In una Milano che si prepara all’autunno, un killer che i media hanno battezzato «il Regista» semina il panico uccidendo figure di spicco del mondo dei social, trasformando i suoi delitti in macabre performance pubblicate in rete. L’ultimo è avvenuto in una delle torri dell’iconico Bosco Verticale. Le vittime sono due attiviste e blogger conosciute da tutti, amate e detestate in ugual misura. La stampa impazzisce, la città trattiene il respiro, l’Unità di Analisi del Crimine Violento deve mobilitare tutte le proprie forze, affiancata questa volta dai servizi segreti, dato che i delitti sembrano collegati a un sedicente Movimento Anti Digitale con molte ramificazioni, anche ad alto livello. Le indagini sono appena cominciate la sera in cui il commissario Mario Mandelli, riflettendo sulla caducità della vita e l’incertezza del domani, si trova a passeggiare come d’abitudine tra i viali dei giardini di Porta Venezia. Un movimento improvviso, due spari, il buio. Chi è l’ombra che si muove tra i cespugli e si fa chiamare «l’Aracnide»?
In un groviglio di ossessioni e verità distorte, due indagini si intrecciano per dare vita a un noir metropolitano in cui la suspense cresce fino all’ultima pagina. Perché il tempo stringe, e le trappole assassine sono pronte a scattare ancora.
Wow......un libro che ti tiene legato a sé......e che ha un finale assolutamente non banale!!! Cerone si conferma il grande creatore di storie che abbiamo già trovato nei suoi libri precedenti!! Bello....bello bello!!! I personaggi......il mio preferito?? La Isa......ora aspettiamo il prossimo......Grazie per la bella emozione che ci hai regalato
Con L’incertezza del domani, Gian Andrea Cerone alza ancora una volta l’asticella di una serie che già nei precedenti volumi aveva dimostrato una qualità altissima e, ritrovare il commissario Mandelli e la sua squadra, è stato come incontrare vecchie conoscenze, con la sensazione però che tutto sia cresciuto ulteriormente, infatti la trama è più articolata, i personaggi ancora più sfaccettati e le dinamiche narrative incredibilmente coinvolgenti.
È uno di quei romanzi che si leggono con voracità, perché ogni capitolo alimenta il desiderio di scoprire cosa accadrà dopo, le atmosfere sono intense, i dettagli curati e gli antagonisti costruiti con grande efficacia, contribuendo a creare una tensione costante che rende la lettura febbrile e immersiva.
Quello che mi ha colpito maggiormente è la maturazione dello stile di Cerone, infatti la sua capacità di tenere il lettore incollato alle pagine era già evidente nei libri precedenti, ma qui raggiunge un livello che considero davvero eccellente. Tutto sembra perfettamente calibrato nel ritmo, caratterizzazione dei personaggi, intreccio investigativo ed equilibrio tra azione e approfondimento.
L’incertezza del domani è un romanzo che conferma il talento dell’autore e la forza di una serie che continua a sorprendere, per quanto mi riguarda, è stata una lettura che ho amato dall’inizio alla fine.
Un grandissimo salto di stile per la quinta avventura di Mandelli e della sua squadra: una prosa scorrevole ed equilibrata per un intreccio ben solido, avvincente e “mai scontato”. Una straordinaria conferma: “L’incertezza del domani” sposta dal podio “Le conseguenze del male”, fino a questo momento ritenuto da me il migliore della saga. Per Gian Andrea Cerone: non farci attendere troppo per il sesto!
L'INCERTEZZA DEL DOMANI-GIAN ANDREA CERONE In una Milano che si prepara all’autunno, un killer che i media hanno battezzato «il Regista» semina il panico uccidendo figure di spicco del mondo dei social, trasformando i suoi delitti in macabre performance pubblicate in rete. L’ultimo è avvenuto in una delle torri dell’iconico Bosco Verticale. Le vittime sono due attiviste e blogger conosciute da tutti, amate e detestate in ugual misura. La stampa impazzisce, la città trattiene il respiro, l’Unità di Analisi del Crimine Violento deve mobilitare tutte le proprie forze, affiancata questa volta dai servizi segreti, dato che i delitti sembrano collegati a un sedicente Movimento Anti Digitale con molte ramificazioni, anche ad alto livello. Le indagini sono appena cominciate la sera in cui il commissario Mario Mandelli, riflettendo sulla caducità della vita e l’incertezza del domani, si trova a passeggiare come d’abitudine tra i viali dei giardini di Porta Venezia. Un movimento improvviso, due spari, il buio. Chi è l’ombra che si muove tra i cespugli e si fa chiamare «l’Aracnide»? In un groviglio di ossessioni e verità distorte, due indagini si intrecciano per dare vita a un noir metropolitano in cui la suspense cresce fino all’ultima pagina. Perché il tempo stringe, e le trappole assassine sono pronte a scattare ancora.
Solo una parola: BELLISSIMO Letto in 2 giorni, non riuscivo a metterlo giù. Se c'era bisogno di conferme, con questa altra avventura del commissario Mandelli, Gian Andrea Cerone l'ha data assolutamente. Il ritmo è incalzante fino all'ultima pagina, vengono lasciati indizi qua e là e quando sembra di aver capito, si ribalta tutto. Il commissario Mandelli, anima portante della squadra, qui è messo a dura prova, ma i suoi uomini, con Casalegno in testa, dimostreranno ancora una volta di essere capaci e soprattutto di essere una grande famiglia. Mi mancano già tutti, ma ho capito che le avventure del nostro caro Mario non finiscono qui.....
In una Milano del ventunesimo secolo dilaga la squadra del commissario Mandelli con tutti, ma proprio tutti i suoi protagonisti. La storia è complessa e piena di colpi di scena; quando pensiamo di intuire il finale tutto cambia prospettiva trascinandoci in una metropoli complessa, grigia, dove nulla è come appare. Il profilo patinato della Milano europea che ha soppiantato la Milano da bere si staglia gettando ombre su quello che è rimasto della città lombarda dello scorso secolo. Trionfa più o meno il bene fra mille compromessi e colpi di scena, ma a volte mancano i dettagli che descrivevano i protagonisti con una caratterizzazione quasi teatrale e ne sentivi le voci, gli accenti e ne vedevi le debolezze. Nell’insieme un altro capitolo di questa serie che ha perso un po’ di smalto.
Sin dal primo libro, Cerone, ti tiene incollato alle pagine e scorre con una velocità tale che speri che ogni pagina non sia l’ultima… ma con questo libro si è superato. Spero che la storia di Mandelli e della sua unità continui ancora e ci allieti sempre di più con le storie di una Milano che non dorme mai.