"La salute mentale materna viene spesso raccontata come una sola trama, un solo copione. O sei la madre che ce la fa, o sei la madre a pezzi. E invece, più spesso, le due cose si alternano, si sovrappongono, convivono nella stessa giornata, a volte nella stessa ora. La maternità non é uno stato: é un verbo."
É un libro che dà conforto e aiuta le madri a sentirsi meno sole e più comprese. Un libro che sfata miti e ne normalizza luci e ombre, soprattutto le ombre, troppo spesso demonizzate. É un libro che farei leggere a chiunque venga interessato dalla maternità: neomamme, neopapá, neononni. Un libro che avrei voluto leggere nel mio quarto trimestre.
Un libro necessario che esplora la matrescenza. Ho particolarmente apprezzato l’approfondimento sul quarto trimestre e le pratiche contemporanee e antiche di cura della madre (oltre che del neonato, di cui si legge anche troppo!).
Unica (grande) pecca: mi ha abbastanza infastidito leggere interi paragrafi palesemente generati dall’intelligenza artificiale - il cui stile mi ricordava un post Instagram di bassa lega. Se ne può comprendere l’uso, ma almeno l’editing nella forma sarebbe auspicabile…