Jump to ratings and reviews
Rate this book

L'ultimo dei cento

Rate this book
Sono passati quattro secoli dallo Spaccarsi di Dio. Da quando la terra si aprì permettendo a cento Esseri immortali di solcare il nostro mondo. Convinti di operare secondo la volontà di Dio, gli Emissari e i loro enormi Raiki hanno distrutto gli antichi regni degli uomini, e ne hanno costruiti di nuovi, generando guerre e terrore. Io sono figlio di questo terrore. Il mio nome è Tristan, e sono un orfano, uno schiavo. La mia vita è distrutta già dalla nascita, e la colpa è tutta loro. Ora mi trovo qui, imprigionato nella fortezza di Lord Grond, l’Emissario più mostruoso dei Cento, costretto a raccontare ai suoi servi la storia del mio viaggio con Lei. Lei mi ha ingannato. Lei mi ha tradito. E io non le devo niente. Nessun Emissario, nemmeno Lei, merita il mio silenzio. Devo raccontare. Devo guadagnare tempo. Devo fuggire.

Kindle Edition

Published June 4, 2026

Loading...
Loading...

About the author

R. F. Obsydios

1 book5 followers

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
28 (45%)
4 stars
19 (31%)
3 stars
8 (13%)
2 stars
4 (6%)
1 star
2 (3%)
Displaying 1 - 26 of 26 reviews
Profile Image for Sacha.
92 reviews10 followers
June 15, 2026
So che ci sarebbe tutto un discorso in merito agli autori di fantasy italiani (una chimera per i più), e dell'attrito tra gli scrittori di nicchia e chi invece fa il suo debutto con una nota CE. Ma, per citare la battuta di un famoso film, francamente me ne infischio.

Togliamoci subito il tarlo: l'incipit ricorda un certo Gabriel De Leon? Sì, ovvio. Così come Vaelin Al Sorna prima di lui. Così come Kvothe prima di loro. E chissà quanti altri che hanno fatto ricorso allo stesso espediente narrativo.
Io sono sempre stato dell'idea che, se devi prendere ispirazione, attingi dal meglio che ti circonda e rendilo tuo. Giacché l'originalità non dovrebbe essere un parametro di valutazione in ambito fantastico (a differenza della fantascienza o del weird) bensì la freschezza che un autore è in grado di apporre a un genere antico come l'umanità stessa. Reinterpretando la materia comune. Inserendoci il proprio vissuto, la propria sensibilità, il proprio tempo.

E in termini di freschezza, questo libro si beve come una fonte d'acqua dopo tre giorni arsi nel deserto. Lo stile è asciutto, immediato. Con un protagonista che mi ha subito ricordato Il ladro linguanera. Stesso spirito, stessa faccia da schiaffi. Non la testa più sveglia del reame ma si fa apprezzare.
E poi ci sono i draghi. Che qui non si chiamano draghi. Un po' come i Rathalos. Però senza le ali.

(a proposito, circa la questione Havel/Abel: che sia un adattamento morfologico? Dopotutto le note fanno parte del comparto paratestuale, e per questo fuori dal tempo di narrazione presente. Un semplice pensiero.)

Quindi, è un buon esordio? Lo è.
È un fantasy perfetto? Certo che no, ma nemmeno la Licanius Trilogy lo era. C'è largo margine di crescita.
Ne consiglio la lettura? Dipende. Con che spirito siete soliti affrontare una nuova storia? Da inquisitori o avventurieri?
Profile Image for Virg.
2 reviews
May 28, 2026
Scrittura piacevole, ritmo incalzante e ambientazione fantasy ben strutturata! Lo avrei preferito addirittura più lungo per passare più tempo con i personaggi!
Ci lascia poi con un colpo di scena che chiede a gran voce un seguito!
Profile Image for David Montevecchi.
8 reviews
June 19, 2026
Bello, bello, bello. Veramente ben scritto, una piacevole scoperta. Libro di esordio per questo giovane autore. Mi ha rimesso voglia di leggere libri Epic fantasy con un non so che di medievaleggiante. I personaggi sono scritti bene, la storia incuriosisce e di certo non si conclude. Il mondo ha molto ancora da dire, così come il protagonista. L' autore ha coraggio e non aggiungo altro. Spero non tarderà troppo il secondo volume. È riuscito anche a colpirmi con due colpi di scena nella parte finale della narrazione. Consigliato!!
Profile Image for Lofi.
14 reviews2 followers
June 12, 2026
Cercavo un fantasy, non un romantasy. Se poi ci fossero stati anche i draghi, tanto meglio. Ho trovato 𝐿’𝓊𝓁𝓉𝒾𝓂𝑜 𝒹𝑒𝒾 𝒸𝑒𝓃𝓉𝑜. Fantasy è fantasy, e ci sono i Raiki. Belli i Raiki. Non sono propriamente dei draghi, ma poco ci manca.

L’ultimo dei cento si apre introducendoci quella che è l’attuale situazione di Tristan (aaah, Tristan ♥️), un giovane combattente ventenne che si risveglia prigioniero nella fortezza di Lord Grond, signore di Ederlen. Fin dalle prime pagine, il ragazzo ci viene presentato come sopravvissuto a un tradimento: quello di Weyla, un’Emissaria. Come si è ritrovato Tristan in questa situazione? E chi sono gli Emissari? Questi ultimi, per la precisione, sono cento esseri immortali e incredibilmente potenti, mandati anni or sono da Dio sulla terra. Emersi quattrocento anni prima dalla spaccatura di Osterhavedt per governare il mondo a cavallo dei loro Raiki, con i quali condividono un legame telepatico, gli Emissari si sono imposti come signori della guerra, comandanti di eserciti, re o regine di grandi città.

Attraverso la voce di Tristan e tutta una serie di flashback, scopriamo il passato del giovane e veniamo a sapere che il Raikus di Weyla, Barahir, era stato rapito da Lord Grond per scopi prettamente bellici. Tristan si ritrova così a fare da guida a Weyla proprio verso la città di Ederlen con l’obiettivo di salvare il povero Barahir. Gentilezza? No, affatto. Tristan odia gli Emissari, ma è uno schiavo e, come tale, viene obbligato a svolgere il suo compito… nonostante cerchi letteralmente (e inutilmente) di filarsela a gambe levate per tutto il tempo!

Al duo si uniranno presto 🩶 l’argenteo Ridos 🩶, con il suo Raikus Syre, e il cavalier servente Havel (che ci delizieranno con una piccola parentesi queer 🏳️‍🌈). Ridos è un altro personaggio che mi ha affascinata tantissimo: il più forte dei cento, ma composto, carismatico e che sa il fatto suo.

La storia è narrata in prima persona, e per quanto io non ne sia una grande amante, ho letteralmente ✨ ADORATO ✨ stare nella testa di Tristan tutto il tempo: il suo sarcasmo e il suo drammatizzare esattamente su tutto sono stati, senza dubbio, alcuni tra gli aspetti che ho amato di più del libro.

«𝐼𝑜 𝓂𝒾 𝒾𝓃𝓉𝑒𝓇𝑒𝓈𝓈𝑜 𝓈𝑜𝓁𝑜 𝒹𝒾 𝒸𝒾ò 𝒸𝒽𝑒 𝓋𝑒𝒹𝑜. 𝐸 𝒸𝒾ò 𝒸𝒽𝑒 𝓋𝑒𝒹𝑜 è 𝓊𝓃 𝓂𝑜𝓃𝒹𝑜 𝒾𝓃 𝒸𝓊𝒾 𝑔𝓁𝒾 𝐸𝓂𝒾𝓈𝓈𝒶𝓇𝒾 𝒻𝒶𝓃𝓃𝑜 𝓆𝓊𝑒𝓁𝓁𝑜 𝒸𝒽𝑒 𝓋𝑜𝑔𝓁𝒾𝑜𝓃𝑜, 𝒸𝑜𝓃 𝒸𝒽𝒾 𝓋𝑜𝑔𝓁𝒾𝑜𝓃𝑜, 𝓆𝓊𝒶𝓃𝒹𝑜 𝓋𝑜𝑔𝓁𝒾𝑜𝓃𝑜. 𝐸 𝓇𝒾𝓃𝑔𝓇𝒶𝓏𝒾𝑜 𝓈𝑜𝓁𝑜 𝒸𝒽𝑒 𝒟𝒾𝑜 𝒸𝑒 𝓁𝒾 𝒶𝒷𝒷𝒾𝒶 𝓂𝒶𝓃𝒹𝒶𝓉𝒾 𝒸𝑜𝓃 𝓁𝑒 𝓅𝒶𝓁𝓁𝑒 𝓈𝑒𝒸𝒸𝒽𝑒, 𝐸𝓂𝒾𝓈𝓈𝒶𝓇𝒾 𝑒 𝑅𝒶𝒾𝓀𝒾», 𝒶𝑔𝑔𝒾𝓊𝓃𝓈𝒾. «𝒯𝒾 𝒾𝓂𝓂𝒶𝑔𝒾𝓃𝒾 𝓂𝒾𝑔𝓁𝒾𝒶𝒾𝒶 𝒹𝒾 𝓆𝓊𝑒𝓈𝓉𝒾 𝓂𝑜𝓈𝓉𝓇𝒾?»

Ultimamente mi ritrovo spesso a fare letture in cui personaggi che appartengono a “mondi contrapposti” si ritrovano a scontrarsi l’un l’altro guidati dalle proprie ragioni. Che si tratti di mostri e umani, o umani ed esseri divini, mettersi nei panni dell’altro, accettare l’altro, capirne le motivazioni e gli scopi, risulta sempre molto difficile. È il caso di Tristan, che odia gli Emissari con tutto se stesso perché uno di questi, un giorno, gli ha portato via tutto. Da qui, la rabbia e la voglia di vendetta. Tuttavia, la vicinanza forzata a Weyla e Ridos porterà Tristan a guardare oltre ai propri pregiudizi e a rivedere convinzioni che si erano ormai incancrenite da tempo.

Che dire? L’ultimo dei cento mi ha completamente stregata! Una storia che non perde mai energia e che sul finale esplode in una serie di colpi di scena mozzafiato. Tra battaglie epiche e rivelazioni inaspettate, non si può fare a meno di amarla e continuare a bramarla: le basi per un seguito ci sono tutte e io, sinceramente, spero con tutto il cuore di poterlo leggere al più presto.
Profile Image for readings.of.rebs.
214 reviews8 followers
July 7, 2026
L'ultimo dei cento è il romanzo d'esordio di @obsydios_fantasy edito @armenialibri ed è stata una di quelle letture che mi hanno lasciato con la voglia di continuare a esplorare il mondo creato dall'autore. Pur percependosi che si tratta di un romanzo d'esordio, credo abbia delle ottime basi e soprattutto una grande personalità.

Per impostazione mi ha ricordato L'impero del vampiro di Jay Kristoff, non tanto per la trama o i personaggi, quanto per il modo in cui viene costruito il racconto, per l'atmosfera e per il senso di un mondo più grande che aspetta solo di essere scoperto. È un paragone che mi è venuto naturale durante la lettura e che, per me, rappresenta un punto a favore.

Uno degli aspetti che ho apprezzato di più è stata la scrittura. È scorrevole, piacevole e riesce a mantenere sempre alto il ritmo, rendendo la lettura molto coinvolgente. Non ci sono momenti in cui la storia sembra rallentare eccessivamente, anzi, ogni capitolo invoglia a proseguire. Anche l'ambientazione fantasy è ben costruita, si percepisce il lavoro fatto nel creare il mondo, le sue regole e la sua storia, senza appesantire il lettore con spiegazioni infinite.

Naturalmente si nota qualche piccola incertezza, cosa che trovo assolutamente normale in un romanzo d'esordio. In alcuni punti avrei voluto una maggiore caratterizzazione o un approfondimento di determinati aspetti, ma sono dettagli che non hanno compromesso il piacere della lettura. Al contrario, mi hanno dato la sensazione di un autore che abbia ancora molto margine di crescita e tante storie da raccontare.

Il finale è probabilmente l'elemento che dividerà di più i lettori. È aperto, ma non nel senso frustrante del termine, la storia trova comunque una sua conclusione e il libro può essere letto anche come un autoconclusivo. Io, di solito, non amo i finali aperti, eppure in questo caso l'ho trovato coerente con il percorso narrativo. Lascia domande, certo, ma lascia anche la curiosità di scoprire cosa potrebbe accadere dopo, senza dare la sensazione di essere stato interrotto a metà.

E poi ci sono i draghi. Ammettiamolo, io sono decisamente di parte. Potete mettermi davanti tutti i fantasy del mondo, ma se ci sono draghi e un ritmo che non lascia respirare, avete già conquistato buona parte del mio entusiasmo.

Infine, una riflessione che mi porto dietro sempre più spesso è che si parla ancora troppo poco di fantasy italiani. Eppure libri come questo dimostrano che anche gli autori italiani hanno immaginazione, idee e mondi capaci di competere con quelli più conosciuti del panorama internazionale. Forse è arrivato il momento di dare loro lo spazio che meritano.

Nel complesso, L'ultimo dei cento è una lettura che mi sento di consigliare a chi cerca un fantasy dinamico, con un'ambientazione solida, una narrazione coinvolgente e il potenziale per crescere ancora. Io, personalmente, spero davvero di poter tornare presto in questo mondo.
Profile Image for Antonio Gnesotto.
13 reviews
June 11, 2026
Questo libro mi è piaciuto, non è certamente perfetto, ma si tratta di una piacevole sorpresa che è riuscita a coinvolgermi a pieno, portandomi a concluderlo in pochissimo tempo.

La narrazione è portata avanti in prima persona, al passato in alcuni momenti, al presente in altri. Le due linee temporali si alternano fino ad incontrarsi nell'ultima parte del libro. La prima persona al presente come narratore mi è suonata nuova, con un racconto che prende le note della cronaca in diretta, una storia raccontata in divenire, non un racconto. Su questo punto posso dire di avere concesso il beneficio del dubbio all'autore. Per quanto continui a trovare questo punto di vista abbastanza strano, funziona nell'economia del racconto.

Il ritmo della narrazione e l'evolversi della storia si fa più incalzante mano a mano che si procede nella lettura, si arriva al punto di voler leggere un capitolo in più, una pagina in più, una riga in più per capire come si evolverà la vicenda. La struttura con capitoli brevi rende ancora più evidente questa spinta in avanti portando un'accelerazione continua verso la fine.
Non mancano i momenti in cui il ritmo rallenta, per permettere ai vari personaggi di turno di parlare al lettore delle meccaniche del mondo in cui ci si muove e della sua struttura, ma mai andando troppo a fondo o risultando noiosi.
Questo potrebbe essere visto sia come un pregio che come un difetto: pregio perché se non ben gestite, queste informazioni possono diventare noiose e superflue; difetto perché ci sono persone (me compreso) che sulla costruzione del mondo vanno a nozze e vorrebbero sempre sapere qualcosa di più. Per quanto abbia accolto con piacere le informazioni che vengono date al lettore, sento che manca dell'organicità e che sia stato rivelato solo quanto necessario a portare a termine il racconto.

L'autore sostiene che questo libro potrebbe essere una storia a sé stante ma credo che un seguito sia quantomeno certo. Non vedo l'ora di poterne leggere ancora!
1 review
July 3, 2026
Lettura avvincente, con una prosa leggera ed estremamente godibile attraverso la quale con facilità ci si immerge subito nella storia di Tristan. Ho apprezzato in particolare modo l'ambientazione ben descritta e le soprattutto le originali creature fantastiche facenti parte dell'universo nel quale la storia si svolge. Ho amato la modalità narrativa che si svolge sia nel presente che nel passato, ma senza disturbare con voli pindarici, tutto rimane scorrevole e chiaro. Verso la fine mi sono ritrovata a centellinare le pagine con la speranza che non finisse! Bellissima e consigliatissima lettura!
2 reviews
July 10, 2026
Libro coinvolgente, ti senti Tristan, ti riconosci in lui senza capire davvero il perché. Ha la giusta dose di mistero e di risposte, ma lascia aperti ancora tanti interrogativi, anche se è autoconclusivo. Lo consiglio a chiunque abbia voglia di leggere non solo un libro fantasy, ma anche di farsi qualche domanda esistenziale mentre si sente il vero protagonista del libro.
1 review
Read
June 6, 2026
Un libro coinvolgente che cattura fin dalle prime pagine e che è difficile mettere da parte. Il ritmo veloce e incalzante rende la lettura scorrevole e avvincente, mantenendo alta la curiosità fino alla fine. Una storia ben costruita che riesce a tenere il lettore costantemente immerso nella narrazione. Una lettura che merita assolutamente!
Profile Image for Lucametal Brixia.
27 reviews
July 2, 2026
Ottima scrittura scorrevole.
Mi è piaciuto molto come maturano i legami tra i protagonista e i suoi compagni di viaggio.
Oltre al legale con Weyla mi è piaciuto lo sviluppo del legame d'amicizia con Havel.
Bel finale per niente scontato.
8 reviews
June 5, 2026
Se tutti gli esordi fossero così ci farei la firma! Che fantasy! Tiene incollati alle pagine capitolo dopo capitolo! Spero vivamente che l'autore stia già pensando ad un seguito!
Profile Image for Filippo Jacopo J..
Author 2 books1 follower
Review of advance copy received from Altro
May 27, 2026
Recensione dell'Ultimo dei Cento. Allerta spoiler

Partiamo dalle cose positive. Le illustrazioni interne, la mappa e la sovracopertina sono fatte molto bene. L'oggetto libro è di alta qualità, nulla da dire.

Ora, passiamo agli aspetti negativi. Ovvero, tutto il resto.

Inizierei dal protagonista, Tristan. È arrabbiato, ci tiene a ricordarcelo molto spesso. Odia gli Emissari, e anche questo ce lo ricorda molto spesso. Li vuole uccidere tutti, e pure qui non manca mai occasione di ripeterlo. In tutta la prima parte del libro e in alcuni momenti della seconda e del finale, ha un modo di ragionare che definirei circolare: voglio scappare da Weyla/Ridos/Grond, penso a un piano che so già che non funzionerà, lo eseguo, non funziona, sono un idiota, mi rassegno a seguirle l'Emissario di turno, sciacqua e ripeti. In più, fino alla fine non fa praticamente nulla. La sua presenza è totalmente ininfluente. Ha un potere speciale, però, che è quello di entrare nella testa delle persone dopo una manciata di ore dal suo primo incontro con le suddette. Sa e capisce perfettamente cosa passa loro per la testa. Okay capire il linguaggio del corpo o interpretare i toni della voce o le parole che qualcuno usa, però qui siamo un po' oltre. Insomma, un personaggio piatto, petulante, inutile e al limite della doppia personalità, ma su questo torniamo più avanti.

Passiamo alla comprimaria, Weyla. Emissaria fortissima, bellissima, purissima e levissima. Che ovviamente, essendo una creatura di 400 anni dotata di abilità sovrumane, impone la propria volontà sul protagonista alla vecchia maniera: aprendo le gambe/spogliandosi/facendo un mezzo lavoro di mano in una scena molto cringe. Che dire, pensavo fossimo andati un po' oltre questo tipo di personaggi femminili che sanno molto di 2010. E...niente. Non c'è altro da dire su di lei. Piatta.

Poi abbiamo Ridos e Havel, la coppia gay. Il primo è un Emissario che, non essendo femmina, comanda con il carisma. Ed è anche il Primo dei Cento, ma questa cosa non ha alcun peso nella trama. Il suo compagno è l'infodump su gambe, serve solo a questo. Racconta la storia degli Emissari, le specie di Raikus, la guerra civile tra i Cento e via così.

Da ultima, Mistral, una bambina che si scarrozzano per una decina di capitoli che non dice una parola. È un pacco di Amazon. Dovrebbe servire a mostrare il lato umano di Weyla e il suo istinto materno. Peccato che hanno tre scenette in croce e la bambina poteva essere sostituita da un peluche, stesso peso.

Ora, il cattivo, Lord Grond/Brego. È il classico villain del "purgherò il mondo dal male", che di base non è sbagliato, anzi. È un concept molto interessante e che io ho apprezzato in passato. Ma Grond manca totalmente di spessore, non ha carisma e appare con la sua vera identità in una manciata di pagine alla fine del libro. Anche con tutte le migliori intenzioni, non si ha sufficiente spazio per conoscerlo. E poi passa tutto il tempo a farsi seguire da Tristan per stanze varie e a sganciare le big revelations. Noia.

E con questo, passerei a parlare della struttura del libro. L'aggancio narrativo, con Weyla che sta cercando qualcuno per portarla a Ederlen, è molto debole. I sentimenti che Tristan prova per i suoi compagni di viaggio nascono o cambiano nel giro di dieci giorni di numero. Havel, quando muore, sembra fosse il suo grande amico (salvo dire esplicitamente che non ci pensava più nella pagina dopo perché sai, c'ha da scopare). Odia tutti gli Emissari a morte, ma di Ridos si fida ciecamente e Weyla, alla fine, dice di amarla. Va bene che questi benedetti esseri possono condizionare le persone, ma per come è scritto il romanzo sembra che il nostro protagonista passi da un'emozione all'altra senza senso o logica.

Il viaggio in sé è molto piatto e noioso. Non corrono alcun tipo di rischio e nell'unico combattimento serio, quello contro Toorx, letteralmente sembrava di essere in un episodio di Dragonball, con Tristan, Weyla e Havel che commentano lo sconto manco fossero Piccolo, Gohan e Crilin. E parlando proprio dei combattimenti, sono pieni di termini tecnici che li rendono pesanti e poco comprensibili.

Questioni che si rivelano fondamentali per la trama, che si ricorda di esistere nelle ultime 30 paginette, vengono ignorate da tutti. La più importante, ovvero che Tristan riesce a ferire Weyla nonostante un umano normale non dovrebbe essere in grado di scalfire un Emissario, viene letteralmente spazzata sotto il tappeto da tutti, compreso il protagonista. Non si fa domande, non ci riflette sopra e rispunta fuori solo durante il discorso finale con Grond. E pure le mutazioni, il grande pericolo che infesta le terre, si vedono due volte, una delle quali è sempre il finale. La tensione narrativa, in tutte le 328 pagine, latita.

Sul worldbuilding non ho molto da dire, perché si vede poco o niente. Le informazioni vengono sparse con infodump e di questa Mezzaluna di terre ne viene rappresentata solo una parte molto piccola. Il gruppo segue un fiume da punto A a punto B, in scenari sostanzialmente vuoti. Incrociano solo una locanda e un villaggio distrutto. E qui, vorrei parlare un attimo delle vibes di questo mondo, che si riassumono in tre aspetti: puzza di piscio, fango e stupratori. Dai, sul serio? Ancora con questo grimderp? Ce lo lasceremo mai alle spalle?

La scrittura, a mio parere, è molto didascalica. I concetti vengono ripetuti continuamente. Ci sono molti refusi, facilmente sistemabili con una correzione di bozze che pare non sia stata fatta e con un editing magari meno superficiale. Il più grossolano è quello delle citazioni al taccuino di Havel, che in tutta la seconda parte del libro viene indicato come "taccuino di Abel".

Per concludere, vorrei fare un paragone tra questi libri e la trilogia dell'Impero del Vampiro di Kristoff. Quest'ultimo non si è inventato la struttura a interrogatorio e non c'è nulla di male a riprenderla, anzi, ma a volte sembra proprio scopiazzata. Alcune frasi, soprattutto all'inizio, sono pare pare a quelle che si scambiano Gabriel e Jean-François, salvo che Tristan e Brego non hanno un'oncia della loro chimica o del loro carisma.

Ero onestamente contento di vedere un italiano pubblicato da Armenia e ho acquistato il libro con piacere. Però non ci siamo, da nessun punto di vista.
Profile Image for Veronica Simone.
Author 12 books46 followers
Review of advance copy received from Altro
May 27, 2026
Recensione contenente SPOILER

Ho comprato questo libro con grande gioia. Seguo Armenia da diversi anni e vedere nei loro cataloghi un giovane scrittore italiano, mi ha resa onestamente felice. Sono una grande sostenitrice del fantasy e, in generale, penso che le nostre penne non abbiano nulla da invidiare a quelle straniere. 
Quindi, quando l'autore ha annunciato che il suo libro sarebbe stato disponibile già al salone del libro di Torino, mi sono fiondata a comprarlo.
Purtroppo però è stata una lettura difficile, se non a tratti fastidiosa.
Non saprei neanche da cosa iniziare. Tristan è un personaggio che vuole essere carismatico e ironico come Gabriel de "l'Impero del Vampiro" (da cui l'autore stesso dice di essersi ispirato). Il problema è che non ha lo spessore del protagonista del romanzo di Kristoff. I suoi interventi, nella maggior parte dei casi, sono fastidiosi, ripetitivi e, secondo me, non aderenti al mondo per il lessico. Sembra di sentire parlare un qualsiasi ragazzo dei giorni nostri, invece di un ragazzo reso schiavo e costretto a combattere per gran parte della sua vita. Non è che tutti debbano essere cupi, ognuno reagisce ai traumi in modo diverso, ma Tristan è solo un personaggio bidimensionale dall'inizio, alla fine della narrazione. Ho trovato il tentativo di rendere i suoi dialoghi taglienti e ironici abbastanza maldestro. Se l'idea era dipingerlo come un protagonista sveglio, che sta attento ai dettagli e che riesce a strappare anche un sorriso al lettore (come fa spesso Gabriel), purtroppo l'esperimento, almeno per me, è fallito. L'unica cosa che sembra fare bene è leggere la mente della co-protagonista fin quasi dal loro primo incontro. E dire che viene ribadito spesso che lui 'sti Emissari non li ha mai visti...
Poi non si capisce cosa pensi della co-protagonista. Prima la odia, prova a scappare, prova ad ucciderla e poi, improvvisamente, si sta innamorando di lei (?) dopo 5/6 giorni (???).
Parlando di Weyla. Doveva essere il personaggio forte, la donna che non si fa fermare da niente e da nessuno. Tosta, bellissima, fortissima, tutto -issima. In tutto questo superlativo, emerge solo una Mary Sue che per intimidire il protagonista che, per mettere a disagio il protagonista (che, ricordiamo, è SPAVENTATO da lei e la ODIA) si spoglia. Così. Poco dopo averlo conosciuto. Non contenta, per showare il suo disprezzo verso gli umani, gli accenna un lavoretto di mano. Così. La donna che è una divinità (con tanto di letterina da Dio in persona!) deve scendere a queste scenette da brutto film per intimidire un ragazzino a cui potrebbe schiantare la testa quando vorrebbe? Siamo ancora fermi a questo? E dire che speravo che questo tipo di fantasy ce lo fossimo lasciati nel 2010. Poi ho una domanda: ma la bambina che si porta dietro è viva? Perché non parla mai, non interviene, non fa praticamente nulla se non, a un certo punto, sorridere a un Raikus. Non capisco perché lei ci si sia affezionata così tanto. O meglio, mi viene detto che è perché ha "istinto materno", ma questo istinto non è mai in scena, non realmente. L'autore non ci fa mai vedere quando ci parla. Ci dice che lo fa, ma non c'è una rappresentazione di queste interazioni. Sembra più un pacco Amazon che una bambina salvata da un massacro.
Parlando della scrittura. Anche qui, io mi sono trovata molto in difficoltà ad andare avanti. Nella prima parte del romanzo (circa le prime 130 pagine) Tristan fa SEMPRE lo stesso, identico ragionamento. Piano per fuggire - si rende conto che non funzionerà- lo fa lo stesso-fallisce-si da dell'idiota-si rassegna per due pagine a seguire Weyla. Ripetere. In questo, aggiungiamo che non fa altro che sottolineare ogni volta che può, perché così il lettore non se lo dimentica, che la odia.
La punteggiatura, come anche gli a capo, è usata con grande fantasia e ci sono diversi refusi. Sospetto che non sia stata fatta una correzione di bozze, Perchè se no non me lo spiego (è il taccuino di HAVEL come viene detto all'inizio o ABEL? Me lo sono chiesta per tutta la lettura finché HAVEL non consegna il suo taccuino a Tristan, dopo un generoso infodump sui Raiki)In alternativa, penso che l'autore volesse, anche in questo caso, provare a emulare Kristoff, con il risultato però che la sua prosa ne esce a singhiozzi.
I combattimenti poi contengono diversi termini tecnici che non li rendono più comprensibili (anzi), ma soprattutto non sono avvincenti, nonché poco credibili (ricordiamo l'avversario a cui Tristan spacca il ginocchio che, invece di cadere a terra urlando, continua a zoppicare).
Per quello che riguarda la struttura narrativa, si nota ancora di più l'ispirazione a "l'Impero del Vampiro." In sé non ci sarebbe niente di male - ne che l'abbia inventata Kristoff-, però l'inizio è praticamente identico (con anche la serva che entra per portare il vino -salvo che questa non è bellissima come Meline) come anche altre parti (tipo quando Brego gli chiede di spiegargli perché odia così tanto gli Emissari, quando chiaramente non è un'informazione che gli dovrebbe interessare). Tra Brego e Tristan forse si voleva ricreare la stessa chimica che c'è tra Gabriel e Jean-Francoise, ma ne esce un teatrino noioso, durante il quale Tristan non fa altro che ricordare al lettore quanto Brego sia brutto.
A questo, aggiungiamo una versione trita e ritrita del grimdark con città tutte brutte, sporche, che puzzano di piscio&escrementi e, ovviamente, classica scena di massacro con donne stuprate. E ovviamente, a seguire, una scena di tentato stupro di una ragazza in una locanda. Again, speravo che fossimo andati avanti. Che il grimdark fosse diventato qualcosa di più dei soliti stupri&sporcizie varie.
2 reviews
July 14, 2026
Un ottimo esordio!
Un mondo sporco e una società spaccata quanto il dio che frammentandosi ha mandato i Cento, un protagonista tagliente e personaggi grigi che ci piacciono tanto.
Le influenze di Abercrombie, Lynch e altri autori grimdark fantasy si sentono tutte. Lo stile narrativo è secco, semplice, va dritto al punto e si adatta benissimo al protagonista, Tristan: non è studiato, non è paziente, è arrabbiato col mondo, non vuole ascoltare e alle volte è veramente un idiota da prendere a schiaffi, ma anche per questo risulta credibile e ben strutturato.
La narrazione che passa dal presente al passato funziona, è un buon modo per tenere sempre il filo della storia, l'interrogatorio pone le stesse domande che si fa il lettore nel mentre che va avanti. Scorre bene, ogni capitolo si chiude con un qualcosa che ti ronza in testa per leggere subito il successivo.
Weyla è pure lei un personaggio complicato da apprezzare, soprattutto vista tramite le lenti di Tristan, e serve del tempo per guardare oltre al titolo e alle apparenze.
Per non parlare degli altri due compagni di avventure: inaspettati, meravigliosi, freschi nonostante il mondo sporco, traditore e infame in cui devono muoversi.
I Raiki sono stupendi, non sono draghi e va benissimo così. La distinzione tra le tre tipologie, il loro modo di fare, il loro legame con gli Emissari... necessitiamo di più raiki!
Menzione speciale a Brego, il carceriere, che in qualche passaggio mi ha ricordato il supremo Glokta e al quale mi sono mio malgrado affezionata. Gli scambi tra lui e Tristan in cella erano stupendi.
La storia di per sé inizia e finisce, certo, e dà le sue grandi soddisfazioni. Ci sono stati punti in cui avrei voluto urlare addosso a Tristan, altri in cui ho pianto tutte le mie lacrime, scambi di battute al vetriolo in cui ho riso parecchio e rivelazioni molto soddisfacenti.
In sostanza, bellissimo come autoconclusivo, ma.... c'è tanto materiale per continuare a scrivere di questo mondo, di cui spero questo primo libro sia solo un gustosissimo inizio!
1 review
Review of advance copy
May 27, 2026
Un libro creativo ed ambizioso con idee chiare e coerenti dall’inizio alla fine della lettura. La struttura narrativa si presenta come un interrogatorio ai danni del nostro protagonista ma andando avanti con l’avventura si evolverà in qualcosa di diverso. Il ritmo del libro è molto sostenuto e non si ha mai la sensazione di star leggendo parti diluite giusto per aumentare il numero di pagine. Ci sono pochi personaggi ma tutti hanno un qualcosa da dire non solo su loro stessi ma anche sul mondo che li circonda. Essendo il primo libro dell’autore si vede che ci sono ancora moltissime cose che questo mondo può dire e che sono state omesse per vedere prima come veniva recepito dal pubblico e poi in caso venir trattate con uno o più sequel, anche perché per quanto la faccenda trattata dal romanzo si chiuda, il finale è decisamente aperto. Dategli fiducia perché per essere un primo libro è già ad un pttimo livello.
Profile Image for Daniele.
28 reviews
July 18, 2026
In generale mi è piaciuto molto e mi sono sentito coinvolto dall’inizio alla fine.
È uno di quei romanzi che ti fanno venire voglia di continuare a leggere ogni volta che finisci un capitolo e non mi ha mai annoiato.

Come fantasy è abbastanza classico, e questo non è sicuramente negativo per chi ama il genere, che ritroverà molti elementi familiari.
Alcuni passaggi soprattutto nell'evoluzione dei personaggi mi sono sembrati un po’ "telefonati", ma nel complesso sono comunque ben scritti e funzionano.

Lo stile è molto scorrevole, mai pesante e senza descrizioni infinite o spiegoni.
I personaggi principali mi sono sembrati ben caratterizzati, a differenza degli antagonisti che invece mi sono sembrati un po’ deboli.

Il mondo fantasy è ben costruito e la mappa aiuta molto, anche se per ora se ne visita solo una piccola parte.

Il finale lascia davvero con la voglia di leggere il seguito. Lo consiglio soprattutto a chi ama il fantasy classico.
Profile Image for Linda.
16 reviews1 follower
July 29, 2026
Bellissima sorpresa! Un romanzo d'esordio ben costruito e con personaggi che ti catturano e ti tengono lì fino alla fine. La prosa è molto scorrevole e anche la componente romance e ben strutturata e credibile.

Devo dire che inizialmente mi sembrava davvero molto simile all'Impero del Vampiro di Jay Kristoff, ma poi ha preso la sua strada e si è discostato da quella che è la sua chiara ispirazione. Per altri versi, invece, mi ha ricordato Berserk. Se, come me, amate queste due opere, vi piacerà anche questa.

L'unico neo, ma non inficia assolutamente la valutazione complessiva, è che mi ha dato un po' fastidio l'uso di termini molto moderni come "incazzoso" o "devi essere sul pezzo" o "imballatissime". Capisco che il protagonista sia una persona molto terra terra, ma parliamo comunque di un mondo fantasy simil-medievale quindi mi sono sembrate fuori dal loro contesto.

Detto questo, dopo quei colpi di scena finali ho bisogno del secondo tipo prima di subito grazie.
1 review
Review of advance copy received from Author
May 22, 2026
Libro davvero ben scritto con uno stile fresco e dialoghi incalzanti. Si possono trovare richiami ad autori del fantasy classico come christopher Paolini nel rapporto tra emissario e creatura e ho apprezzato lo stile narrativo in prima persona che rende l’intera vicenda molto più vicina al lettore!
Ottimo esordio per un autore giovane, attendo con ansia i prossimi libri perché dubito che non sentiremo ancora parlare di questo mondo
Profile Image for popsicles.
60 reviews
Review of advance copy received from Publisher
May 28, 2026
Ho acquistato questo libro durante la fiera di Torino e sono super contenta di averlo fatto. Le premesse erano ottime e posso dire di non essere rimasta delusa: una lettura coinvolgente, scritta davvero bene e capace di tenermi incollata fino all’ultima pagina. Si percepisce tutta la passione dell’autore e la cura nella costruzione della storia. Sicuramente una scoperta che porterò con me e che consiglio a chi cerca qualcosa di autentico e ben fatto
Profile Image for Dragon lisius .
36 reviews
Review of advance copy received from Autore
June 3, 2026
Un'ottimo esordio per l'autore, noto booktoker che io seguo da diverso tempo. Questo libro ha molteplici pregi: ritmo vivace che lo fa divorare in fretta, ottimo switch tra la prima persona al presente e al passato, una storia veramente originale e diversi colpi di scena ben congegnati sul finale. Però, secondo me, è proprio sul finale che è mancato qualcosa e credo che quel qualcosa sia la scena in copertina. Un'edizione bellissima e curatissima con una copertina che è un capolavoro che però ritrae una scena che non avviene nel libro e secondo me è quell'ultima scena di azione che manca proprio sull'atto finale, nell'epilogo (non descriverò meglio cosa intendo per evitare spoiler). In ogni caso consiglio questa lettura a chi cerca un fantasy non-mattone che ti tenga incollato alle pagine. Comunque, spero davvero in un seguito e credo che ci siano tutti gli elementi per creare una saga fantasy davvero avvincente.
1 review
Review of advance copy received from Altro
May 28, 2026
Bellissimo, dall'inizio alla fine, l'umorismo di Tristan, il suo rapporto con Weyla, i personaggi secondari caratterizzati da Dio, e una narrazione che alterna passato e presente in maniera semplicemente perfetta, uno aiuta l'altro impeccabilmente, un esordio italiano che regge a mani basse il livello di molte opere "mature" degli scrittori internazionali
160 reviews
June 27, 2026
Una lettura scorrevole e incalzante, capace di catturare il lettore fin dalle prime pagine. Azione, avventura, tradimenti e combattimenti avvincenti si susseguono senza lasciare spazio alla noia, rendendo la storia coinvolgente dall'inizio alla fine. Non manca poi una sana dose di ironia che, diciamocelo, non guasta mai!
Profile Image for Aurora Merrino.
18 reviews3 followers
Review of advance copy
May 28, 2026
Ho soltanto una domanda: ma qualcuno l'ha editato il libro?
Spero di no. C'è anche del potenziale, eh, ma doveva essere tirato fuori, non affossato.
Spero di leggere altro dell'autore, ma pubblicato in altro modo, magari da un'altra CE.

Che peccato.
1 review
June 9, 2026
Esordio intelligente da parte di un giovane autore che ha un seguito indifferente ed eterogeneo. Il romanzo scorre e ha un ottimo ritmo, prestandosi bene a essere letto sia da un lettore forte che da un lettore che si è avvicinato (o riavvicinato) da poco al genere. Riuscito, niente da dire.
1 review
July 24, 2026
Un libro veramente bellissimo e perfetto per iniziare, divorato in 2 giorni, anche l'autore sempre disponibile sui social e gentilissimo.
Ho apprezzato molto il tono ironico dei dialoghi e l'originalità della trama, davvero molto bello e stra consigliato
Displaying 1 - 26 of 26 reviews