In un mondo del lavoro sempre più schiacciato sul presente e sulla visione di breve periodo, la maternità viene spesso vissuta dalle aziende come un peso e dalle stesse donne come un tabù, non considerando che essa costituisce un’occasione di crescita straordinaria, che porta con sé nuove energie e abilità essenziali anche per la vita professionale. In un saggio che rivoluziona i nostri paradigmi sul rapporto tra maternità e lavoro, Vitullo e Zezza – fondatori del progetto Maam, Maternity as a Master – propongono un innovativo percorso di cambiamento in cui le competenze genitoriali diventano la base per costruire pratiche di leadership: dalle capacità relazionali all’ascolto, dalla rapidità di scelta alla gestione delle difficoltà, gli autori indicano come partire proprio dalla maternità per ripensare nel profondo l’organizzazione del lavoro, abbattendo gli ostacoli che oggi limitano la crescita delle persone e formando leader capaci di affrontare le sfide del presente con competenza e creatività.
Un libro molto difficile per me da accettare perché è la summa di tanta mediocre italianità in cui io non mi riconosco affatto né mi voglio riconoscere. Un libro senz’altro scritto bene e che riunisce tanti lavori di diversi autori sull’argomento e che può essere (purtroppo) di riferimento per tante persone, ma che non solo non è che il lato B di scritti americani sull’argomento (che ho trovato invece decisamente più efficaci) ma che riproduce e darà adito a confusioni in merito alla genitorialità e che oggi stiamo vivendo, ahilasso appieno. Mi basterà riprodurre una serie di frasi (tristi se non agghiaccianti e dal forte sapore ciellino) come esempio e dimostrazione del mio pensiero: “Aprendoci alle più diverse forme di comunicazione (...) scopriremo sempre nuove forme d’amore di cui essere tramite, in risonanza con l’universo.” “Dotate così di pazienza, empatia e voglia di cambiare un po’ il mondo, le mamme potranno essere in grado di inaugurare una nuova generazione di relazioni, con dentro qualcosa di magico.” “Quello che istintivamente le donne non amano nelle gare sportive è l’idea che qualcuno debba perdere perché qualcuno vinca.” “Le donne, storicamente, sociologicamente, non sono mai state brave e dire di no e tantomeno a incassarne.” “La libertà per sé e per gli altri significa sapersi ascoltare a vicenda e sapersi guardare con gli occhi amorevoli di una madre che accoglie e non denigra, nemmeno quando disapprova.” “La leadership materna è un concentrato di pratica e di amore.” “La fiducia è quella con cui la madre accetta di soffrire partorendo.” “La leadership materna è una ricerca di amore.” “Il maschile è degli uomini, il femminile è delle donne” (la perla!!) “Avere un figlio diventa così il più totale, coinvolgente e coraggioso atto di espressione di se stesse.” “Provare a lasciare dietro di sé sempre una scia che sa di buono, di pace, di chiarezza e gentile amorevolezza.”
A parte qualche frase stereotipata sull'essere madri che non mi trova d'accordo, in generale ho apprezzato il concetto di fondo del libro e i tanti spunti di riflessione dati dagli studi e ricerche scientifiche citati. Leggerlo all'alba del mio rientro al lavoro, dopo la maternità, è stata sicuramente una scelta azzeccata! Lo consiglio 👍