Italia, IX secolo a.C. In una terra ostile, il prezzo che gli dèi chiedono per la sopravvivenza è molto alto: cinque bambini devono essere consacrati a Mamerte, il dio della guerra. Il loro destino è di fondare una nuova città in onore del dio. Ma il viaggio per arrivare alla terra promessa è lungo e insidioso e Sattias, che gli dèi hanno designato come nuovo re, sente sulle spalle il peso di una profezia che potrebbe significare la salvezza o la distruzione del suo popolo. Tra selve e villaggi, i sacrani dovranno confrontarsi con sé stessi e con il loro destino. Finché dal mare non arriverà un nemico in grado di minacciare ogni certezza e ogni promessa degli dèi...
Sulle tracce delle antiche primavere sacre, un romanzo che esplora la nascita di uno dei popoli più antichi d’Italia.
Un canto di dèi ed eroi è il primo volume della serie Un canto di ambra e sale, una trilogia di romanzi auto-conclusivi che ripercorrono la storia dei Piceni e di altri popoli italici.
Lessi il canto come beta reader nei tempi che furono, e ne rimasi subito affascinata. La prosa (già più che ottima, nonostante fosse ancora in fase di revisione) era talmente coinvolgente e lirica che è stata capace di farmi immergere completamente in un'epoca lontana, in modo convincente e appassionante. Un'epoca di cui avevo sempre sentito parlare en passant a scuola ma di cui a conti fatti ho sempre saputo poco. L'autrice ci regala una storia dietro cui vi è una ricerca immensa, piena di atmosfera e magia, e di cuore. I personaggi sono la definizione esatta di found family - letteralmente si scelgono a vicenda per cercare insieme un luogo da chiamare casa, e una terra su cui costruire il proprio avvenire, tra profezie nefaste, divinità elusive e natura selvaggia. La bellezza di quest'opera prima sta nella sua complessità accessibile, nella sua anima e nell'amore dell'autrice verso questi personaggi, i loro percorsi, e verso questo mondo - il nostro mondo, le nostre radici.
Concludo con ciò che l'autrice sa già: Herennia e Vedia nel 🖤.
Questo esordio di Cristina Luciani ha un bellissimo concept e il romanzo tiene fede alle promesse.
I personaggi sono la parte migliore: sono tutti ben delineati e ho voluto bene a tutti loro. Vedia è stato davvero speciale, forse perché tra tutti è quello più complesso. Sono contenta di come sono finiti i loro archi.
La trama è chiara e lineare, segue in modo pedissequo il viaggio dell'eroe e, in realtà, non ci sono grandi sorprese. Io avrei apprezzato qualche "twist" in più, ma nel complesso fa il suo dovere.