Luglio 1963. In sole ventiquattro ore, la quiete di Valle delle Magnolie viene spezzata da due eventi inquietanti: Donato, un ragazzo di quattordici anni, ospite del vicino Istituto San Gabriele per la cura dell’infanzia, scompare nel nulla; poco dopo Filippo Tilocca, un uomo trasferitosi da alcuni giorni nella valle, viene ritrovato morto nella propria abitazione. Due fatti apparentemente scollegati, in grado di dare sin da subito filo da torcere al capitano Roversi. Ma mentre scava nel passato di Donato e di Tilocca in cerca di piste da seguire, l’ufficiale comincia a intuire che quei casi forse non sono slegati come pensava. La chiave per risolvere questo doppio mistero sembra risiedere in un cold case risalente a cinque anni prima: un tentato sequestro finito in tragedia, nel quale una coppia perse la vita insieme a uno dei rapitori…
Dalla sparizione di un giovane orfano da un istituto vicino a casa dei Gualandi e dei Roversi si torna indietro alle indagini per una strage di cui non si sono mai trovati i colpevoli, un agguato in cui sono stati uccisi marito e moglie e in seguito al quale è scomparso un figlio. Nella zona sono arrivate due coppie di uomini che sembrano sollevare parecchi problemi, perché una si è fatta rubare dalla Renault 4 due cassette di prelibati prodotti locali e l'altra - che è quella che li ha rubati - sembra essere coinvolta nella strage avvenuta cinque anni prima. Tra l'altro, a causa di giri e contorsioni, nelle cassette c'era anche una lettera importantissima: un testamento olografo in cui la moglie di uno dei due uomini era nominata erede universale di una zia ormai morta. La ricerca del testamento originale da portare al notaio diventa così una sorta di Quesito con la Susy o forse Il corvo parlante, perché, alla fine, tra Tex e la greffa della cionfra, questi casi strizzano l'occhio alla Settimana enigmistica in continuazione. Poi, la mia adorata R4 senza cappelliera mi ha mandata in brodo di giuggiole... E anche se Caterina questa volta è stata poco presente, il suo buonsenso sul finale si è fatto riconoscere!
Il tenente Roversi oramai ha fatto casa in Sardegna, si è sposato ed in parte riesce a capire i suoi abitanti, anche se spesso ha ancora bisogno di aiuto per comunicare con pastori ombrosi e omertosi. In una giornata da dedicare al mare ed alla spiaggia due casi si affacciano alla sua attenzione. Un ragazzino di 14 anni, in affido presso un istituto, scompare e subito dopo un omicidio viene commesso proprio vicino alla sua casa. Presto si scoprirà che è tutto collegato e che sono crimini con radici antiche. Luigi Gualandi e Caterini, con ruoli più defilati, sono a loro volta coinvolti con piccole indagini locali alla ricerca di un testamento perduto... Lettura estiva lieve e di svago.
Questa volta la trama era più complessa del solito, e trovo che ci sia un miglioramento in generale nella scrittura. Mi dispiace che i personaggi però siano così bidimensionali e ci sia meno della cultura sarda che in altri romanzi dello stesso autore. Nel complesso leggero e piacevole.