“I tramezzini di Rocco Schiavone”, è fin dall’epigrafe dedicatoria un omaggio a Andrea Camilleri e ai suoi “Arancini”.
È un omaggio affettuoso e rispettoso sia nei confronti del maestro che nei confronti del pubblico per cui rappresenta un'originale svolta narrativa e la possibilità di regalare, con brevità e leggerezza, alcuni piccoli tableaux del nostro vicequestore preferito.
La struttura frammentata dei racconti, tutti inediti, se, da parte poeta l’autore a mettere da parte la classica indagine di lungo respiro, dall’altra ci offre brevi e meno brevi spaccati della vita di Rocco, in una sorta di biografia emotiva e gastronomica del vicequestore romano.
Seppur ispirata al precedente camilleriano, la scelta narrativa è comunque originale: ogni capitolo, infatti, prende il nome da un tramezzino specifico, descritto con il personalissimo e sacro gusto di Rocco. A ogni combinazione di ingredienti corrisponde un salto temporale non cronologico che compone un pezzetto della sua vita: troviamo così, mescolati senza ordine cronologico: racconti che mostrano un Rocco ragazzino a Trastevere con gli storici amici di sempre (Brizio, Sebastiano e Furio), in bilico costante tra la sfrontatezza della strada, le prime derive criminali e le scelte di vita di un Rocco con le idee ancora non molto chiare.
Riemerge con forza il ricordo e l'incontro travolgente con la defunta moglie Marina o meglio con Il suo "fantasma" che torna più che a tormentare ad addolcire i pensieri del vicequestore, incarnando un lutto che nonostante il passare del tempo sembra ancora impossibile da elaborare.
È quasi un romanzo di formazione a ritroso che scava nell'evoluzione dell'antieroe romano. Spiega al lettore le origini della sua durezza, del suo cinismo e della sua dissimulata dolcezza.
I racconti, quasi dei mini-romanzi autoconclusivi, scorrono in modo fluido e si leggono tutti d'un fiato, quasi perdendosi nei colori, nei sapori, nei rumori e negli odori di una Roma perduta, contrapposta alla solitudine del presente.
Ovviamente, trattandosi di racconti brevi, le trame gialle e le risoluzioni dei reati risultano a volte troppo rapide, prive delle conseguenze, della profondità e della complessità che caratterizzano i romanzi maggiori della serie.
Nonostante ciò, però, “I tramezzini di Rocco Schiavone” non deve essere visto come se fosse un semplice riempitivo per i fan, piuttosto come un tassello fondamentale per chiunque voglia comprendere a fondo l'anima profonda del personaggio. Un'ottima lettura, consigliata sia a chi ha una dipendenza cronica dai libri di Manzini, sia a chi cerca una raccolta di racconti saporiti, nostalgici e scritti con eccezionale maestria.