altrimenti rischierebbe di restare solo 
clinica, ma è proprio questa semplicità a 
funzionare, perché toglie distanza tra il 
lettore e un'esperienza che ha bisogno di arrivare diretta.

Tagliaferri semplifica ma non edulcora 
nulla (la diagnosi di menopausa precoce, i tentativi falliti, il rapporto logorato con il 
proprio corpo, la rabbia, il senso di colpa 
verso le accuse di sfruttamento che la 
scelta della surrogacy può attirarle anche da parte del femminismo di cui è 
sostenitrice) e ne esce un racconto 
sincero, commovente, capace di generare empatia. 

Semplici ma disarmanti, in questo senso, sono anche gli omaggi a Michela Murgia, che attraversano il libro con una 
tenerezza che colpisce maggiormente di quanto farebbero pagine più elaborate.

Il pregio più grande di questo libro resta 
l'intento dichiarato di rendere "il personale politico". Tagliaferri non usa la propria 
storia per chiedere assoluzione, ma per 
aprire una riflessione pubblica nel 
momento esatto in cui quella riflessione, 
in Italia, è diventata materia penale. Resta però un limite, di cui l'autrice stessa è 
consapevole: è un percorso che parte da una condizione di privilegio, economico 
prima ancora che culturale. 

Un altro limite è la mancanza della 
prospettiva di Daisy, la gestante. È una 
voce che nel discorso sulla GPA conta, 
ma qui resta sullo sfondo, soprattutto 
perché è un racconto personale, con un 
unico punto di vista.

Letto insieme a "Dare la vita" di Murgia, 
"Arkansas" si intreccia e completa: il primo offre l'impalcatura etica e giuridica 
attraverso una riflessione teorica e 
politica, il secondo  dà corpo e emozione a un'esperienza personale. 

È un'opera che diventa un piccolo gesto 
prezioso, sincero e semplice nel senso 
migliore del termine,  e che vale la pena 
leggere anche solo per aprire una 
riflessione su un tema che in Italia è, 
letteralmente, criminalizzato.
Profile Image for Ivana Librici.
26 reviews1 follower
August 8, 2026
Libro indubbiamente interessante. L'ho letto per avere un punto di vista diverso dal mio e per approfondire un tema molto complesso e controverso e in questo senso non mi ha deluso. L'autrice racconta il percorso di nascita della figlia con grande sincerità. Non teme di mettersi a nudo nel mostrare il suo desiderio, anche negli aspetti meno edificanti come ad esempio la scelta su catalogo delle caratteristiche genetiche delle donatrici di ovuli e i complessi e costosi procedimenti per portare avanti prima la fecondazione in vitro e poi la gestazione. Se da un lato la sincerità è un indubbio pregio, dall'altro le problematiche etiche non mi sono sembrate molto approfondite. Le gestanti (che sono tre, compresa Daisy, quella che ha portato in grembo la bambina) non sono donne in una difficoltà economica che non permette loro di mangiare o avere un tetto sulla testa, ma nemmeno paiono benestanti. Forse qualche pagina in più dedicata al loro punto di vista non avrebbe guastato. Cosa prova Daisy dopo il cesareo oltre alla fretta di mettersi in piedi perché ha molto da fare? Come è avvenuto il distacco dopo la nascita? Come ha vissuto il post parto? L'autrice rimane ben salda sul suo punto di vista, sulle sue paure. Infine manca una riflessione sulla figlia che vada oltre il suo ruolo di figlia, appunto, e che contempli il suo sentire di persona quando sarà grande. Se avrà piacere che la storia della sua nascita sia stata resa pubblica senza essere interpellata. L'autrice giustifica questa mancanza con l'intento politico, per una affermazione dei diritti della figlia, producendo così un cortocircuito logico tipico di una aporia.
Profile Image for Silvia Pevato.
160 reviews1 follower
June 2, 2026
L’Arkansas è lo Stato americano in cui è nata la figlia di Chiara Tagliaferri e Nicola Lagioia: Lula tanto desiderata, tanto cercata e finalmente trovata sotto il cavolfiore o portata dalla cicogna - che le ha lasciato un segno con il becco - grazie a una Gestazione Per Altri, la famosa e tanto discussa GPA.
In questo libro si entra dentro ai pensieri e alle vicissitudini legate alla procreazione di una coppia famosa, schierata, impegnata, femminista e per i diritti di tutti e di tutte. È un viaggio intenso, difficile perché per definizione controverso, ma ovviamente e incredibilmente pieno di amore.
Tagliaferri non risparmia niente, nemmeno la minuta delle spese di una scelta che non è per tutte le coppie in cerca di un figlio o una figlia. Non risparmia niente nemmeno a se stessa, fa quell’operazione che anche a me riesce benissimo: di anticipare le eventuali critiche altrui con una raffica di commenti e pensieri autocritici.
È un libro bellissimo, lo consiglio infinitamente. Perché il personale è politico e perché dimostra come si possa trovare l’amore anche dove non ci sia aspettava che ci fosse. Io ad esempio ero molto scettica sulla GPA e ora non più.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Eleonora.
25 reviews
August 6, 2026
Un libro necessario, una storia che doveva essere raccontata per mostrare un diverso lato della medaglia, quello personale, lontano dal discorso pubblico ma che si fa politico nella narrazione, nell’esposizione delle difficoltà, del dolore, delle scelte, ma anche - e soprattutto - della gioia condivisa, di una maternità che si fa unione e legame (d’altronde non ci voleva un villaggio per crescere un figlio?).
5 per il tema e il coraggio, 3.5 per lo stile. Mi ha ricordato Cose che non si raccontano di Antonella Lattanzi, sebbene la scrittura sia più sciolta; ho faticato un po’ nelle digressioni su sirene e cartoni animati, ma lacuna mia.
Michela Murgia manca anche a noi che non la conoscevamo personalmente, e averla letta nelle parole di una cara amica proprio nei giorni che precedono l’anniversario della sua scomparsa (quando è andata a “fare la regina di un altro regno”) è stato toccante. Un plus anche l’incrocio di tempi e strade con la stesura de La città dei vivi.
Le autrici che scavano nel personale in questo modo (vedi Lattanzi, D’Adamo, Ernaux) restano sempre, per me, l’inarrivabile letterario.
Profile Image for Martina.
30 reviews4 followers
August 7, 2026
Di questo libro ho apprezzato soprattutto il coraggio.

L'autrice si mostra esattamente per quello che è, una donna privilegiata, abbastanza bianca, abbastanza ricca, abbastanza magra, in una posizione sociale che le permette di poter conseguire il suo desiderio più grande ovvero diventare madre, a tutti i costi (letteralmente).
E lo fa senza ergersi a paladina della genitorialità, senza infiocchettare la maternità come un desiderio innato. Non ci racconta di come a 10 anni già provasse un istinto materno incrollabile che la portava a prendersi cura delle sue bambole, no, ci racconta di come sia arrivata inesorabilmente tardi alla consapevolezza di voler diventare madre e di come il suo corpo non abbia più voluto collaborare. E allora decide di ricorrere alla GPA, di affrontare spese, viaggi, frustrazioni, in un paese che nello stesso periodo decide di far diventare la gestazione per altri un reato universale.
D'altronde è proprio vero, di questi tempi essere madri richiede una certa dose di coraggio.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Mirrordance.
1,806 reviews95 followers
Read
July 19, 2026
Un racconto personale ed autobiografico. Ci sono mille modo di vivere aspirazioni e desiderio di maternità. una storia che invita a riflettere su come le storie personali sono appunto quello, personali e ci sono mille sfumature di vi9vere e sentire.
Eccessivo il disclaimer iniziale che fa pensare anch'esso.
L'unica riflessione che mi sento di condividere a caldo è che c'è sempre qualcuno che si sente più puro e giusto degli altri e che si autorizza a giudicare gli altri qualora il co0nfine del "giusto" è il confine del proprio vissuto e sentito, anche in assenza di dolo o danno nei confronti di altri.
E qui si aprirebbe un discorso più ampio e più generale.
Profile Image for Marta Folgarait.
755 reviews9 followers
August 3, 2026
La storia della figlia di Chiara Tagliaferri nata con la GPA. Tutte le traversie burocratiche, emotive, politiche attraversate con coraggio, determinazione, rabbia e dolore con l'unico grande desiderio di diventare madre, di diventare famiglia con il compagno Nicola La Gioia. La legge diventata esecutiva al momento non è retroattiva e Lula, per il momento, è salva con i suoi genitori.
Una storia raccontata con coraggio e amore.
Il tema è molto tosto e le opinioni sono sicuramente discordanti tra loro. Ma io non mi arrogo di nessun giudizio su tale argomento e auguro che nessuna legge possa violare il diritto di Lula a vivere con i suoi genitori.
Displaying 1 - 30 of 52 reviews