Non sono in pochi a ritenere, come Manganelli, che Singer raggiunga la perfezione nella forma breve, e questo volume ne offre un’abbagliante conferma. Difficilmente, infatti, potremo dimenticare i personaggi immensi che popolano la «gigantesca mitologia» da lui narrata nel suo yiddish natale, una lingua dotata di un’efficacia e di una freschezza che fanno pensare a quella dei Zlateh la Cosacca, l’ultima delle spose del terribile Ammazzamogli; gli struggenti «piccoli calzolai» che ricreeranno in America la gioia semplice dello shtetl; il giovane diavolo che si apposta nello specchio di una donna sposata e la seduce pur essendo «nero come la pece, lungo come una pertica, con orecchie d’asino, corna d’ariete, bocca di rana e barba di capro»; Maclat, figlia di Naamah, «la diavolessa che insegna ai giovani demoni le vie della corruzione»; e soprattutto lui, Gimpel, il candido, adorabile credulone che Jerome Charyn ha definito «un fratello comico dell’uomo del sottosuolo di Dostoevskij».
Isaac Bashevis Singer was a Polish American author of Jewish descent, noted for his short stories. He was one of the leading figures in the Yiddish literary movement, and received the Nobel Prize in Literature in 1978. His memoir, "A Day Of Pleasure: Stories of a Boy Growing Up in Warsaw", won the U.S. National Book Award in Children's Literature in 1970, while his collection "A Crown of Feathers and Other Stories" won the U.S. National Book Award in Fiction in 1974.