Parigi, giugno 1982. Daniel Ségur è un quarantenne segnato da un passato doloroso che preferisce dimenticare. Medico stimato, conosce i suoi pazienti per nome e si preoccupa del loro benessere anche fuori dallo studio. Quando Federico Garzón, diciottenne dal fascino inquieto, scompare nel nulla, Ségur decide di cercarlo. Ma, giunto all’appartamento del ragazzo, circondato da un cordone di poliziotti, si trova davanti a una scena il corpo giace sul pavimento, brutalmente smembrato, con la bocca riempita di una strana sostanza nera e carbonizzata. Sconvolto, Daniel fugge. Ma quando un altro suo paziente subisce la stessa sorte e la polizia inizia a indagare su di lui, capisce di dover dimostrare la propria innocenza. E l’unico modo per farlo è trovare il colpevole prima che colpisca ancora. Guidato dall’enigmatica Heidi, Ségur si addentra in una Parigi notturna di luci rosse e promesse brillanti, ammaliatrice e oscura. Tra locali in penombra e desideri proibiti, precipiterà in un labirinto di segreti e ossessioni, rischiando di smarrirsi per sempre in un mondo di affascinante perdizione. Un nuovo romanzo ad alta tensione firmato dal maestro del thriller francese, autore da oltre 5 milioni di copie vendute nel mondo e tradotto in più di trenta lingue. Jean-Christophe Grangé consegna al suo pubblico una storia torbida che prende vita nei luoghi oscuri di una Parigi che non dorme mai. Ogni segreto ha un prezzo, ma non sempre a pagarlo è il vero colpevole.
Jean-Christophe Grangé est un journaliste, reporter international, écrivain, scénariste né le 15 juillet 1961 à Boulogne-Billancourt. Il est l'un des rares écrivains français dans le domaine du thriller à s'être fait un nom aux États-Unis. Après une maîtrise de lettres à la Sorbonne (axée sur Gustave Flaubert), il devient rédacteur publicitaire, puis travaille pour une agence de presse. En 1989, à 28 ans, il devient grand reporter international, travaillant pour des magazines aussi divers que Paris Match, le Sunday Times ou le National Geographic. Puis il devient journaliste indépendant en créant la société L & G. Dès lors, il se débrouille pour monter financièrement tous ses voyages lui-même. Les reportages qui en sont issus, le mènent aux quatre coins du monde et constituent une importante source d'inspiration pour ses écrits littéraires. C'est au cours de cette période qu'il obtient deux récompenses importantes dans le monde journalistique : le Prix Reuter (1991) et le Prix World Press (1992). En 1994, il écrit son premier roman Le Le Vol Des Cigognes, plus remarqué par les critiques littéraires (qui vantent son « imagination féconde ») que par le grand public. Toutefois, son second roman paru en 1998, Les Riviéres Pourpres, ne passera pas inaperçu. Le succès auprès du public se confirmera d'ailleurs en 2000, année où le roman est adapté au cinéma. En cette même année 2000 paraît Le Concile de Pierre. En 2003, il publie L'Empire des loups. En 2004 sort La Ligne Noire, premier tome d'une trilogie de romans sur la « compréhension du mal sous toutes ses formes ». Au niveau des ventes, le succès ne se dément pas avec le deuxième volet de cette trilogie, Le Serment Des Limbes sorti en 2007. Parallèlement à sa carrière de romancier, il continue à travailler pour le cinéma : outre l'adaptation des Rivières pourpres, il a également écrit le scénario de Vidocq (de Jean-Christophe Comar dit Pitof en 2001) et a collaboré à la plupart des réalisations ou projets tirés de ses romans. Il s'est lancé dans l'écriture d'une histoire originale pour une bande dessinée en trois volumes, La Malediction De Zener, dessinée par Philippe Adamov. Il s'agit du prologue du roman Le Concile de Pierre. Il sort Miserere en 2008 et La forêt des Mânes le 2 septembre 2009 (fin de la trilogie du mal, après La Ligne noire et Le Serment des limbes). Selon l'auteur, il s'agit d'« une remontée vers le Mal primitif et préhistorique ». Le Passager, son dernier roman, sort en sept
“Parigi non è più la capitale della passeggiata estiva, il regno degli innamorati. Parigi è una rete, una trappola pronta a chiudersi sul predatore.”
L’oscurità su Parigi racconta di perdita di autocontrollo, con conseguenze pericolose dell’anteporre i piaceri fisici alla ragione. Grangé utilizza la comunità omosessuale parigina dei primi anni Ottanta come sfondo centrale della vicenda, in un periodo segnato dalla comparsa dei primi casi di AIDS. Il romanzo mostra un ambiente attraversato da paura, discriminazione e disinformazione, dove una malattia ancora poco compresa alimenta sospetti e tensioni sociali. La sofferenza delle vittime e il clima di emarginazione - nel 1982 erano da poco state abolite le leggi che in Francia mettevano fuori legge gli omosessuali- diventano così parte integrante dell’atmosfera cupa della narrazione. Questa tematica si aggancia perfettamente al thriller perché l’epidemia non è soltanto uno sfondo storico, ma contribuisce a costruire un senso costante di minaccia e incertezza. Grangé intreccia la paura reale della malattia con un’indagine criminale, creando un racconto in cui il pericolo è sia fisico sia psicologico. In questo modo, il romanzo unisce il ritmo e la suspense del thriller a una riflessione sulle paure collettive e sui pregiudizi di un’epoca.
Qualcuno potrebbe obiettare che le turpitudini descritte siano un pochino eccessive, io ho avuto l’impressione che l’eccesso verso il quale si spinge fosse solo lo specchio del pensiero dell’epoca nei confronti della comunità gay, e la nuova malattia una forma di punizione per il troppo libertinismo.
Non ho dato pieni voti per il finale aperto circa i omicidi cruenti che colpiscono due malati terminali di AIDS. Swift, ispettore della Criminale, sembra quasi debba tornare in nuove pagine ancora da scrivere (non fidatevi della sinossi che leggete in giro: il dottor Segur non viene accusato della morte dei suoi pazienti; è solo la figura che introduce la nuova e sconosciuta piaga, e lo sappiamo: per anni sconvolgerà il mondo)