Emilia Re, trentacinquenne milanese seguita da migliaia di fan per il suo canale YouTube dedicato al true crime, riceve un invito inatteso e irrifiutabile: una cena con delitto nella sontuosa villa ligure dalla celebre e controversa giallista Demetra De Novellis. Insieme a lei, un gruppo eterogeneo di sconosciuti: una coppia glamour, due anziane amiche ficcanaso, un fratello e una sorella gemelli molto riservati, un cameriere inesperto e Agnese, l’assistente personale della scrittrice, sull’orlo di una crisi di nervi. Quello che comincia come un gioco diventa presto qualcosa di ben più pericoloso: Demetra ha disseminato indizi criptici sul passato di ciascun commensale. La tensione cresce, complice un violento temporale, e, nel buio di un improvviso blackout, la padrona di casa viene assassinata. Tra lo sgomento generale, Agnese rivela un segreto sconvolgente: Demetra le aveva confessato che a quella tavola sedevano tutti assassini, eccetto due. La serata si trasforma così in un’indagine serrata e claustrofobica in cui ogni ospite ha qualcosa da nascondere e tutti sono sospettati.
2.5⭐️ L’idea in sé è interessante, ma il sistema alla base della risoluzione del caso confonde molto (perlomeno ha confuso me): i personaggi praticamente raddoppiano nel momento in cui inizia il gioco, e diventa difficile per il lettore stare dietro a ogni nome, a ogni indizio e a quale dei personaggi nomi e indizi sono collegati. Il narratore onnisciente – che però si focalizza praticamente solo su Emilia – omette dettagli importanti, perciò al lettore non è data la possibilità di risolvere il mistero con gli stessi strumenti che invece sono a disposizione di Emilia. Di conseguenza ci si muove un po’ per tentativi, un po’ per sensazioni. In generale non sono particolarmente soddisfatta.
Otto commensali. Una cena con delitto. Otto segreti da nascondere. E quando la finzione lascia spazio alla realtà, tutti diventano sospettati.
Troppi assassini per una cena è un giallo classico, costruito con grande intelligenza, che mi ha ricordato le atmosfere di Dieci piccoli indiani: un gruppo ristretto di persone, segreti che emergono poco alla volta e una tensione che cresce pagina dopo pagina. Con meno omicidi, certo… ma con la stessa voglia di scoprire la verità. 😅
La scrittura è elegante, coinvolgente e molto scorrevole. La trama è solida, ben orchestrata e ricca di colpi di scena capaci di rimettere continuamente in discussione ogni certezza. I personaggi sono ben caratterizzati e ogni tassello trova il proprio posto fino al finale.
Un mystery che tiene alta la curiosità dall’inizio alla fine e che consiglio a chi ama i gialli deduttivi, le atmosfere alla Agatha Christie e le storie in cui tutti hanno qualcosa da nascondere. 🖤
Non so se mi sia piaciuto fino in fondo, né quante stelle dargli.
Avrei forse preferito che la storia fosse raccontata dal punto di vista di Emilia, anziché attraverso un narratore onnisciente.
All’inizio ho fatto un po’ fatica a ricordare tutti i nomi e i vari indizi, soprattutto quando prende il via il gioco. Questo ha reso la lettura un po’ macchinosa e meno coinvolgente.
La parte che ho apprezzato di più è stata sicuramente il finale, con la spiegazione della risoluzione del caso, che mi ha coinvolta molto più dell’inizio del romanzo.
Un’altra cosa che mi ha lasciata perplessa sono alcune incongruenze nel testo: in un punto viene detto qualcosa su un personaggio e, nella pagina successiva, viene affermato l’esatto opposto. Inoltre verso le ultime pagine, la stessa frase viene ripetuta due volte senza che ci sia un motivo evidente.
Alla fine non so dire se mi sia davvero piaciuto. Posso però dire che non mi è dispiaciuto.
Ok, I always have the issue, with murder mysteries, of keeping the characters straight. I was proud of myself for keeping them straight in this novel (and the author did a good job of portraying them), but then the murder mystery "personas" started taking over, and criss-crossing back and forth, and it became way too much. I bookmarked the page with each person's character, but it was still a lot. I'm guessing that was part of the point.
Otherwise it was good, with twists and turns I didn't really expect, although some of them seemed a bit stretched (and we still use "cenci" here in Tuscany!)
Giallo leggero e divertente che riesce a mescolare mistero, ironia e una buona dose di colpi di scena. Fin dalle prime pagine l'autrice costruisce una trama coinvolgente in cui ogni personaggio sembra nascondere qualcosa e ogni indizio è ambiguo. Carina la scelta dell'ambientazione, anche se potrebbe sembrare scontata, cena con delitto figurato che diventa cena con delitti reali. Il ritmo è scorrevole e tiene altra la curiosità. I personaggi sono ben definiti e stranamente amalgamati tra di loro.
Lettura che ti tiene incollata alle ultime pagine con il fiato sospeso.. un climax continuo che ti travolge, facendoti divorare le pagine del libro! Super consigliato