"Pallidi segni di quiete" raccoglie i più bei racconti di Adania Shibli, la giovane scrittrice palestinese il cui primo romanzo, "Sensi" (Argo 2007), è già noto al pubblico italiano. Calando l'asciutta enunciazione di minuti fatti quotidiani in un'atmosfera oscillante tra stupore e sgomento, Adania Shibli consegna al lettore un mondo drammaticamente incomprensibile. Da "Senza rami" a "Necrologio di un bravo professore del quartiere armeno" a "Pallidi segni di quiete", che dà il titolo alla raccolta, è un incessante succedersi di finestre che si spalancano su un universo bello e terribile, fissato da occhi inermi e spietati.
Adania Shibli (عدنية شبلي) was born in Palestine in 1974. Her first two novels appeared in English with Clockroot Books as Touch (tr. Paula Haydar, 2010) and We Are All Equally Far From Love (tr. Paul Starkey, 2012). She was awarded the Young Writer’s Award by the A. M. Qattan Foundation in 2002 and 2004.
"Il vento mordeva la superficie dell'acqua senza sforzarsi di farla agitare troppo. La vista dell'acqua che si sollevava all'improvviso, per poi riabbassarsi di nuovo, ci coglieva ogni volta di sorpresa. Lo spettacolo ci provocava un tale dolore che avremmo voluto essere al posto del mare e subire i morsi del vento." Il best of delle farfalle e degli elicotteri nell'anno 2000, traduzione di Monica Ruocco (p.17)
"Non importa quanto questo sentimento sembri innocente, ma arriva sempre il giorno in cui invidiamo il movimento leggero delle nuvole in cielo, e la libertà degli uccelli nello spostarsi da un luogo all'altro. [...] Tutto quello che volevo da questa parte finale della vita era partecipare all'imminente primavera e godere dei suoi fiori, anche se non sapevo come, dove e con che diritto." Pallidi segni di quiete. Diario palestinese, traduzione di Fatima Sai (p. 102, p.108)