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Be Invincible. Destino ribelle

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Olsen è freddo come il ghiaccio. Axel è ardente come il fuoco. Rosie a chi donerà il suo cuore?

«Sono sempre stato convinto che nella mia vita non ci fosse spazio per l’amore. Sono sempre stato convinto che nessuna avrebbe calamitato tutti i miei pensieri. E poi è arrivata Rosie Leblanc.»

Dopo aver lasciato New York e rinunciato al sogno di diventare truccatrice, Rosie torna a Montréal con addosso il peso di una sconfitta che brucia più di quanto vorrebbe ammettere. Il futuro, improvvisamente, è un enorme punto interrogativo e ricominciare sembra impossibile. Si sente persa, senza una direzione, costretta a chiedersi da dove si riparte quando ciò in cui si credeva non esiste più. A complicare tutto c’è Olsen: il suo ex ragazzo, colui che ha amato più di chiunque altro e che ha lasciato senza nemmeno un addio. Freddo e pieno di segreti, Olsen è stato un amore intenso e tormentato, consumato da un continuo tira e molla che ha ferito entrambi. Eppure, nonostante tutto, il legame che li unisce è ancora vivo, difficile da ignorare. Forse è proprio da lui che Rosie potrebbe ripartire per ritrovare sé stessa. Ma non ha fatto i conti con l’uragano in forma umana che è Axel Croix. Sexy e sfrontato, non è il tipo che chiede permesso, ma è uno che sa ascoltare quando conta. È l’imprevisto che stravolge tutte le sue sicurezze e il fatto che sia un grande amico di Olsen rende tutto ancora più difficile. Divisa tra il conforto di un amore che conosce e il richiamo irresistibile del proibito, Rosie troverà il coraggio di fare una scelta tra due ragazzi che, per motivi diversi, le fanno battere il cuore?

785 pages, Kindle Edition

Published June 2, 2026

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About the author

Lily Red

10 books87 followers

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Displaying 1 - 8 of 8 reviews
Profile Image for Romanticamente Fantasy.
8,246 reviews243 followers
June 3, 2026
Voto 3,5
.
Dany - per RFS
.
Care Fenici, ho tanto da dire su questo romanzo, quindi per una volta voglio partire dall’esterno; come la pulizia di una ferita, sarebbe facile mettere direttamente il disinfettante sul dolore, e invece no, si deve partire dall’esterno per arrivare al fulcro.

Innanzitutto Be invincible è formato da diversi capitoli, il cui titolo rimanda più o meno a quello che succederà, ma la cosa veramente interessante sta proprio che esiste un titolo, non è affatto scontato. Vi sfido a prendere il primo libro che avete davanti e cercare l’indice, la maggior parte delle volte ci sono dei numeri, ma titoli? Decisamente più inconsueto. Ed è questo che mi ha spinto a dare una chance al romanzo: la cura nel dare un nome agli 84 capitoli, mettendoci umorismo e possibilità. Cosa significa? Forse che io sono stramba o, forse, che l’autrice tiene davvero ai suoi lettori. Propendo per la seconda.

Altra cosa importante è l’editing, a parte un paio di refusi, è praticamente perfetto nell’uso di tempi verbali, sintassi e punteggiatura, rendendo la lettura fluida e coerente. Anche questo è sinonimo di amore per i propri lettori.

Ma ora veniamo alla trama, e no, non stiamo ancora pulendo la ferita. È necessario informarvi che ci sono dei Trigger Warning celati nella storia e non menzionati nella quarta di copertina per cui mi trovo moralmente costretta a darveli. Il padre di uno dei personaggi ha un tumore grave e rischia la vita. Un altro personaggio ha subìto abusi emotivi, di negligenza genitoriale e diversi traumi in tenera età. Sono argomenti importanti ed è grave che non siano menzionati, dato che ora lo sapete potete meglio gestire le vostre scelte.

Che dite posso cominciare?!

Il libro ha un multi pov, ossia tre personaggi si alternano nella narrazione eseguita in prima persona; ciò ha il pregio di dare più luce alle emozioni, di sentirle davvero ed è una cosa che Moccia a suo tempo fece praticamente per primo, e mi costa citarlo poiché… beh, diciamo che Tre metri sopra il cielo non è tanto più giovane di me!

In Be invincible ci sono tre personaggi chiave, già visti nella trilogia: Rosie, Axel e Olsen. Rosie ritorna a Montreal dopo aver tentato di farsi strada a New York, persa, un po’ depressa e abbattuta, non sa proprio cosa fare ora che il suo sogno è sfumato, ma una cosa la sa: è una Leblanc, una combattente, non si arrenderà mai. Un po’ di aiuto le arriva dal padre, il cui rapporto sembra migliorato, e ovviamente dal fratello nel trovarle un appartamento. Purtroppo, complice uno scarafaggio, Rosie scoprirà ben presto chi sono i suoi vicini di casa: Axel, il migliore amico del fratello e giocatore di Hockey, e Olsen, anch’esso un giocatore ma anche il suo ex ragazzo, colui a cui non ha indirizzato nemmeno un saluto quando se n’è andata nella Grande Mela. Rosie fin da quando aveva sedici anni sentiva una certa attrazione per Axel, ma poi il suo cuore iniziò a battere per Olsen, di un amore passionale ma anche distruttivo e manipolatorio. Ma lasciate che ve li presenti bene prendendo a prestito le parole dell’autrice.

Olsen, secondo Rosie, è come se avesse un macigno sul suo cuore che frena ogni possibile coinvolgimento emotivo. Per Axel, invece, l’amico è un enigma impossibile da risolvere e potrebbe benissimo essere il migliore amico di Mercoledì Addams per il carattere condiviso. Non per niente lo stesso coach della squadra lo chiama Iceberg.

Axel a parer mio è praticamente la mia copia al maschile, cioè l’uomo perfetto per me. Odia i mercoledì, perché sono nel mezzo della settimana, a dimostrazione che il week end è ancora lungo da venire; beve, anche se non dovrebbe, solo in quel giorno e passa dai rewatch di Harry Potter alle puntate di Beautiful, di cui non ne perde una. È un bel ragazzo, un po’ piantagrane, a cui non manca mai il sorriso sulle labbra e con la battuta sempre pronta. Metterà sempre l’amicizia al primo posto e si taglierebbe un braccio piuttosto che ferire i suoi amici, ma non toccate il suo bel visino!

Mi dà l’idea che possa essere del segno dell’acquario, tipo me, mi pare abbastanza ovvio che il mio preferito sia lui no?!

Sta di fatto che Axel è il nuovo capitano della squadra, ma invece di essere concentrato è scostante, salta gli allenamenti, non gioca al massimo delle sue potenzialità, questo perché il ragazzo nasconde un segreto, qualcosa di molto importante che non vuole rivelare. I suoi compagni di squadra sono stufi e tramano alle sue spalle e a seguito di un fatto molto grave sono pronti a farlo a pezzi, o meglio, Olsen è pronto a fargli le scarpe e avere finalmente tutto quello che desidera, ma non ha fatto i conti con la signorina Leblanc.

Rosie si troverà ben presto a frequentare ancora il suo ex, un uomo che a detta sua la completa purtroppo però non si parla di un amore sano, ma disturbato, con troppe manipolazioni e attacchi di gelosia da entrambe le parti. Quando Olsen otterrà la nomina a capitano, Rosie scoprirà il segreto di Axel, e le carte del cuore saranno nuovamente rimescolate. Chi conquisterà la giovane Leblanc?

Poche righe per riassumere quasi cinquecento pagine direi che non sarebbe credibile.

Il libro è bello, abbastanza leggero da poterlo gustare bene, sarebbe però stato ancora più bello se un certo personaggio non avesse avuto voce. Parlo di Olsen. È di certo una figura complessa, macchinosa, negativa, non il classico bello e dannato ma proprio una persona disturbata che sa di avere diversi problemi, ciò non toglie comunque che faccia perennemente del male alle persone che dice di amare; non si mette mai in discussione, non chiede mai scusa, solo nel momento in cui affronta i suoi demoni è pronto a scusarsi pensando che ciò basti. Io sono dell’idea che il perdono vada meritato, non basta chiedere scusa. Mettiamola così, se nel romanzo mancasse la sua voce e soprattutto i suoi pensieri sarebbe stata comunque una storia intensa e più coerente. Dalle critiche non risparmio neppure Rosie, una ragazza con amicizie salde, forti legami familiari, ma troppo impulsiva e completamente fuori dalla realtà. Tutto ciò non per demonizzare dei personaggi che in sé non sono affatto male da leggere, ma per fare chiarezza sui temi centrali del libro, che se letti da una fascia di età giovane, magari sotto i venti anni, potrebbero creare danni seri.

Tornando a Rosie, beh, lei in un momento di forte criticità si getta nelle braccia del suo ex e comincia un tira e molla devastante, con manipolazioni evidenti che lei stessa riconosce, diciamo che questo comportamento visto il periodo di incertezza che sta passando ci può pure stare, ma non è la norma delle cose. Un uomo che tratta così una donna non è sano, soprattutto se sa cosa sta facendo. Altro tema spinoso è il pensiero, piuttosto frequente, che per fare carriera nel lavoro bisogna usare tutto ciò che si ha incurante del danno che puoi creare a chi ti vuole bene. Parliamone, il lavoro non è tutto e se lo perdi da qualcuno devi pur andare a piangere no?! E ora veniamo ai due più scomodi. Tra me e questi ragazzi passano ben più di dieci anni e una cosa la voglio dire. Capita nella vita di fallire, e per fortuna direi, perché da ogni situazione orribile si scopre sempre qualcosa di utile, ma non bisogna per forza di cose farcela da soli, bisogna avere una rete che ci aiuti, poi la volontà di andare avanti sta a noi, ma chiedere aiuto non è mai e dico mai sinonimo di debolezza. L’ultimo tema che vorrei affrontare è la fiducia. Nella squadra di hockey menzionata nel romanzo i giocatori condividono tutto, ma manca la fiducia. Ditemi un po’, a cosa serve tenere per sé i momenti di dolore, le situazioni difficili se poi questo ti fa perdere tutto il resto?

In verità ci sono temi anche molto positivi, per esempio l’amicizia, quella vera, catalizzata dalla splendida Izzy e da Axel, i due personaggi forse più sani di tutta la storia, che non hanno paura di rischiare; in particolare ho amato il senso del dovere familiare di Axel, una meraviglia quel personaggio! A deludermi è stata Rosie, che con la sua indecisione e la sua impulsività dimostra immaturità e molta superficialità. In verità tutto il libro funziona bene proprio perché è superficiale, i suoi personaggi restano in una bolla, non si mettono in gioco realmente, e ciò dà una certa tranquillità nel leggerlo, per questo la scelta di inserire situazioni scomode sembra come un modo per dare profondità, ma non era minimamente necessario, soprattutto immaginando a chi è rivolto. Ci sono tante cose che si possono affrontare in una storia per renderla più attinente alla realtà, dico questo perché nei ringraziamenti Lily Red scrive a chiare lettere che i suoi personaggi le hanno insegnato che la vita non è tutta rosa e fiori, è una cruda realtà. Se vuole usare i suoi personaggi per dare insegnamenti direi che ha cannato in pieno, semmai insegnano cosa non fare. Un piccolo appunto va anche all’autrice stessa, se mi posso permettere, sei brava a scrivere, e sono certa che con un po’ di studio ed esperienza in più sarai una grande scrittrice, ma da lettrice assidua consiglio di concentrarsi maggiormente sulle soluzioni ai problemi e non sugli outfit dei personaggi e di evitare salti nel tempo dopo una scena di sesso.

In conclusione il libro ha del potenziale, è perfetto da leggere per chi capisce la differenza tra un comportamento sano e uno sbagliato. Ci sono temi importanti e situazioni bellissime, ma allo stesso tempo anche altre compromettenti e temi pericolosi. A me il romanzo è comunque piaciuto, soprattutto per la sua leggerezza e il lieto fine. Ma un consiglio ve lo lascio: non bevete alcolici per idratarvi nelle calde giornate d’estate, bevete acqua!
Profile Image for Sun Moon.
127 reviews3 followers
June 11, 2026
Come concludere una serie meravigliosa!!😍
1 review
July 11, 2026
Premetto di essere partita con aspettative molto alte su questo libro e di averlo letto in un periodo nel quale leggere non era una delle mie priorità.
Avendo però amato il personaggio di Axel (uno dei pochi motivi insieme al Coach Smithy per i quali ho finito la saga) in Be Untappable ho reputato giusto leggere anche Be Invincible.
Anzi, all'inizio ero entusiasta. Un libro sul mio più grande amore nei libri: Axel Croix. Per me era un sogno.
Ho trovato però molto incoerenti alcuni personaggi, Axel in primis.

Vi lascio qua sotto la mia recensione.

Axel è sempre stato il personaggio divertente, quello che secondo tutti non può rimanerci male per nulla e cose simili. Che fosse una maschera si era capito e, che la scrittrice ne abbia parlato in Be Invincible mi ha fatto più che piacere.
Restano però alcune cose molto incoerenti.
Axel a quanto pare pure sarebbe stato attratto da Rosie da più piccolo ma non ci avrebbe mai provato perchè era la sorella minore di Matthew.
Anche Olsen era amico di Matthew ma lui ci si è messo senza problemi con Rosie.
E qui la domanda sorge spontanea, perchè Axel non poteva e Olsen sì?
Se davvero il problema era Matthew, allora avrebbe dovuto esserlo per tutti.
Se invece Matthew non avrebbe avuto nulla in contrario, allora tutta questa rinuncia perde di significato. Ho avuto la sensazione che la motivazione fosse stata costruita più per creare un amore impossibile che perché fosse davvero credibile.
Ma questa è solo la prima delle incoerenze che ho notato in Axel o nella storia.
Nella storia, il padre di Axel, Oliver ha un tumore al sangue.
In questo caso ho apprezzato come la scrittrice, nonostante Oliver stessa male, è riuscita a mantenerlo coerente con il suo carattere gioioso.
Ciò che non mi è sembrato realistico era come Axel reagiva.
Io non dico di fargli pensare sempre al padre malato, ma, conoscendo il carattere di Axel che tende a prendersi la colpa per tutto il male che provano le persone a cui tiene, avrei reputato più coerente se in alcuni momenti felici, Axel pensasse nella sua testa: "Come starà mio padre ora?" oppure "Io sto qua a divertirmi mentre lui soffre da solo in ospedale"
Attenzione: non sto dicendo che siano pensieri sani o giusti.
Anzi, sarebbero pensieri sbagliati, dettati dal senso di colpa.
Però, per come avevo conosciuto Axel nei libri precedenti, erano esattamente il tipo di pensieri che mi aspettavo da lui.
Axel è sempre stato il personaggio che si carica il peso del mondo sulle spalle, che preferisce soffrire in silenzio piuttosto che gravare sugli altri. Per questo motivo mi ha stupito vedere che, in molti momenti, la malattia del padre sembrasse quasi non esistere più.
Parlando della madre di Axel, in Be Unstappable, ho reputato normale liquidare il trauma della morte della madre di Axel con una frase o due di Matthew a Kelsey. Ma in un libro in cui Axel è il protagonista mi aspettavo qualche flashback o qualche capitolo in più su Axel e la madre. La situazione qua viene nuovamente liquidata in poche frasi.
Perchè? Perchè liquidare così tutto il trauma di Axel?
Perchè invece sprecare molti, ma molti più capitoli per parlare del trauma di Olsen?
Sarebbe stato molto più giusto dare spazio a entrambi.
La scrittrice ha invece dato spazio solo ai problemi di Olsen.
E questa è forse la cosa che mi ha frustrata di più.
Per tutto il libro ho avuto la sensazione che la storia di Axel venisse continuamente interrotta per lasciare spazio a quella di Olsen.
Non sto dicendo che il trauma di Olsen non fosse importante o che non meritasse di essere raccontato.
Ovviamente lo meritava, solo che lo meritava anche Ax.
Avrei preferito qualche capitolo in meno sul passato di Olsen e qualche capitolo in più sul passato di Axel.
Perché di Axel c'era davvero tanto da raccontare.
La morte della madre.
Il rapporto con il padre.
Il senso di colpa che si porta dietro.
Il bisogno quasi ossessivo di proteggere chi ama.
Sono tutti elementi che vengono accennati, ma raramente approfonditi.
E per me è un'occasione sprecata.
Mi sarebbe piaciuto leggere un flashback con sua madre.
Vedere come fosse il loro rapporto.
Capire cosa ricorda davvero di lei.
Scoprire se ci sono parole che ancora oggi si porta dentro.
Oppure assistere ai primi giorni dopo la sua morte, per comprendere come quel bambino allegro sia diventato il ragazzo che nasconde tutto dietro una battuta.
Sono scene che, secondo me, avrebbero aggiunto moltissimo al personaggio.
Invece vengono riassunte in poche frasi.
E quelle poche frasi, per quanto toccanti, non bastano.
Perché un trauma così grande non può avere lo stesso peso narrativo di un'informazione qualsiasi.
Soprattutto quando riguarda il protagonista.
Ho avuto la sensazione che la scrittrice desse quasi per scontato che il lettore conoscesse già Axel e che quindi non fosse necessario scavare davvero nel suo passato.
Poi perchè Axel dopo anni nei quali non ci provava con Rosie perchè "è la sorella di Matthew" decide di provarci?
Boh, non si sa.
L'ultima incoerenza che ho trovato riguarda il futuro che la scrittrice ha deciso di dare ad Axel.
Per tutti i libri precedenti l'ho sempre visto come un ragazzo libero. Non superficiale, perché Axel è probabilmente uno dei personaggi più profondi della saga, ma uno che aveva ancora tanta vita da vivere.
Per questo mi ha stupito vederlo desiderare un figlio così presto.
Non perché ci sia qualcosa di sbagliato nell'avere figli a venticinque o ventisei anni, ma perché non mi è sembrato un desiderio coerente con il personaggio che avevamo conosciuto fino a quel momento.
Avrei immaginato Axel viaggiare, giocare ancora ad alti livelli, godersi la carriera e vivere con più leggerezza gli anni della giovinezza.
Un altro aspetto che mi ha convinta ancora meno è la scelta di farlo diventare coach.
Se c'è un personaggio che, fino a quel momento, sembrava nato per stare sul ghiaccio, quello era proprio Axel.
L'hockey non era semplicemente un lavoro: era il luogo in cui riusciva a sentirsi davvero se stesso.
Per questo motivo ho fatto fatica a credere che decidesse di lasciare il ghiaccio nel pieno della sua carriera.
Anche perchè ci tengo a ricordare che Axel ha rifiutato le due proposte della squadra che lo voleva solo perchè serviva a suo padre, non perchè non gli piaceva l'hockey.
Se questa scelta fosse arrivata dopo molti anni, alla fine del suo percorso da giocatore, l'avrei trovata anche bella e simbolica.
Sarebbe stato naturale immaginarlo trasmettere la propria esperienza alle nuove generazioni.
Ma farlo così presto mi è sembrato un finale costruito più per dare una chiusura "perfetta" che perché fosse davvero coerente con il suo percorso.
Parlando di Rosie.
Parlando invece di Rosie.
Una cosa che ho apprezzato è che la scrittrice non abbia insistito troppo sul suo trauma. Considerando che il rapporto con il padre era già stato affrontato attraverso Matthew, riproporlo nello stesso modo avrebbe rischiato di risultare ripetitivo.
Quello che, invece, non mi ha convinta è stato il modo in cui Rosie tratta Axel durante buona parte del romanzo.
Ho avuto la sensazione che tra i due ci fosse un doppio standard.
Axel è quasi sempre quello che comprende.
Quello che perdona.
Quello che cerca di mettersi nei panni dell'altra persona.
Rosie, invece, molto spesso reagisce d'impulso.
Si arrabbia prima ancora di ascoltare le sue spiegazioni.
Trae conclusioni affrettate.
E, in diverse occasioni, sembra dare per scontato il peggio di lui.
La cosa che mi ha infastidita di più è che questa dinamica non sembra essere bilanciata.
Perché quando è Rosie a sbagliare, Axel tende a capirla quasi subito.
Quando invece è Axel a commettere un errore, o anche solo a trovarsi in una situazione fraintendibile, Rosie fatica a concedergli lo stesso beneficio del dubbio.
Ed è proprio questo che mi ha fatto storcere il naso.
Ho avuto l'impressione che Axel dovesse continuamente dimostrare di essere degno del suo amore, mentre a Rosie venissero perdonati comportamenti che, se fossero stati messi in atto da lui, sarebbero stati giudicati molto più severamente sia dalla protagonista che dalla narrazione stessa.
Non pretendo che una coppia non litighi.
Anzi, i conflitti sono fondamentali.
Ma mi piace quando entrambi i protagonisti vengono trattati con lo stesso metro di giudizio.
Qui, invece, mi è sembrato che Axel dovesse sempre chiedere scusa, comprendere e fare un passo verso Rosie, mentre lei raramente sembrava mettersi davvero in discussione.
Ed è un peccato, perché credo che Axel meritasse una protagonista capace di comprenderlo almeno quanto lui comprendeva lei.
Un esempio di comportamento che non mi è piaciuto di Rosie è quando forzava Axel a dire della loro relazione ad Olsen.
Sapeva che per Axel era difficile e che ci teneva molto ad Olsen e non voleva che lui soffrisse ma lei interpetò tutto come un "ti vergogni di me"
No tesoro, non si vergogna di te solo che non ci tiene a spezzare il cuore al suo migliore amico.
E questo, secondo me, è un altro punto in cui ho avuto difficoltà a empatizzare con Rosie.
Perché una cosa è avere bisogno di rassicurazioni dal proprio partner.
Un'altra è ignorare completamente il motivo per cui l'altra persona sta facendo fatica.
Axel non stava nascondendo Rosie perché si vergognava di lei.
Anzi, da quello che ho percepito, il problema era esattamente l'opposto.
Ci teneva così tanto alle persone coinvolte che aveva paura delle conseguenze.
Aveva paura di ferire Olsen.
Aveva paura di perdere un'amicizia importante.
E conoscendo Axel, un personaggio che mette sempre gli altri prima di sé, questa reazione mi sembrava anche molto coerente con lui.
Quello che mi è mancato è stato vedere Rosie provare a capire questo lato di Axel.
Avrei voluto che si fermasse un attimo e pensasse: "Perché per lui è così difficile?"
Invece ho avuto la sensazione che interpretasse la situazione solo dal suo punto di vista.
E questo, purtroppo, ha reso difficile per me tifare completamente per la loro relazione.
Perché un amore non dovrebbe essere solo una persona che comprende sempre e un'altra che viene continuamente compresa.
Dovrebbe esserci un equilibrio.
Di Olsen, invece, non saprei dire molto.
Non è mai stato un personaggio che mi trasmetteva qualcosa di particolare. In tutta la saga mi ha lasciata piuttosto indifferente e, anche dopo Be Invincible, non sono riuscita ad affezionarmi a lui.
Il motivo principale è che ho sempre avuto la sensazione che pretendesse molta comprensione dagli altri, senza però essere disposto a fare lo stesso nei loro confronti.
Anche in questo libro mi è sembrato che facesse ben poco per capire il punto di vista di Axel.
Posso comprendere che si sentisse ferito.
Posso comprendere la delusione.
Ma non ho percepito lo stesso sforzo che Axel ha sempre fatto per mettersi nei panni delle persone a cui vuole bene.
E questa cosa mi ha dato particolarmente fastidio perché Axel, al contrario, passa gran parte della saga a cercare di capire gli altri.
È sempre quello che giustifica.
Quello che perdona.
Quello che cerca una spiegazione prima di arrabbiarsi.
Per questo avrei voluto vedere almeno una volta qualcuno fare lo stesso per lui.
Qualcuno che si fermasse e dicesse: "Aspetta, forse Axel non lo sta facendo per ferirmi."
E secondo me questo è uno dei grandi problemi del libro: Axel è circondato da persone che ricevono la sua comprensione, ma raramente gli restituiscono la stessa attenzione.
Lui è quello che sostiene gli altri.
Ma chi sostiene Axel?
Ed è proprio questa la domanda che avrei voluto vedere esplorata maggiormente.
Perché il potenziale per farlo c'era tutto.
Axel era il personaggio perfetto per un libro molto più introspettivo.
Un libro in cui finalmente qualcuno guardasse oltre il sorriso.
Oltre le battute.
Oltre il ragazzo sempre felice che non sembra avere mai problemi.
Avrei voluto vedere qualcuno accorgersi che anche lui aveva bisogno di essere salvato.
Non perché Axel fosse incapace di salvarsi da solo, ma perché per una volta meritava di non essere quello forte della situazione.
E sì, si potrebbe dire che Rosie ci ha provato e che ci sia riuscita, ma anche qui, mi sembra che sia rimasta molto impulsiva e che la maggior parte delle volte non lo capisca davvero.
Una menzione speciale vorrei però darla al Coach Smithy, personaggio secondario divertentissimo e che io personalmente amo con tutta me stessa.
In sintesi non penso sia un brutto libro, solamente che chi lo ha amato veramente o compreso appieno noterà tutte queste piccole cose e non amerà il libro come si aspettava.
Perché secondo me il problema principale di Be Invincible è proprio questo: è un libro che può funzionare se si legge Axel per la prima volta o se non si ha un legame così forte con il personaggio.
Ma per chi, come me, lo ha amato nei libri precedenti, alcune scelte diventano difficili da ignorare.
Io non cercavo un Axel perfetto.
Non cercavo un personaggio senza difetti.
Anzi, erano proprio i suoi difetti a renderlo interessante.
Il suo bisogno di nascondersi dietro una battuta.
Il suo voler proteggere tutti.
Il suo mettere sempre gli altri al primo posto anche quando questo lo distruggeva.
Avrei voluto vedere quelle parti di lui approfondite.
Avrei voluto vedere le sue contraddizioni.
Il suo dolore.
Le sue paure.
La sua difficoltà ad accettare che anche lui potesse essere aiutato.
Invece ho avuto la sensazione che molte delle cose più interessanti di Axel venissero semplicemente accennate e poi messe da parte.
E questa, per me, è stata la più grande occasione persa.
Perché Axel aveva tutte le caratteristiche per essere uno dei protagonisti più memorabili della saga.
Aveva un passato doloroso.
Aveva una personalità complessa.
Aveva un modo di affrontare la vita completamente diverso dagli altri personaggi.
Era il ragazzo che faceva ridere tutti mentre dentro aveva mille cose che non diceva.
Ed era proprio questo che volevo leggere.
Non volevo solo il romance con Rosie.
Volevo Axel.
Volevo il bambino che aveva perso sua madre.
Volevo il figlio che aveva paura di perdere suo padre.
Volevo il ragazzo che sorrideva perché era più facile far ridere gli altri piuttosto che ammettere di stare male.
Volevo capire davvero cosa ci fosse dietro quel sorriso.
E purtroppo non ho avuto tutte le risposte che speravo.
Detto questo, non penso che Be Invincible sia un libro da bocciare completamente.
Ci sono momenti belli.
Ci sono scene emozionanti.
Ci sono personaggi che continuano a funzionare.
Ma per me il problema è che questo doveva essere il libro di Axel Croix.
E quando un libro porta il nome del personaggio che ami di più, inevitabilmente le aspettative sono diverse.
Alla fine della lettura non posso dire di non amare più Axel.
Anzi, forse è proprio perché lo amo così tanto che sono stata più critica.
Però posso dire che mi aspettavo molto di più.
Mi aspettavo un libro che mi facesse innamorare ancora di lui.
Invece mi ha lasciato con la sensazione che il suo potenziale sia stato solo sfiorato.
E questa è una delle sensazioni più frustranti che un lettore possa provare.
Perché quando un personaggio ha così tanto da raccontare, vederlo rimanere in superficie fa quasi più male che non averlo mai conosciuto.
This entire review has been hidden because of spoilers.
340 reviews1 follower
June 9, 2026
Molto molto lungo, per fortuna rosie ha scelto il mio preferito ma per arrivarci ci sono voluti secoli. Molto prolisso a mio avviso ma se avete amato gli altri libri questo è da assolutamente da leggere.
Consiglio dai 15 anni
Profile Image for Ella!.
6 reviews
July 9, 2026
Mi è piaciuto un sacco. Sarà che con questo libro dovrò dire addio alla serie di be unstoppable che ormai mi segue da circa tre anni, sarà che gli ultimi quasi sempre sono i miei preferiti, ho amato questo libro. ci sono molti personaggi complessi, come olsen, che ho imparato ad apprezzare, e soprattutto visto che parla di un triangolo amoroso solo uno dei due pretendenti può vincere, facendomi capire che non sempre tutti possono avere un lieto fine (come vorrei che invece fosse). mi ha aiutato a capire che nonostante tutto mi devo sempre rialzare, anche quando i miei piani non vanno come desideravo o come immaginavo. ho davvero ammirato la forza che hanno avuto rosie e axel a superare due ostacoli diversi, e comunque uscirne con la testa alta e andando avanti. lo consiglierei un sacco, lo amato❤️
Profile Image for ireeslibrary🩵🧸.
5 reviews
July 13, 2026
Finire questo libro è stato un po’ come chiudere un capitolo della mia vita.
Mi mancherà sempre la testardaggine di Kelsey.
La sottonaggine di Matthew e degli scherzi che si facevano a vicenda.
La saggezza di ryan nei momenti del bisogno.
La bontà di janette nell’aiutare gli amici.
La consapevolezza di assomigliare un po ad Olsen.
La felicità di Axel.
La voglia di non fermarsi di Rosie.
E soprattutto l’amore di smithy nella squadra.
Forse non è un’addio ma solo un’altro modo per dire arrivederci.
Quindi forse è arrivato il momento.
Xoxo gossip girl.
Addio
16 reviews
August 4, 2026
Questo è praticamente l'ultimo libro della saga di Lily Red, dopo i tre romanzi prima Be Unstoppable. La storia è scritta bene, consiglio molto, la tensione tra i tre personaggi principali è alle stelle!
Displaying 1 - 8 of 8 reviews