L'eccezionale stagione dell'Umanesimo e del Rinascimento rivivono in questa storia della filosofia moderna scritta con il consueto garbo e ironia da Luciano De Crescenzo.
V'era un tempo in cui gli uomini erano in grado di ragionare intorno al libero arbitrio e alla predestinazione, di misurare il tempo della caduta dei gravi, di immaginare architetture militari e rivoluzionare i sistemi universali. Tutto ciò senza computer o calcolatrici. Quel tempo luminoso, passato alla storia come Umanesimo, è raccontato da De Crescenzo con arguzia e ironia, in un libro in cui sembra di fare un ripasso dei libri di scuola, ma si è anche colti da improvvisi scoppi di risa e un pizzico di nostalgia per un'era in cui gli uomini credevano di più in se stessi e mettevano a frutto molte più potenzialità di quello straordinario organo che è il cervello. Da leggere in tutte le scuole, e non solo.
Anche questa volta una rilettura a distanza siderale di 20 anni forse più. Non vorrei dilungarmi troppo, ma per amare la filosofia e capirla un po' più facilmente, si può solo ricorrere a Luciano De Crescenzo. Dilungarmi su filosofi o su come è scritto il libro è ininfluente ed irriverente per cui se ancora non lo avete letto ( e non voglio nemmeno pensare che un qualsiasi lettore italiano non lo abbia mai fatto), leggetelo che fa bene alla salute
5 stelle perchè non conoscevo De Crescenzo, partivo scettica perchè non sono esattamente un'amante ed una conoscitrice della filosofia, ma il libro si è rivelato una sorpresa. Un modo per avvicinarsi alla filosofia con leggerezza e con divertimento, magari imparando anche qualcosina di nuovo.