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Centolettori: I pareri di lettura dei consulenti Einaudi. 1941-1991

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In questo volume Tommaso Munari ha raccolto 194 schede scritte da cento fra i più famosi lettori che l'Einaudi ha avuto nel corso degli anni. Dai «padri fondatori» come Pavese, Bobbio e Mila, agli scrittori «organici» alla casa editrice come Natalia Ginzburg, Vittorini, Calvino, Fruttero e Lucentini, Manganelli, ai grandi studiosi che frequentavano le riunioni del mercoledí, come De Martino, Cantimori, Musatti, Argan, Contini, Caffè, Ripellino, Jesi, Segre e tanti altri, senza dimenticare il mitico Bobi Bazlen che proprio nell'attività di suggeritore editoriale ha fatto convergere tutto il suo straordinario percorso intellettuale. Sotto l'occhio clinico di questi signori passano capolavori della narrativa e della saggistica, ma anche libri di autori poco noti. Adesso è facile dire qual era l'opera geniale e quale no, ma i giudizi qui raccolti sono in presa diretta. Si poteva sbagliare, qualche volta si è sbagliato. Ma poter leggere i commenti «a caldo» su Broch, Propp, Eliade, Bataille, Braudel, Duras, Adorno, Benjamin, fino a Mordecai Richler e Mo Yan, crediamo possa stimolare molta curiosità e dare una certa emozione. E anche un bel divertimento, soprattutto quando scendono in campo i lettori-scrittori, che sono i primi a divertirsi. Come Calvino che inventa una filastrocca su Purdy o Lucentini che, per stroncare un libro, scrive una scheda in forma di dialogo teatrale fra l'autore del libro in questione e un suo annoiatissimo lettore.

468 pages, Kindle Edition

First published February 3, 2015

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for capobanda.
70 reviews62 followers
April 22, 2018
In questi tempi in cui le possibilità offerte dalla Rete rendono più agevole -ma anche più rischioso- scegliere le nostre letture, forse ci farà bene ricordare il grande ruolo delle case editrici nella formazione di ciò che siamo: considerare cioè che senza il prezioso lavoro di Einaudi non avremmo letto Musil e Propp, o Marc Bloch e Walter Benjamin, o Canetti e Foucault. Ed è appassionante osservare quanti dubbi, quante perplessità, quanta seria analisi abbiano accompagnato la selezione di testi che hanno fatto la storia culturale del nostro Paese e pensare, con un brivido, di quante cose avremmo potuto restare ignari senza quella assunzione di responsabilità.
Peraltro l’incrocio tra i testi esaminati e la personalità dei singoli redattori di queste schede (i mutevoli umori di Pavese, il fascino indisciplinato di Manganelli, l’onestà intellettuale di Bazlen) rende la lettura godibile anche su un piano squisitamente stilistico.

Ma è un libro che parla solo alla testa? Dipende.

“Il libro che, nella traduzione francese, ha avuto un buon successo di stampa, è effettivamente di alta qualità. Utilizza procedimenti della letteratura fantastica (false leggende, opere immaginarie, trame di racconti “gialli”) per perseguirvi curiosi paradossi logici e metafisici”

Era il primo parere su Ficciones di Borges: io mi sono emozionata.
Profile Image for GloriaGloom.
185 reviews1 follower
April 29, 2019
Centolettori ha il pregio, non da poco, di tenersi lontano da quel sottogenere per librofili, leggero e consolomasturbatorio, del dietro le quinte delle case editrici, della polemichetta, del Vittorini che sfancula Fenoglio, delle storie che son belle cento volte sentirsele raccontare, del quando gli editori erano artigiani, del quando c'era lui (Giulio Einaudi). Anche perché Einaudi prima del Grande Furto era soprattutto saggistica e la narrativa produzione minoritaria, e in queste schede il rapporto tra i generi è giustamente rispettato: ogni cinque saggi un romanzo più o meno. E' lettura affascinanate ma non semplice, e i motivi son tanti. I curatori han scelto non le schede più "belle" da un punto di vista letterario, non le belle pagine per forza, ma hanno giustamente utilizzato un criterio quasi storiografico, rigoroso nel tener traccia, cronologicamente, sia dell'agitarsi dei tempi attraversati sia nel proporre uno strumento di ricerca non solo al semplice lettore ma anche allo studioso. Senza dimenticare le personalità potenti dei vari lettori - solo per far qualche nome Mila, Manganelli, Bobbio, Cases, De Martino, Colli, Bollati, Jesi...- organiche o divergenti dal ruolo che l'Einaudi - sospesa tra commercio e ideologia culturale - ha avuto per molti decenni. Qui in mezzo si trovano perle luccicati come la scheda saggio di Furio Jesi su L'antiedipo Deluziano, quella di Guido Neri su Tournier, o quella di Mila intorno a un saggio di impronta strutturalista su Bach(mai pubblicato). Ci sono anche e giustamente piccoli lampi di divertimento a posteriori :la penna affilata di Manganelli -a proposito di Doris Lessing "Scrittrice ambiziosa, tra universale e cosmica, logorroica e sciattina, col tocco ben riconoscibile della grafomane...Acquistarlo e scambiarlo con Rizzoli in cambio di Strindberg"- Pizzorno su Musil - "l romanzo è 1°) troppo lungo 2°) troppo frammentario 3°) troppo lento (o noioso, o difficile, o come vuoi chiamarlo) 4°) troppo austriaco"- i dubbi ideologici di Solmi a proposito dell'autore di un libro sul sindacalismo americano "Non vedo perché dovremmo esitare di fronte ad una critica radicale e coraggiosa, anche se l’autore non è un socialdemocratico né un comunista. Credo che (anche noi) dovremmo avere il coraggio di tradurre questo libro!". Ma le più avvincenti son forse le schede dei libri mai pubblicati, misteriose discipline come la geografia quantitativa, una scheda-saggio-delirio di Luigi Nono su un testo del compositore Hans Helms e molte altre chimere che il tempo ha disperso. E ci sono poi le schede di molti di quei pilastri della saggistica e della narrativa che son diventati classici. Per tacere dei grandi abbagli, le stroncature di Cortazar, Bourroughs e altri irregolari. Sono cinquantanni d'Italia che ci scorrono sotto gli occhi, e a quell'Italia tocca far mente locale per apprezzare fino in fondo queste schede di lettura, non sul terreno della nostalgia, del meglio allora peggio adesso, ma di una storiografia scandita a colpi di si pubblichi non si pubblichi. (sarebbero cinque le stelle, ma una la tolgo alla copertina, che sembra far intendere che il libro sia altro, uno di quei giochetti fighi per metalettori segaioli, ma è la nuova Einaudi questa)
Profile Image for Maurizio Codogno.
Author 75 books150 followers
January 5, 2026
Peccato per la scarsità di notizie di contorno

L'idea di questo libro è bellissima: mostrare alcune delle "schede di lettura" degli archivi Einaudi dove molti illustri personaggi danno il loro giudizio su un libro (spesso in lingua straniera, ma ci sono anche testi in italiano), valutando se e come vale la pena di pubblicarlo per la casa editrice. La cosa più bella è probabilmente la lettura tra le righe: negli anni '50 Einaudi era rigorosamente marxista, e quindi i testi venivano anche letti con quella lente. Quello che però non funziona bene sono le note dopo le recensioni. Tommaso Munari si limita quasi solo a dire se il libro è stato poi pubblicato in Italia e da chi - non è detto che l'editore sia Einaudi: soprattutto Feltrinelli pescava nello stesso bacino. LE note su chi sono i lettori sono limitate a pochissime righe, costringendomi spesso a vedere se per caso Wikipedia parlasse di loro: un conto sono scrittori come Lucentini, Calvino e Primo Levi, o critici come Massimo Mila; ma altri nomi sono davvero sconosciuti se non si è esperti del tema del libro. Un peccato, perché una raccolta così è un tuffo nella storia non solo letteraria dell'Italia del dopoguerra.
Profile Image for Engi.
276 reviews478 followers
December 28, 2021
4,5 stelle

Libri che parlano di libri > qualsiasi altra cosa sulla faccia della Terra
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