Quando nasce un bambino, tutti gli sguardi sono rivolti a lui. I manuali di gravidanza ci spiegano come curare il cordone ombelicale, come interpretare i pianti e affrontare le notti insonni. Ma cosa succede alla donna che lo ha appena messo al mondo? Dove finisce la persona che è stata per decenni e chi è la sconosciuta che ora abita il suo corpo? In Supernova, la giornalista Nina Gigante analizza la trasformazione più radicale, complessa e ignorata nella vita di una donna. Con una scrittura onesta, poetica e documentata, ci svela che diventare madri non è un interruttore che si accende all’istante con il parto. È un evento cosmico che prevede un collasso e una rinascita insieme, proprio come una supernova, un’esplosione da cui si genera un universo nuovo. Attraverso un intreccio illuminante di neuroscienze, antropologia, psicologia, femminismo e vissuto personale, questo libro ci regala le parole che ci sono finora mancate per descrivere questa metamorfosi, a partire dal concetto rivoluzionario di matrescenza – un processo profondo e turbolento, paragonabile all’adolescenza – per smontare, via via, i miti più tossici della nostra cultura e indagare le verità più scomode del post partum. Accetteremo che l’amore e la cura si imparano nella relazione, e non sentirsi “subito madri” non fa di noi delle madri sbagliate. Ci concederemo il diritto di provare ambivalenza, rabbia, fatica e persino pentimento. Reclameremo la necessità di un tempo lento, riscoprendo le reti di cura e le tradizioni dimenticate in una società che ci vuole subito performanti. Impareremo che la gravidanza e la cura non “rimbambiscono” il cervello, ma lo riorganizzano e lo specializzano. Infine condivideremo il peso del carico mentale e della solitudine per riportare la maternità al centro del discorso politico e sociale. Supernova non è l’ennesimo libro su come crescere un figlio felice. È una mappa essenziale per chi si sente fuori fuoco, per chi non si riconosce più e per chi vuole abitare la propria maternità con consapevolezza, libertà e una gioia nuova, ruvida e autentica.
"La salute mentale materna viene spesso raccontata come una sola trama, un solo copione. O sei la madre che ce la fa, o sei la madre a pezzi. E invece, più spesso, le due cose si alternano, si sovrappongono, convivono nella stessa giornata, a volte nella stessa ora. La maternità non é uno stato: é un verbo."
É un libro che dà conforto e aiuta le madri a sentirsi meno sole e più comprese. Un libro che sfata miti e ne normalizza luci e ombre, soprattutto le ombre, troppo spesso demonizzate. É un libro che farei leggere a chiunque venga interessato dalla maternità: neomamme, neopapá, neononni. Un libro che avrei voluto leggere nel mio quarto trimestre.
Un libro necessario che esplora la matrescenza. Ho particolarmente apprezzato l’approfondimento sul quarto trimestre e le pratiche contemporanee e antiche di cura della madre (oltre che del neonato, di cui si legge anche troppo!).
Unica (grande) pecca: mi ha abbastanza infastidito leggere interi paragrafi palesemente generati dall’intelligenza artificiale - il cui stile mi ricordava un post Instagram di bassa lega. Se ne può comprendere l’uso, ma almeno l’editing nella forma sarebbe auspicabile…