Rosso Panarea rovescia l’immaginario turistico delle Eolie, mettendo in luce gli aspetti più oscuri e conferma Giorgio Garbo come uno dei grandi protagonisti del noir contemporaneo
Un noir mediterraneo che intreccia l’indagine classica al racconto dei nostri tempi, affrontando la misoginia online, i femminicidi come fenomeno sistemico e il ruolo centrale giocato dai media nella spettacolarizzazione della cronaca nera
Un mese dopo i fatti di Giallo Lipari, l’azione si sposta a Panarea, l’isola simbolo del lusso mediterraneo, la più amata dei vip. Dopo un evento di beneficenza, viene ritrovato il corpo di Amodie, giovane modella all’apice della notorietà. Il suo corpo giace su una non è un gesto impulsivo, ma il primo atto di un macabro rituale. A condurre l’indagine è l’ispettore Giorgio Garbo, milanese trasferito alle Eolie, un investigatore analogico in un mondo dominato dai social, affiancato dalla vice ispettrice Milena Russo che giocherà un ruolo centrale. L’inchiesta è una corsa contro il tempo fra una sfilata di moda e una regata velica, scavando sotto la superficie glamour dell’isola, tra influencer, giornalismo d’assalto e dinamiche di potere che trasformano i corpi femminili in una merce da sfruttare. Il cuore oscuro del romanzo apre le porte dei forum online della galassia incel, comunità maschili radicalizzate che trasformano la frustrazione in ideologia e la misoginia in un progetto politico di rivalsa.
Francesco Musolino (Messina, 1981). Scrittore, giornalista, podcaster.
Nel 2019 ha esordito con il romanzo "L’attimo prima" (Rizzoli, 2019), seguito dal saggio "Le incredibili curiosità della Sicilia" (Newton Compton, 2019). Nel 2022 ha pubblicato il noir "Mare Mosso" (Edizioni E/O). Nel 2023 ha pubblicato "Miti e storie del mare" (La Nuova Frontiera Junior). Nel 2025 ha pubblicato il noir "Giallo Lipari" (Edizioni E/O).
Ideatore del non profit @Stoleggendo, membro del collettivo Piccoli Maestri, collabora con la Scuola Holden.
Come è giustamente stato fatto notare da qualche recensore, è un fatto notevole che un giallo ambientato in Sicilia non abbia a che fare con la mafia. E neppure con i cannoli. Queste banalità vengono risparmiate al lettore. Musolino sa raccontare l’arcipelago (sette isole e sette storie previste - questa è la seconda- i protagonisti sono gli stessi personaggi, l’ispettore milanese Giorgio Garbo conduce le indagini) senza cadere nel cliché: o meglio, sa usarlo senza restarne intrappolato. Le sue Eolie sono belle e suggestive, ma anche assediate dal turismo e dalla volgarità di quello balneare. Niente cartolina: anche una piccola isola siciliana non è immune da ciò che succede nel resto del mondo. E d’altra parte, questa è la regola migliore per costruire un poliziesco che funzioni: rispettare le regole e saperle adattare.
E anche questa volta sono gli uomini che odiano le donne, è la violenza maschile al centro della storia. Una violenza che non sembra placarsi, anzi aggiunge nuovi aspetti: a questo giro si tratta dell’universo oscuro degli incel (= involuntary celibate, letteralmente celibe involontario – come dire, single non per scelta), che sanno essere misogini e sessisti come pochi, e ricorrono alla violenza – non certo solo da tastiera - per dar sfogo alla propria incapacità di relazionarsi col genere femminile. Un tema sul quale l’ottima miniserie Adolescence ha acceso i riflettori.
E così, il giallo, il poliziesco diventano strumenti di indagine sociologica, servono come approccio per scavare il presente e i meandri del www.
È un gioiello il secondo noir mediterraneo di Francesco Musolino.
Garbo è chiamato a Panarea, l'angolo milanese delle Eolie. Una giovane modella è stata uccisa e le indagini partono immediatamente. L’ispettore e la sua squadra devono trovare il colpevole tra falsi indizi, piste che si rivelano sbagliate e mitomani.
Il male, che si annida nella bellezza dell’isola, è subdolo e invisibile. Si diffonde e si trasmette con rapidità incredibile e, per venirne a capo, Milena Russo, dovrà chiedere aiuto.
Dark web, incel, haters sono un mondo a sé, che fa paura.
I femminicidi sono all’ordine del giorno, la cronaca nera ne dà continua testimonianza. La realtà fa capolino nella finzione del romanzo, dandogli una carica in più.
L’umanità del patologo Raffa, la sofferenza nascosta e la rabbia di Milena, i demoni di Garbo si uniscono in un racconto avvincente.
✨Rosso Panarea non è un semplice thriller, è qualcosa di più profondo e riflessivo. L' autore scava nella mente disturbata di una parte di società, direi malata, che fa della violenza un'arma di vendetta e giustizia. Guardare con occhio attento, critico in quelle zone buie dove la solitudine incontra l'odio , dando vita ad una violenza senza freni e senza veli, che si sfoggia sul web come fosse una moda. Ci troviamo a Panarea e una famosa modella viene trovata morta nella spiaggia; nuda, sfregiata, occhi spalancati e nel volto la paura. Un delitto tanto efferato, da risultare un pugno nello stomaco anche per l'Ispettore Garbo. Un corpo senza vita di una donna, privato della sua dignità.Un corpo immobile visto come un souvenir da mostrare, la scena del crimine diventa un luogo da visitare, da fotografare come un'attrazione.Non è il primo caso in cui un corpo di donna venga sfregiato per un atto di odio.Dolore e silenzio alla ricerca dell' assassino che lascia segnali ben precisi. "È così che muoiono le sirene.Uccise da invisibile.#80/20" Ma chi si sono gli invisibili? Gli invisibili sono esclusi ,umiliati, arrabbiati, uomini che si sentono fuori da quel mondo sessuale, dove le donne belle e desiderabili vanno alla ricerca di uomini altrettanto belli e famosi. Un' indagine incalzante, ma soprattutto riflessiva. L' autore analizza un mondo basato sull'apparenza, creando rapporti interpersonali tossici. Identità complesse e alterate.Donne oggetto del desiderio e uomini che credono di avere il diritto di prendersi ciò che vogliono. Il rifiuto percepito come esclusione, privazione maturando un senso di frustrazione che porta uomini all' odio. Rifiuto, solitudine e fallimento sfociano in atti di violenza che viene sbandierata sui social, dove ormai sembrano essere una categoria ben definita: gli "incel" (involuntary celibate). Ho amato questo libro, la scrittura di Musolino è magistrale. Partendo dalla storia intrigante, noir e thriller sono generi che adoro, le scene sono descritte con carattere, al punto tale da sentirle reali. Ma quello che mi ha colpito di più è l' aspetto psicologico, introspettivo, analitico della figura femminile alla luce di casi di cronaca sempre più frequenti. Spettacolare ⭐⭐⭐⭐⭐
Ho letto il primo e ho pensato fosse semplice breve e molto carino. Complice il fatto che si parla di un isola che conosco da quando sono nata. Il secondo ricicla le dinamiche del primo in maniera poco creativa. Nonostante il protagonista sia anche interessante e non bidimensionale mi rimane piatto vista la poca dinamicità.