Sono uno degli atleti più famosi della NFL. La mia vita è sempre stata scandita dal lavoro e da una regola semplice, ma efficace: niente complicazioni sentimentali. Finché non scopro di avere un figlio. Nel giro di pochi giorni mi ritrovo padre single di un neonato che non fa altro che piangere, con la nuova stagione alle porte e una situazione personale completamente fuori controllo. Ho un disperato bisogno di aiuto. Il problema? L’unica persona che può rimettere ordine in questo caos è anche quella che non dovrei mai coinvolgere: la mia personale spina nel fianco, Morgan Ashmell.
Morgan
Accettare la proposta di Min-Ho è stata una pessima idea. Fingermi la madre di suo figlio davanti ai suoi genitori, coreani e tradizionalisti? Una follia. Eppure l’ho fatto. Il problema? Più la farsa va avanti… più il confine tra finzione e realtà diventa pericolosamente sottile. E Park Min-Ho è decisamente l’uomo sbagliato con cui iniziare a confonderle.
Gli autori sono creature empatiche che hanno trovato un modo tutto loro per incanalare il dolore degli altri: la scrittura. Così facendo, ogni sentimento è loro ma, allo stesso tempo, degli altri.
Irene Catocci si alimenta di sogni, canzoni e colori. Vive per scrivere e raccontare di persone che risiedono solamente nella sua testa.
Min-Ho, giocatore di football coreano che vive in America non aveva messo in conto di diventare padre. Lui così controllato, così meticolosamente organizzato, vive per il football, non ha intenzione di avere una storia seria e di certo di mettere su famiglia. Eppure una sera eccede e non si rende conto che la sua vita cambierà per sempre. Lo scopre nove mesi più tardi, quando una donna di cui non ricorda nulla si presenta alla sua porta e gli presenta un fagottino di nome Misha, un bimbo che ha il suo DNA in corpo, un bambino che lei non può accudire e che affida in tutto e per tutto a Min-Ho che è certamente in grado di dargli una vita migliore.
Min-Ho non solo si ritrova spiazzato, ma entra in un loop dove la sua quotidianità, la sua organizzazione meticolosa diventa una centrifuga a cui non e’ abituato o pronto. Diventare padre è già qualcosa di speciale e traumatico allo stesso tempo, ma esserlo così a bruciapelo manda Min-Ho in tilt. Ed è qui che entra in gioco la psichiatra infantile Morgan. Colei che è totalmente l’opposto di Min-Ho, quella che si rivela una piacevole spina nel fianco anche quando e’ energia e incertezza allo stesso tempo. Lei che vive alla giornata, nonostante il suo lavoro, lei che cerca di non sentire la pressione che ha sulle spalle da una famiglia di origine che non può definire tale, quando Min-Ho le propone di fingersi la mamma di Misha per organizzare una farsa con la sua rigida famiglia coreana, non sa che accettando riuscirà a trovare quello che stava negando di cercare: Min-Ho si rivela un uomo presente, un uomo che anche se dice di non volere una donna accanto, per lei nonostante i battibecchi, nonostante le paure, nonostante tutte instabilità derivate da un bambino e da una gestione imprevedibile, può essere un uomo migliore, lo rende migliore insieme a quel bimbo che gli ha stravolto la vita.
Irene con questo romanzo dimostra di aver esplorato una nuova sensibilità che la sua penna può emanare. Si percepiscono tutte le difficoltà, tutti i timori, ma anche la voglia di mettersi in gioco. Ho apprezzato moltissimo come la cultura asiatica di insidia nella quotidianità, come Min-Ho cerca di far coesistere la sua parte orientale con quella occidentale. I siparietti che ne derivano fra la mamma di Min-Ho e Morgan sono ironici ma fanno anche riflettere.. e’ difficile far combaciare due mondi apparentemente distanti, ma in Min-Ho e la sua famiglia Morgan impara piano piano a farsi spazio, a farsi conoscere con tutte le sue sfumature e a donare la parte bella di se.
Ho anche apprezzato come i due imparano a convivere, nonostante apparentemente sembrino diversi, questa loro disuguaglianza è ciò che permette di essere una squadra. Min-Ho e Morgan abbracciano la loro vulnerabilità e quando uniscono le forze formano una famiglia, dettata dall’amore e non dal sangue. Questa è una storia che nasce gradualmente, non ci sono drammi, e’ piuttosto lineare ma anche tanto toccante ed è questo proprio il suo punto di forza. Un libro che ti coccola, un libro che dona amore e lo vede nascere senza essere pesante, un libro dolce e naturale che vi terrà incollati pagina dopo pagina facendovi sorridere e sciogliere.
Polvere d'Arte - per RFS . Il legame tra nemici/amici è molto sottile e in questo nuovo romanzo la Catocci ce lo fa ben capire con la sua scrittura arguta e divertente.
Morgan, appassionata di k-drama, è una fan accanita di Min-ho e quando ha la possibilità di conoscerlo un po’ lui le cade dal cuore. Cupo, silenzioso, ordinato e pragmatico, diventa il bersaglio perfetto delle battute e punzecchiamenti della ragazza, che lui ovviamente non disdegna. Ma da gran galantuomo, durante la loro in-amicizia, sarà sempre presente nel momento del bisogno. Min-Ho sente che con questa donna dai capelli rossi e dal seno prosperoso, disordinata, dinamica e dalla battuta sempre pronta dovrà stare molto attento, perché sa già che potrebbe essere la sua rovina.
Arriva però il giorno in cui la vita del ragazzo viene sconvolta dagli eventi: diventa padre e il suo mondo viene totalmente stravolto. A chi può chiedere aiuto se non a lei? Sì esatto, a Morgan! In particolare, le chiederà di fingersi la madre di suo figlio.
Quello che vi posso dire è che si verranno a creare delle scene davvero esilaranti, dove piano piano i personaggi dovranno fare i conti con loro stessi e rivedere certe convinzioni nate e cresciute perché tutti due non avevano il coraggio di chiamare quello strano sentimento con il suo vero nome.
All’inizio pensavo fosse soltanto chimica, quella tensione che scatta tra due persone e ti fa sentire elettrico dalla testa ai piedi. Credevo fosse desiderio, o curiosità, o uno di quei cortocircuiti che si spengono quando la novità svanisce. Invece era amore.
L’autrice mi ha divertito molto con questa coppia, sono diametralmente agli antipodi ma li ha saputi amalgamare bene e rendendoli indispensabili l’uno per l’altra.
Ho adorato il mini Park pronto a piangere e a sgambettare nei momenti meno opportuni, come se sapesse, il piccolo diavoletto.XD
La storia tra di loro è delicata e progredisce piano piano fino a diventare infuocata con scene che vi scalderanno parecchio, tanto da pensare che Min-ho ben celava sotto l’ordine, la pulizia e la puntualità maniacale, un amante focoso come pochi.
Per non parlare della gelosia o dell’andata al tempio, ma il momento che ho adorato di più è stato quello sotto la neve, per il significato profondo che gli dà Min-Ho… ma non fatemi andare avanti sennò rischio di spoilerare troppo. Compratelo, son sicura che non ve ne pentirete.
Min-ho e Morgan sono stati una bellissima scoperta. Una coppia che non ha fatto altro che litigare dalla prima volta che si sono incontrati nei libri precedenti, un odio strano che in realtà nascondeva molto di più. Min-ho si ritrova improvvisamente padre di un neonato, e Morgan è la persona giusta per aiutarlo, per farlo i die depongono momentaneamente le armi e scoprono che i continui litigi non sono altro che strani preliminari. Una storia dal sapore dolce, dove la famiglia viene al primo posto. Irene non poteva che catturami com la sua scrittura e io suo modo di dare vita a dei personaggi assolutamente meravigliosi. Lo consiglio.
Buongiorno, amiche peccatrici! Eccomi qui con una nuova avventura e, come spesso accade ultimamente, anche questa volta non sarò sola. Sono riuscita a convincere la mia compagna di viaggio Debby a seguirmi e oggi insieme vi parleremo dell’ultima uscita di Irene Catocci: OUR FIRST SEASON – Quando il gioco si complica. Con questa storia Irene è tornata un po’ ai suoi punti fermi: uno sport romance con l’aggiunta di una buona dose di romcom. Se vi state chiedendo di cosa parla, vi faccio una piccola presentazione: lui è Park Min-Ho, lei è Morgan Ashmell. I nostri protagonisti si conoscono da cinque anni grazie ad amici in comune e vi garantisco che passare una serata insieme a loro non sarà mai una delle esperienze più tranquille. Tra i due c’è sempre stato un continuo botta e risposta: si punzecchiano e si provocano per ogni minima cosa. Si dice spesso che il confine tra odio e amore sia molto sottile… chissà se vale anche per loro? Conosciamoli un po’ meglio. Park Min-Ho è uno dei giocatori più famosi della NFL. Ha fatto di controllo, ordine e disciplina i suoi mantra, ma improvvisamente tutto ciò che conosceva viene sconvolto da un terremoto di circa tre chili e da un pianto assordante: scopre infatti di avere un figlio. Per lui, essendo coreano d’origine e cresciuto con l’idea che la famiglia sia uno dei valori più importanti, nascondere questa situazione ai genitori che vivono in Corea diventa difficile. Così decide di chiedere aiuto all’ultima persona a cui avrebbe pensato: Morgan. Morgan è una psichiatra infantile e trascorre le sue giornate aiutando genitori alle prese con i traumi legati alla nascita dei bambini e valutando situazioni familiari delicate. Quando riceve la chiamata di Min-Ho, lo shock non è tanto il fatto che lui abbia bisogno del suo aiuto, quanto rendersi conto di voler accettare. Perché? Perché, segretamente, il bellissimo giocatore di football coreano è sempre stato la crush della nostra dottoressa. Per anni ha sbavato letteralmente su foto, articoli e gigantografie che lo riguardavano. Capirete quindi anche voi che mettere nella stessa stanza un famoso e affascinante giocatore di football, un neonato e una dottoressa che fantastica su di lui da anni significa creare l’anticamera dell’inferno. Ma, diciamoci la verità, anche noi al posto suo avremmo accettato. Il problema è che vivere a stretto contatto e conoscersi davvero porta inevitabilmente a mettere in discussione molti preconcetti. Il rapporto che nascerà tra loro acquisterà sfumature sempre più profonde. È stata una lettura diversa, divertente e potrei dire anche molto realistica, soprattutto per il modo in cui l’autrice ha trattato l’arrivo di un bambino nella vita di una persona. Durante la lettura ho avuto diversi flashback delle notti trascorse in bianco a cullare le mie dolci figliole mentre piangevano disperatamente in cerca di qualcosa che solo Dio sa. Ho apprezzato tantissimo il legame che, pagina dopo pagina, si crea tra padre e figlio. La paura di non essere abbastanza, di non capire i bisogni di un bambino che non sa ancora esprimersi, il senso di impotenza davanti a un pianto interminabile e la connessione che nasce lentamente tra un neonato e un genitore: tutto questo mi è piaciuto davvero molto. Non da meno è stato il rapporto tra i due protagonisti, che inconsciamente continuano a cercarsi e diventano pian piano il punto di forza l’uno dell’altra. Entrambi devono affrontare la paura di lasciarsi andare e quella di costruire qualcosa di concreto nato da una finzione. Il filo sottile che li tiene in equilibrio tra queste due situazioni è costruito molto bene. Punto fermo della storia è anche il lato sportivo, molto presente in tutto il racconto. Ma qui l’autrice gioca in casa, perché si muove in un ambiente che conosce molto bene e nel quale possiamo tranquillamente definirla una vincente. Che dirvi di più, amiche peccatrici? Per me è stata una lettura divertente ed emozionante, capace di tenermi incollata alle pagine dall’inizio alla fine. Mi sono divertita tantissimo a commentare vari momenti con Debby e ho apprezzato anche i riferimenti al mondo coreano, alle tradizioni e al loro stile di vita, messi a confronto con la realtà americana in cui vivono i protagonisti. Il mix tra queste due culture creato dall’autrice è davvero molto bello. Detto questo, non mi resta che, insieme a Debby, avviarci alla ricerca di una nuova avventura. Spero che darete anche voi la possibilità a questi due folli di entrare nei vostri Kindle… e che continuerete a seguirci nelle nostre prossime avventure. La vostra, Mary
Un single dad di una tenerezza infinita. Un uomo che scopre di essere padre all'improvviso, senza possibilità di sottrarsi alle sue responsabilità. Una fake relation credibile, tra due persone che si detestano. La tensione che si taglia con il coltello. Our First Season di Irene Catocci è un viaggio nello sport romance, tra due protagonisti che si desiderano ma che hanno bisogno di tempo per fare i conti con i propri sentimenti.
MIN-HO è un giocatore coreano di football: serio, determinato, selettivo. Non ha spazio per una storia seria, e vive di avventure senza pensieri. Solo che una di quelle notti gli cambia la vita per sempre. Si ritrova a dover crescere suo figlio Misha da solo, senza una madre, senza una rete di supporto, e con un'intera esistenza da reinventare da capo. Ma da solo non ce la fa, e ha bisogno di aiuto. Arriva allora Morgan, una ragazza che sembra non sopportare, e che lo manda in tilt fin dal loro primo incontro, quattro anni prima. Tra loro nasce qualcosa di difficile da definire: odio e comprensione, battibecchi e momenti di inaspettata dolcezza, fino a quando la corazza di Min-Ho si sgretola e i sentimenti vengono a galla con tutta la loro forza. È dolce, premuroso, geloso di ciò che conta davvero, ossia suo figlio e la donna che, senza accorgersene, è diventata parte della sua vita. Ho amato vedere le sue debolezze emergere una per una, e assistere a come un uomo tutto d'un pezzo venga completamente travolto dalla potenza della paternità e dell’amore.
MORGAN è una ragazza indipendente, psichiatra neonatale. Fin dal primo incontro con Min-Ho lo ha catalogato come troppo chiuso, troppo noioso, eppure innegabilmente affascinante. Con il tempo, il suo cuore comincia a battere per lui in modo sempre più difficile da ignorare. Anche il suo è un percorso bellissimo, fatto di scoperte e di coraggio. Impara a guardare oltre la superficie, e a capire che sotto la corazza del sexy giocatore di football si nasconde un uomo straordinario e un padre che dà tutto. Il suo legame con Misha è commovente sul serio. Rimane accanto al suo uomo fino in fondo comprendendolo, sostenendolo, essendo il suo punto fermo; e per me è lei il vero cuore pulsante di questa storia. Perché certi uomini, senza la persona giusta accanto, semplicemente si perdono.
Our First Season è un romanzo che affronta il tema della paternità con una dolcezza rara, raccontando la storia di uno sportivo catapultato senza preavviso nella vita di un frugoletto di due mesi. Ho riso, mi sono commosso, e ho provato una tenerezza che non mi aspettavo. Irene Catocci costruisce il rapporto tra un padre e un figlio con una naturalezza disarmante, e ci ricorda che solo l’amore, quello vero, quello che non chiede permesso, riesce a salvarci da tutto il resto. Min-Ho e Morgan non possono che stare insieme: perché insieme sono una famiglia, moderna e solida, capace di affrontare qualsiasi cosa. Il loro rapporto è maturo, completo, reale. La loro storia è una coccola per l'anima.
Mie adorate Peccatrici, oggi non ho saputo resistere al richiamo di Marianna che col suo sguardo da sirena incantatrice mi ha spronata a seguirla, e automaticamente dove vado io, venite pure voi, ma state pur certe che non ve ne pentirete 😉 Qualcuno ha detto "single dad"? Di quelli particolarmente in difficoltà, che vengono sommersi da pannolini maleodoranti, pianti a tutte le ore, occhiaie che sembrano usciti da un incontro di box, salvo poi scoprire di avere un senso innato di protezione e tenerezza verso un piccolo esserino che gli ha stravolto la vita. In "OUR FIRST SEASON" di Irene Catocci abbiamo tutto questo e anche di più. Min-Ho, giocatore di football, non ha cercato e non ha voluto un figlio, non era neanche nei suoi desideri più prossimi, ma il destino si è divertito alle sue spalle e ora si ritrova da solo, con il piccolo Misha, di appena una settimana, fra le braccia. Lui che è un uomo organizzato, metodico, "ordine" è il suo mantra, tutto calcolato e niente al caso, abituato a non chiedere mai aiuto, ora si ritrova con la sua routine sgretolata e la sua vita fuori controllo. L'unica persona che può aiutarlo in questo momento critico è Morgan, dottoressa che lavora in mezzo ai bambini, e che nonostante non digerisca proprio, mette da parte il suo orgoglio per il bene di Misha. Quando lei accetta di vederlo, non si trova più davanti l'uomo freddo, imperturbabile e inavvicinabile con cui è solita litigare, ma un uomo disarmato che ha perso ogni sua sicurezza e il suo equilibrio e che ha paura di affrontare qualcosa per cui non era preparato. Le loro divergenze diventano complicità, se prima dove lui era controllo lei era caos, e dove lei era impulso lui era disciplina, ora Morgan diventa il punto fermo di Min-Ho e con la sua sola presenza riesce a tenere insieme tutti i pezzi della sua vita che rischiava di implodere. Lui comincia a sentirsi diverso, a cambiare, la disciplina che lo ha sempre regolato comincia a lasciar spazio all'improvvisazione, quella donna che finora è stata solo scomoda, pungente e fastidiosa, diventa una tentazione difficile da ignorare. Ma poi è così sbagliato cedervi? E Morgan sarà disposta ad accettare nella sua vita quella rigidità che ha sempre rappresentato Min-Ho? E se invece che continui litigi, i loro fossero stati solo dei contorti preliminari? Non vi resta che leggerlo per scoprirlo e godervi una storia bellissima che, fra momenti divertenti e di commozione, ha saputo coinvolgermi dall'inizio alla fine. Realistica per tutto ciò che concerne la presenza di un neonato, che di solito viene dipinto tutto rose e fiori, ma che nella realtà dei fatti proprio così non è. Interessante per la presenza di un'altra cultura che sebbene sia ben integrata rappresenta pur sempre una diversità che non toglie ma arricchisce. Due protagonisti ben delineati che nelle loro insicurezze riescono ad essere forza una per l'altro. E poi ovviamente tanti personaggi secondari che stimolano la curiosità per nuove storie. L'unica pecca che ho trovato è che ogni tanto ci sono delle ripetizioni che rallentano un po' la lettura ma che comunque non inficiano la bellezza dell'intero libro. Eh sì Marianna, sembra proprio che noi quest'anno non riusciamo a separarci, ogni nuovo viaggio vissuto insieme è spettacolare e ci unisce un po' di più. Sei pronta per la prossima lettura? E voi siete pronte a seguirci ancora? Dai non perdiamo tempo, corriamo verso una nuova avventura a caccia di emozioni 😘 Debby
Our First Season di Irene Catocci Già dal titolo capiamo subito in cosa ci imbatteremo, ma il sottotitolo lo chiarisce ancora meglio: “Quando il mondo si complica, arriva l’amore.” E sì, perché i nostri protagonisti saranno letteralmente sommersi dalle complicazioni. Mi sono divertita tantissimo a leggere di Min Ho e Morgan. Sono due vulcani agli antipodi: non si sopportano… e allora? Vi ricordate la prima volta che si sono conosciuti? Spoiler: al bowling. Morgan era talmente cotta che non riusciva nemmeno a parlargli. Da allora le cose sono cambiate e parecchio. Ora Morgan le parole le ha trovate eccome, ma sono soprattutto frecciatine pungenti che smuovono Min-Ho… e non in senso buono. In cinque anni hanno saputo ferirsi, offendersi, disprezzarsi. Come potranno quindi sostenere la farsa che mettono in piedi per i genitori di Min Ho? E soprattutto: perché Morgan decide di aiutare “Iceboy” (il suo nomignolo preferito per punzecchiarlo) fingendosi la madre di suo figlio? Non potete immaginare quante cose scopriranno l’uno dell’altra — e soprattutto di sé stessi. Attraverso Morgan scopriamo cibo, tradizioni, modi di dire e il significato profondo di rispetto e famiglia, concetti che per Min Ho sono indissolubili. È sorprendente vedere come un “gigante” possa diventare piccolo davanti a una madre che non ha bisogno di urlare per farsi rispettare. Per Morgan, che associa la parola “famiglia” al vuoto, questo percorso — nato da una decisione assurda presa per aiutare la sua nemesi — sarà uno sconvolgimento dell’anima. Per Min Ho, invece, sarà conflitto puro: la dualità tra le culture che ha scelto di vivere e il peso della vergogna per aver deluso le aspettative familiari. Un continuo altalenarsi di emozioni, dove non mancano momenti divertenti che ci portano inevitabilmente a provare tenerezza per questi due protagonisti così insoliti… e così perfetti nella loro imperfezione. E quando arriverete all’ultima pagina, vi renderete conto che non è stata solo una storia d’amore, ma un viaggio dentro le fragilità, le paure e il coraggio di scegliere chi essere. Min Ho e Morgan vi resteranno addosso, con i loro silenzi, le ferite e quella dolce, ostinata voglia di amarsi nonostante tutto. È una di quelle storie che si chiudono con gli occhi lucidi, (se per le risate o la comozione me lo direte voi), e il cuore pieno.
Mi sono divertita davvero tanto con questa lettura, Irene sa decisamente il fatto suo 😍 Ammetto che adoro le fake relationship quando sono scritte bene, e Our First Season non ha deluso le aspettative. Min-Ho e Morgan mi hanno conquistata fin da subito. Tra un neonato che stravolge ogni piano 🤣, una convivenza forzata e una famiglia da convincere, la storia è ricca di momenti divertenti, ma sa regalare anche scene dolci e romantiche. Ho adorato vedere Min-Ho, abituato ad avere tutto sotto controllo, alle prese con il caos della paternità. Morgan, invece, è una protagonista brillante ironica, paziente quando serve e più che capace di tenergli testa. La chimica tra loro si percepisce fin dalle prime pagine e mi è piaciuto molto seguire l'evoluzione del loro rapporto. L'unico motivo per cui mi fermo a quattro stelle 🥰 è che alcuni sviluppi sono abbastanza prevedibili, ma questo non ha minimamente compromesso il piacere della lettura.😍 Anzi è stata una storia dolce, divertente e scorrevole che consiglio assolutamente a chi cerca un romance leggero e capace di far sorridere. 😍💕
Libro stupendo, sopratutto per chi ama i single dad e il fake dating; queste sono due delle mie trope preferite e ho trovato in questo libro tutto al punto giusto. Mi è piaciuto davvero tanto, consiglio un sacco.