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Fino a diventare me: Destino

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236 pages, Kindle Edition

Published May 14, 2026

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Eryon

4 books3 followers
Eryon è uno scrittore italiano nato a Trieste.
La sua scrittura nasce dall’esigenza di esplorare l’identità, la memoria, l’amore e le fratture invisibili che definiscono chi diventiamo.
Con Vertigine ha dato inizio al progetto narrativo Fino a diventare me, una saga introspettiva in più movimenti che prosegue con Spirale e Destino. Un percorso emotivo e psicologico attraversato da trasformazione interiore, ritorni, scelte decisive e legami capaci di cambiare il modo in cui una persona guarda sé stessa.
Accanto alla linea principale, ha pubblicato Il filo, uno spin-off ambientato nello stesso universo narrativo, in cui l’amore, la vulnerabilità e ciò che resta sospeso tra due persone diventano il centro emotivo del racconto.
Nei suoi romanzi non conta soltanto ciò che accade, ma ciò che rimane: le crepe, i silenzi, le domande che continuano a vivere oltre la fine di una storia. La sua scrittura è introspettiva, essenziale e stratificata, attraversata da temi come il caos, la crescita personale, il destino, l’autenticità e la ricerca di sé.
Scrive per chi ha sentito almeno una volta che, per diventare davvero sé stessi, bisogna prima attraversare ciò che ci spezza, ci richiama e ci trasforma.

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Profile Image for Cenerelia.
147 reviews4 followers
May 29, 2026
Avevo paura, sì.
Ma era una paura diversa.
Non quella di perdere qualcosa.
Quella di essere finalmente presente mentre accadeva.

“Destino” è il terzo e ultimo capitolo della trilogia “Fino a diventare me” e probabilmente si tratta del volume più profondo ed emozionante. Dopo aver amato “Vertigine” e “Spirale”, pensavo di sapere cosa aspettarmi da questa storia, ma questo libro è riuscito comunque a sorprendermi, colpirmi e distruggermi emotivamente pagina dopo pagina. È uno di quei finali che non si limitano a concludere un percorso: lo rendono completo.

La trama riprende il cammino di Tony, che prova finalmente a costruire una vita più stabile, più silenziosa, quasi serena. Ma il passato, quando non è stato davvero affrontato, trova sempre il modo di tornare. E qui non torna sotto forma di semplice nostalgia, ma come una verità impossibile da ignorare. Tony si ritrova così davanti alla scelta più difficile della sua vita: restare fedele a ciò che ha costruito o a ciò che sente nel cuore.

«Non voglio essere quella che arriva e sposta tutto. […] Ma qualcosa si è risvegliato. E non so ancora dove metterlo.»

La cosa che più mi ha colpito è il modo in cui questo romanzo parla delle emozioni senza mai renderle banali. Ogni dialogo, ogni silenzio, ogni momento sospeso sembra reale. I rapporti tra i personaggi sono fragili, complessi, pieni di contraddizioni, proprio come nella vita vera. Non ci sono scelte semplici e forse è questo che rende la storia così devastante.

Emotivamente, questo libro mi ha travolta. Gli ultimi capitoli li ho letti con le lacrime che scorrevano sulle guance, incapace di fermarmi anche quando sentivo il cuore stringersi sempre di più. È raro trovare un libro capace di farti sentire così tanto, di trascinarti dentro le emozioni dei personaggi.

Il mare lì non era solo bello. Era ipnotico.
Ti faceva pensare che tutto potesse ricominciare solo perché l'orizzonte era largo.
E certe volte l'orizzonte non è libertà.
È solo una direzione abbastanza larga da non costringerti a guardare dentro.

Per tutta la lettura ho continuato a sperare che le cose andassero come desideravo io. Fino all’ultima pagina ho cercato un segnale, una possibilità, qualcosa che potesse cambiare il corso degli eventi. Ed è proprio questa la forza di “Destino”: riesce a farti vivere la storia non da spettatore, ma come se stessi combattendo insieme ai protagonisti.

Se i primi due volumi mi erano piaciuti tantissimo, questo è stato incredibile. Ho avuto la sensazione che tutto ciò che la saga voleva raccontare trovasse finalmente qui il suo significato più profondo. “Destino” non parla solo d’amore, ma anche di crescita, paura, verità e del coraggio necessario per smettere di mentire a sé stessi.

Ed è per questo che fa così male.
Perché non sto perdendo solo te.
Sto perdendo una vita intera che avevo già cominciato ad
amare.

Credo sinceramente che questo sia il libro più bello della trilogia. È maturo, intenso, scritto con una sensibilità capace di colpire nel profondo senza bisogno di eccessi. Ogni emozione arriva forte, ma sempre nel modo giusto.

“Destino” è una conclusione potente e indimenticabile, un finale perfetto per una trilogia che parla di ferite, legami e scelte. È uno di quei libri che, una volta chiusi, continuano a vivere dentro di te ancora per molto tempo. Una storia che fa male, ma nel modo in cui solo i libri più belli sanno fare.

A sedici anni credevo che l'amore fosse qualcosa che ti succede e poi ti viene tolto. In quel momento ne avevo ventitré e capivo una cosa diversa: a volte l'amore vero non è quello che resta.
E quello che lasci andare senza smettere di riconoscerlo.
Allora, in stazione, l'avevo guardata partire senza sapere chi fossi. Adesso sapevo esattamente cosa stessi lasciando andare.
E per la prima volta non mi sentivo abbandonato.
Profile Image for Booklover -  Ray.
132 reviews1 follower
May 21, 2026
4.5 ⭐️

Arrivata al terzo libro avevo aspettative alte e devo dire che Fino a diventare me: Destino è riuscito a trasmettermi esattamente quella sensazione che cerco quando seguo una serie vedere i personaggi evolversi davvero. Non sono più le stesse persone dei primi libri, e questo si percepisce in ogni scelta, dialogo e momento importante.

Una delle cose che ho apprezzato di più è stata proprio la crescita di Tony e Ingrid.

Tony mi è sembrato un personaggio molto intenso e complesso spesso appare guidato dalla razionalità e dal desiderio di fare la cosa giusta, ma sotto la superficie porta con sé dubbi, responsabilità e una parte emotiva che in questo libro si vede con più forza. Mi è piaciuto il fatto che non venga reso perfetto cresce, sbaglia, riflette e cerca continuamente di capire quale direzione seguire. È uno di quei personaggi che si costruiscono lentamente e che finiscono per lasciare il segno proprio per la loro autenticità.

Ingrid, invece, mi ha colpita per la sua sensibilità e per il modo in cui affronta ciò che vive. Ho trovato molto bella la sua evoluzione mantiene la sua dolcezza ma allo stesso tempo acquista maggiore consapevolezza e forza. Non è un personaggio passivo, anzi il suo percorso mostra quanto il cambiamento possa nascere anche dall’ascolto di sé e dal coraggio di prendere posizione.

Il rapporto tra loro è uno degli elementi che rende la lettura coinvolgente, perché non si limita agli eventi ma si costruisce attraverso emozioni, confronti e crescita reciproca. C’è una dimensione molto umana nel modo in cui vengono raccontati e questo rende facile affezionarsi e voler continuare il viaggio insieme a loro.

Ho apprezzato anche il modo in cui il tema del destino viene trattato non come qualcosa di già deciso, ma come un intreccio continuo tra ciò che ci accade e le decisioni che scegliamo di prendere. È una riflessione che accompagna tutto il romanzo e che lascia qualcosa anche una volta terminata la lettura.
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