Sono passati quattro secoli dallo Spaccarsi di Dio. Da quando la terra si aprì permettendo a cento Esseri immortali di solcare il nostro mondo.
Convinti di operare secondo la volontà di Dio, gli Emissari e i loro enormi Raiki hanno distrutto gli antichi regni degli uomini, e ne hanno costruiti di nuovi, generando guerre e terrore.
Io sono figlio di questo terrore. Il mio nome è Tristan, e sono un orfano, uno schiavo. La mia vita è distrutta già dalla nascita, e la colpa è tutta loro.
Ora mi trovo qui, imprigionato nella fortezza di Lord Grond, l’Emissario più mostruoso dei Cento, costretto a raccontare ai suoi servi la storia del mio viaggio con Lei. Lei mi ha ingannato. Lei mi ha tradito. E io non le devo niente.
Nessun Emissario, nemmeno Lei, merita il mio silenzio.
Ho comprato questo libro con grande gioia. Seguo Armenia da diversi anni e vedere nei loro cataloghi un giovane scrittore italiano, mi ha resa onestamente felice. Sono una grande sostenitrice del fantasy e, in generale, penso che le nostre penne non abbiano nulla da invidiare a quelle straniere. Quindi, quando l'autore ha annunciato che il suo libro sarebbe stato disponibile già al salone del libro di Torino, mi sono fiondata a comprarlo. Purtroppo però è stata una lettura difficile, se non a tratti fastidiosa. Non saprei neanche da cosa iniziare. Tristan è un personaggio che vuole essere carismatico e ironico come Gabriel de "l'Impero del Vampiro" (da cui l'autore stesso dice di essersi ispirato). Il problema è che non ha lo spessore del protagonista del romanzo di Kristoff. I suoi interventi, nella maggior parte dei casi, sono fastidiosi, ripetitivi e, secondo me, non aderenti al mondo per il lessico. Sembra di sentire parlare un qualsiasi ragazzo dei giorni nostri, invece di un ragazzo reso schiavo e costretto a combattere per gran parte della sua vita. Non è che tutti debbano essere cupi, ognuno reagisce ai traumi in modo diverso, ma Tristan è solo un personaggio bidimensionale dall'inizio, alla fine della narrazione. Ho trovato il tentativo di rendere i suoi dialoghi taglienti e ironici abbastanza maldestro. Se l'idea era dipingerlo come un protagonista sveglio, che sta attento ai dettagli e che riesce a strappare anche un sorriso al lettore (come fa spesso Gabriel), purtroppo l'esperimento, almeno per me, è fallito. L'unica cosa che sembra fare bene è leggere la mente della co-protagonista fin quasi dal loro primo incontro. E dire che viene ribadito spesso che lui 'sti Emissari non li ha mai visti... Poi non si capisce cosa pensi della co-protagonista. Prima la odia, prova a scappare, prova ad ucciderla e poi, improvvisamente, si sta innamorando di lei (?) dopo 5/6 giorni (???). Parlando di Weyla. Doveva essere il personaggio forte, la donna che non si fa fermare da niente e da nessuno. Tosta, bellissima, fortissima, tutto -issima. In tutto questo superlativo, emerge solo una Mary Sue che per intimidire il protagonista che, per mettere a disagio il protagonista (che, ricordiamo, è SPAVENTATO da lei e la ODIA) si spoglia. Così. Poco dopo averlo conosciuto. Non contenta, per showare il suo disprezzo verso gli umani, gli accenna un lavoretto di mano. Così. La donna che è una divinità (con tanto di letterina da Dio in persona!) deve scendere a queste scenette da brutto film per intimidire un ragazzino a cui potrebbe schiantare la testa quando vorrebbe? Siamo ancora fermi a questo? E dire che speravo che questo tipo di fantasy ce lo fossimo lasciati nel 2010. Poi ho una domanda: ma la bambina che si porta dietro è viva? Perché non parla mai, non interviene, non fa praticamente nulla se non, a un certo punto, sorridere a un Raikus. Non capisco perché lei ci si sia affezionata così tanto. O meglio, mi viene detto che è perché ha "istinto materno", ma questo istinto non è mai in scena, non realmente. L'autore non ci fa mai vedere quando ci parla. Ci dice che lo fa, ma non c'è una rappresentazione di queste interazioni. Sembra più un pacco Amazon che una bambina salvata da un massacro. Parlando della scrittura. Anche qui, io mi sono trovata molto in difficoltà ad andare avanti. Nella prima parte del romanzo (circa le prime 130 pagine) Tristan fa SEMPRE lo stesso, identico ragionamento. Piano per fuggire - si rende conto che non funzionerà- lo fa lo stesso-fallisce-si da dell'idiota-si rassegna per due pagine a seguire Weyla. Ripetere. In questo, aggiungiamo che non fa altro che sottolineare ogni volta che può, perché così il lettore non se lo dimentica, che la odia. La punteggiatura, come anche gli a capo, è usata con grande fantasia e ci sono diversi refusi. Sospetto che non sia stata fatta una correzione di bozze, Perchè se no non me lo spiego (è il taccuino di HAVEL come viene detto all'inizio o ABEL? Me lo sono chiesta per tutta la lettura finché HAVEL non consegna il suo taccuino a Tristan, dopo un generoso infodump sui Raiki)In alternativa, penso che l'autore volesse, anche in questo caso, provare a emulare Kristoff, con il risultato però che la sua prosa ne esce a singhiozzi. I combattimenti poi contengono diversi termini tecnici che non li rendono più comprensibili (anzi), ma soprattutto non sono avvincenti, nonché poco credibili (ricordiamo l'avversario a cui Tristan spacca il ginocchio che, invece di cadere a terra urlando, continua a zoppicare). Per quello che riguarda la struttura narrativa, si nota ancora di più l'ispirazione a "l'Impero del Vampiro." In sé non ci sarebbe niente di male - ne che l'abbia inventata Kristoff-, però l'inizio è praticamente identico (con anche la serva che entra per portare il vino -salvo che questa non è bellissima come Meline) come anche altre parti (tipo quando Brego gli chiede di spiegargli perché odia così tanto gli Emissari, quando chiaramente non è un'informazione che gli dovrebbe interessare). Tra Brego e Tristan forse si voleva ricreare la stessa chimica che c'è tra Gabriel e Jean-Francoise, ma ne esce un teatrino noioso, durante il quale Tristan non fa altro che ricordare al lettore quanto Brego sia brutto. A questo, aggiungiamo una versione trita e ritrita del grimdark con città tutte brutte, sporche, che puzzano di piscio&escrementi e, ovviamente, classica scena di massacro con donne stuprate. E ovviamente, a seguire, una scena di tentato stupro di una ragazza in una locanda. Again, speravo che fossimo andati avanti. Che il grimdark fosse diventato qualcosa di più dei soliti stupri&sporcizie varie.
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