Tentare di depredare la Floating Burrow è già un azzardo peggiore di quanto si possa immaginare, persino per quel goblin screanzato, ma farlo per ritrovare il leggendario Relitto di Marvin, affondato con un carico capace di far brillare d’oro tutto il mare, è pura follia. Anche l’ambigua ma accattivante Marigold è convinta che esista davvero, al punto da convincere Capitan Karjack e la sua complice Susan a inseguire il tesoro, guidati soltanto dalle strofe di una vecchia canzone.
È così che tutto comincia: con un canto marinaresco, una speranza e un compasso dimenticato nella cassa della nave, eredità di vecchi accordi.
La ciurma più stramba di tutta Vespria prende il largo per una caccia al tesoro che li condurrà per mare, per fiume e perfino nel pantano da cui germoglia la misteriosa foresta di Shellwood. Sulla Burrow, ognuno insegue qualcosa che vale molto più dell’oro e del mero capriccio d’avidità. E no, il segreto sul fondo del mare non è l’amicizia. Tuttavia, i membri della ciurma non sono i soli a lanciarsi nell’impresa. Altri agiscono nell’ombra, pedinandoli e a volte consigliandoli, mossi da interessi che vanno ben al di là di una semplice ricchezza da sgraffignare.
Una sfida senza mappe e senza regole, con la prua puntata verso i confini lambiti dalla nebbia e dall’ignoto.
Cosa attende davvero, incatenato agli abissi? Perché il nome dello Scheggiato grava come una maledizione? E come si fa a far stare zitto quel dannato cammeo?
Per scoprire in cosa si trasforma la caccia al tesoro più adrenalinica di tutta Vespria non resta che salpare… e portarsi, nel dubbio, una grattacaviglie da succhiare durante il viaggio. Magari anche un paio di gamberi, da friggere rigorosamente come Santa Krysella comanda.
Finalmente sono tornata su Vespria... e mi è piaciuto un sacco! Anche se ambientazione è la stessa e ritroviamo addirittura qualche personaggio de “Le notti di Cliffmouth” sono rimasta stupita da quanto questo romanzo sia risultato diverso dalla saga precedente pur essendo ugualmente piacevole e divertente. Questa volta l'autore ci porta tra logge, paludi e fantasmi, esplorando parti differenti (ma sempre coerenti) del ricchissimo worldbuilding di Vespria. È stata una lettura corposa e soddisfacente - senza fare spoiler, le cose che mi sono piaciute di più hanno a che fare con un certo falenone e con altro personaggio dal cuore d'oro. Ho anche una teoria sulla Geistline e ne scriverò più dettagliatamente in futuro. Straconsigliato!! Leggete Liscamara e amate con me il falenone!! 💜🦋✨