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Soltanto il giorno
Ispirandosi alla vera storia della sua bisnonna, Santina Cosetta firma un romanzo bruciante: una donna nata dal niente che impara a salvarsi salvando gli altri, un amore per la vita che travolge a ogni pagina.
Avola, 1885. Marianna viene al mondo senza che nessuno l'abbia cercata né voluta. Tutti la chiamano Cosuzza, "il nome delle donne che restano sole e tirano avanti lo stesso", e viene affidata a Lisetta, la stria del paese, che le insegna i segreti delle erbe, della cucina, della cura. Insieme alla verità più preziosa: il cibo non serve solo a nutrire.
L'infanzia dura un istante. Quando Lisetta parte per l'America, Marianna viene mandata a servizio all'Irminio, una grande masseria nelle campagne ragusane. Dietro quella porta si apre un mondo duro, governato da gerarchie antiche e regole che non si discutono, ma nell'enorme cucina rumorosa smette per la prima volta di sentirsi sola. All'arrivo dei villeggianti, i ricchi nipoti della baronessa, tutto cambia di nuovo: un'amicizia profonda come una radice, la scoperta di un corpo che vuole e che può, un amore capace di rompere ogni confine. E, mentre il destino prende pieghe sempre più imprevedibili, Marianna impara la cosa più difficile, volere qualcosa per sé. Anche quando farlo costa tutto.
«C'erano madri che non sapevano amare. E figlie che imparavano a non chiedere nulla.»
Avola, 1885. Marianna viene al mondo senza che nessuno l'abbia cercata né voluta. Tutti la chiamano Cosuzza, "il nome delle donne che restano sole e tirano avanti lo stesso", e viene affidata a Lisetta, la stria del paese, che le insegna i segreti delle erbe, della cucina, della cura. Insieme alla verità più preziosa: il cibo non serve solo a nutrire.
L'infanzia dura un istante. Quando Lisetta parte per l'America, Marianna viene mandata a servizio all'Irminio, una grande masseria nelle campagne ragusane. Dietro quella porta si apre un mondo duro, governato da gerarchie antiche e regole che non si discutono, ma nell'enorme cucina rumorosa smette per la prima volta di sentirsi sola. All'arrivo dei villeggianti, i ricchi nipoti della baronessa, tutto cambia di nuovo: un'amicizia profonda come una radice, la scoperta di un corpo che vuole e che può, un amore capace di rompere ogni confine. E, mentre il destino prende pieghe sempre più imprevedibili, Marianna impara la cosa più difficile, volere qualcosa per sé. Anche quando farlo costa tutto.
«C'erano madri che non sapevano amare. E figlie che imparavano a non chiedere nulla.»
- GenresHistorical
479 pages, Kindle Edition
Published June 3, 2026
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Community Reviews
Displaying 1 - 30 of 84 reviews
August 1, 2026
Sono una lettrice abitudinaria e in genere, in estate, quando ho più tempo per leggere, leggo almeno un romanzo del genere “saga familiare”. Così, perché mi piace. Quest’anno ho scelto di leggere questo romanzo, che in realtà è storia di una donna non di una famiglia. Una donna siciliana, nata alla fine dell’Ottocento, da una poverissima famiglia di Avola, rifiutata dalla madre appena nata, cresciuta da una “stria”, una strega che usa erbe e pozioni guaritrici, ma abbandonata anche da lei quando era ancora bambina. Marianna Cosetta cresce da sola, come serva in casa di nobili. Diventa una giovane donna di poche parole che non sa fare altro che aiutare chi sta male, chi è più debole, con l’unico modo che ha, con le erbe e con le sue ricette di cucina. Ma è una donna moderna per l’epoca perché va avanti con le sue forze, ama in modo libero e sceglie di vivere come una donna libera, come tale non compresa da molti, inclusi i suoi familiari.
Ho letto che la storia è ispirata alla vita della bisnonna della scrittrice e si capisce quanto ne sia legata. Tuttavia secondo me il romanzo, pur bello, manca di qualcosa, non lo definirei “il romanzo più bello dell’estate” come qualcuno ha fatto - poi queste definizioni lasciano il tempo che trovano-, e’ scritto bene, ma non mi ha appassionato, forse perché i personaggi sono delineati in modo nebbioso, poco determinato e poco concreto.
Quest’estate è andata così…
Ho letto che la storia è ispirata alla vita della bisnonna della scrittrice e si capisce quanto ne sia legata. Tuttavia secondo me il romanzo, pur bello, manca di qualcosa, non lo definirei “il romanzo più bello dell’estate” come qualcuno ha fatto - poi queste definizioni lasciano il tempo che trovano-, e’ scritto bene, ma non mi ha appassionato, forse perché i personaggi sono delineati in modo nebbioso, poco determinato e poco concreto.
Quest’estate è andata così…
June 7, 2026
Ho pianto, quindi è bello
June 5, 2026
Opera prima di Santina Cosetta e che opera ragazzi.
D’altronde da una professoressa di lettere non potevamo aspettarci di meno.
Scrittura magistrale, incredibilmente corale, con una Sicilia vera, poverissima e comunque magnifica.
Leggendo, riesci a sentire i profumi e gli odori che accompagnano la vita della protagonista.
Bonus il lavoro enorme di anni che c’è dietro a questo romanzo per riuscire a recuperare quanti più dettagli possibili sulla vita della sua bisnonna e restituirle voce.
La protagonista è Mariannina, nata nel 1885.
Non voluta dalla mamma perché femmina, considera inutile dalla società se non accanto a un marito, affidata alla zia che, a sua volta, l’abbandonerà per un uomo.
Mariannina si riprende il suo posto nel mondo. Impara a cavarsela, a lasciarsi andare, ad amare con il terrore sempre a un passo di distanza. Spera, crede e, nonostante tutto, rimane in piedi.
Una voce profondamente attuale. Ambientato nel 1900, ma perfettamente in linea, purtroppo mi viene da dire, con la realtà che le donne sono costrette ad affrontare quotidianamente.
Ho pianto (per lo più), riso, il mio cuore ha preso il galoppo grazie a Mimì, poi Diego e, ancora, a Mimì.
Avrei voglia di abbracciare Cosetta, anche se so che non se lo lascerebbe fare, e di restituirle una vita serena, la vita che si sarebbe meritata.
Questo libro mi ha lasciato con un profondo senso di nostalgia,un vuoto che solo i libri che ti cambiano la vita sanno lasciarti.
Non è una storia felice; è tuttavia intercorsa da momenti di estrema felicità, accompagnati da dolcissimi biscotti.
Perché 4 stelle?
- si preannuncia una saga familiare (che in generale odio😒). In questo caso potrebbe avere senso e c’è un mezzo finale aperto ma, onestamente, le altre storie non potranno mai essere equiparabili a quella di questa grande donna. Anche perché al figlio tirerei volentieri 10 colpi in testa e poi altri 10.
- il finale: bellissimo perché estremamente realistico, con i personaggi che coesistono con le loro ipocrisie, il loro orgoglio e il loro modo di amare. Ma, cavolo, avrei voluto un po’ di felicità. Perché bruciare il quadro di Mimì? Perché ad averla vinta alla fine è Diego? Che ricostruisce un rapporto con il figlio e i nipoti e Marianna passa come un personaggio secondario.
So che il senso del libro era anche questo ma, cavolo, quanto fa male.
- il mezzo. Love bombing di Diego per tutta la parte centrale, metà libro e a Mimì, quel povero Cristiano, ingiustamente relegato a seconda scelta (anche se sappiamo tutt* benissimo che non è così).
Ora, alcune delle frasi che ho sottolineato e che mi hanno fatta sentire meno sola. Grazie Cosetta per la tua voce e per questa incredibile storia❤️🩹
“La chiamerò Cosetta, come il nome delle donne che restano sole e tirano avanti lo stesso”
“Io vorrei andare a scuola. Imparare bene a leggere. Capire tutto quello che c’è scritto nei giornali”
“E a che ti serve, la scuola? Ti pare che un marito te lo scegli con l’alfabeto?”
“Non voglio un marito. Voglio capire le cose”
“E capirle per farne che? Le donne studiano solo se possono permetterselo. A tia aggiuva un tetto e un uomo che ti mantenga.”
“E allora le femmine devono nascere mute secondo te?”
“Cosuzza, non è colpa mia se il mondo è storto.”
“Un cavallo con le ali?”
“Non è un cavallo. È un animale che scappa.”
“Da dove?”
“Da dove lo tengono legato.”
La scena delle scarpe che non racconterò perché bisogna viverla!!
“Le babbarie le fanno quelli che non hanno controllo.”
“E voi invece?”
“Io vedo una cosa e me la prendo”
“E cosa vedete ora?”
“Una che dice di non avere paura. Ma trema lo stesso”
D’altronde da una professoressa di lettere non potevamo aspettarci di meno.
Scrittura magistrale, incredibilmente corale, con una Sicilia vera, poverissima e comunque magnifica.
Leggendo, riesci a sentire i profumi e gli odori che accompagnano la vita della protagonista.
Bonus il lavoro enorme di anni che c’è dietro a questo romanzo per riuscire a recuperare quanti più dettagli possibili sulla vita della sua bisnonna e restituirle voce.
La protagonista è Mariannina, nata nel 1885.
Non voluta dalla mamma perché femmina, considera inutile dalla società se non accanto a un marito, affidata alla zia che, a sua volta, l’abbandonerà per un uomo.
Mariannina si riprende il suo posto nel mondo. Impara a cavarsela, a lasciarsi andare, ad amare con il terrore sempre a un passo di distanza. Spera, crede e, nonostante tutto, rimane in piedi.
Una voce profondamente attuale. Ambientato nel 1900, ma perfettamente in linea, purtroppo mi viene da dire, con la realtà che le donne sono costrette ad affrontare quotidianamente.
Ho pianto (per lo più), riso, il mio cuore ha preso il galoppo grazie a Mimì, poi Diego e, ancora, a Mimì.
Avrei voglia di abbracciare Cosetta, anche se so che non se lo lascerebbe fare, e di restituirle una vita serena, la vita che si sarebbe meritata.
Questo libro mi ha lasciato con un profondo senso di nostalgia,un vuoto che solo i libri che ti cambiano la vita sanno lasciarti.
Non è una storia felice; è tuttavia intercorsa da momenti di estrema felicità, accompagnati da dolcissimi biscotti.
Perché 4 stelle?
- si preannuncia una saga familiare (che in generale odio😒). In questo caso potrebbe avere senso e c’è un mezzo finale aperto ma, onestamente, le altre storie non potranno mai essere equiparabili a quella di questa grande donna. Anche perché al figlio tirerei volentieri 10 colpi in testa e poi altri 10.
- il finale: bellissimo perché estremamente realistico, con i personaggi che coesistono con le loro ipocrisie, il loro orgoglio e il loro modo di amare. Ma, cavolo, avrei voluto un po’ di felicità. Perché bruciare il quadro di Mimì? Perché ad averla vinta alla fine è Diego? Che ricostruisce un rapporto con il figlio e i nipoti e Marianna passa come un personaggio secondario.
So che il senso del libro era anche questo ma, cavolo, quanto fa male.
- il mezzo. Love bombing di Diego per tutta la parte centrale, metà libro e a Mimì, quel povero Cristiano, ingiustamente relegato a seconda scelta (anche se sappiamo tutt* benissimo che non è così).
Ora, alcune delle frasi che ho sottolineato e che mi hanno fatta sentire meno sola. Grazie Cosetta per la tua voce e per questa incredibile storia❤️🩹
“La chiamerò Cosetta, come il nome delle donne che restano sole e tirano avanti lo stesso”
“Io vorrei andare a scuola. Imparare bene a leggere. Capire tutto quello che c’è scritto nei giornali”
“E a che ti serve, la scuola? Ti pare che un marito te lo scegli con l’alfabeto?”
“Non voglio un marito. Voglio capire le cose”
“E capirle per farne che? Le donne studiano solo se possono permetterselo. A tia aggiuva un tetto e un uomo che ti mantenga.”
“E allora le femmine devono nascere mute secondo te?”
“Cosuzza, non è colpa mia se il mondo è storto.”
“Un cavallo con le ali?”
“Non è un cavallo. È un animale che scappa.”
“Da dove?”
“Da dove lo tengono legato.”
La scena delle scarpe che non racconterò perché bisogna viverla!!
“Le babbarie le fanno quelli che non hanno controllo.”
“E voi invece?”
“Io vedo una cosa e me la prendo”
“E cosa vedete ora?”
“Una che dice di non avere paura. Ma trema lo stesso”
June 9, 2026
Un libro a dir poco splendido, come l’animo dell’indomita e testarda Marianna, protagonista che non si dimentica. 5⭐️
Il libro viene presentato come una saga familiare, ma non lo è davvero. È la storia di una donna che non si è piegata alle convenzioni e che, nonostante la miseria in cui è nata e un soprannome che sembra fatto per sminuirla, Cosuzza, ha vissuto una vita grande e piena.
Piena di amore e di tristezza, di rimpianti e di scelte coraggiose… una vita incredibilmente umana, ricca e complicata, ma proprio per questo bellissima.
I personaggi “secondari” non si limitano a fare da sfondo, ed è forse per questo che a tratti può essere definito un romanzo corale.
Laura, da cui prendono il nome i biscotti di rinforzo che vengono sfornati per tutto il romanzo, con la sua magrezza e la sua sfacciataggine.
Diego, che ha portato la musica nella vita di Marianna.
Mimì, che ha saputo dipingere il giorno e scaldare le notti con il suo affetto smisurato e mai negato.
Santina Cosetta esordisce con un romanzo magistrale.
Il libro viene presentato come una saga familiare, ma non lo è davvero. È la storia di una donna che non si è piegata alle convenzioni e che, nonostante la miseria in cui è nata e un soprannome che sembra fatto per sminuirla, Cosuzza, ha vissuto una vita grande e piena.
Piena di amore e di tristezza, di rimpianti e di scelte coraggiose… una vita incredibilmente umana, ricca e complicata, ma proprio per questo bellissima.
I personaggi “secondari” non si limitano a fare da sfondo, ed è forse per questo che a tratti può essere definito un romanzo corale.
Laura, da cui prendono il nome i biscotti di rinforzo che vengono sfornati per tutto il romanzo, con la sua magrezza e la sua sfacciataggine.
Diego, che ha portato la musica nella vita di Marianna.
Mimì, che ha saputo dipingere il giorno e scaldare le notti con il suo affetto smisurato e mai negato.
Santina Cosetta esordisce con un romanzo magistrale.
August 31, 2026
Erbe, impasti, la cucina in primo piano e la lettura sullo sfondo. La storia di una "cosetta" che attraversa il suo destino a testa alta tra amori respinti e amori perduti. Scenari e personaggi che ti includono nelle pagine. Un gran bel libro!
August 14, 2026
“chi non ha niente deve imparare a tenersi stretto almeno se stesso.”
«Ricordatelo. Chi sa leggere non si lascia fregare.
Chi sa cucinare non rimane da sola.»
Un bellissimo romanzo d’esordio per questa scrittrice. Una storia vera che attraversa il Novecento in Sicilia.
Un libro sulla forza delle donne, in particolare su quella di Marianna.
Lei impara fin dalla nascita quanto è dura la vita e quanto sia difficile ricevere amore e trovare un posto nel mondo e nel cuore delle persone.
Consigliato!
«Ricordatelo. Chi sa leggere non si lascia fregare.
Chi sa cucinare non rimane da sola.»
Un bellissimo romanzo d’esordio per questa scrittrice. Una storia vera che attraversa il Novecento in Sicilia.
Un libro sulla forza delle donne, in particolare su quella di Marianna.
Lei impara fin dalla nascita quanto è dura la vita e quanto sia difficile ricevere amore e trovare un posto nel mondo e nel cuore delle persone.
Consigliato!
August 24, 2026
La storia di Marianna è quella di tante donne: abbandonate a se stesse, lasciate nell'ombra, giudicate ma mai ascoltate. Eppure, è anche la storia di donne tenaci, capaci di rialzarsi facendo affidamento solo sulle proprie forze. Marianna è una figura profondamente contemporanea: in un modo o nell'altro, parla di tutte noi.
È una lettura che ti accarezza il cuore. Ps. Ho pianto.
È una lettura che ti accarezza il cuore. Ps. Ho pianto.
October 3, 2026
che emozione leggere i dialoghi in siciliano e capirli (non sempre)
September 10, 2026
Amo i libri che raccontano di tempi storici passati, in cui i personaggi raccontano le difficoltà, ideologie e tradizioni di un popolo. La storia di Marianna è travagliata e triste: una madre che l'abbandona, un padre che la rinnega ed una sorella che la sfrutta, nonostante tutto diventa una donna forte e ricca di qualità. Un romanzo che da coraggio e voglia di rivalsa
June 11, 2026
Genere: narrativa
Tipologia: autoconclusivo
Casa editrice: Giunti
Autore: Santina Cosetta
Data di uscita: 2026
Ambientazione: Sicilia, fine 800-inizio 900
Pagine: 479
Voto 4
Marianna viene al mondo ad Avola, un piccolo paesino della Sicilia di fine 800, senza essere stata voluta da nessuno. La madre depressa non la vuole, il padre non la riconosce e viene affidata a zia Lisetta, la strega del paese, che le insegna come usare le erbe per curare corpo e spirito. Ma poi anche Lisetta l’abbandona e Marianna finisce a servizio in una casa di nobili. Lì accadono tre cose che segneranno per sempre la sua vita: fa della cucina la sua passione e professione, stringe amicizia con Laura, la figlia dei padroni e sua coetanea, e inizia una travagliata storia d’amore con un giovane nobile, Diego, con tutti i problemi e le difficoltà connesse alla loro differenza di rango. Devo ammettere che, all’inizio, lo stile dell’autrice non mi ha conquistata: troppo poetico, troppo figurato, parlava per immagini e sensazioni piuttosto, descriveva gli effetti più che raccontare i fatti e si concentrava molto sulle reazioni e sui pensieri della protagonista. Che è indubbiamente Marianna, anche detta Cosuzza, storpiatura del suo cognome “Cosetta”; i capitoli sono tutti narrati dal suo punto di vista e il lettore l’accompagna nel suo percorso di crescita. La vediamo nascere, diventare bambina, poi ragazza, poi donna. La vediamo imparare a leggere in un mondo in cui neanche i maschi sapevano farlo, la vediamo imporsi con la sua volontà di ferro e testardaggine, la vediamo costruirsi il proprio futuro da sola, senza mai accettare aiuti esterni, a causa di un orgoglio che la porta molto spesso a prendere decisioni sbagliate. La vediamo innamorarsi e stringere amicizie che vanno oltre lo status sociale, la vediamo lottare per non omologarsi a una società maschilista e ignorante e trionfare. La sua è una vita costellata di abbandoni, di trasferimenti, di nuovi inizi, ma Marianna cade sempre in piedi e nulla l’abbatte. La sua testa dura, la sua determinazione e indipendenza fanno sì che, quando si trova di fronte un ostacolo, lo aggira per proseguire imperterrita nella sua strada. Marianna è un personaggio che puoi amare o odiare; io stessa ho provato spesso entrambi questi sentimenti, durante la lettura. La ammiro per la sua forza, ma ne depreco l’ostinazione e i modi freddi e controllati che usa con chiunque. Raramente esprime i suoi sentimenti, anche se non ha problemi a dire la sua quando si tratta di tenere testa a chi, invece, cerca di spingerla giù. Sembra indifferente e compassata, ma dentro brucia una fiamma che chiede solo di poter essere espressa. La sua figura è ispirata alla bisnonna dell’autrice e mi trovo a pensare che sia stata proprio una gran donna, in costante lotta contro i pregiudizi e i pettegolezzi, contro le regole della società e una morale che vuole la donna sottomessa al marito, ignorante, dedita esclusivamente alla casa e ai figli, obbediente e rispettosa. Marianna è tutto il contrario e per questo resterà per sempre impressa nel mio cuore. Unica nota, assolutamente personale: non amo i libri scritti in dialetto e, per una nordica come me, capire il siciliano è davvero dura. Se ci fossero state delle note di traduzione a più pagina sarebbe stato più semplice capire certi termini o dialoghi.
Tipologia: autoconclusivo
Casa editrice: Giunti
Autore: Santina Cosetta
Data di uscita: 2026
Ambientazione: Sicilia, fine 800-inizio 900
Pagine: 479
Voto 4
Marianna viene al mondo ad Avola, un piccolo paesino della Sicilia di fine 800, senza essere stata voluta da nessuno. La madre depressa non la vuole, il padre non la riconosce e viene affidata a zia Lisetta, la strega del paese, che le insegna come usare le erbe per curare corpo e spirito. Ma poi anche Lisetta l’abbandona e Marianna finisce a servizio in una casa di nobili. Lì accadono tre cose che segneranno per sempre la sua vita: fa della cucina la sua passione e professione, stringe amicizia con Laura, la figlia dei padroni e sua coetanea, e inizia una travagliata storia d’amore con un giovane nobile, Diego, con tutti i problemi e le difficoltà connesse alla loro differenza di rango. Devo ammettere che, all’inizio, lo stile dell’autrice non mi ha conquistata: troppo poetico, troppo figurato, parlava per immagini e sensazioni piuttosto, descriveva gli effetti più che raccontare i fatti e si concentrava molto sulle reazioni e sui pensieri della protagonista. Che è indubbiamente Marianna, anche detta Cosuzza, storpiatura del suo cognome “Cosetta”; i capitoli sono tutti narrati dal suo punto di vista e il lettore l’accompagna nel suo percorso di crescita. La vediamo nascere, diventare bambina, poi ragazza, poi donna. La vediamo imparare a leggere in un mondo in cui neanche i maschi sapevano farlo, la vediamo imporsi con la sua volontà di ferro e testardaggine, la vediamo costruirsi il proprio futuro da sola, senza mai accettare aiuti esterni, a causa di un orgoglio che la porta molto spesso a prendere decisioni sbagliate. La vediamo innamorarsi e stringere amicizie che vanno oltre lo status sociale, la vediamo lottare per non omologarsi a una società maschilista e ignorante e trionfare. La sua è una vita costellata di abbandoni, di trasferimenti, di nuovi inizi, ma Marianna cade sempre in piedi e nulla l’abbatte. La sua testa dura, la sua determinazione e indipendenza fanno sì che, quando si trova di fronte un ostacolo, lo aggira per proseguire imperterrita nella sua strada. Marianna è un personaggio che puoi amare o odiare; io stessa ho provato spesso entrambi questi sentimenti, durante la lettura. La ammiro per la sua forza, ma ne depreco l’ostinazione e i modi freddi e controllati che usa con chiunque. Raramente esprime i suoi sentimenti, anche se non ha problemi a dire la sua quando si tratta di tenere testa a chi, invece, cerca di spingerla giù. Sembra indifferente e compassata, ma dentro brucia una fiamma che chiede solo di poter essere espressa. La sua figura è ispirata alla bisnonna dell’autrice e mi trovo a pensare che sia stata proprio una gran donna, in costante lotta contro i pregiudizi e i pettegolezzi, contro le regole della società e una morale che vuole la donna sottomessa al marito, ignorante, dedita esclusivamente alla casa e ai figli, obbediente e rispettosa. Marianna è tutto il contrario e per questo resterà per sempre impressa nel mio cuore. Unica nota, assolutamente personale: non amo i libri scritti in dialetto e, per una nordica come me, capire il siciliano è davvero dura. Se ci fossero state delle note di traduzione a più pagina sarebbe stato più semplice capire certi termini o dialoghi.
August 17, 2026
Un viaggio dalla fine dell’800 a poco dopo metà del ‘900, in una Sicilia di un’altra epoca che forse oggi ancora qualcosa di quella epoca si porta dietro.
August 25, 2026
Terminato🥹
Non so trovare le parole esatte per dire quanto mi sia piaciuto.
Soltanto il giorno è un romanzo che parla di tempo, di attese e di quanto a volte basti davvero un giorno per cambiare tutto.
È un libro semplicemente perfetto.
Scrittura scorrevole, trama intensa che non cade MAI nel banale dall’inizio alla fine.
È un romanzo che ti entra dentro e resta lì.
L'ho consigliato già durante la lettura perché continuavo a dire bello...bellissimo🤭
Nel romanzo ci sono tantissime frasi belle che potrei citare ma preferisco riportarne solo una che mi ha scombussolato:
📖<>
Complimenti alla scrittrice @Santina_cosetta che è riuscita a carezzarmi l'anima per tutte queste ore di lettura, facendomi rivivere un mondo lontanissimo in maniera così vivida e intensa e capace di farmi commuovere anche con i ringraziamenti🥹
Grazie🥰
Da leggere assolutamente
Voto: 5/5 stelle piene
Non so trovare le parole esatte per dire quanto mi sia piaciuto.
Soltanto il giorno è un romanzo che parla di tempo, di attese e di quanto a volte basti davvero un giorno per cambiare tutto.
È un libro semplicemente perfetto.
Scrittura scorrevole, trama intensa che non cade MAI nel banale dall’inizio alla fine.
È un romanzo che ti entra dentro e resta lì.
L'ho consigliato già durante la lettura perché continuavo a dire bello...bellissimo🤭
Nel romanzo ci sono tantissime frasi belle che potrei citare ma preferisco riportarne solo una che mi ha scombussolato:
📖<>
Complimenti alla scrittrice @Santina_cosetta che è riuscita a carezzarmi l'anima per tutte queste ore di lettura, facendomi rivivere un mondo lontanissimo in maniera così vivida e intensa e capace di farmi commuovere anche con i ringraziamenti🥹
Grazie🥰
Da leggere assolutamente
Voto: 5/5 stelle piene
August 26, 2026
Incantevole, magnetico, magico.
Questo libro resterà nella mia memoria e nel mio cuore per tanto, tanto tempo.
Sarà il mio regalo alle persone a cui voglio più bene.
La storia di Marianna è raccontata con delicatezza, i profumi della sua Sicilia, i volti delle persone che attraversano la sua vita, il caldo che fa appiccicare i vestiti alla pelle.. tutto è tratteggiato in modo impeccabile, vivido in questo romanzo che parla di tempi lontani.. ma non troppo.
Questo libro resterà nella mia memoria e nel mio cuore per tanto, tanto tempo.
Sarà il mio regalo alle persone a cui voglio più bene.
La storia di Marianna è raccontata con delicatezza, i profumi della sua Sicilia, i volti delle persone che attraversano la sua vita, il caldo che fa appiccicare i vestiti alla pelle.. tutto è tratteggiato in modo impeccabile, vivido in questo romanzo che parla di tempi lontani.. ma non troppo.
July 11, 2026
Soltanto il giorno is the debut title by Santina Cosetta. The author decided to investigate the history of her surname, and this book was born from that research. Marianna Cosetta was Santina’s great-grandmother and was like a legend to her: not much was known about her, so her great-granddaughter began researching this figure.
The book retraces her life from her birth in 1885 until the 1960s, in Avola, Sicily. Marianna is the town's "cosaruciara" (pasticcera) and a woman of strong, courageous, and resilient character.
Through these pages, I entered her life and saw her being born, growing up, loving, suffering, and passing away. For me, it was a journey into the memory of a woman I didn't know, who lived many years ago in a time different from my own,something that always makes you reflect and, often, even makes you angry.
I absolutely loved stepping into Marianna's life and discovering everything that made her the woman she was. I loved reading about the vicissitudes of her life, her firmness, her silent courage, and the descriptions of the scents, sweets, and herbs. The writing is fluid and the story captivating: it grips you so much that you want to reach the end to find out what will become of her and how her life will turn out.
The book retraces her life from her birth in 1885 until the 1960s, in Avola, Sicily. Marianna is the town's "cosaruciara" (pasticcera) and a woman of strong, courageous, and resilient character.
Through these pages, I entered her life and saw her being born, growing up, loving, suffering, and passing away. For me, it was a journey into the memory of a woman I didn't know, who lived many years ago in a time different from my own,something that always makes you reflect and, often, even makes you angry.
I absolutely loved stepping into Marianna's life and discovering everything that made her the woman she was. I loved reading about the vicissitudes of her life, her firmness, her silent courage, and the descriptions of the scents, sweets, and herbs. The writing is fluid and the story captivating: it grips you so much that you want to reach the end to find out what will become of her and how her life will turn out.
July 16, 2026
La storia di Marianna può sembrare la storia di "una delle tante", ma è la storia di tutte le donne che si sono mosse a fatica per tutta la vita, facendosi strada a gomitate, per costruirsi un piccolo spazio nel mondo senza mai dover rinunciare alla propria identità
Un romanzo che mi ha lasciato molto più di quanto mi aspettassi, uno di quei libri a cui, una volta finiti, continui a pensare ancora per un po'. L'autrice ha fatto un lavoro assolutamente incredibile con questo suo primo romanzo, creando una storia che lascia il segno. Sarò sicuramente di parte, perché sono siciliana, ma ho amato i regionalismi e tutte le espressioni dialettali del romanzo. Ma, in generale, quello che più mi è piaciuto è la scrittura: scorrevole, semplice all'apparenza, ma talmente profonda per via degli accostamenti tra parole da farmi rileggere certi passaggi più di una volta.
Un romanzo che mi ha lasciato molto più di quanto mi aspettassi, uno di quei libri a cui, una volta finiti, continui a pensare ancora per un po'. L'autrice ha fatto un lavoro assolutamente incredibile con questo suo primo romanzo, creando una storia che lascia il segno. Sarò sicuramente di parte, perché sono siciliana, ma ho amato i regionalismi e tutte le espressioni dialettali del romanzo. Ma, in generale, quello che più mi è piaciuto è la scrittura: scorrevole, semplice all'apparenza, ma talmente profonda per via degli accostamenti tra parole da farmi rileggere certi passaggi più di una volta.
August 1, 2026
Letto in pochi giorni. Si fa leggere ed è scritto bene. Ti tiene quasi per mano nella lettura.
Metto 5 stelle per questo.
Però, a poter decidere di cambiare qualcosa, forse lo avrei scritto in prima persona. Per il resto è una bella lettura.
Metto 5 stelle per questo.
Però, a poter decidere di cambiare qualcosa, forse lo avrei scritto in prima persona. Per il resto è una bella lettura.
July 18, 2026
Questo libro l'ho comprato un po' a caso. Ero in libreria per dei regali e il librario, molto entusiasta, me lo ha consigliato.
La storia però, così articolata e viscerale, non ti lascia emozioni e sensazioni a caso. Ti entra dentro dalla prima all'ultima pagina, frase e parole.
Lo consiglio a chi vuole immergersi in una storia vera fatta di dolore, accettazione ma mai rassegnazione. Dove la forza, la resilienza e l'emancipazione la fanno da padrona.
La storia però, così articolata e viscerale, non ti lascia emozioni e sensazioni a caso. Ti entra dentro dalla prima all'ultima pagina, frase e parole.
Lo consiglio a chi vuole immergersi in una storia vera fatta di dolore, accettazione ma mai rassegnazione. Dove la forza, la resilienza e l'emancipazione la fanno da padrona.
September 27, 2026
-COSETTA CHE COSETTA NON È-
“«Certo che i baroni devono essersi fatta una bella idea di voi» disse Marianna all’improvviso.
«E perché?»
«Un grammofono non lo si regala a chiunque»
Lui fece una smorfia divertita.
«Ah, per quello».
«Per quello» ripeté Marianna, secca.
Diego diede un calcio a un sasso.
«Be’, a saperlo lo avrei infiocchettato meglio».
«Meglio?»
«Sì, con un bel biglietto sopra».
«E cosa ci avreste scritto?»
Diego la guardò divertito.
«Alla cuoca. Con i miei saluti».”
🧞ASPETTATIVE: Ho iniziato a leggere questo libro per via del mio lavoro e non avevo grandi aspettative. Anzi, lo sottostimavo proprio.
🧏🏼♀️ REALTÀ: Un romanzo “familiare” scritto divinamente, che parla di così tanta vita da rimanere impresso.
🪡 TRAMA (DIS)ACCURATA: Marianna Cosetta è stata abbandonata alla nascita. Nata da un matrimonio senza amore si trova ben presto a fare i conti con un mondo che non la vuole e l’abbandona. La durezza della vita potrebbe spezzarla, ma lei si calcifica e va avanti.
Qualcuno le dà una possibilità e una strada: la cucina, l’essere utile, il saper contare su sé stessi e basta. E lei di questo ci fa il suo unico credo e tira avanti. Avanti per un’intera vita che non è gentile, ma è sua.
🍳COTTURA: Un romanzo denso e lirico, conduce in un emozionante viaggio tra dolore e riscatto. Non posso dire che si divora, perché ha comunque un certo peso con tutto quello che viene narrato, ma merita il tempo che gli si dedica, per starci dentro e farsi avvolgere. Consigliato d’estate perché sa di caldo e fatica, ma anche di luce e vita.
💅🏻MY HONEST, CAOTIC, OPINION:
Non sono solita a leggere questo tipo di romanzo. Per niente. È stata una sfida, ma come inaugurazione al sottogenere non poteva andarmi meglio.
Ho amato la penna dell’autrice, che riesce a scrivere parole che si conficcano dentro la testa e seminano riflessioni, idee, sentimenti, emozioni, paesaggi. È proprio uno stile vivo.
I capitoli brevi riescono a far mantenere un buon ritmo nella lettura, senza appesantire.
La storia di Marianna è incredibile e il suo personaggio è composto ad arte, tanto che mi sembra di conoscerla personalmente. Tutti i personaggi, in realtà, risultano ben definiti e il romanzo sembra quasi un canto corale.
Alcune parti sono più lente e il ritmo della lettura cambia a seconda del periodo di vita. Ho preferito la prima metà, ma per gusto personale.
Ah, ho sempre fatto il tifo per Mimì!
“«Certo che i baroni devono essersi fatta una bella idea di voi» disse Marianna all’improvviso.
«E perché?»
«Un grammofono non lo si regala a chiunque»
Lui fece una smorfia divertita.
«Ah, per quello».
«Per quello» ripeté Marianna, secca.
Diego diede un calcio a un sasso.
«Be’, a saperlo lo avrei infiocchettato meglio».
«Meglio?»
«Sì, con un bel biglietto sopra».
«E cosa ci avreste scritto?»
Diego la guardò divertito.
«Alla cuoca. Con i miei saluti».”
🧞ASPETTATIVE: Ho iniziato a leggere questo libro per via del mio lavoro e non avevo grandi aspettative. Anzi, lo sottostimavo proprio.
🧏🏼♀️ REALTÀ: Un romanzo “familiare” scritto divinamente, che parla di così tanta vita da rimanere impresso.
🪡 TRAMA (DIS)ACCURATA: Marianna Cosetta è stata abbandonata alla nascita. Nata da un matrimonio senza amore si trova ben presto a fare i conti con un mondo che non la vuole e l’abbandona. La durezza della vita potrebbe spezzarla, ma lei si calcifica e va avanti.
Qualcuno le dà una possibilità e una strada: la cucina, l’essere utile, il saper contare su sé stessi e basta. E lei di questo ci fa il suo unico credo e tira avanti. Avanti per un’intera vita che non è gentile, ma è sua.
🍳COTTURA: Un romanzo denso e lirico, conduce in un emozionante viaggio tra dolore e riscatto. Non posso dire che si divora, perché ha comunque un certo peso con tutto quello che viene narrato, ma merita il tempo che gli si dedica, per starci dentro e farsi avvolgere. Consigliato d’estate perché sa di caldo e fatica, ma anche di luce e vita.
💅🏻MY HONEST, CAOTIC, OPINION:
Non sono solita a leggere questo tipo di romanzo. Per niente. È stata una sfida, ma come inaugurazione al sottogenere non poteva andarmi meglio.
Ho amato la penna dell’autrice, che riesce a scrivere parole che si conficcano dentro la testa e seminano riflessioni, idee, sentimenti, emozioni, paesaggi. È proprio uno stile vivo.
I capitoli brevi riescono a far mantenere un buon ritmo nella lettura, senza appesantire.
La storia di Marianna è incredibile e il suo personaggio è composto ad arte, tanto che mi sembra di conoscerla personalmente. Tutti i personaggi, in realtà, risultano ben definiti e il romanzo sembra quasi un canto corale.
Alcune parti sono più lente e il ritmo della lettura cambia a seconda del periodo di vita. Ho preferito la prima metà, ma per gusto personale.
Ah, ho sempre fatto il tifo per Mimì!
September 9, 2026
Soltanto il giorno mi ha delusa, e nel modo peggiore: quello di chi parte con tutte le carte in regola e le brucia una dopo l'altra.
Le premesse erano altissime: una storia vera, dedicata alla bisnonna dell'autrice, ambientata in Sicilia che amo profondamente, la vicenda di una donna abbandonata che ricorda da vicino la Cosette dei Miserabili... e non a caso, perché il nome stesso di Marianna Cosetta nasce proprio da lì, Con premesse così, mi aspettavo un romanzo che restasse.
E invece no. Fin dall'infanzia la narrazione scivola nel noioso, si riprende un poco nella seconda parte, e la terza per me è la peggiore ed è anche scritta male.
Il problema più grosso è il contesto storico: il romanzo attraversa il ventennio e due guerre mondiali e li accenna appena, senza mai prendere posizione: una neutralità che mi ha disturbata parecchio, perché una scrittrice dovrebbe avere qualcosa da dire su un periodo storico così atroce, non solo segnarlo come sfondo.
Lo stesso vale per Marianna: si vede il tentativo di darle personalità in ogni età della vita, bambina, ragazza, donna, ma di spessore io non ne ho trovato, differentemente mi è sembrato un polpettone, insulso e piatto.
Un momento salvo c'è, ed è vero: il ricongiungimento fra Marianna e Mimì dopo anni di lontananza è l'unico passaggio che ho sentito davvero poetico, anche se abbastanza prevedibile.
Resta un romanzo piatto, che per me non arriva alla sufficienza, sostenuto più da una copertina accesa e dal peso di una grande casa editrice che dalla scrittura.
Le recensioni entusiastiche continuano a fioccare, ma la sostanza per me è rimasta molto indietro rispetto alla forma.
Alla fine, l'unica cosa davvero sorprendente di questo romanzo è quanto poco mi abbia sorpresa.
Le premesse erano altissime: una storia vera, dedicata alla bisnonna dell'autrice, ambientata in Sicilia che amo profondamente, la vicenda di una donna abbandonata che ricorda da vicino la Cosette dei Miserabili... e non a caso, perché il nome stesso di Marianna Cosetta nasce proprio da lì, Con premesse così, mi aspettavo un romanzo che restasse.
E invece no. Fin dall'infanzia la narrazione scivola nel noioso, si riprende un poco nella seconda parte, e la terza per me è la peggiore ed è anche scritta male.
Il problema più grosso è il contesto storico: il romanzo attraversa il ventennio e due guerre mondiali e li accenna appena, senza mai prendere posizione: una neutralità che mi ha disturbata parecchio, perché una scrittrice dovrebbe avere qualcosa da dire su un periodo storico così atroce, non solo segnarlo come sfondo.
Lo stesso vale per Marianna: si vede il tentativo di darle personalità in ogni età della vita, bambina, ragazza, donna, ma di spessore io non ne ho trovato, differentemente mi è sembrato un polpettone, insulso e piatto.
Un momento salvo c'è, ed è vero: il ricongiungimento fra Marianna e Mimì dopo anni di lontananza è l'unico passaggio che ho sentito davvero poetico, anche se abbastanza prevedibile.
Resta un romanzo piatto, che per me non arriva alla sufficienza, sostenuto più da una copertina accesa e dal peso di una grande casa editrice che dalla scrittura.
Le recensioni entusiastiche continuano a fioccare, ma la sostanza per me è rimasta molto indietro rispetto alla forma.
Alla fine, l'unica cosa davvero sorprendente di questo romanzo è quanto poco mi abbia sorpresa.
August 20, 2026
Noioso da morire. Più che un libro sembra la bozza di un possibile romanzo. Peccato perché penso che le storie dei nostri antenati meritano di più. Il vero problema al giorno d'oggi è che si pubblica troppo e il più delle cose è spazzatura.
August 11, 2026
Attratta più dalle numerose recensioni positive che dalla pubblicità, ho voluto leggere Soltanto il giorno, opera prima della scrittrice Santina Cosetta; l’autrice afferma di raccontare nel libro una storia vera della sua famiglia.
Il romanzo si inserisce nell’ampio filone che racconta storie di bambine rifiutate dalla propria famiglia e affidate a una parente in odore di stregoneria, magari soltanto perché dotate di particolari capacità erboristiche o di cura. La parente della protagonista, in questo caso, le insegna a leggere e scrivere, a riconoscere le erbe e a cucinare soprattutto dolci. Marianna sarà infatti prima, aiutante nella cucina della masseria estiva di una nobile famiglia, poi pasticcera a domicilio.
Il libro, per quanto accattivante, non mi ha convinto molto. La storia copre un arco temporale molto ampio: va dal 1895, anno di nascita della protagonista, fino alla sua scomparsa nel 1963, ma la parte più importante è dedicata ai suoi primi venti anni. Due guerre mondiali, il fascismo, la repubblica, le lotte dei braccianti, tutto questo sfiora molto lievemente la storia con l’inserimento di piccoli episodi di colore invece che dei precisi riferimenti storici.
Siamo in Sicilia ma in questo libro la mafia non esiste: c’è una vicenda sentimentale che coinvolge personaggi che appartengono a classi sociali diverse, nobili latifondisti, gente del popolo, nuove classi emergenti dí commercianti e soprattutto la figura di un borghese, avvocato, che approfitta degli uni e degli altri per diventare il vero padrone di tutto ma non è un discorso che viene approfondito.
Ho trovato abbastanza superficiale anche il racconto della debolezza mentale della madre e della sorella, considerata più una tara genetica; e lo stesso vale per la drammatica figura della amica.
Una lettura da ombrellone senza infamia e senza lode.
June 19, 2026
"Chi trattiene chi ama, lo perde due volte"
Non saprei neppure da dove partire a recensire questo libro, ha talmente tante sfaccettature e tematiche intense che temo di non riuscire a dargli il giusto peso. Posso però dire che per me è stato un capolavoro.
L'intensità dei sentimenti scolpiti all'interno è travolgente, la limpidità e la vividezza con cui colpiscono non possono che catturare il lettore nel mondo di Marianna - la protagonista - fino a sentire, essere Cosuzza.
Questa è la storia di una donna siciliana di fine ottocento che vediamo crescere in tre grandi atti: da bambina, a ragazza e infine donna, ma non solo: è la storia dell' Italia in quel periodo e di tutto ciò che comportava socialmente.
"Signorino Filippo, voi dite che alle femmine basta il pane. Ma il pane lo facciamo noi. E spesso manco lo mangiamo per prime."
Questa storia va a toccare i fantasmi della Storia, chi non aveva spazio perché vinto e lo rapporta al presente: la storia si ripete anche quando l'ambiente sembra totalmente cambiato.
"«Penso che chi parla di guerra di solito ha già pronto chi deve morire al posto suo.»"
Questa contestualizzazione la porta a toccare corde più profonde dell'animo umano, trascendendone il tempo.
Piccola nota che devo aggiungere: mi ha colpito molto il modo in cui Santina Cosetta sia riuscita a delineare il disturbo alimentare di Laura, un problema invisibile per tutto il libro ma allo stesso tempo sottinteso e tangibile - come nella realtà d'altronde.
"Non perché Laura fosse fragile, ma perché un corpo, quando smette di essere chiamato, impara a sparire"
Ecco un ulteriore segno della sensibilità, bravura e maestria di questa autrice.
Non saprei neppure da dove partire a recensire questo libro, ha talmente tante sfaccettature e tematiche intense che temo di non riuscire a dargli il giusto peso. Posso però dire che per me è stato un capolavoro.
L'intensità dei sentimenti scolpiti all'interno è travolgente, la limpidità e la vividezza con cui colpiscono non possono che catturare il lettore nel mondo di Marianna - la protagonista - fino a sentire, essere Cosuzza.
Questa è la storia di una donna siciliana di fine ottocento che vediamo crescere in tre grandi atti: da bambina, a ragazza e infine donna, ma non solo: è la storia dell' Italia in quel periodo e di tutto ciò che comportava socialmente.
"Signorino Filippo, voi dite che alle femmine basta il pane. Ma il pane lo facciamo noi. E spesso manco lo mangiamo per prime."
Questa storia va a toccare i fantasmi della Storia, chi non aveva spazio perché vinto e lo rapporta al presente: la storia si ripete anche quando l'ambiente sembra totalmente cambiato.
"«Penso che chi parla di guerra di solito ha già pronto chi deve morire al posto suo.»"
Questa contestualizzazione la porta a toccare corde più profonde dell'animo umano, trascendendone il tempo.
Piccola nota che devo aggiungere: mi ha colpito molto il modo in cui Santina Cosetta sia riuscita a delineare il disturbo alimentare di Laura, un problema invisibile per tutto il libro ma allo stesso tempo sottinteso e tangibile - come nella realtà d'altronde.
"Non perché Laura fosse fragile, ma perché un corpo, quando smette di essere chiamato, impara a sparire"
Ecco un ulteriore segno della sensibilità, bravura e maestria di questa autrice.
July 14, 2026
"E l'amaro, se non lo sai dosare, copre tutto".
Avola, un paese che della Sicilia porta lo zucchero dolce dei confetti e l'amaro delle mandorle che ne sono avvolte.
Come la vita di Marianna, arrivata, non voluta, non accolta dalla vita. Nasce e basta. Si mette al mondo come meglio può.
Si affida a mani che passano e non la prendono veramente. La usano, la impastano come i dolci che ama preparare.
Quando l'amore non avvolge è difficile viverlo, soprattutto dimostrarlo. Quando Marianna tenta di uscire dal suo guscio, resta indifesa.
Il suo cuore si fa di nuovo roccia e non si lascia scalfire ma scavare sì.
I solchi che modificano, segnano le rughe che diventano vie, sentieri da ripercorrere quando si arriva alla fine e si tirano le somme di una vita che più che altro ha sottratto.
Soltanto il giorno è un libro che profuma di speranza, voglia di imporsi e di farcela di fronte a un deserto di comprensione e sentimenti. Una geografia che si sposta da un territorio all' altro dell' anima, senza trovare mai una vera pace. Marianna lotta, imperterrita affronta le difficoltà si accorge che una maggiore malleabilità avrebbe portato a un destino diverso, più clemente. Purtroppo non siamo noi a scegliere anche se lo crediamo.
La scrittura di Santina Cosetta è tenera, minuziosa e carezzevole anche nei momenti più difficili. Un invito a conoscere, sapere di fronte a una verità che segna, lesiona la pelle. Semplicemente la narrazione di una vita troppo spesso crudele e ingiusta, con chi non lo merita e nonostante tutto sopporta, incassa e restituisce soltanto il bene.
Avola, un paese che della Sicilia porta lo zucchero dolce dei confetti e l'amaro delle mandorle che ne sono avvolte.
Come la vita di Marianna, arrivata, non voluta, non accolta dalla vita. Nasce e basta. Si mette al mondo come meglio può.
Si affida a mani che passano e non la prendono veramente. La usano, la impastano come i dolci che ama preparare.
Quando l'amore non avvolge è difficile viverlo, soprattutto dimostrarlo. Quando Marianna tenta di uscire dal suo guscio, resta indifesa.
Il suo cuore si fa di nuovo roccia e non si lascia scalfire ma scavare sì.
I solchi che modificano, segnano le rughe che diventano vie, sentieri da ripercorrere quando si arriva alla fine e si tirano le somme di una vita che più che altro ha sottratto.
Soltanto il giorno è un libro che profuma di speranza, voglia di imporsi e di farcela di fronte a un deserto di comprensione e sentimenti. Una geografia che si sposta da un territorio all' altro dell' anima, senza trovare mai una vera pace. Marianna lotta, imperterrita affronta le difficoltà si accorge che una maggiore malleabilità avrebbe portato a un destino diverso, più clemente. Purtroppo non siamo noi a scegliere anche se lo crediamo.
La scrittura di Santina Cosetta è tenera, minuziosa e carezzevole anche nei momenti più difficili. Un invito a conoscere, sapere di fronte a una verità che segna, lesiona la pelle. Semplicemente la narrazione di una vita troppo spesso crudele e ingiusta, con chi non lo merita e nonostante tutto sopporta, incassa e restituisce soltanto il bene.
July 12, 2026
"Soltanto il giorno" di Santina Cosetta merita 5 stelle piene. Racconta la storia intensa di Marianna – una bambina rifiutata che trova il riscatto in un cognome di cui andare fiera, fino a diventare pasticcera a domicilio – ma a colpire in modo straordinario è lo stile dell'autrice.
Santina Cosetta ha una scrittura magica, capace di tenerti letteralmente incollata al libro. Per me che a volte ho difficoltà a seguire discorsi troppo lunghi, questo romanzo è stato una rivelazione: pur essendoci frasi dialettali, tutto arriva in modo immediato, chiaro e scorrevole. È una storia che non si fa spezzare. Anche riprendendo la lettura dopo molte ore, il filo non si perde mai e ricordi perfettamente dove eri rimasta.
I personaggi e le loro dinamiche ti entrano dentro, lasciandoti addosso una forte emozione e un pizzico di malinconia per i destini e gli amori impossibili.
Un libro che non va letto a ritagli di tre minuti, ma che va assaporato. Scritto divinamente, lo straconsiglio!
Santina Cosetta ha una scrittura magica, capace di tenerti letteralmente incollata al libro. Per me che a volte ho difficoltà a seguire discorsi troppo lunghi, questo romanzo è stato una rivelazione: pur essendoci frasi dialettali, tutto arriva in modo immediato, chiaro e scorrevole. È una storia che non si fa spezzare. Anche riprendendo la lettura dopo molte ore, il filo non si perde mai e ricordi perfettamente dove eri rimasta.
I personaggi e le loro dinamiche ti entrano dentro, lasciandoti addosso una forte emozione e un pizzico di malinconia per i destini e gli amori impossibili.
Un libro che non va letto a ritagli di tre minuti, ma che va assaporato. Scritto divinamente, lo straconsiglio!
August 13, 2026
Se ci fosse stata la possibilità di dare il doppio delle stelle, l’avrei fatto con entusiasmo. Grazie di cuore a questa donna che ha deciso di farsi raccontare e raccontare le sue radici con un linguaggio intriso di realtà, affetto mai urlato ma sempre presente, di “sicilianità” che forse mi parla così forte perché sono anche le mie origini.
Splendido.
Splendido.
August 6, 2026
Romanzo al femminile, avvincente e scorrevole, scritto con cura e dosato nelle similitudini. Storia dolceamara scandita da passione, rabbia, riscatto e tenacia. Davvero un bell'esordio. Molto consigliato.
September 17, 2026
«𝕄𝕒 𝕝’𝕒𝕞𝕠𝕣𝕖 𝕟𝕠𝕟 𝕤𝕚 𝕔𝕣𝕖𝕕𝕖, 𝕡𝕚𝕔𝕔𝕚𝕣𝕚𝕕𝕕𝕒. 𝕆 𝕔’è 𝕠 𝕟𝕠𝕟 𝕔’è. 𝔼 𝕢𝕦𝕒𝕟𝕕𝕠 𝕟𝕠𝕟 𝕔’è, 𝕝𝕠 𝕡𝕦𝕠𝕚 𝕡𝕣𝕖𝕘𝕒𝕣𝕖, 𝕝𝕠 𝕡𝕦𝕠𝕚 𝕒𝕤𝕡𝕖𝕥𝕥𝕒𝕣𝕖, 𝕝𝕠 𝕡𝕦𝕠𝕚 𝕞𝕖𝕣𝕚𝕥𝕒𝕣𝕖… 𝕞𝕒 𝕟𝕠𝕟 𝕧𝕚𝕖𝕟𝕖.»
È il 6 giugno del 1885 quando ad #avola , nella famiglia Tiralongo, viene al mondo una bambina non voluta. Di lei si prende cura Lisetta, la cugina del padre, che le dà il nome di Marianna Cosetta, da tutti chiamata Cosuzza, e le insegna l'uso delle erbe e a leggere e a scrivere. Tutto ciò che ha imparato le servirà quando Cosuzza finirà a servizio nella villa di campagna dei Baroni. Entrata nelle grazie della baronessa, si legherà alla nipote di lei Laura, con la quale nascerà un rapporto profondo e speciale. Le vite delle due donne, così diverse per origine e destino, finiranno per intrecciarsi attraverso affetti, segreti e difficili scelte, sullo sfondo della Sicilia di quegli anni.
È un romanzo ispirato alla vera storia della bisnonna dell’autrice, e il forte legame familiare che unisce l’autrice alla sua antenata si percepisce in modo evidente tra le pagine. Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è sicuramente l’ambientazione, curata sia dal punto di vista storico sia da quello geografico. L’autrice racconta la propria terra, seppur in un’epoca lontana, con una tale attenzione ai dettagli che sembra quasi di poter sentire riaffiorare i suoi profumi e i suoi sapori. Il romanzo abbraccia infatti un lungo arco temporale, scandito anche dalle ricorrenze e dalle attività legate alle diverse stagioni: la vendemmia, la raccolta delle mandorle, la preparazione della passata di pomodoro e tutte quelle attività che facevano parte della quotidianità tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. Attraverso la storia di Cosuzza riaffiorano anche le caratteristiche e le contraddizioni della società dell’epoca: un maschilismo profondamente radicato, una condizione femminile in cui la donna era spesso considerata al servizio dell’uomo e persino la nascita di una bambina poteva essere vissuta come una disgrazia. Emblematici sono anche i matrimoni combinati, nei quali l’amore veniva messo da parte e le giovani donne erano costrette ad accettare un destino deciso da altri, spesso con conseguenze pesanti sulla loro vita e sulla loro salute. La narrazione è arricchita da digressioni sul passato, che permettono di approfondire i personaggi e di conoscerne le storie pregresse, soprattutto per quanto riguarda quelli introdotti nelle prime pagine. I salti temporali in avanti consentono invece di seguire la crescita dei protagonisti e di osservarne l’evoluzione nel corso degli anni, dando al romanzo anche alcune caratteristiche del romanzo di formazione. Ho trovato la scrittura molto scorrevole e piacevole, arricchita da termini ed espressioni dialettali siciliane che radicano ancora di più la storia nella sua terra. I numerosi dialoghi conferiscono alla narrazione un tono colloquiale e informale, mentre le descrizioni, ricche di similitudini, regalano immagini molto suggestive e contribuiscono a rendere ancora più vivide le sensazioni. Ma il vero fulcro della storia è Cosuzza, una protagonista che ho apprezzato particolarmente per la sua determinazione e la sua resilienza. È una donna che non accetta di farsi mettere i piedi in testa e che rivendica con forza il diritto di scegliere per se stessa, senza permettere agli altri di decidere al suo posto. Le difficoltà vissute fin dall’infanzia, gli spostamenti continui e la sensazione di non essere mai davvero voluta sembrano diventare per lei anche il motivo per cui imparare a farsi valere e a dimostrare il proprio valore. Sono diversi i temi affrontati nel romanzo: la famiglia, ma non soltanto quella di sangue, perché grande importanza assume la famiglia che si costruisce nel corso della vita, attraverso i rapporti, gli affetti e quelle persone capaci di colmare, almeno in parte, le mancanze ricevute. Si parla di amicizia, amore, sacrificio, segreti e gelosia. Non mancano le perdite e il dolore, anche attraverso momenti particolarmente significativi, all’interno di una trama ricca e ben elaborata. L’epilogo, inoltre, mi ha soddisfatta. È una storia che mi è piaciuta molto. L’unico motivo per cui non sono arrivata alle cinque stelle è che, in alcuni momenti, ho avvertito la mancanza di quel coinvolgimento emotivo in più che mi avrebbe permesso di sentirmi completamente dentro la storia. Non parlerei propriamente di freddezza, quanto piuttosto di una certa distanza che ho percepito in alcuni passaggi e che ha fatto sì che, pur apprezzando molto il romanzo, non riuscissi sempre a viverne pienamente le emozioni.
E così, pagina dopo pagina, si arriva alla fine, lasciando che sia soltanto il giorno a raccontare ciò che resta.
È il 6 giugno del 1885 quando ad #avola , nella famiglia Tiralongo, viene al mondo una bambina non voluta. Di lei si prende cura Lisetta, la cugina del padre, che le dà il nome di Marianna Cosetta, da tutti chiamata Cosuzza, e le insegna l'uso delle erbe e a leggere e a scrivere. Tutto ciò che ha imparato le servirà quando Cosuzza finirà a servizio nella villa di campagna dei Baroni. Entrata nelle grazie della baronessa, si legherà alla nipote di lei Laura, con la quale nascerà un rapporto profondo e speciale. Le vite delle due donne, così diverse per origine e destino, finiranno per intrecciarsi attraverso affetti, segreti e difficili scelte, sullo sfondo della Sicilia di quegli anni.
È un romanzo ispirato alla vera storia della bisnonna dell’autrice, e il forte legame familiare che unisce l’autrice alla sua antenata si percepisce in modo evidente tra le pagine. Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è sicuramente l’ambientazione, curata sia dal punto di vista storico sia da quello geografico. L’autrice racconta la propria terra, seppur in un’epoca lontana, con una tale attenzione ai dettagli che sembra quasi di poter sentire riaffiorare i suoi profumi e i suoi sapori. Il romanzo abbraccia infatti un lungo arco temporale, scandito anche dalle ricorrenze e dalle attività legate alle diverse stagioni: la vendemmia, la raccolta delle mandorle, la preparazione della passata di pomodoro e tutte quelle attività che facevano parte della quotidianità tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. Attraverso la storia di Cosuzza riaffiorano anche le caratteristiche e le contraddizioni della società dell’epoca: un maschilismo profondamente radicato, una condizione femminile in cui la donna era spesso considerata al servizio dell’uomo e persino la nascita di una bambina poteva essere vissuta come una disgrazia. Emblematici sono anche i matrimoni combinati, nei quali l’amore veniva messo da parte e le giovani donne erano costrette ad accettare un destino deciso da altri, spesso con conseguenze pesanti sulla loro vita e sulla loro salute. La narrazione è arricchita da digressioni sul passato, che permettono di approfondire i personaggi e di conoscerne le storie pregresse, soprattutto per quanto riguarda quelli introdotti nelle prime pagine. I salti temporali in avanti consentono invece di seguire la crescita dei protagonisti e di osservarne l’evoluzione nel corso degli anni, dando al romanzo anche alcune caratteristiche del romanzo di formazione. Ho trovato la scrittura molto scorrevole e piacevole, arricchita da termini ed espressioni dialettali siciliane che radicano ancora di più la storia nella sua terra. I numerosi dialoghi conferiscono alla narrazione un tono colloquiale e informale, mentre le descrizioni, ricche di similitudini, regalano immagini molto suggestive e contribuiscono a rendere ancora più vivide le sensazioni. Ma il vero fulcro della storia è Cosuzza, una protagonista che ho apprezzato particolarmente per la sua determinazione e la sua resilienza. È una donna che non accetta di farsi mettere i piedi in testa e che rivendica con forza il diritto di scegliere per se stessa, senza permettere agli altri di decidere al suo posto. Le difficoltà vissute fin dall’infanzia, gli spostamenti continui e la sensazione di non essere mai davvero voluta sembrano diventare per lei anche il motivo per cui imparare a farsi valere e a dimostrare il proprio valore. Sono diversi i temi affrontati nel romanzo: la famiglia, ma non soltanto quella di sangue, perché grande importanza assume la famiglia che si costruisce nel corso della vita, attraverso i rapporti, gli affetti e quelle persone capaci di colmare, almeno in parte, le mancanze ricevute. Si parla di amicizia, amore, sacrificio, segreti e gelosia. Non mancano le perdite e il dolore, anche attraverso momenti particolarmente significativi, all’interno di una trama ricca e ben elaborata. L’epilogo, inoltre, mi ha soddisfatta. È una storia che mi è piaciuta molto. L’unico motivo per cui non sono arrivata alle cinque stelle è che, in alcuni momenti, ho avvertito la mancanza di quel coinvolgimento emotivo in più che mi avrebbe permesso di sentirmi completamente dentro la storia. Non parlerei propriamente di freddezza, quanto piuttosto di una certa distanza che ho percepito in alcuni passaggi e che ha fatto sì che, pur apprezzando molto il romanzo, non riuscissi sempre a viverne pienamente le emozioni.
E così, pagina dopo pagina, si arriva alla fine, lasciando che sia soltanto il giorno a raccontare ciò che resta.
September 27, 2026
Primo romanzo di Santina Cosetta, che ha scelto di condividere con noi la storia della sua bisnonna, vissuta a cavallo fra fine ‘800 e inizio ’900.
La protagonista è Marianna, bambina nata ad Avola (Sicilia), da una famiglia molto povera del posto. Subito dopo la nascita, Marianna viene abbandonata per la prima volta, venendo affidata alla stria Lisetta, che le insegnerà a leggere e scrivere e condividerà con lei l’arte della cucina, delle erbe e dei rimedi naturali.
Successivamente, Marianna si troverà di nuovo sola, quando Lisetta, per amore, partirà per l’America, lasciando la bambina sola e in balia di tanti bruschi cambiamenti. Dopo un breve periodo in casa con la sorella maggiore,
Marianna verrà infatti spedita nell’Irminio, in una grande masseria situata in campagna.
Da questo momento in poi, la sua vita verrà stravolta completamente, infatti è il luogo dove ella creerà amicizie, in particolare con la sua speciale amica, la baronessina Laura, troverà l’amore e giorno dopo giorno crescerà e mostrerà le sue capacità culinarie e non.
Ammetto che leggere questo libro, soprattutto all’inizio, non è stato per nulla semplice.
Mi ha lasciato un senso di nostalgia e a tratti di angoscia, peso sul cuore, nonostante il finale comunque positivo.
Empatizzavo con la protagonista e un po’ mi è dispiaciuto che nell’arco della sua vita, sembrava non arrivasse mai la pace e questo a tratti un po’ mi è pesato.
Ma ricordiamo che è proprio una storia di vita vera, non una storia immaginaria.
Ad ogni modo la storia comunque mi è piaciuta, specialmente a metà racconto, quando viene raccontata l’adolescenza di Marianna e dei suoi amici.
Una cosa che mi è dispiaciuta molto è che se la prima metà del racconto scorre molto lentamente, la seconda parte è tremendamente veloce, gli anni passano uno dopo l’altro e a tratti ho sentito che mancasse qualcosa. Avrei voluto leggere di più sulla vita adulta di Marianna, avrei voluto maggiore approfondimento in alcuni periodi del racconto e scoprire qualcosa in più di alcuni personaggi.
Quindi ho una visione in generale positiva, ma avrei voluto anche qualcosa in più!
Nota estremamente positiva: ho apprezzato moltissimo che spesso venissero inserite parole in stretto dialetto siciliano.
Questo ha reso tutto a mio parere, più realistico e più concreto.
La protagonista è Marianna, bambina nata ad Avola (Sicilia), da una famiglia molto povera del posto. Subito dopo la nascita, Marianna viene abbandonata per la prima volta, venendo affidata alla stria Lisetta, che le insegnerà a leggere e scrivere e condividerà con lei l’arte della cucina, delle erbe e dei rimedi naturali.
Successivamente, Marianna si troverà di nuovo sola, quando Lisetta, per amore, partirà per l’America, lasciando la bambina sola e in balia di tanti bruschi cambiamenti. Dopo un breve periodo in casa con la sorella maggiore,
Marianna verrà infatti spedita nell’Irminio, in una grande masseria situata in campagna.
Da questo momento in poi, la sua vita verrà stravolta completamente, infatti è il luogo dove ella creerà amicizie, in particolare con la sua speciale amica, la baronessina Laura, troverà l’amore e giorno dopo giorno crescerà e mostrerà le sue capacità culinarie e non.
Ammetto che leggere questo libro, soprattutto all’inizio, non è stato per nulla semplice.
Mi ha lasciato un senso di nostalgia e a tratti di angoscia, peso sul cuore, nonostante il finale comunque positivo.
Empatizzavo con la protagonista e un po’ mi è dispiaciuto che nell’arco della sua vita, sembrava non arrivasse mai la pace e questo a tratti un po’ mi è pesato.
Ma ricordiamo che è proprio una storia di vita vera, non una storia immaginaria.
Ad ogni modo la storia comunque mi è piaciuta, specialmente a metà racconto, quando viene raccontata l’adolescenza di Marianna e dei suoi amici.
Una cosa che mi è dispiaciuta molto è che se la prima metà del racconto scorre molto lentamente, la seconda parte è tremendamente veloce, gli anni passano uno dopo l’altro e a tratti ho sentito che mancasse qualcosa. Avrei voluto leggere di più sulla vita adulta di Marianna, avrei voluto maggiore approfondimento in alcuni periodi del racconto e scoprire qualcosa in più di alcuni personaggi.
Quindi ho una visione in generale positiva, ma avrei voluto anche qualcosa in più!
Nota estremamente positiva: ho apprezzato moltissimo che spesso venissero inserite parole in stretto dialetto siciliano.
Questo ha reso tutto a mio parere, più realistico e più concreto.
September 30, 2026
Soltanto il giorno di Santina Cosetta è un bel racconto ispirato alla vera storia della bisnonna dell’autrice, di nome Marianna, per tutti Cosuzza.
È il 1885 e Marianna nasce non voluta, affidata a Lisetta, sua zia, che le insegna il potere delle erbe, della cura e soprattutto del cibo come linguaggio d'amore. Quando Lisetta parte per l'America, la bambina viene mandata a servizio in una masseria dove, grazie al suo modo di fare e alle sue capacità, saprà ritagliarsi uno spazio importante in una vita fatta di baroni, agi, convenevoli, soldi, affetto, capricci, tutte cose che Marianna non ha potuto neanche mai immaginare.
È una storia molto bella, potente, di quelle che restano. Il tema della resilienza femminile, del riscatto giorno dopo giorno, è descritto con grande forza.
Quello che proprio non mi ha convinto è lo stile di scrittura. Soprattutto nella prima metà: tutto è troppo descrittivo, a tratti lento e un po' didascalico, con un ritmo che fatica davvero a decollare.
Una prosa seduta che non valorizza appieno la vicenda, anzi, quasi la rallenta.
Fortunatamente, l’ultima parte diventa, per trama, molto più accattivante, il lettore inizia a farsi delle domande, il ritmo diventa più serrato e interessante, e si arriva alla fine d'un fiato.
Nel complesso, non è un brutto libro ma forse avevo delle aspettative particolarmente alte, visto che la critica lo ha definito “IL libro dell’estate”.
2.5/5 ⭐️
È il 1885 e Marianna nasce non voluta, affidata a Lisetta, sua zia, che le insegna il potere delle erbe, della cura e soprattutto del cibo come linguaggio d'amore. Quando Lisetta parte per l'America, la bambina viene mandata a servizio in una masseria dove, grazie al suo modo di fare e alle sue capacità, saprà ritagliarsi uno spazio importante in una vita fatta di baroni, agi, convenevoli, soldi, affetto, capricci, tutte cose che Marianna non ha potuto neanche mai immaginare.
È una storia molto bella, potente, di quelle che restano. Il tema della resilienza femminile, del riscatto giorno dopo giorno, è descritto con grande forza.
Quello che proprio non mi ha convinto è lo stile di scrittura. Soprattutto nella prima metà: tutto è troppo descrittivo, a tratti lento e un po' didascalico, con un ritmo che fatica davvero a decollare.
Una prosa seduta che non valorizza appieno la vicenda, anzi, quasi la rallenta.
Fortunatamente, l’ultima parte diventa, per trama, molto più accattivante, il lettore inizia a farsi delle domande, il ritmo diventa più serrato e interessante, e si arriva alla fine d'un fiato.
Nel complesso, non è un brutto libro ma forse avevo delle aspettative particolarmente alte, visto che la critica lo ha definito “IL libro dell’estate”.
2.5/5 ⭐️
July 1, 2026
La vita di Marianna è una continua conquista.
É una figlia, bambina, e poi donna che lotta per avere il suo piccolo spazio nel mondo, e lo fa attraverso il suo amore per la cucina e per i dolci.
Ambientato in Sicilia tra la fine del 1800 ed il dopo guerra, questo libro ti catapulta in una Sicilia che purtroppo non esiste più: senti tra le dita la polvere delle dimore storiche, il profumo della cucina, i giardini curatissimi.
Lo stile di scrittura è semplice ma non banale, e con i capitoli molto brevi il libro é molto scorrevole e personalmente mi ha tenuta incollata.
Di Marianna e del suo personaggio amo il fatto che sia vero: a volte é vittima degli eventi, altre volte sembra quasi privarsi di vivere sul serio.
Il protagonista non é perfetto e può sbagliare.
Per questo motivo lo reputo un libro da leggere e che ti lascia un segno nel cuore.
É una figlia, bambina, e poi donna che lotta per avere il suo piccolo spazio nel mondo, e lo fa attraverso il suo amore per la cucina e per i dolci.
Ambientato in Sicilia tra la fine del 1800 ed il dopo guerra, questo libro ti catapulta in una Sicilia che purtroppo non esiste più: senti tra le dita la polvere delle dimore storiche, il profumo della cucina, i giardini curatissimi.
Lo stile di scrittura è semplice ma non banale, e con i capitoli molto brevi il libro é molto scorrevole e personalmente mi ha tenuta incollata.
Di Marianna e del suo personaggio amo il fatto che sia vero: a volte é vittima degli eventi, altre volte sembra quasi privarsi di vivere sul serio.
Il protagonista non é perfetto e può sbagliare.
Per questo motivo lo reputo un libro da leggere e che ti lascia un segno nel cuore.
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