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Dopo il successo de La regola dell’ortica, la grafologa forense Nunzia Scalzo torna con la sua formidabile protagonista Bea Navarra per portarci nuovamente nel lato più oscuro della sua Sicilia, sempre in agguato come il ragno nella tela.

“Questa famiglia raggiungerà la pace e la serenità solo quando il diavolo sarà schiacciato. Non fidarti di chi ti è più vicino, non è mai quello che sembra.” A trovare il sinistro messaggio nascosto dietro un quadro è la baronessa Giacinta Luce Di Gregorio. Nell'isolamento della sua villa immersa tra le colline di Caltagirone, la donna sta cercando di superare una serie di lutti che l'hanno colpita di recente, e adesso ecco queste parole velenose. Chi le ha scritte? Chi è il diavolo da eliminare? E cosa significa la sequenza alfanumerica in greco antico che le accompagna? È una minaccia travestita da maledizione? Per venirne a capo, la baronessa si rivolge a Bea Navarra, grafologa forense abituata a leggere la verità nelle tracce lasciate dalla scrittura. Ma l'analisi delle lettere e dei numeri dietro il quadro, e dell'inchiostro molto particolare usato per tracciarli, non basta: bisogna ricostruire l'albero genealogico della baronessa partendo proprio dalle scritture dei suoi membri perché “la carta non dimentica”. Giacinta però sembra restia a concedere documenti e informazioni. Insieme all'amico giornalista Domenico Grimaldi, a Erina, l'amica affilata e irresistibile, e grazie a una dritta di suo figlio Teo, studioso di astrofisica e buon conoscitore del deep web, Bea finisce per trovarsi al centro di una rete di menzogne che intreccia passato e presente, sangue e denaro, amore e vendetta. Analizzando ogni grafia, ogni firma, ogni carta, Bea cerca di ricostruire una sorta di mappa familiare fatta di testamenti falsi, morti sospette e segreti troppo a lungo custoditi.

265 pages, Kindle Edition

First published June 30, 2026

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Nunzia Scalzo

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Author 2 books4 followers
July 24, 2026
A distanza di un anno torno a leggere i romanzi di Nunzia Scalzo, che mi aveva positivamente convinto al suo esordio con La regola dell'ortica. Come ho già detto, l'autrice costruisce un personaggio e un giallo in cui non ci sono sparatorie, colluttazioni o inseguimenti. È tutto fondato sull'interpretazione e sullo studio della scrittura e della grafia. Nunzia Scalzo ha inaugurato un genere nuovo, una strada destinata a diventare sempre più interessante. È un Poirot, è uno Sherlock Holmes applicato alla grafia, alla grafologia: una scienza che per gli scettici potrebbe sembrare qualcosa di esoterico o strano, ma che in realtà è una vera scienza. E Bea Navarra ne è la portavoce, perché studia e analizza, in modo scientifico e metodico, ciò che si nasconde dietro una scrittura.

Questo giallo, costruito sulla ricerca e sulla comprensione di una frase scritta sul retro di un quadro — a seguito di una richiesta d'aiuto da parte della baronessa Giacinta Luce Di Gregorio —, apre la strada a una storia fatta di omicidi, suicidi, tradimenti, ricatti e soprusi, in cui la famiglia della nobildonna si rivelerà criminale. La stessa baronessa nasconde segreti e un passato molto oscuro e drammatico. Per far luce sul caso, Bea Navarra può contare sul suo amico giornalista Domenico e sull'amica Erina, preziosi per studiare e capire cosa si celi dietro quella calligrafia.

È un romanzo che si legge con una certa facilità, in cui i colpi di scena non mancano. Si tratta di un giallo atipico, ma che ha tutti i presupposti per diventare, ancora una volta, una lettura di riferimento per l'estate, splendidamente ambientata a Catania. Dopo i romanzi di Cristina Cassar Scalia, ancora una volta Catania è protagonista, e per chi ama la Sicilia e per chi, come il sottoscritto, è catanese, questo è ovviamente un valore aggiunto.

Il finale, forse, resta un po' meno convincente — non dico deludente, ma un po' forzato rispetto all'impianto grafologico che regge il resto del libro — dopo uno sviluppo comunque coerente. È un finale, passatemi il termine, "alla Rain Man", in cui la soluzione del caso passa per una telefonata tra Bea ed Elena, la nipote autistica: solo in quel momento Bea coglie il senso di un disegno che la ragazza le aveva donato in precedenza, e che si rivela lo snodo decisivo. Una soluzione che, per quanto emotivamente efficace, stona un po' con il metodo scientifico e deduttivo che fino a quel punto aveva guidato l'indagine.

Ma nel complesso, Il ragno nella tela si conferma un romanzo veramente interessante, che colloca Nunzia Scalzo tra le autrici da tenere d'occhio. E Bea Navarra è già un personaggio letterario forte: chissà che domani non diventi un volto per una serie televisiva o cinematografica.
Profile Image for Agata.
28 reviews
August 10, 2026
Rispetto al primo, questo secondo volume mi è sembrato più contorto e articolato nella trama, tra messaggi enigmatici, segreti di famiglia e risvolti inaspettati. Nel complesso, però, si conferma una bella lettura: scorrevole, avvincente e con un utilizzo della grafologia forense sempre originale e stimolante.
Il finale e la struttura della storia promettono decisamente bene per il futuro del personaggio. Se ci sarà un terzo capitolo, lo leggerò sicuramente! Consigliato a chi ha amato il primo libro e a chi cerca un giallo italiano fuori dai soliti schemi.
Profile Image for Laura M.
27 reviews
August 17, 2026
L’ho trovato a tratti prolisso (certe volte mi perdevo) ma si tira su con il plot twist finale.
3 reviews
August 22, 2026
Potrebbe costituire la sceneggiatura di una interessante serie tv crime.
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