Per Eva, il calcio era il rifugio da un paradiso vuoto. Per Adam, il calcio era la fuga da un inferno senza luce. Insieme, sono tutto ciò che resta quando il mondo crolla. Quando Adam ed Eva si incontrano per la prima volta sono solo due bambini, mondi opposti destinati a sfiorarsi – e a non dimenticarsi mai. Eva Blanchard ha una famiglia potente, un futuro perfetto, una vita costruita su impeccabili apparenze. Adam Taylor, invece, arriva da un’infanzia segnata da miseria e violenza. Non ha niente, se non un talento fuori dal comune e una feroce determinazione. Il calcio li unisce. Il mondo li divide. Crescendo, il legame tra loro diventa qualcosa di impossibile da ignorare. È troppo intenso. Troppo sbagliato. Troppo feroce per sopravvivere. E infatti si spezza. Anni dopo, Adam Taylor non è più il ragazzo che Eva ha conosciuto. È diventato uno degli attaccanti più celebri del talento puro, presenza magnetica, una bellezza quasi irreale che calamita sguardi e attenzioni. In campo è inarrestabile, fuori è irraggiungibile, e vive per un solo arrivare al vertice. Eva, invece, è pronta a entrare nel mondo del calcio dietro le quinte – ma accanto all’uomo sbagliato e ancora intrappolata in ciò che gli altri si aspettano da lei. Quando le loro strade tornano a incrociarsi, la distanza costruita negli anni non basta a proteggerli. Sotto tutto quello che è cambiato, qualcosa è rimasto intatto. Sono gli sguardi, la tensione, quel legame che non ha mai smesso di esistere… e ancora una volta ha il potere di distruggerli. Nel mondo del calcio, che tutti e due amano da sempre, però ogni scelta ha un prezzo e un passo falso può costare una carriera, la reputazione, ogni cosa. A volte, per conquistare il paradiso, bisogna sopravvivere all’inferno. Ma al primo amore, l’ultimo, quello eterno, non si può rinunciare. Dall’autrice in cima alle classifiche digitali italiane! #SportRomance #SecondChance #Soulmates #EmotionalScars
໑ ▸ 3.5 stars ౨ৎ my thought๋ ⤿ finished may 29 2026
non so bene cosa mi aspettassi ma non qualcosa di questo tipo. che attenzione non vuol dire che sia peggio o meglio, semplicemente diverso. è una storia originale ! mi è piaciuto tantissimo legger il background di adam ( all'inizio non capivo ma una volta collegato tutto è proprio figo), è una storia profonda, ancestrale con un romance che ha qualcosa di totalizzante e davvero mette radici nel fato e nel divino.
è un romance intenso e mi è molto piaciuto ma se devo essere onesta non è il mio preferito di paola. certe cose non so non mi hanno catturata al 100%, come se non fossi del tutto convinta durante tutta la lettura.
La colpa se così vogliamo dire è anche mia, mi aspettavo qualcosa di diverso, articolato in maniera diversa e mi sono ritrovata spiazzata ma ammetto che non ho nemmeno certato di capire bene a cosa andassi incontro, sapevo davvero poco prima di iniziare a leggerlo. letteralmente che era uno sport romance sul calcio. punto.
Fatto sta che la scrittura come sempre super 10 e lode, ho volato a leggerlo, davvero. Questa nuova strada del calcio super approvata, ho sicuramente trovato qualche aspetto positivo in uno sport che non mi ha mai attirata più di tanto. Non ne sono uscita al 100% convinta questo è vero ma comunque promosso.
Fin dalle prime pagine ho capito che questo libro mi sarebbe entrato sotto pelle. E così è stato. Mi sono innamorata di Adam ed Eva, la loro storia entra nel cuore lentamente ma non va più via
Carissimi Book Lovers, oggi vi porto nel dietro le quinte del calcio professionistico, dove i sogni costano carissimi e il passato ha il vizio di ritornare a galla quando meno te lo aspetti. Vi parlo di un romanzo che mi ha letteralmente tolto il fiato, una storia di scelte spietate, sguardi che bruciano e un primo amore che non ha nessuna intenzione di arrendersi.
Mi ha colpita molto la costruzione dei protagonisti per la sua incredibile profondità emotiva. Ho provato un senso di protezione immenso per Adam. Vederlo partire dal nulla più assoluto, segnato da un'infanzia violenta, e ritrovarlo anni dopo come uno degli attaccanti più celebri e letali del momento è stato un percorso pazzesco. È magnetico, inarrestabile in campo e irraggiungibile fuori, guidato da una determinazione feroce.
Dall'altro lato c'è Eva, una ragazza ancora intrappolata nelle aspettative altrui, che cerca di farsi spazio nel mondo del calcio dietro le quinte, ma che si ritrova legata all'uomo sbagliato. Il contrasto tra la gabbia dorata di lei e la libertà conquistata col sangue da lui crea una tensione costante, che si avverte in ogni singola pagina.
Ciò che diversifica questa storia dai classici sport romance è il realismo con cui viene dipinto il mondo del calcio. Non è solo lo sfondo di una storia d'amore; è un tritacarne dove un passo falso può distruggere una reputazione o azzerare una carriera in un secondo. Quando le strade di Adam ed Eva tornano a incrociarsi, la distanza che hanno costruito crolla all'istante. Sotto lo sfarzo del successo e i ruoli che interpretano, quegli sguardi da bambini sono rimasti identici. Ho amato il modo in cui l'autrice gestisce questa attrazione: è pericolosa, è sbagliata per l'ambiente che li circonda, eppure è l'unica cosa vera a cui nessuno dei due può rinunciare.
Mi sono commossa nel vedere come questi due personaggi debbano letteralmente sopravvivere al proprio inferno personale per meritarsi il paradiso insieme. È una storia che parla di riscatto, del peso delle scelte e della straordinaria potenza del primo amore. Paola Chiozza ha saputo dosare la sofferenza e la passione in modo perfetto, senza mai cadere nel banale. Ho chiuso l'ultima pagina con i brividi e la certezza che certi amori non sono solo tappe della vita, ma il destino stesso scritto sulla pelle. Se cercate un libro che vi faccia soffrire, tifare ed emozionare fino alle lacrime, lo avete finalmente trovato.
"My first, my last, my love" di Paola Chiozza è stato per me un viaggio devastante e meraviglioso: uno sport romance di un'intensità rara, capace di farti toccare il paradiso dopo averti fatto attraversare l'inferno.
Un romance ricco di emotional scars e Forbidden love, un pugno nello stomaco per tutta la lettura ma allo stesso tempo dolce ed emotivo ♥️ Questo e Thunder sono senza dubbio i romanzi di Paola che ho preferito più di tutti
Tra queste pagine troviamo il golden boy per eccellenza, ma non solo perché Adam darebbe la propria anima per la sua Eva, ma perché nonostante abbia visto e vissuto svariate brutture del mondo (è inutile girarci attorno, nonostante il suo talento e la voglia di riscatto, comunque Adam ne passa di tutti i colori), non ha mai perso la sua innocenza, la sua ingenuità ma soprattutto ho apprezzato quanto sia fermo nelle sue certezze. My first, my last, my love, è una di quelle storie che ti toccano l’anima, che ti sbatte in faccia non solo le cose brutte e l’ingiustizia ma anche quanto un sentimento sano e puro non si perda nel tempo e nell’intensità. Questo è stato sicuramente il libro più intenso e particolare che Paola Chiozza abbia mai scritto, credo che in queste pagine abbia voluto riversare non solo il vero significato della parola Amore, ma anche quanto può fare la differenza una certezza in mezzo a svariati casini e brutture della vita. Ha creato due personaggi che hanno avuto la fortuna di trovarsi ma che devono letteralmente lottare per poter stare insieme, per poter effettivamente vivere i loro sentimenti. Ve lo dico, questo è un romanzo da punteggio pieno – per intensità, argomenti trattati e per come i sentimenti e il destino siano il fulcro di tutto – ma ammetto di aver messo quel meno solo perché mi erano state promesse lacrime a non finire, invece non ne ho versata nemmeno una ma so che dipende da me e non dalla storia. Ovviamente è una storia a lieto fine e sono contenta che l’autrice abbia voluto sperimentare, perché mi ha dimostrato ancora una volta che è in grado di scrivere di tutto, non perdendo il suo tocco e mostrando la sua bella anima.
Quando Adam ed Eva si incontrano per la prima volta sono solo due bambini, mondi opposti destinati a non dimenticarsi mai. Eva Blanchard ha una famiglia potente e un futuro perfetto. Adam invece, arriva da un’infanzia segnata da miseri4 e v10lenza. Non ha niente, se non un talento fuori dal comune. Anni dopo, Adam è diventato uno degli attaccanti più celebri del momento. Eva, invece, è pronta a entrare nel mondo del calcio ma accanto all’uomo sbagliato. Quando le loro strade tornano a incrociarsi, la distanza costruita negli anni non basta a proteggerli.
“My first, my last, my love” di @paolachiozzamv è pura poesia. Una storia meravigliosa che parla di amore: amore per il calcio, per il proprio paese, per ciò che è stato e che non potrebbe mai essere dimenticato. Ma anche di povertà, di marginalità sociale e della cruda realtà che si vive in Ucraina. Grazie immensamente per avermi affidato questo capolavoro.💕 I trope sono:
💕 Second chance ⚽️ Sport romance 💕 Soul mates ⚽️ Emotional scars
Un bambino che stringe tra le mani un mucchio di sogni e una palla di stracci. Nient’altro. Questa è stata l’infanzia di Adam Kravchenko. Strade sp0rche. Case d1strutte. Degrado. V10lenza. Miseri4. Abbandono. Niente affetto. Niente amore. Ma nessuno è riuscito a strappargli il sogno più grande: quello di diventare un calciatore professionista e poter giocare nella sua squadra del cuore, la Nazionale Ucraina, diventando finalmente il ragazzo con la divisa gialla e blu che ha sempre visto in televisione. L’attaccante più forte in circolazione.
Adam ed Eva si incrociano quasi per caso in un giorno come tanti. Ma è l’inizio di tutto. L’inizio di un sentimento unico, che cura le c1catrici, anche quelle più profonde. Copre il d0lore. Lo 4ccarezza, lo guarisce. L’amore che Adam prova per Eva è la rappresentazione di ciò che tutti vorremmo. Un amore smisurato che trascende ogni cosa, non conosce limiti, non conosce confini. Va oltre lo spazio, il tempo, gli errori, le cadute. È un amore puro, come pochi sanno essere. È un amore che sa aspettare, in silenzio, ma senza mai vacillare un solo istante.
E vive delle cose più semplici e genuine. Vive in Adam, che non riesce neanche a guardarsi attorno senza la sua Eva. Non c’è nessuna che potrebbe mai prendere il suo posto, e il suo cuore l’ha imparato presto, è bastato un solo sguardo tanti anni prima. Ma vive anche in Eva, nel suo straordinario coraggio di guardarsi dentro e lottare per ciò che ama. Senza avere paura delle conseguenze o dei limiti che le vengono imposti. Chi conosce la scrittura di Paola sa che ogni suo libro è un capolavoro, ma con questo è riuscita a superare ogni aspettativa. Affrontare un contesto difficile e doloros0 come la povertà in Ucraina non era affatto semplice, ed è stato fatto delicatezza, dignità, umanità e una profondità psicologica indescrivibile. Ho chiuso l'ultima pagina con il cuore pieno e l’immediata voglia di avere già tra le mani il suo prossimo libro!💕
Paola scrive nelle note a fine romanzo "questo libro nasce per far sognare", ed è esattamente così che mi sono sentita. Un sogno. Una carezza. Mi sono sentita dilaniata dal dolore in molti passaggi del libro, ho sofferto con Adam ed Eva. Già adoravo Paola, mi ha fatto sognare, ridere, piangere con tutti i suoi altri romanzi, ma trovo che in questo ci sia qualcosa di speciale. Forse la scrittura, forse la delicatezza dei personaggi... non lo so... Ma ci ho lasciato il cuore ❤️
Bentrovate mie adorate Peccatrici, se come me amate la penna di Paola Chiozza e siete abituate alla sua leggerezza, questa volta si cambia registro, preparatevi ad affrontare un viaggio bello lungo che parte dal più profondo degrado fatto di miseria e abusi e arriva al Paradiso, ma per arrivarci bisognerà attraversare l'inferno e portare pazienza nell'attesa del momento giusto. Con "MY FIRST, MY LAST, MY LOVE" edito Always Publishing che ringrazio per la collaborazione, ci farà attraversare una miriade di emozioni e agognare un lieto fine per niente scontato. I due protagonisti di questa storia così toccante sono Adam ed Evangeline, due bambini che vivono agli antipodi: la povertà e la ricchezza. Adam nella sua giovane vita ha subìto di tutto eppure non si arrende, a lui basta calciare il pallone e ciò che lo circonda sfuma, rimangono davanti a lui solo i bei ricordi e il sogno di indossare una maglietta gialla e blu, a cui si aggrappa con tutto sé stesso. Eva vive nel lusso ma senza amore, continuamente ignorata o umiliata dai suoi stessi genitori, ma le basta andare allo stadio per vedere una partita di calcio che si sente subito parte di una comunità, dove il senso di solitudine che l'accompagna scompare. Una passione, quella per il calcio, che li accomuna e che farà intersecare le loro strade. Fra loro, nonostante abbiano solo 10 anni, nasce un sentimento che non si può spiegare razionalmente ma che è destinato a sopperire per le circostanze della vita che li separa. Eppure è così forte che, per Adam, diventa una boa a cui aggrapparsi in mezzo ad un mare in tempesta, continua a correre e a calciare il pallone grazie ai ricordi che custodisce nel cuore, con l'unico obbiettivo di raggiungere la sua Eva e godersi il Paradiso, pronto a sacrificarsi e ad attraversare l'inferno per lei. Eva invece cerca di dimenticare non solo lui ma anche quel senso di inadeguatezza che la perseguita, quel sentirsi calpestata e difettosa, il non essere abbastanza che la porta ad accontentarsi del nulla. E poi la vita gioca di nuovo con loro, fornendogli un assist che non possono ignorare, saranno abbastanza veloci e precisi da riuscire a calciare quel pallone e segnare il gol che potrebbe ribaltare all'ultimo minuto il risultato di una partita che sembrava già perduta? La Chiozza ci parla di un sentimento che non ha niente di logico ma che è trascendentale, non qualcosa che si può spegnere a piacimento ma una forza che riesce a resistere al tempo e alle distanze, un amore che va oltre il carnale ma che attraversa l'anima, un sentimento che non si arrende ma che aspetta con pazienza il suo momento. Ho amato alla follia Adam, quel suo modo di essere freddo indotto dal suo non ricevere amore e protezione in tenera età. Dopo tutto quello che ha passato e subìto sarebbe stato semplice per lui scegliere la strada sbagliata e invece imperterrito continua a percorrere il suo cammino pieno di insidie, sarebbe stato altresì semplice cedere al richiamo del Dio denaro e lasciarsi andare agli eccessi che lo circondano, ma preferisce inseguire il suo obiettivo senza mai dimenticare il posto da cui viene, non cede alla tentazione di mordere quella mela a lui proibita perché sa che, al momento giusto, non ne avrà solo un assaggio ma sarà tutta sua. Eva, invece, subisce una vita che non voleva, viene abbattuta da una tempesta non prevista che la trascina via e cerca in questo marasma di acque torbide, un piccolo appiglio a cui aggrapparsi per riuscire a risalire la corrente. E lo trova in un'amica sincera e nella sua famiglia, dove non vi sono legami di sangue ma in cui trova quella sicurezza che le era mancata fino ad allora, il sostegno che l'aiuta a rialzarsi e a inseguire anche lei i suoi sogni. Perché non puoi fermare la pioggia che scende dal cielo, ma puoi trovare un ombrello sotto cui riparti. Una storia profonda che mi ha travolta, in cui non ho versato lacrime ma che mi ha fatto provare quel senso di impotenza che ci accompagna quando dobbiamo sottostare al volere del destino, quando sembra tutto perduto e invece basta un niente per riaccendere la speranza. Ed ora sono qui seduta sugli spalti, con una sciarpa gialla e blu al collo, circondata da gente che come me per 90 minuti dimenticherà i problemi che ha lasciato a casa, pronta a saltare e gridare, condividendo gioia con perfetti sconosciuti ma che in questo momento sono famiglia unita dalla stessa passione. Corri Adam, corri e gonfia quella rete! Noi siamo tutti qui a tifare per te! Alla prossima lettura 😘 Debby
My First. My Last. My Love. è una storia che mi ha distrutta emotivamente, né più né meno.
È una storia difficile. Una storia capace di alterare la chimica del mio cervello perché, in qualche modo, dopo aver letto questo libro non mi sento più la stessa.
Non voglio stare qui a raccontare la trama, perché credo che questa sia una storia che va vissuta pienamente, va scoperta a piccoli passi.
Vi basti sapere che Adam è un bambino ucraino che, nella sua breve vita, ha conosciuto solo fame, violenza e povertà. E anche quando arriva a Londra, per qualche crudele motivo, la sua esistenza non cambia di una virgola. L'unica cosa che gli permette di andare avanti è il sogno di diventare un calciatore famoso, uno di quelli che stanno sulle figurine, e, un giorno, riuscire a ritrovare i suoi genitori.
La sua vita cambia completamente quando incontra Eva, colei che sembra essere stata creata apposta per lui: “osso delle sue ossa, carne della sua carne.” Basta uno sguardo e ogni cosa si ridimensiona, ogni cosa trova finalmente il proprio posto.
Eva appartiene a una delle famiglie più ricche di Londra, eppure del denaro e del lusso non le importa nulla. Vorrebbe soltanto essere vista dai suoi genitori, sentirsi amata. Vorrebbe quell'amore che Adam non ha mai conosciuto e che lui, cresciuto senza niente, ha sempre pensato fosse qualcosa da comprare.
Il loro è un amore impossibile. Tutti sembrano opporsi al loro legame: prima da bambini, poi da adolescenti e infine da adulti. Ma certi amori non possono essere cancellati o fermati. Perché il loro è un amore capace di resistere al tempo, alla distanza, alle bugie e alle promesse. Un amore scritto nelle stelle, nel cielo e nella Bibbia. Un amore destinato a compiersi.
My first. My last. My love. mi ha fatto piangere, piangere e piangere, ma anche ridere, commuovere, sognare. Mi ha lasciato addosso brividi, pelle d'oca e occhi lucidi.
Non ho mai conosciuto un personaggio come Adam: così buono, così puro. Un uomo che risponde alla violenza con la gentilezza. Un uomo incapace di provare odio o rancore. Un uomo disposto a sacrificare tutto per la donna che ama. Un uomo che porta addosso più cicatrici di quante se ne possano contare, ma che decide di coprirle con petali e piume, con il volto della sua Eva. Un uomo impossibile da non amare. Impossibile da dimenticare.
E poi c'è Eva. Una ragazza legata ad un’idea di famiglia che però non si è mai concretizzata, una ragazza cresciuta con un vuoto enorme dentro: la mancanza d'amore. Quell'amore che dovrebbe arrivare per primo da un padre e una madre e che invece le viene negato continuamente.
Eppure Eva non si lascia definire dalle ferite che porta addosso. Cade, soffre, si spezza più volte, ma trova sempre la forza di rialzarsi. È resiliente, coraggiosa, capace di lottare per ciò che desidera anche quando il mondo intero sembra remarle contro. E alla fine è proprio il suo coraggio a fare la differenza, perché Eva smette di chiedere il permesso per essere felice e corre a prendersi ciò che vuole di più, ciò che ha sempre desiderato e per cui ha combattuto per tutta la vita.
Per questo Adam ed Eva funzionano così bene: sono stati creati per stare insieme, sono due anime ferite in modi diversi, due persone che non hanno mai conosciuto l'amore, ma che insieme imparano finalmente cosa significhi sentirsi scelti, visti e amati davvero.
Ho letto diversi libri di Paola Chiozza, ma questo li supera tutti. Perché questo non è soltanto un libro. È IL libro. Il libro di cui non sai di avere bisogno finché non vieni completamente risucchiata dalle sue pagine. Il libro che, inevitabilmente, finisce per conquistarti e diventare uno dei tuoi preferiti.
E per quanto io possa provare a raccontarlo, so già che nessuna parola riuscirà mai a descrivere davvero quello che mi ha fatto sentire.
Reny - per RFS . Paola Chiozza è tornata in grande spolvero con questa storia che nulla ha a che vedere con le sue precedenti, metto le mani avanti subito: qui c’è da soffrire! Ma una sofferenza sottile, più che altro una malinconia che permea ogni pagina, intrisa però di speranza nel futuro. Perlomeno Adam, che entra di diritto nella top ten dei protagonisti maschili dell’autrice, è assolutamente sicuro che un giorno sarà in Paradiso con la sua Eva. Persegue i suoi obiettivi con una sola certezza: il suo destino è con lei, l’unica che potrà mai amare. Eva, al contrario, è preda delle insicurezze: e chi non lo sarebbe con il suo passato di figlia non amata da entrambi i genitori, che la fanno sentire sbagliata e indesiderata fin dalla nascita?
La narrazione attraversa un arco temporale che va dai dieci anni di età di entrambi fino all’età adulta. Il loro primo incontro avviene che sono ancora bambini, quando Adam entra in casa di Eva accompagnato dal padre di lei, che ha visto in lui una promessa del calcio. In effetti il ragazzino, strappato da una vita di stenti e violenza domestica in Ucraina, con il pallone al piede fa magie. Eva ama questo sport, il padre è un procuratore sportivo e lei sogna di seguire le sue orme, sempre che lui glielo permetta. Sono solo sogni, purtroppo.
Forse per i loro nomi, da subito entrambi si identificano nei due abitanti del giardino dell’eden e l’affinità delle loro anime è immediata, travalica differenze sociali ed età.
Ma se la vita di uno di noi dovrà per prima arrivare alla sua fine, è la mia preghiera che quella vita sia la mia; perché lui è forte, mentre io sono debole, perché io non gli sono indispensabile tanto quanto lui lo è a me – la vita senza di lui non sarebbe vita, come farei a sopportarla? (Tratto dal libro e a sua volta da “Il diario di Eva” di Mark Twain)
Passano lunghi anni senza vedersi eppure Adam non smette mai di sognare la sua Eva, la donna che è stata creata solamente per lui, va avanti dritto per la propria strada, la sua fiducia nelle proprie capacità di calciatore e nel suo amore per la ragazza non vacilla mai. La sua logica è alquanto singolare nella sua semplicità, accetta gli ostacoli come un mezzo per raggiungere il suo fine. Non esiste altro. Ma, pur avendo conosciuto solamente la violenza – anche in Inghilterra sarà oggetto di discriminazione e soprusi da parte dei compagni di scuola – non risponde mai a questa, convinto, già da ragazzino, che farlo ne susciterebbe altra.
Non rispondo alle botte con le botte, o alla rabbia con la rabbia. Non finirà mai, altrimenti.
Il suo scopo è difendere le persone a cui tiene, tenerle al sicuro, come non è mai successo a lui. Sogna che, diventando un calciatore della nazionale ucraina, sua madre lo riconoscerà e tornerà da lui.
Eva sarebbe solamente da stritolare di abbracci, per sopperire a quelli che non ha mai ricevuto dai genitori. Se da una parte Adam è convinto sin dal primo giorno che solo lei potrà avere il suo cuore, lei non è altrettanto sicura di poter avere il proprio lieto fine. Non è un personaggio debole, tutt’altro, ma certi traumi non sono facili da superare.
I miei sentimenti per Adam non sono qualcosa che si può spegnere. Non con la distanza, non con il tempo, non con altre persone.
La profondità dei sentimenti, il conforto di amici sinceri, il riscatto sociale che alla fine arriva, tutto questo e molto altro è condensato in queste pagine che fanno del romanzo, a mio parere, il migliore di Paola Chiozza. Non posso far altro che consigliarne la lettura lasciandovi trascinare senza pregiudizi nel paradiso di Adam ed Eva.
Ci sono libri che leggi e dimentichi. E poi ci sono quelli che ti cambiano qualcosa dentro, per sempre. My First, My Last, My Love è uno di questi.
Non è semplice mettere in parole quello che questo libro mi ha fatto provare. È stato un turbine di emozioni, una dopo l'altra, senza mai fermarsi. Da oggi, quando penso a un romance, penso a questo. Perché racconta l'amore nella sua forma più pura: quello che resiste a tutto, che si trasforma sotto i colpi della vita e ne esce sempre più forte, sempre più vero.
ADAM è il protagonista che non sapevo di aspettare. Un ragazzo ucraino cresciuto nel nulla, senza niente e senza nessuno, con la sofferenza come unica compagna di vita. Il suo unico sogno è giocare a calcio, indossare quella maglia a strisce blu e gialle e diventare finalmente qualcuno. Adam non conosce l'odio, non conosce la violenza, non conosce nemmeno il sarcasmo. La vita lo ha fatto a pezzi, ma non è riuscita a spegnerlo. Crede di non meritare nulla, di dover guadagnare tutto con il dolore. Poi arriva lei, e il suo mondo crolla e rinasce nello stesso istante. Da quel momento in poi, ogni suo respiro ha un solo nome. Adam è l'uomo perfetto non perché sia senza difetti, ma perché si costruisce una vita mattone per mattone, superando ogni ostacolo con una grazia disarmante. Le sue parole fanno male nel modo migliore possibile. La sua innocenza ti tramortisce. Il suo cuore, devastato dalla realtà, ha ancora spazio per amare in modo totale e assoluto. Adam non si supera. Punto.
EVA è una ragazza cresciuta in un mondo completamente diverso, figlia di un osservatore calcistico, con una vita che sembra lontana anni luce da quella di lui. Eppure Adam le è rimasto dentro fin da quando aveva dieci anni, silenzioso e costante, come qualcosa che non riesci a spiegare ma non puoi ignorare. La distanza, il dolore, il tempo passato: niente è riuscito a cancellarlo davvero. Quando lui torna nella sua vita, ogni certezza vacilla. Eva non si arrende alla paura, si arrende all'unica cosa che ha sempre avuto senso: quel ragazzo dagli occhi grigi che vale più di mille parole, più di qualsiasi altra scelta che avrebbe potuto fare.
Adam ed Eva si guadagnano il paradiso passando attraverso l'inferno, e lo fanno insieme, mano nella mano, senza mai mollare. Il loro amore non è di quelli comodi e tranquilli. È un amore che fa male, che si scontra con tutto, che raccoglie i cocci e li rimette insieme ogni volta. Un susseguirsi di prime volte e dolori lancinanti che avrebbero distrutto chiunque altro. Ma non loro. La scena spicy tra i due è tra le più intense e potenti che abbia mai letto. Non è solo desiderio fisico: è la resa di due anime che si ritrovano dopo anni di lontananza e sofferenza. Mi ha fatto piangere e gridare allo stesso tempo, e non me ne vergogno affatto. Il loro amore è una poesia moderna, autentica, che profuma di miracolo. Di fronte alla forza di quello che si portano dentro, il mondo intorno a loro crolla senza fare rumore. Perché certi sentimenti non chiedono il permesso, non accettano ostacoli e non conoscono limiti. Adam ed Eva hanno lasciato il paradiso, è vero. Ma si sono guadagnati qualcosa di ancora più grande: una storia eterna, imperitura, che nessuno potrà mai togliergli. E io, onestamente, ho sognato con loro dalla prima all’ultima pagina.
My first, my last, my love . Non me l’aspettavo minimamente. E forse anche per questo sono ancora qui , tra queste pagine. In una storia che racconta qualcosa di così puro , così dolce e così giusto... in una vita( quella di Adam e Eva) che invece è tutto il contrario di quello che la giustizia dovrebbe essere. Ho pianto, riso, mi sono commossa, mi sono innamorata… ho fatto davvero di tutto con questo libro. Si, è uno sport romance perché Adam è un campione di calcio, una promessa del pallone, bravissimo. Ma è molto, molto di più. È una storia di lotta , di speranza e di pace . Adam non ha mai conosciuto l’amore. Da bambino pensava di poter comprare un bacio se avesse avuto i soldi, perché non ha mai ricevuto amore, un abbraccio. Pensa che qualsiasi cosa necessiti qualcosa in cambio. Niente ti viene regalato: lo devi sudare, devi lottare, devi pagare. Per questo nella sua vita stringe i denti, accetta tanti compromessi, abbassa la testa. Lo fa perché vuole raggiungere il suo sogno, il suo desiderio: diventare un calciatore famoso, indossare la maglia gialloblù, sentire i tifosi che lo acclamano. Adam nasce e cresce nella povertà in Ucraina, in una zona davvero povera, dove non ha niente: niente soldi, niente cibo, niente giochi. Ha solo una palla di stracci e quel sogno. È tutto quello che ha, fino a quando un giorno incontra Eva . Lei è l’opposto di lui: è ricca, allegra e parla un sacco . Ha una vita che a primo impatto tutti le invierebbero. Ma anche lei l'amore dalla sua famiglia non sa nemmeno cosa sia . Ignorata, sottovalutata , umiliata . E da quel primo incontro, loro due, capiranno di essere l'uno per l'altra. Sempre. Nel corso degli anni, attraverso il calcio, si ritrovano, si perdono, si rincorrono. Eva per Adam è come vedere il paradiso dopo una vita a camminare all' inferno. È amore. Un amore che li lega per sempre. Ma quello che mi ha emozionato di più non è solo la storia di rincorsa, di occasioni perse e sogni infranti o raggiunti. È Adam Adam è cresciuto, ha cambiato vita, ha cambiato squadre, sta per raggiungere il suo sogno nel calcio, ma lui è rimasto quel bambino. Con in mano una palla di stracci, e negli occhi solo Eva. Eva che è la sua eternità. Così come Adamo ed Eva, loro si appartengono, sono uno parte dell’altra. Non possono essere l’uno senza l’altra. Adam Non ricambia mai l’odio, anche dopo averne ricevuto tanto, non ricambia la violenza anche dopo avene subita tanta . È un personaggio raro, speciale. Non ho mai letto di un personaggio così. Che ti spiazza , appena apre bocca. Perché per lui è semplice: Eva è sua, e lui è di Eva. Questa è la sua unica certezza. E la mia unica certezza, invece , è che questo libro rimarrà nel mio cuore per sempre 😭
“mi hai dedicato un gol” “tutti i gol della mia vita sono per te”
Ho finito questo libro con occhi lucidi e pelle d’oca. Non è il solito libro di Paola Chiozza, di solito caratterizzati da ironia e leggerezza: questo libro mostra un lato più crudo e doloroso. È una storia fatta di sofferenza, distanza e distruzione emotiva, ma anche di continui ritorni: due persone che, nonostante tutto ciò che la vita mette tra loro, continuano inevitabilmente a ritrovarsi, come se il destino le avesse create per stare insieme. È un libro che racconta di un amore che lotta contro tutto e tutti, che raccoglie i pezzi dopo ogni crollo e continua comunque a scegliere di restare. Anche i momenti più intimi tra loro non parlano soltanto di attrazione, ma di bisogno, appartenenza e ritrovo. Ogni gesto sembra il modo disperato e bellissimo con cui due anime provano finalmente a tornare a casa. Adam ed Eva mi sono entrati nel cuore, ma specialmente per Adam ho sentito una specie di istinto di protezione. È un ragazzo cresciuto tra privazioni e dolore, senza punti di riferimento, con addosso il peso di una vita che non gli ha mai regalato niente. L’unica cosa che abbia mai desiderato davvero è il calcio: rappresenta la possibilità di diventare qualcuno, di dare finalmente un senso a tutta la sofferenza vissuta. Adam è puro, non sa cosa sia la cattiveria o l’odio. Cresce convinto di non meritare amore o felicità, come se ogni cosa bella dovesse essere conquistata attraverso il sacrificio. Da quando conosce Eva è come se il suo mondo e tutto quello che prova sia dedicato a lei (il tatuaggio😭) Oltre alla loro storia, ho amato la found family che si creano insieme ai loro amici, sempre lì, pronti ad aiutarli e a proteggerli. Che altro dire se non grazie Paola per scrivere storie sempre meravigliose ❤️
Questo libro mi è entrato sottopelle. È stato un graffio e una carezza, tanto è intenso, delicato e profondo. La storia di Eva e Adam (bellissimi i riferimenti biblici, letterari e artistici) coinvolge sin dalle primissime pagine, quando due bimbi dalle vite apparentemente opposte ma accomunati dalla stessa solitudine si incontrano. La loro amicizia è un incontro di anime, il loro amore sarà qualcosa di epico. Perché ci sono destini destinati a legarsi. Non servirà separarli, ostacolarli, perché quelle due anime pure (Adam ha un candore e un modo di amare così puro che vi farà sciogliere) si appartengono. Sono fermamente convinta che per scrivere certe storie serva una sensibilità fuori dal comune e Paola Chiozza ha l'empatia per farlo. Racconta un amore che non capita a tutti, ma che esiste e il "prendersi cura" del nostro calciatore mi ha colpita nel profondo. C'è equilibrio, c'è intensità, ma questa non è solo una bella trama ben scritta: è un romanzo che resta, anche quando si è terminato. Resta nella testa e nel cuore, non si dimentica. Amo la penna della Chiozza, ma questa volta è andata addirittura oltre e mi ha trasmesso tante emozioni. Leggetelo, fatevi questo regalo. Attraverserete l'inferno insieme ai protagonisti, ma ne varrà la pena, per arrivare al loro Paradiso. Stra-consigliato.
Non ho parole per descrivere questo libro se non: pura meraviglia.
Fin dalla prima pagina sono stata completamente rapita dalla storia di Eva e Adam. Ho sofferto con loro, ho sorriso, mi sono emozionata e ho gioito insieme a loro, vivendo ogni sentimento come se fossi al loro fianco.
Conoscevo già la penna di Paola e sapevo che non mi avrebbe delusa, ma questa volta è andata oltre ogni aspettativa. Questo romanzo è stato un viaggio intenso e travolgente, uno di quei libri da cui è impossibile staccarsi.
La storia di Eva e Adam è così profonda e autentica da farti sentire parte di essa, pagina dopo pagina. Un romanzo che entra nel cuore e ci rimane anche dopo aver voltato l’ultima pagina ❤️
Questo libro è stato inaspettato, diverso da come lo avevo immaginato. Doloroso, ma necessario, perché la carezza che ne è conseguita è stata meravigliosa ed è arrivata dritta al cuore.
È un libro tenero, dolce, delicato. E questo non dipende solo dalla trama: l’ho percepito nel modo di scrivere di Paola, come se ci avesse messo un pezzo di sé, ancora più che in altri suoi libri.
C’è qualcosa di estremamente autentico tra queste pagine.
Adoro la scrittura di Paola Chiozza, ogni suo romanzo mi ha lasciato qualcosa. Ma qui dentro c’è qualcosa in più, di struggente, che entra in risonanza con le corde dell’anima. Che tocca ricordi ancestrali, umani, irrisolti e profondi. Che racconta con le parole e con i silenzi. Adam mi è entrato sotto pelle, al momento questo è il romanzo che più mi è piaciuto di Paola.
Paola Chiozza una sicurezza! Personaggi profondi, originali, mai scontati, trama coinvolgente e romantica, scrittura fluida e piacevole. In questo romanzo ho trovato anche una spiccata profondità nelle tematiche affrontate, come se l’autrice stesse crescendo sempre di più. Consigliatissimo!
Devastante è l'unico aggettivo che mi viene in mente da quando ho finito questo libro. Ho pianto, ho riso e mi sono affezionata ai personaggi. Consigliatissimo
4,5⭐ Questo libro non è come mi aspettavo, è meglio. Non c'è niente che mi renda più felice e soddisfatta di completare una lettura con la certezza di essere stata stupita. "My First, My Last, My love" è suggestivo, romantico, intenso e drammatico, occupa uno spazio tutto suo dove ti trascina pagina dopo pagina nelle vite dei suoi personaggi. Il tempo che ho impiegato a leggere non corrisponde al tempo che ho percepito sulla mia pelle leggendo questa storia che attraversa gli anni e le varie fasi della vita di Adam e Eva. Cosa che ho adorato. Ho letto altri libri di Paola Chiozza e sono state sempre letture piacevoli e di qualità ma mi sembra che con questo libro l'asticella si sia alzata, forse a mia volte sto romanzando la cosa ma è come se Paola si sia sfidata a raccontare questa storia in uno stile che è suo ma anche nuovo. I riferimenti alla Bibbia credevo che mi avrebbero asciugata non essendo io una grande appassionata di temi religiosi ma una volta aperto il libro è stato immediatamente limpido e chiaro lo scopo ed anzi ho trovato molto originale tutto il riferimento da cui fare partire la storia. Eva mi è piaciuta molto anche se nella terza parte, agli inizi tutta la questione con Maxwell non mi è piaciuta perché non ha creduto in Adam nonostante negli anni ha sempre detto che lei è quella che lo capisce più di tutti, nella terza parte agli inizi sembra esserselo dimenticato e mi ha dato un po' fastidio anche se le sue ragioni sono spiegate chiaramente. Il vero cuore grande e pulsante di questo libro resta per me il prezioso Adam, con la sua fermezza, il suo amore immenso e la sua forza incredibile di non farsi plasmare dalla violenza del suo passato, la potenza incredibile di riconoscere il male e sapersene distanziare. Un personaggio sfaccettato, interessante e che fa gonfiare il cuore di tenerezza. Un animo puro da proteggere. Una green flag che sventola nel vento implacabile anche sotto pioggia e fulmini. Non viene detto apertamente ma per me Adam è al 100% nello spettro autistico, in ogni caso vero o meno ho amato che sia diverso rispetto a tanti personaggi maschili di cui leggo. Il loro amore è stato romantico ma mai stucchevole come temevo. Avevo bisogno di questa dose di dolcezza e sono felice di aver letto questo libro. 🩷 Nota di merito anche per tutto il contesto multi culturale con tante etnie e i personaggi secondari.