Nella militaresca società di Trevania, il volere del più forte è legge. Col potere del Wurm, ereditato da un Santo e prova inconfutabile del favore divino, la dinastia imperiale domina da secoli imponendo la propria supremazia coi mezzi più abietti. Diciannove anni fa, Wilhelm ha sperimentato in prima persona la crudeltà del mostro seduto sul trono. Oggi, cresciuto in una famiglia nobile e addestrato nell’esercito, può finalmente cercare un posto a corte e cambiare le cose. Ma farsi strada a palazzo è un compito per bugiardi, serpi, traditori. E, per un bene superiore, lui è disposto a diventarlo. Invischiato in un conflitto politico che rischia di espandersi sul piano internazionale, sempre più avvolto nell’abbraccio seducente della ricchissima capitale, Wilhelm dovrà dare tutto sé stesso per cambiare il corso della Storia… o lasciare che ogni cosa rimanga com’è sempre stata. Dopotutto, in un sistema ingiusto si può essere anche vincitori.
Premessa: è il primo libro di una dilogia, vi prego vi giuro vi scongiuro è possibile inserire questa informazione su goodreads o sulla copertina o su amazon dove sia possibile capirlo subito senza per forza seguire profili social.
Avete presente "Promessa di Sangue", quel primo libro della trilogia fantasy sulla polvere da sparo che veniva elogiato per l'ambientazione un po' diversa per un fantasy e con una tematica diversa (una sorta di rivoluzione francese, quindi con magia, pistole, moschetti e reali morti)? Ecco, è brutto, non leggetelo.
Leggete piuttosto questo, che fa bene ogni cosa che l'altro libro canna: è scritto bene, con una ambientazione astro-ungarica fatta bene QB, i personaggi sono ben approfonditi anche se si seguono le vicende di uno solo (compresi i personaggi femminili), si parla davvero di rivoluzione e lotta di classe e di come sia possibile farla. La parte fantasy è secondo me meno rilevante, ma l'ho adorata perché 1)ha senso nell'ambientazione e 2)funziona come metafora del potere/della monarchia e pure della religione. (E poi c'è una componente queer che non guasta mai e che so che mi spezzerà il cuore nel seguito).
Quello che personalmente ho amato io all'interno del libro è proprio la complessità della tematica della rivoluzione, rappresentata dai vari personaggi, per cui se da un lato mi aspettavo una certa evoluzione del protagonista, dall'altro lato sono stati tantissimi i momenti in cui mi sono trovata a dargli ragione anche se sapevo che stava andando incontro al disastro (non so voi, ma questo tipo di libri, dove prima di migliorare il personaggio deve schiantarsi, io li adoro). Soprattutto è interessante perché se da un lato il protagonista segue l'egoismo personale, dall'altro diverse sue decisioni nonostante quello hanno portato a sviluppi positivi ed è altrettanto vero che determinate situazioni si sarebbero forse verificate anche (e soprattutto) se lui avesse preso la retta via, il che contribuisce a rendere l'intera vicenda complessa, realistica e profondamente dolorosa. E soprattutto ti porta a riflettere sulla tematica. L'ho percepito tanto nel personaggio di Christian, in quello che rappresenta sia per la storia sia per il protagonista, tanto che non sono riuscita a dargli contro nonostante tutto. Poi certe soluzioni narrative (soprattutto una nei primissimi capitoli) per nulla scontate.
Boh gente cosa posso dire. Sin da quando ne ho sentito parlare ho pensato questa è proprio la mia merda. E così è stato. L'ho betato, l'ho adorato, ci ho fatto i disegnini. Un fantasy politico che non lascia sconti, con personaggi estremamente umani ingabbiati nei loro ruoli e trascinati da un potere più grande di loro che, strano a dirsi, non è quello del Wurm. Ambizione e giustizia, vendetta e manipolazione in un gioco che non esclude nessuno. Ne parlerei per ore, ma non voglio annoiarvi. Piuttosto, grazie Valeria Meivaz per questa grande storia. E per avercimi regalato Teresa.
C'è una comparsa a cui ne capitano di ogni. Paga scarsa, amichettismo, tortura, amici morti, orari di lavoro indecenti, prima linea. Poi crepa anche lui. Però, per tutto il tempo ha uno splendido sorriso sulle labbra. Ciò mi fa riflettere.