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Così doveva andare
Gaetano Mosca è campano, ma vive a Milano da anni. È separato e lavora in una ricicleria, impiego che svolge con la stessa curiosità con cui si immerge nei nel tempo infatti ha imparato a leggere la nostalgia dei figli che faticano a staccarsi dagli ultimi oggetti dei genitori defunti, la fretta rabbiosa di chi vuole sbarazzarsi dei ricordi di una relazione finita male, la gioia di chi invece si appresta a fare spazio a una vita nuova.
Un giorno un signore distinto lascia in ricicleria un tavolino intarsiato che a Gaetano sembra opera di suo padre, artigiano di Sorrento, ma quando se lo porta a casa per controllare meglio si accorge che non è così. Aprendo il cassettino, tuttavia, scopre una lettera per una certa Anna, il tentativo – intriso di amore e senso di colpa – di ricucire uno strappo.
L’atto mancato di quel messaggio mai spedito risuona misteriosamente con la storia di Gaetano, parlandogli dei suoi fallimenti e suscitando in lui il desiderio di sapere di più del suo autore. Rintraccia così il proprietario del tavolino – Giulio Vergani, un anziano professore di filologia – e lo avvicina con una scusa, senza però parlargli della lettera. Tra i due nasce un’amicizia, favorita da una certa comune Gaetano, con i suoi modi teneri e un po’ goffi, si mette segretamente alla ricerca di Anna, sino a un imprevedibile epilogo tra un museo del vino e una piazza che sembra un lago.
Con la sua voce calda, capace di trascolorare dal sorriso alla commozione e viceversa, Rosario Pellecchia riporta al centro ciò che conta davvero, perché, se era proprio così che doveva andare, siamo sempre in tempo per iniziare una seconda o una terza vita, per riscrivere il finale di una storia.
Lo so, vi sembrerò pazzo, ma io spesso ho l’impressione che le cose mi parlino, che abbiano voglia di raccontarmi la loro versione della storia.
Mi chiamo Gaetano Mosca, e lavoro in una ricicleria.
Un giorno un signore distinto lascia in ricicleria un tavolino intarsiato che a Gaetano sembra opera di suo padre, artigiano di Sorrento, ma quando se lo porta a casa per controllare meglio si accorge che non è così. Aprendo il cassettino, tuttavia, scopre una lettera per una certa Anna, il tentativo – intriso di amore e senso di colpa – di ricucire uno strappo.
L’atto mancato di quel messaggio mai spedito risuona misteriosamente con la storia di Gaetano, parlandogli dei suoi fallimenti e suscitando in lui il desiderio di sapere di più del suo autore. Rintraccia così il proprietario del tavolino – Giulio Vergani, un anziano professore di filologia – e lo avvicina con una scusa, senza però parlargli della lettera. Tra i due nasce un’amicizia, favorita da una certa comune Gaetano, con i suoi modi teneri e un po’ goffi, si mette segretamente alla ricerca di Anna, sino a un imprevedibile epilogo tra un museo del vino e una piazza che sembra un lago.
Con la sua voce calda, capace di trascolorare dal sorriso alla commozione e viceversa, Rosario Pellecchia riporta al centro ciò che conta davvero, perché, se era proprio così che doveva andare, siamo sempre in tempo per iniziare una seconda o una terza vita, per riscrivere il finale di una storia.
Lo so, vi sembrerò pazzo, ma io spesso ho l’impressione che le cose mi parlino, che abbiano voglia di raccontarmi la loro versione della storia.
Mi chiamo Gaetano Mosca, e lavoro in una ricicleria.
212 pages, Kindle Edition
Published June 16, 2026
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Community Reviews
Displaying 1 - 4 of 4 reviews
August 22, 2026
Ho trovato questo libro un piccolo gioiello di originalità, una lettura che cattura e fa riflettere. Ci sono libri che ti colpiscono fin dalle primissime pagine per il modo in cui sono scritti, e "Così doveva andare" è senza dubbio uno di questi.
La storia ruota attorno a Gaetano Mosca, un uomo separato che lavora in un'isola ecologica a Milano. Il suo lavoro lo porta a osservare da vicino la vita degli altri attraverso gli oggetti di cui si sbarazzano. Tutto cambia quando un giorno viene lasciato da un distinto signore anziano un tavolino intarsiato. Al suo interno, Gaetano scopre una lettera nascosta indirizzata a una donna di nome Anna. Questo ritrovamento dà il via a un incontro speciale e a un legame profondo con Giulio, il distinto signore che aveva lasciato il tavolino da smaltire. I due protagonisti, per motivi diversi, sono rassegnati e ancorati ai propri ricordi, ma insieme scopriranno che c'è sempre tempo per riscrivere il finale della propria storia.
La prima cosa che mi è piaciuta è lo stile: estremamente originale e fresco. L'autore ha una capacità innata di usare le parole, creando un ritmo narrativo che letteralmente invita alla lettura. Ma la straordinaria piacevolezza della lettura nasconde una profondità incredibile. Il romanzo, infatti, non ha paura di scavare a fondo e di affrontare argomenti importanti, seri e attuali, come il senso di colpa, l'elaborazione del passato, le ferite emotive e l'importanza della gentilezza nei rapporti umani.
In conclusione, un perfetto equilibrio tra forma e contenuto. Un libro che conquista per la sua unicità stilistica e che lascia il segno per lo spessore dei temi trattati. Un'ottima lettura a cui assegno con decisione 4 stelle.
La storia ruota attorno a Gaetano Mosca, un uomo separato che lavora in un'isola ecologica a Milano. Il suo lavoro lo porta a osservare da vicino la vita degli altri attraverso gli oggetti di cui si sbarazzano. Tutto cambia quando un giorno viene lasciato da un distinto signore anziano un tavolino intarsiato. Al suo interno, Gaetano scopre una lettera nascosta indirizzata a una donna di nome Anna. Questo ritrovamento dà il via a un incontro speciale e a un legame profondo con Giulio, il distinto signore che aveva lasciato il tavolino da smaltire. I due protagonisti, per motivi diversi, sono rassegnati e ancorati ai propri ricordi, ma insieme scopriranno che c'è sempre tempo per riscrivere il finale della propria storia.
La prima cosa che mi è piaciuta è lo stile: estremamente originale e fresco. L'autore ha una capacità innata di usare le parole, creando un ritmo narrativo che letteralmente invita alla lettura. Ma la straordinaria piacevolezza della lettura nasconde una profondità incredibile. Il romanzo, infatti, non ha paura di scavare a fondo e di affrontare argomenti importanti, seri e attuali, come il senso di colpa, l'elaborazione del passato, le ferite emotive e l'importanza della gentilezza nei rapporti umani.
In conclusione, un perfetto equilibrio tra forma e contenuto. Un libro che conquista per la sua unicità stilistica e che lascia il segno per lo spessore dei temi trattati. Un'ottima lettura a cui assegno con decisione 4 stelle.
August 25, 2026
Bellissimo! Divertente, commovente, struggente. Personaggi vivi e luminosi. Nel finale la lacrimuccia di commozione è assolutamente giusta. Il più bello che ho letto in queste vacanze (non ancora finite).
July 5, 2026
Un romanzo delle seconde occasioni, che parla di relazioni, amicizia, e legami profondi e viscerali, raccontato da una delle voci piú amate della radio italiana, autore che ho già avuto modo di apprezzare.
L'autore attraverso la storia di Gaetano Mosca, un uomo sensibile che avverte sulla pelle il dispiacere di chi é costretto a liberarsi di oggetti cari, ci esorta a non mollare mai, perché anche quando ci sembra che "così doveva andare", dobbiamo fare il possibile per proporre a noi stessi un finale alternativo, che più ci possa soddisfare.
La lettera trovata nel cassetto del tavolino che un anziano professore ha lasciato alla ricicleria di Gaetano, dà il via ad un racconto emozionante, che ad un certo punto strappa anche qualche risata, rendendo la lettura leggera e perfetta per l'estate.
Quindi si, vi consiglio assolutamente questo libro.
L'autore attraverso la storia di Gaetano Mosca, un uomo sensibile che avverte sulla pelle il dispiacere di chi é costretto a liberarsi di oggetti cari, ci esorta a non mollare mai, perché anche quando ci sembra che "così doveva andare", dobbiamo fare il possibile per proporre a noi stessi un finale alternativo, che più ci possa soddisfare.
La lettera trovata nel cassetto del tavolino che un anziano professore ha lasciato alla ricicleria di Gaetano, dà il via ad un racconto emozionante, che ad un certo punto strappa anche qualche risata, rendendo la lettura leggera e perfetta per l'estate.
Quindi si, vi consiglio assolutamente questo libro.
July 26, 2026
Non sempre un libro deve conquistarci completamente per lasciarci qualcosa. A volte basta una bella idea, un messaggio importante e qualche emozione sincera.
"Così doveva andare" racconta la storia di Gaetano, un uomo che lavora in una ricicleria e che, tra gli oggetti lasciati dagli altri, trova una lettera mai spedita. Quelle parole, rimaste sospese nel tempo, lo portano a cercare la persona a cui erano destinate, dando vita a un incontro capace di intrecciare passato e presente.
Una premessa che mi aveva incuriosita molto, una storia nata quasi per caso, da qualcosa che qualcuno ha abbandonato, ma che invece custodiva un pezzo importante di vita.
Il punto forte di questo romanzo è sicuramente il messaggio che porta con sé. È una storia che parla di empatia, di solitudine, di seconde possibilità e della capacità di fermarsi ad ascoltare gli altri. Perché spesso dietro una persona che incontriamo ogni giorno si nasconde un mondo che non conosciamo.
Ho apprezzato molto il cuore della storia e ciò che vuole trasmettere, anche se ho fatto un po' più fatica con lo sviluppo della trama. Alcune dinamiche mi sono sembrate meno vicine alla realtà e avrei avuto bisogno di un percorso narrativo che riuscisse a coinvolgermi maggiormente.
La mia sensazione è stata quella di avere davanti una bellissima idea di base, con un messaggio importante, ma che non è riuscita completamente a conquistarmi nel modo in cui avrei sperato.
Resta comunque una lettura delicata e piacevole, capace di ricordarci quanto valore possano avere un gesto di attenzione, una parola e la scelta di guardare davvero chi abbiamo davanti.
Una storia con un'anima e una bella riflessione da portarsi dietro.
A volte un libro non deve essere perfetto per lasciarci qualcosa.
Consigliato ⭐️⭐️⭐️/5
"Così doveva andare" racconta la storia di Gaetano, un uomo che lavora in una ricicleria e che, tra gli oggetti lasciati dagli altri, trova una lettera mai spedita. Quelle parole, rimaste sospese nel tempo, lo portano a cercare la persona a cui erano destinate, dando vita a un incontro capace di intrecciare passato e presente.
Una premessa che mi aveva incuriosita molto, una storia nata quasi per caso, da qualcosa che qualcuno ha abbandonato, ma che invece custodiva un pezzo importante di vita.
Il punto forte di questo romanzo è sicuramente il messaggio che porta con sé. È una storia che parla di empatia, di solitudine, di seconde possibilità e della capacità di fermarsi ad ascoltare gli altri. Perché spesso dietro una persona che incontriamo ogni giorno si nasconde un mondo che non conosciamo.
Ho apprezzato molto il cuore della storia e ciò che vuole trasmettere, anche se ho fatto un po' più fatica con lo sviluppo della trama. Alcune dinamiche mi sono sembrate meno vicine alla realtà e avrei avuto bisogno di un percorso narrativo che riuscisse a coinvolgermi maggiormente.
La mia sensazione è stata quella di avere davanti una bellissima idea di base, con un messaggio importante, ma che non è riuscita completamente a conquistarmi nel modo in cui avrei sperato.
Resta comunque una lettura delicata e piacevole, capace di ricordarci quanto valore possano avere un gesto di attenzione, una parola e la scelta di guardare davvero chi abbiamo davanti.
Una storia con un'anima e una bella riflessione da portarsi dietro.
A volte un libro non deve essere perfetto per lasciarci qualcosa.
Consigliato ⭐️⭐️⭐️/5
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