Un romanzo nerissimo e spiazzante, ma anche un viaggio dantesco nelle voragini della psiche umana, il tutto condito da raffinata ironia e da un irresistibile humor graffiante.Se una turista inglese muore affogata in un metro scarso d’acqua, davanti a qualche centinaio di bagnanti, senza alzare nemmeno uno spruzzo, si tratta di omicidio? Stranamente è quello che sostiene il commissario Sensi, che per una volta sembra ansioso di seguire un’indagine, forse solo per dimenticare tutte le sue sfortune. Così, quando dopo la turista muore misteriosamente anche il suo compagno, i colleghi non si stupiscono davvero. Il commissario e i suoi uomini si trovano a inseguire la verità tra la Liguria, l’Inghilterra e la Sicilia, in un crescendo di colpi di scena tutt’altro che gradevoli. E mentre la sua vita assomiglia ogni giorno di più a quella di un poliziotto da film d’azione americano, Sensi di vita ne sogna un’altra, in cui il male, molto semplicemente, è lui.
E' il terzo libro della serie con protagonista il commissario Sensi e come i precedenti due mi è piaciuto molto. Ritenendomi una persona razionale, trovo un po' strano che qualcuno possa avere un demone "incastrato" dentro, ma al di là di questo piccolo dettaglio, il libro è avvincente e ben scritto e la lettura sempre piacevole.
E dopo essere sopravvissuto al tentativo di Sara Zaccaria, essere andato a Santo Domingo per riportare a casa le donna che tanto ama e che gli ha confermato il due di picche, e infine essersi infilato nel letto della Riu, è giunto il momento per un nuovo caso per il commissario Sensi. Ok c’è un micro spoiler ma non ho resistito, tifavo troppo per la coppia Sensi-Riu che quando ho letto le prima pagine c’è mancato poco che stappassi lo spumante. Ma prima di shippare la coppia che scoppia, parliamo del libro (poi torno a fare solo quell’attimo la pazza romantica). Un nuovo caso, niente satanisti per un po’ per il caro Sensi (se lo merita) anche se è tormentato dal suo passato e anche dagli strani sogni che lo tormentano. Devo ammettere che leggere un libro così pregno di storia, violenza e emozioni non è stata una passeggiata (anche se lo ho terminato in poco più di 24 ore!); i nuovi omicidi che si presentano al comando spezzino saranno molto più complessi e scateneranno una serie di eventi che coinvolgeranno il lettore in una nuova indagine. Confesso che la complessità del personaggio di Sensi e delle indagini si evolvono in ogni nuovo volume, la spensieratezza che trovavamo nel primo libro è un vago ricordo anche se persistono il tono ilare e sfacciato del protagonista anche se mi manca la leggerezza del primo libro. Parliamo (giuro di non dilungarmi troppo) della situazione Sensi-Riu. Ok è dal precedente volume che faccio il tifo per loro e ora boh, è quasi strano. Sensi non può diventare il fidanzato del cuore e la Riu non può uscire troppo dal suo personaggio (anche se lo sappiamo che ama alla follia quel folle commissario), questo mix di coerenza è davvero ben gestito, quindi niente “love love”, occhi a cuoricino e nemmeno uno sfondo con rose e occhioni che brillano tipo fari abbaglianti con tanto di effetto sbarluccicoso. Mi ha deluso? No. Era necessario? Sì, ve lo immaginate un Sensi monogamo e una Riu che si trasferisce nella sua mansarda? A questo punto tanto valeva mettere pure degli unicorni che saltellavano per La Spezia. In definitiva, c’è da chiederlo? Cinque stelle. E visto che il finale è aperto io mi aspetto altro su Sensi, sulla Riu, sulla consulenza di Levi che vorrei come libraio. L’autrice ha costruito personaggi reali, li pilota nelle sue storie con grande maestria e mi verrebbe solo da urlarle: “Prendi i miei soldi e dammi altro Sensi”. Non c’è migliore sballo di ciò che ha creato la Raule, il problema è che, come ogni droga, da dipendenza e io sto già andando in astinenza.
Susanna Raule conferma quanto messo in luce con il precedente Satanisti perbene: la capacità di mescolare il giallo all'italiana con una vena fantasy senza mai strafare. Sensi è un personaggio tratteggiato con grande maestria, allo stesso familiare e sfuggente; e anche il cast di comprimari cresce in spessore. Che dire? Ne voglio ancora (e non vedrei male Susanna Raule a scrivere Dylan Dog...)
Anocra un bel romanzo con protagonista il commissario Sensi. Questo misto di giallo, noir e fantasy si legge molto bene, anche per la vena ironica che permea tutto il romanzo. Una bella prova per l'autrice, che anche in presenza di argomenti non facili da gestire non perde mai la bussola e porta il testo ad una bella conclusione. Insomma Susanna Raule è sempre più una certezza di qualità.
Come sempre, Susanna Raule ha sfornato un'altra fantastica storia. Mi sono follemente innamorata dei suoi libri e dei suoi personaggi e spero che la saga del povero Commissario Sensi duri ancora per molto.
Non è chiaro se si tratta di racconti polizieschi, erotici, pornografici, horror, noir ... certamente esoterici. C'è uno stretto legame tra i vari episodi e con i libri successivi. La squadra è sempre la stessa anche se le dialettiche tra gli stessi cambiano nel tempo.
Ho un debole per il commissario Sensi, non posso evitarlo, mi piace tutto di lui, è amore a prima vista. Traspira ironia da tutti i pori, lui e anche la sua autrice. Quindi lo consiglio, questo e i due precedenti, tutti e tre a pari merito. E sto per leggere anche il quarto in ebook. Ora voglio la fiction, Susanna, ci vuole la fiction... bisogna iniziare subito a lavorarci!