C’è un’età in cui ogni cosa brucia, soprattutto l’amore. E ce n’è un’altra in cui persino l’amore sembra uno sbaglio. Ma per quanto tu possa provare a nasconderti o a scappare da te, il tuo cuore non si lascerà ingannare. Il cuore a volte tace, ma non va mai a dormire. Sasha ha sedici anni, un’anima inquieta e un segreto. Quando arriva il supplente di diritto – quello strano, che parla solo d’arte – per la prima volta si sente vista davvero. Con lui costruisce un linguaggio intimo, che le consente di dire ciò che non riusciva a dire. Finiscono per innamorarsi. Ma il professore sa che non possono concedersi questo sentimento. Lei invece non capisce. Alessandra ha più di quarant’anni e un’esistenza che sembra senza scossoni: un marito, una figlia, il parquet nuovo, un bel lavoro. Un giorno è chiamata a fare una perizia sul murale di un famosissimo artista la cui identità però è ignota e che da tempo era sparito. Di fronte al murale, qualcosa in lei si spezza. Una voce che credeva di aver sepolto è tornata, e lei non può più ignorarla. Sasha e Alessandra ancora non lo sanno, ma presto si incontreranno là dove per entrambe si apre una crepa. Nel suo romanzo più toccante, Enrico Galiano ci ricorda che l’amore non chiede mai il permesso. Che ci spaventa proprio perché ci rivela. Che più è forte e meno riusciamo a guardarlo negli occhi. «Perché il corpo lo sa sempre. Lo sa quando incroci quello sguardo e ti senti vista per la prima volta. Lo sa quando appoggi le dita su una tela ruvida e ti senti toccata. Lo sa quando dentro di te qualcosa si è rotto, o si è appena aggiustato. Lo sai. Lo sai sempre. Lo sai quando lo guardi e non lo ami più. Lo sai quando dietro un sorriso c’è un addio, e quando dietro un addio c’è un: resta, resta, ti prego. Lo sai che rumore fa la vita, quando accade»
Enrico Galiano è nato a Pordenone nel 1977. Insegnante in una scuola di periferia, ha creato la webserie Cose da prof, che ha superato i venti milioni di visualizzazioni su Facebook. Ha dato il via al movimento dei #poeteppisti, flashmob di studenti che imbrattano le città di poesie. Nel 2015 è stato inserito nella lista dei 100 migliori insegnanti d’Italia dal sito Masterprof.it. Il segreto di un buon insegnante per lui è: «Non ti ascoltano, se tu per primo non li ascolti». Ogni tanto prende la sua bicicletta e se ne va in giro per il mondo con uno zaino, una penna e tanta voglia di stupore.
Ahimè io penso di essere ormai troppo cresciuta per i libri di Galiano. Il suo primo romanzo - Eppure cadiamo felici - è uscito quasi 10 anni fa e 10 anni sono tanti, per diverse ragioni. Ricordo di essere rimasta molto colpita da quel suo primo scritto e non ho mai smesso di seguirlo e di aspettare con ansia le nuove pubblicazioni. Pensavo che il passaggio a Einaudi l'avesse un po' trasformato, reso più "maturo", più dalla parte adulta, invece ho avuto l'impressione che abbia scritto pensando a un pubblico giovanissimo (15-16 anni). Da "Geografia di un dolore perfetto" ho iniziato a sentire qualcosa di diverso, forse quasi fastidio e con "In Il cuore non va a dormire" è stato lo stesso. Ho ritrovato uno stile piuttosto semplice, quasi basilare. Alcune scelte linguistiche mi hanno fatto storcere il naso e i continui "eh" e "toh" mi hanno urtata. Lo scambio di battute tra Sasha e il professore mi hanno ricordato una sceneggiatura più che un romanzo e forse alcune sono state un po' forzate e poco verosimili. A dire il vero quasi tutto di questa storia mi è sembrato inverosimile. Come direbbe Cesare dei Cesaroni "che amarezza".
Prosa un po’ banale, farcita di frasi fatte e stereotipate. Storia interessante ma la trama è allungata (troppo) senza una particolare consistenza narrativa: ci si poteva limitare alla metà delle pagine. Forse più adatto a un pubblico di lettori fine scuola media/inizio superiori.
Carissimi Book Lovers, oggi vi porto dentro "Il cuore non va a dormire", un viaggio struggente e profondo nelle crepe della nostra esistenza che mi ha completamente rubato il cuore. Siete pronti a farvi guardare dentro? Enrico Galiano torna con il suo romanzo più intimo e toccante per ricordarci una verità spietata e meravigliosa: il cuore può anche tacere per anni, ma non va mai a dormire. Da un lato c'è Sasha, sedici anni, un'anima inquieta e un amore travolgente per il suo supplente di diritto, l'unico che sembra guardarla davvero. Dall'altro c'è Alessandra, quarant'anni passati, una vita apparentemente perfetta che si sgretola all'improvviso davanti a un murale misterioso.
La storia di Sasha mi ha stretto lo stomaco. A sedici anni è così facile sentirsi invisibili, un peso o semplicemente fuori posto. Quando nella sua classe arriva quel supplente di diritto così strano, che invece delle leggi preferisce parlare d'arte, per Sasha cambia tutto. Il linguaggio intimo che costruiscono insieme, fatto di sfumature e comprensione, diventa l'unico posto sicuro in cui lei riesce finalmente a dire ad alta voce ciò che teneva nascosto. L'innamoramento tra i due è descritto con una delicatezza infinita, ma anche con la tragica consapevolezza del professore, che sa fin da subito che quel sentimento è un confine che non possono valicare. Quell'incomprensione di Sasha, quel suo voler amare a tutti i costi senza curarsi delle regole del mondo degli adulti, è un pezzo di verità adolescenziale che fa piangere il cuore.
Poi incontriamo Alessandra, e qui il romanzo scava ancora più a fondo. La sua vita sembra un quadro perfetto: un bel lavoro, un marito, una figlia, persino il parquet nuovo di zecca. Tutto è in ordine, immobile. Finché non viene chiamata a fare una perizia sul murale di un artista famosissimo e misterioso, sparito da tempo. Bastano poche pennellate di vernice su una parete per rompere l'incantesimo della sua normalità. Una voce che credeva di aver sepolto sotto strati di quotidianità riemerge con una forza devastante. Ho amato profondamente il modo in cui Galiano descrive questa crepa: Alessandra non può più fare finta di niente, non può più ignorare che la sua vita senza scossoni era solo un modo per non sentire.
L'autore riesce a farci percepire l'esatto momento in cui i destini di Sasha e Alessandra si preparano a incrociarsi. Non si conoscono, ma sono legate dallo stesso identico bisogno di verità. Quella citazione splendida, «Perché il corpo lo sa sempre. Lo sa quando dentro di te qualcosa si è rotto, o si è appena aggiustato», riassume l'essenza di un libro che non cerca di darti risposte consolatorie, ma ti costringe a guardarti allo specchio.
Galiano ha un dono raro: parla la lingua delle emozioni nude, quelle senza filtri che tutti abbiamo provato almeno una volta. Con una semplicità disarmante, l'autore riesce a mettere insieme due età diverse della vita, l'adolescenza in cui tutto brucia e l'età adulta in cui l'amore fa quasi paura, mostrando come il corpo e l'anima sappiano sempre la verità, prima ancora della nostra testa.
È una storia delicata e potentissima che ti si pianta nel petto e non ti lascia più, ricordandoti che la vita fa un rumore bellissimo quando decide di accadere all'improvviso, anche quando fa paura.
Ho fatto fatica all’inizio, non riuscivo a seguire le due storie parallele, ma probabilmente sono in un periodo non proprio adatto a leggere o forse l’autore ha insistito troppo sul doppio binario. Ad un certo punto mi sembrava tutto confuso… poi magicamente ho capito, i pezzi si sono incastrati ed è diventato un libro perfetto. Scritto benissimo, è la storia di una adolescente in crisi con un padre con cui non dialoga e per questo si invaghisce di un professore di diritto, ed è la storia di una donna sui 40, incastrata in un matrimonio stanco, con una figlia piccola, con tanti cassetti di sogni chiusi a chiave. Sullo sfondo l’arte, la pittura, tanti quadri belli che viene voglia di andare a rivedere. Le ultime 100 pagine valgono il libro, finalmente un buon finale.
Le storie di Enrico Galiano ti entrano nel cuore con delicatezza e sensibilità. Sasha sedici anni, Alessandra più di quaranta anni , due vite che si intrecciano tra passato e presente in un percorso emotivo, introspettivo. Parlare attraverso l' arte, un linguaggio intimo fatto di pensieri, sguardi, gesti che spesso valgono più di mille parole. Quando Alessandra si ritrova davanti un murale di un noto artista, in lei qualcosa si spezza. Riemergono fratture, voci, sentimenti di un passato che pulsa ancora nel cuore, nonostante siano passati tantissimi anni. È in questa frattura che Alessandra e Sasha si riuniscono.
" There is a crack,a crack in everything. That's how the light gets in"
Una storia che ti coinvolge. Vedere e sentire attraverso un dipinto, sensazioni che nascono dai colori. Associare un colore ad un'emozione, riflettendo sul dolore, sulla felicità,sull'amore. Vivere la vita fatta di scelte. Leggere quelle crepe che ti porti dentro, metabolizzare il dolore e vedere uno spiraglio di luce proprio in quella crepa. Le storie di Enrico Galiano ci portano ad un' attenta riflessione, entrando nella mente e nel cuore dei protagonisti. La profondità di una scrittura magistrale, che scava nell' intimità dell' essere umano. Non serve nascondersi, inutile rinnegare i propri sentimenti perché il cuore non va a dormire.⭐⭐⭐⭐⭐
Il Cuore non va a Dormire di Galiano è uno di quei libri che quando inizi a leggere non riesci più a lasciare... Vuoi sapere cosa succede a Sascia, 16 anni, e ad Alessandra, 40. Due donne con dentro le stesse domande sull’amore, sulla vita, sulle scelte e sulle ferite che ci portiamo dietro. La cosa bella di questo libro è che ti fa entrare davvero nelle loro vite. Ti affezioni, ti emozioni, a volte ti ritrovi anche nelle loro paure o nei loro pensieri. Ci sono frasi che ti fanno fermare un attimo a riflettere sugli amori vissuti, su quelli persi e magari anche su quelli che non hai mai avuto il coraggio di vivere. E poi c’è l’arte, che in questo libro si intreccia benissimo con l’amore. Tra quadri di Pablo Picasso, Magritte, Vincent van Gogh e altri, la storia riesce a creare un’atmosfera ancora più intensa e affascinante. L’arte non è solo un contorno, ma diventa un modo per raccontare emozioni, desideri e fragilità. E anche chi non conosce bene quei quadri finisce per guardarli con occhi diversi. La storia scorre benissimo: ogni capitolo ti lascia la voglia di andare avanti per capire cosa succederà dopo e quali verità verranno fuori piano piano. È un libro emozionante, pieno di sentimento, ma scritto in modo semplice e vero. Secondo me è un libro che possono leggere tutti: ragazzi, adulti, chi ama le storie d’amore ma anche chi cerca un libro che lasci qualcosa dentro.
Un romanzo moderno e originale, una storia che rimane dentro e che si legge tutto d’un fiato. Le due vicende parallele procedono bene insieme e tengono alta la curiosità del lettore fino alla fine, anche se alcuni aspetti e colpi di scena risultano abbastanza prevedibili. Ho apprezzato molto i riferimenti a Woody Allen e a Friends: da grande fan di entrambi non potevo non notarli! La scrittura è scorrevole e coinvolgente, capace di affrontare temi profondi senza risultare pesante. Non conoscevo questo autore e sono contenta di averlo scoperto: mi è stato consigliato alla Mondadori come libro 📖 del mese di maggio ed è stata davvero una piacevole sorpresa. Una lettura intensa, emozionante e diversa dal solito, che consiglio a chi cerca una storia capace di lasciare qualcosa anche dopo l’ultima pagina.
Oltre alla trama traboccante di eventi, alla dinamica alternanza tra passato e presente e allo stile estremamente coinvolgente dell'autore, il motore propulsore dell'interesse del lettore è la serie di giochi di identità su cui si regge il romanzo. Alcuni sono davvero imprevedibili (), altri un po' meno (ho capito quasi immediatamente che ) - ma "Il cuore non va a dormire" resta comunque un gran bel libro. Per me lo è stato soprattutto per la profonda empatia che ho provato nei confronti della protagonista, Ma è proprio questo concetto che il romanzo vuole scardinare, quello del dolore "inutile", che danneggia e basta. Al contrario, le esperienze traumatiche sono quelle che ci aiutano di più a crescere e a capire la vita, nonché a consentirci di dare forma al nostro malessere trasformandolo in arte di impareggiabile bellezza. A tal riguardo, risulta particolarmente adatta la metafora della crepa, da valorizzare anziché nascondere: è da lì che entra la luce.
"Ci avete mai fatto caso che “dolore” e “colore” sono parole quasi uguali? E che quando ti fai male… cosa diventi? Livido. E che “livido” e “vivido”, be', sarà un caso, ma sono pure loro quasi la stessa parola. Forse no: non si può amare senza impazzire. Non si può vivere senza soffrire. [...] nascondere il dolore significa nascondersi alla vita. Toglierle tutto il colore che ha."
"Prima di capire, bisogna imparare a sentire. [...] forse è questo il problema di tante persone: a forza di voler ingabbiare la vita in uno schema, smettono di viverla. […] non esiste bellezza senza una crepa. E non c'è una crepa senza bellezza."
Quando la lettura diventa un'apnea emotiva Enrico ha due grandi certezze: non delude mai e, con ogni libro, riesce a superare se stesso. Anche stavolta mi ha lasciata senza fiato. La lettura inizia in sordina, come un mare calmo al tramonto, accarezzato da una brezza leggera. Ma poi il vento sale, il mare si trasforma e ti ritrovi risucchiata in un gorgo che ti svuota dentro. È una corsa: arrivi alle ultime pagine con il fiatone e finisci il libro restando senza parole. 📖 La storia Il romanzo segue i binari paralleli di due vite: Sasha (16 anni): un’adolescenza fatta di rapporti difficili in famiglia, un amore impossibile e due amici insuperabili. Alessandra (40 anni): una donna felicemente sposata a cui, improvvisamente, il passato bussa alla porta, riportando a galla dubbi e ricordi sospesi. C'è un filo rosso sottile e potente che le unisce, ma vi lascio il piacere di scoprirlo tra le pagine. "Arriva sempre, quel giorno. Quello in cui scopri che tutta la stanchezza che avevi veniva da lì. Dal peso delle bugie che portavi con te." Enrico ha una capacità descrittiva rara: non si limita ai fatti, ma entra nel profondo delle persone, mettendole a nudo. Buona lettura a chiunque abbia voglia di emozionarsi sul serio. ✨
Mi ha trascinato dentro le sue parole senza concedermi tregua, senza lasciarmi modo di tornare al mondo esterno. Mi ha catapultato in situazioni che mi hanno ammaliato, facendomi oscillare tra l’amore e l’odio più viscerale per Moresco, facendomi invidiare profondamente l’amicizia tra Claude e Lucio. Eppure, alla fine, mi ha lasciato dentro una leggerezza rara: nel cuore e nella mente. La consapevolezza che, nonostante tutto, le cose potevano ricomporsi. Che c’era ancora spazio per una forma di riconciliazione, di pace. È uno di quei libri che ti entrano sottopelle e ci restano. L’ho finito con la copertina piena di post-it e pagine evidenziate, come se avessi voluto segnare ogni emozione che mi attraversava. Ora lo custodisco gelosamente in un angolo speciale del mio cuore, protetto, perché so che tornerò a sfogliarlo ogni volta che avrò bisogno di ricordarmi che il cuore, a volte, tace… ma non va mai a dormire.
📚 Ci sono autori che non si limitano a scrivere storie, ma riescono a entrare in punta di piedi nel cuore dei lettori. Enrico Galiano è uno di questi e, con Il cuore non va a dormire, non fa che confermarlo. Ho avuto il piacere di acquistare questo romanzo al Salone del Libro di Torino e, ancora una volta, mi sono ritrovata tra le mani una storia capace di emozionare profondamente. 🤍
Attraverso i due punti di vista di Sasha e Alessandra, Galiano ci accompagna in un viaggio fatto di crepe, ferite e verità nascoste. Sasha è un’adolescente travolta dal caos e dall'intensità dei suoi sedici anni, mentre Alessandra è una donna adulta che, davanti a un murale, si ritrova a fare i conti con un passato che credeva di aver lasciato alle spalle. Due vite apparentemente lontane che finiscono per intrecciarsi in modo sorprendente. 🎨
L’arte è il vero filo conduttore del romanzo. Attraverso il misterioso pittore Moresco e le sue opere, i personaggi imparano a guardarsi dentro, a riconoscere ciò che fa male e ciò che, invece, può ancora essere salvato. E come spesso accade nei libri di Galiano, ogni pagina sembra parlare direttamente al lettore, toccando quelle corde emotive che cerchiamo di nascondere anche a noi stessi. ✨
È un romanzo intenso, capace di raccontare l’amore, la crescita, le fragilità e il bisogno di essere visti per ciò che siamo davvero. Una storia che fa riflettere, emoziona e lascia dentro qualcosa che continua a risuonare anche dopo aver chiuso l’ultima pagina. 💛
Era da tempo tempo che un libro non mi teneva incollata e mi è sembrata davvero efficace l'idea della scansione in brevissimi capitoli che alternano le storie delle "due" protagoniste. La storia è intensa e profonda, capace di tenere con il fiato sospeso fino all'ultima pagina; nel finale mi ha persino strappato più di una lacrima di commozione. Mi ha colpito soprattutto il modo in cui Galiano racconta il passaggio dall'adolescenza all'età adulta: quella corazza che, crescendo, impariamo a costruire per proteggerci e che crediamo indispensabile, ma che spesso finisce per soffocare la voce del ragazzo o della ragazza che siamo stati. Eppure quella parte di noi ha ancora molto da dirci e, forse, dovremmo ascoltarla più spesso, proprio come fa Alessandra... Molto interessante anche la tematica dell'arte, che attraversa il romanzo da filo conduttore. Se devo trovare un piccolo difetto, direi che alcuni colpi di scena mi sono sembrati poco verosimili, così come il finale, esattamente quello che il lettore spera di leggere, ma forse non quello che la realtà concederebbe. D'altra parte, non è anche questo uno dei motivi per cui leggiamo romanzi? Per lasciarci trasportare da vicende talvolta improbabili e da finali che ci permettano di sognare.
È la prima volta che leggo questo autore e questo mi ha permesso di approcciarlo senza nessun preconcetto e/o aspettativa, sebbene molte persone a me care me ne avessero parlato molto bene. “Il cuore non va a dormire” racconta una storia intricata, profonda, sorprendente, sia per i diversi temi trattati (l’amore, il rapporto figli-genitori, la crescita personale), sia per i colpi di scena, sia per la struttura narrativa. Sasha ed Alessandra ci guidano nelle loro vicende, nelle loro “crepe”, tra passato e presente, il tutto condito dall’arte, che è una co-protagonista silenziosa, ma il più delle volte fonte di riflessione. Sebbene all'inizio la storia fatichi a decollare, dal midpoint in poi decolla, in un crescendo che tiene il lettore con il fiato sospeso. Galiano costruisce un intreccio complesso e mai banale. La vita, con le sue difficoltà, i suoi conflitti irrisolti, le sue verità, la fa da padrona, ricordando a tutti che non è possibile mentire al proprio cuore.
«Non capisco proprio questa cosa, le crepe sono belle, ci hai mai fatto caso? [...] Le crepe sono le rughe del mondo, e le rughe sono bellissime, sai, sono disegni che la vita ci fa addosso».
Un libro che sembra contenerne almeno due, forse tre. Un racconto che attraversa le incomprensioni, la fatica del crescere, il bisogno, spesso inascoltato, di dare voce ai sentimenti più profondi.
Segui la storia di Sasha, quella di Alessandra, e a poco a poco ti accorgi che, davanti ai tuoi occhi, prende forma anche la tua. La delicatezza con cui vengono affrontati il dolore, l’assenza e il lutto è rara, soprattutto in un romanzo così intenso.
Le imperfezioni diventano punti di forza, le crepe spiragli da cui ricominciare a costruirsi.
Un libro che fa bene al cuore. Soprattutto perché non va mai a dormire.
“Le crepe sono le rughe del mondo, e le rughe sono bellissime sai, sono disegni che la vita ci fa addosso, sono le prove che siamo stati vivi, che abbiamo riso, pianto, che abbiamo sperato gridato odiato amato, perché abbiamo tutti così paura della vita, come se ce ne vergognassimo, come se fosse una colpa aver vissuto, aver baciato labbra, aver accarezzato guance, e invece dovremmo andarne fieri, altro che nasconderle, le crepe, mostrarle dovremmo, e mostrarle tutte.”
Una parola tira l’altra. Banalmente dico che, per me, Galiano è sempre una garanzia. Ogni volta leggo una nuova storia, trovo una sfaccettatura diversa della realtà analizzata con profondità diverse.
In questo libro l’arte, in Eppure cadiamo felici le parole intraducibili, in Quel posto che chiami casa i pensieri di Cè. Tratti distintivi sempre presenti che rendono tutti i libri speciali in modo diverso. E che tu fanno affezionare.
L’ho divorato e ho fatto miliardi di ipotesi. Qualcuna l’ho azzeccata, qualcun altra no e va bene così. Enrico Galiano mi piace perché riesce a sorprendermi ed è una cosa che non capita più molto spesso.
Leggo libri e indovino il finale durante i primi capitoli. Guardo film e dopo venti minuti già so chi morirà. Tutto è diventato prevedibile.
Questo invece no. Questo sarà sempre un posto sicuro. La sua scrittura sarà sempre uno di quei posti che chiamo casa.
Ho amato il ruolo dell'arte in questo romanzo. Ho amato il ritmo, le chiusure dei capitoli, il tenere le cose sospese ma non troppo. Ho amato la storia d'amore che finisce come piace a me, da vera sentimentale. Ho amato i passaggi riguardanti i rapporti, gli irrisolti e le riappacificazione con i genitori. Ho amato il ruolo dell'amicizia.
Ho amato il sottofondo musicale e soprattutto le inconfondibili note di Leonard Cohen: There Is a crack, a crack in everything. That's how the light gets in.
Ci sono così tante emozioni dentro questo libro che non so scegliere la più bella.
Personaggio preferito, senza dubbio il professore. Ti ipnotizza quando parla di arte e di vita.
5 stelle perché non posso darne di più. Bellissimissimo!
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Valutazione:⭐️⭐️⭐️,5 Spice🌶️ | Tears:💧 Un inizio un po' lento, penalizzato da una struttura a diario che non sempre mi convince, ma che sa decisamente svoltare nella seconda metà. La vera forza di questo libro sta nel modo in cui intreccia la narrazione alla storia dell'arte: se vi capita mai di incantarvi sui social davanti a quei post che analizzano i dettagli nascosti e i significati segreti dei quadri famosi, qui troverete pane per i vostri denti (meravigliosa anche la scelta di includere le riproduzioni delle opere nel testo). Il finale è un colpo al cuore: una riflessione profonda e commovente sul rapporto padre-figlia che finisce per parlare un po' a tutti noi. Un'ottima lettura d'intrattenimento, capace di emozionare e lasciare qualcosa dentro.
Questo è uno di quei libri che non hanno fretta. Non ti rincorrono con la trama, non cercano di stupirti a ogni capitolo. Se lo apri aspettandoti una storia piena di colpi di scena, rischi di dire “tutto qui?”. Ma se lo prendi nel momento giusto… ti entra sotto pelle senza fare rumore. Galiano scrive come se ti conoscesse. Non nel senso inquietante, ma proprio nel senso che prende quelle cose che di solito tieni dentro (le insicurezze, i pensieri che fai di notte, quella sensazione di essere un po’ fuori posto) e le mette su carta con una semplicità che spiazza. Non è uno stile complicato, anzi. È diretto, pulito, quasi parlato. Ed è proprio lì che ti frega. La storia, di per sé, è abbastanza lineare. Non è il punto forte del libro. Il punto forte sono le emozioni che ti lascia addosso mentre lo leggi. È uno di quei libri in cui sottolineeresti mezza pagina sì e mezza no, perché ogni tanto trovi quella frase che ti sembra scritta apposta per te e lì ti fermi, chiudi il libro un attimo e pensi “ok, questa mi ha presa”.
Però ti dico anche la parte meno romantica: a tratti può sembrare un po’ ripetitivo. Se non sei nel mood giusto, rischia di sembrarti troppo “riflessivo”, quasi statico. Non è un libro che ti trascina, è un libro che ti accompagna. E non sempre abbiamo voglia di essere accompagnati, a volte vogliamo proprio essere trascinati via.
Il cuore della storia, alla fine, è tutto lì: imparare a restare. Restare nelle cose, nelle emozioni, nelle persone… senza scappare appena diventa difficile. E detta così sembra una frase fatta, lo so. Ma nel libro non suona finta, suona vera. Anche un po’ scomoda.
Se devo dirti quando leggerlo? Non quando stai benissimo. Quando sei in quella fase strana, un po’ sospesa, in cui non sai bene cosa provi ma senti che qualcosa si muove dentro. Lì funziona davvero.
Di Enrico Galiano ho sempre amato la capacità di farmi affezionare alle persone prima ancora che alla trama. Qui invece non è successo.
Il cuore non va a dormire mi è sembrato un libro pieno di personaggi costruiti per essere simbolici, profondi, “importanti”, ma raramente vivi. Nessuno scalda davvero. Nessuno resta addosso.
La figura del professore, soprattutto, mi è sembrata quasi una caricatura emotiva: troppo forzata.
Per la prima volta leggendo Galiano, ho sentito più l’autore che i personaggi. E la storia, invece di trascinarmi dentro, mi ha lasciata continuamente sulla soglia.
Non un brutto libro. Ma un libro che ho sentito artificiale. E da lui non me l’aspettavo.
Forse non sono più il target di questi libri, ma quelli di Galiano continuo a comprarli e leggerli; forse perché ho amato i suoi primi libri quando ero un po' più piccola, forse perché in qualche modo le sue storie parlano un po' di tutti, non per i racconti in sé, ma per l'autenticità dei personaggi e delle loro emozioni. Il punto, magari, è che sa toccare dei tasti che ci fanno sentire visti, proprio come accade a Sasha in questa storia. Percepisco la cura che i suoi protagonisti mettono in ogni gesto, anche in quelli "sbagliati", e questo mi basta per immedesimarmi di nuovo in una ragazzina di 15/16 anni. Direi che basta come motivo per continuare a leggerlo :)
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Un Galiano diverso, in grado di arrivare al cuore di un pubblico più vasto e misto. Le storie di Sasha e Alessandra si mescolano con le esperienze personali del lettore. È facile ritrovarsi in loro. Non c'è nulla di estremamente drammatico ma c'è la tragicità del non poter essere se stessi; la paura di non essere accettati per quello che si è; aridità che a volte la vita adulta porta con sé. Il tutto condito con bellissime lezioni di arte
Come sempre, il libro è scritto così bene che le oltre 400 pagine scorrono velocissime. Ho apprezzato la divisione in capitoli molto brevi e la netta distinzione dei punti di vista. Tantissimi importanti insegnamenti. Non do 5 stelle solo perché alcuni punti sono un po' troppo inverosimili per i miei gusti.
Nessuna delusione. Il libro è scritto benissimo e l'alternarsi delle storie di Sasha e Alessandra non permette di chiuderlo! Il rapporto con il padre di ogni personaggio è ancora una volta il tema del racconto di un libro di Galiano, ma non è solo questo. Come le crepe sui muri creano opere d'arte che le riempiono, anche le crepe della nostra vita possono essere riempite?
Il libro più bello di sempre. L’intelligenza emotiva di questo scrittore è una luce che illumina le sue storie e non delude mai. Vorresti leggerlo per sempre e non vorresti mai finire i suoi libri. Grazie
una lettura che ho apprezzato molto. l ho divorato, due giorni e ho finito il libro. la storia ti tiene incollato alle pagine (o almeno così è stato per me) e mi sono rivista molto all interno delle storie. io lo consiglio molto per una lettura leggera ma che abbia un vero e proprio messaggio
Devastante. Ho fatto fatica a leggerlo fino a metà. Poi arrivi ad un punto in cui tutto comincia a prendere forma e avere un senso. Bellissima storia. Non piangevo per un libro da tanto tempo, ma questo mi ha emozionata parecchio.
Ho assistito alla presentazione del libro e poi l’ho letto. Che bella scelta! ❤️ Ci sono autori che con la loro semplicità ti entrano nel cuore e Galiano è uno di questi. Semplice, diretto e autentico.