«Sono scintille, ricordi, lacerti della vita di Rocco». Racconti che compongono un quadro unico, uno scambio di affetti tra Rocco e il suo passato, tra l’autore e il suo personaggio e il suo maestro. Soprattutto ricordi, e ogni ricordo acceso, come le famose madeleine, dal sapore di un tramezzino. La prima avventura di Rocco bambino, con Brizio Furio e Seba: una beffa ai danni di un «cravattaro». Il racconto di un barbone in cambio di un paio di Peroni, in una Trastevere ancora povera, che insegna alla piccola gang quanto vale, al di là del vero e del falso, una storia. Il patriottismo di facciata della maestra di scuola e il patriottismo sincero di nonno Pietro. Un colpo del giovane Brizio, geniale nell’ideazione ma finito alla maniera de «I soliti ignoti». Una trappola per Rocco Schiavone, messinscena grottesca che denuda di fronte a lui stesso le piccole crudeltà in cui si crogiola. E la comparsa, per la prima volta, in una Panarea settembrina eletta a triste rifugio, del fantasma di Marina, la moglie, e compagna per sempre, uccisa. A questo album delle origini di un immaginario personale, si aggiungono alcune storie poliziesche: casi che testimoniano la formazione del vicequestore Schiavone, il suo intuito impastato di anarchico sarcasmo. I «tramezzini» Antonio Manzini li dedica a una forte amicizia che assieme al calore ha trasmesso in lui un impegno da continuare: la magnifica arte del raccontare. «Una citazione chiara, quindi, direi quasi ovvia per chi ha amato e ama Camilleri. A lui è dedicato questo libro, perché chi ha gli arancini chi i tramezzini, chi cammina con un valzer triste e chi crede ancora nell’amicizia più profonda e la rispetta nel segreto del ricordo».
Incipit Non ricordava il giorno né se fosse estate o inverno quando una mattina, entrato nel bar sotto casa a Monteverde Vecchio per un caffè, vide i tramezzini chiusi nel cellophane. Continua su IncipitMania
Racconti di storie passate di Rocco, alcune molto divertenti. La storia del personaggio non avanza ma è un buon passatempo per evitare di sentire troppo la sua mancanza fino alla prossima uscita.