Una storica agenzia di viaggi organizza soggiorni nel futuro. A Carlos e Mina, due noti influencer, spetta il compito di raccontare il fascino di un’immersione totale nel mondo di domani: un viaggio nel tempo esclusivo, insolito, di certo memorabile. Il problema di questa collaborazione? Tra innalzamento dei mari, antibiotico-resistenza e nuove improbabili legislazioni, il futuro è meno fotogenico del previsto.
Divertentissimo e inquietante, una bomba. Non riuscirete a smettere di leggerlo e sarete completamente travolti da questo scambio di e-mail (talmente realistico e passivo-aggressivo da farvi prudere le mani) tra la Fly&Find, un’agenzia di viaggi che sta per lanciare dei pacchetti vacanze per viaggiare nel tempo, e l’agenzia di talent per cui lavorano Mina e Carlos, i due influencers incaricati di pubblicizzare il prodotto. Bello? Peccato che il futuro in cui vengono spediti Mina e Carlos sia niente affatto instagrammabile, tra catastrofi climatiche, malattie, guerre e altri stravolgimenti… così, mentre l’incolumità dei due si fa sempre più a rischio, aumenta la pressione da parte della Fly&Find per ricevere contenuti leggeri e patinati, adatti a creare hype intorno al lancio, in una distorsione delle priorità terrificante e assolutamente verosimile: il mondo è in fiamme, ma con il filtro giusto possiamo pretendere che sia solo una lunghissima golden hour.
Odio il capitalismo, i capitalisti, le mail e le cose non chiarite nei minimi dettagli. Insomma, questo racconto è il mio incubo peggiore che letto in mezz'ora mi ha fatto salire i nervi che non vi dico. Penso che andrò a farmi una tisana calmante per non pensarci più e sarò felice di poter dire a me stessa che non faccio parte di nessun reparto marketing PER FORTUNA.
Un'ora di divertimento, uno scambio di mail continuo tra due uffici e una storia assurda (ma forse non troppo?). Ho voglia di prenotare un viaggio e allo stesso tempo non voglio più mettere il naso fuori di casa. In poche pagine l'autrice è riuscita comunque a inserire temi diversi come l'ecologia, il cambiamento climatico, l'overtourism e il colonialismo museale. Bello bello bello.
Due influencer accettano di partire per un viaggio nel tempo e il tutto viene raccontato tramite lo scambio di email tra il team degli influencer e l'agenzia di viaggi nel tempo. Il ritmo è serrato e gli scambi di email assomigliano così tanto al mondo reale da far venire il nervoso.
Mi ha divertita un casino, si fa leggere in un'oretta.
Tono ironico e ho apprezzato che l'autrice sia riuscita a inserire tematiche come quella ambientale, la turistificazione e anche come il colonialismo museale. Il tutto però nella leggerezza di questa situazione assurda degli scambi di email.
È il terzo racconto che leggo quest'anno a tema viaggio nel tempo e benché io abbia apprezzato quelli di Scalzi e di Djeli Clark, questo ha il taglio decisamente più divertente e amaro.
Che dire, sto spammando questo libro a chiunque, anche (soprattutto) a lavoro. Anche a mia mamma. Che ha apprezzato. Credo lo stia spammando anche lei. Valo sei stata geniale. Grazie per averci difeso in questo mondo difficile di falso buonismo necessario per la sopravvivenza professionale e in questa vita intensa carica di passivo-aggressività necessaria a mascherare un bel vaffanculo verso chi non capisce un cazzo - i punti di vista sono reciproci. Valo tvb
Valo Pusceddu torna in libreria con un nuovo, inaspettato ma non meno delizioso titolo. È un racconto epistolare come non l'avete mai letto: la narrazione segue un flusso di e-mail con un'agenzia di viaggi che può portarvi, addirittura, nel futuro! Prima del grande lancio, gli influencer Carlos e Mina sono assunti per pubblicizzare la modernissima meta. L'itinerario è Marsiglia-Parigi-Londra... ma quanto saranno diverse dal presente? Si legge in un fiato... giacché l'avrete sospeso per tutta la lettura. Il genere è fantascientifico, ma quanto realmente si discosta dal reale? È una riflessione a cui vi porterà senz'altro. Se mi dilungo, però, rischio di raccontarvelo tutto...
Una buona prima lettura di ottobre, in grado di farmi innervosire puntando alle cose che odio di più: la disonestà, la poca chiarezza, il pressing, i social e tutta la patina dorata che tendiamo a mettere attorno alle figure dei content creator, delle agenzie, e di tutte queste dinamiche.
Fatico un po', di solito, a ingranare con le storie epistolari (in questo caso digitalmente epistolari, trattandosi di e-mail) ma la breve durata di questo racconto mi è stata d'aiuto e pur perdendomi ogni tanto tra chi ha scritto cosa, o nel ricordare a quale email eravamo, devo dire che il racconto è volato via in un'ora e mi ha divertito parecchio.
Nei miei sogni più sfrenati c'erano altre cinquanta paginette per concluderlo al meglio, magari anche in maniera più grottesca o di impatto, date le premesse. Nel complesso, comunque, va bene anche così!
L'idea era carina e con molto potenziale. Tuttavia a mio parere, è stata quasi del tutto azzoppata dalla decisione di raccontarla completamente in forma epistolare. Con tantissime inutili lungaggini (non avete sentito dire che "una storia è la vita senza le parti noiose"?) e lasciando solo intuire vagamente, dietro la censura applicata, quelle che potevano essere vicende tragicomiche. Comprendo il messaggio che si voleva lasciare, ma da lettore dico: non funziona.
Molto strano. Se da un lato la formula della storia fondata sulle mail è intrigante, dall'altra fa fare uno doppio sforzo al lettore tra sospensione d'incredulità e collegamento delle parti sottintese o non presentate. Magari questa seconda parte era voluta per creare suspence, non ne ho idea al 100%, ma alla fine si fa leggere
Questo libro ha un problema: è uno splendido primo atto di una trilogia o una serie o un film o un romanzo estremamente più lungo perché io voglio sapere tutto TUTTO tutto. A un certo punto inizia a correre e giri le pagine nervosamente perché vuoi capire, e leggi ancor più velocemente.
Qualcosa mi dice che ci metterò di più a scrivere la recensione di questo libro che quanto ci ho messo a leggerlo. “Lancette” di @valopusceddu è l’incubo lucido di chiunque lavori nel marketing, quindi capite bene il motivo per cui, appena l’ho iniziato, lui ha iniziato a finire me. La cosa positiva di questo incubo - affectionate - è che dura poco: si legge al volo, come se si stesse leggendo da uno schermo del pc, e infatti è (quasi) proprio così.
L’ultimo recentissimo Nodo di @zona42, preso al Salone del libro e finito in una sera in cui stavo scoppiando di mal di testa ma non riuscivo a dormire, è scritto tutto come se fosse un infinito flusso di mail, nello specifico tra una junior project manager di un’agenzia viaggi e tra i talent manager di un’agenzia di influencer. Il motivo? L’agenzia viaggi Fly&Find ha brevettato il viaggio nel tempo e ora ha bisogno di mandare nel futuro due influencer a sponsorizzare il pacchetto Marsiglia-Parigi-Londra del 2326. Il futuro, però, non è affatto il luogo ospitale che può apparire nelle storie di due influencer…
La parte migliore di questo libro, oltre all’ansia che il thread crea, è l’ironia di Pusceddu stessa: come ha detto alla presentazione alla Libreria Trouvaille a Torino, tenuta insieme a @peparaccio, ha voluto inserire nel libro la sua esperienza in agenzia di comunicazione e quella sensazione che ogni priorità sia sballata. Il contenuto da pubblicare non è arrivato in tempo? Sono ca**i amari. Qualcuno ha morsi di ratto sulle braccia? Vabbè, che sarà mai, si risolve - rigorosamente al rientro dal weekend. Il libro cattura subito, come ti catturano le mail il lunedì mattina al rientro dalle ferie. Valo, mannaggia a te.
Questa recensione ti è piaciuta? Vieni a leggerne altre su @librichebruciano! Mi trovi su Instagram ;)
Una novella speculativa sul valore del futuro, sulle email urgenti al venerdì sera, sul rapporto di fiducia tra community e content creator, su come anche le meraviglie tecnologiche più sorprendenti si pieghino oggi alle dinamiche di mercato.
Consigliata a chi almeno una volta nella vita ha detto la frase "non leggo fantascienza" perché probabilmente vi ricrederete.