Ryoko Sekiguchi (Japanese: 関口 涼子) is a Japanese poet and translator. She studied journalism at Waseda University. After graduating, she studied History of Art at the Sorbonne and received a doctorate in comparative literature and cultural studies at the University of Tokyo. She publishes her books in both French and Japanese and works for institutions like Institut National des Langues et Civilisations Orientales.
“Anche con il bel tempo, quando la superficie della laguna scintilla, questa città riempie il nostro cuore di un sentimento difficile da descrivere, simile all’emozione che si prova di fronte alla vita quando, anche nei momenti più gioiosi, la tristezza lavora dietro le quinte. Non ostenta la propria forza; al contrario, è un luogo in cui la luce contiene ombre, nel cui incavo persiste ancora una sorta di bagliore. Come le piante che uniscono al tempo stesso fragilità ed eternità. Un’isola che incarna e accetta la fragilità del vivente. Dev’essere per questo che conserva una dimensione umana e che i suoi abitanti possono essere, a volte, semplicemente se stessi, altre volte, più di se stessi: un po’ pesci o un po’ piante.”
Ryoko Sekiguchi, scrittrice del bellissimo “Nagori. La nostalgia della stagione che ci ha appena lasciato” è l’autrice di questo romanzo sull’inaspettata anima vegetale di Venezia. Tramite il ritrovamento di un prezioso erbario e un dialogo immaginario con Ilaria, botanica veneziana realmente vissuta del XIX secolo, infatti, ci dona un ritratto ricco di poetiche suggestioni sulla laguna e sulle creature umane, animali e vegetali che la abitano e che a lei sono profondamente connesse.
Da veneziana posso dire che l'autrice ha guardato Venezia da un punto di vista inedito. Originale, intimo e poetico. Parole come piazze e vicoli si addicono poco alla città, ma per il resto è una lettura piacevole.