Milano, 1820. La marchesina Tosca è costretta a pagare i debiti di famiglia nel solo modo possibile per una donna: il matrimonio con un buon partito. Suo futuro sposo è il commissario Pallavicino, nemico giurato di ribelli e rivoluzionari. Tosca è decisa a far funzionare l’unione e studia con cura il Manuale della giovane sposa, ma qualcosa va storto. Perché, tra preghiere e consigli, quel libro nasconde stregherie di ogni tipo, che le fanno involontariamente salvare dal patibolo il criminale più famigerato del regno. Lisander, il criminale rivoluzionario in questione, non si lascia sfuggire l’occasione di scampare alla morte: rapisce Tosca e si assicura la fuga. Tuttavia attingere al potere di un grimorio magico ha delle conseguenze, e ora i due sono legati da una maledizione che minaccia di consumarli, se non trovano una soluzione insieme. Tra eventi mondani, incontri clandestini, improbabili congreghe e una crescente attrazione proibita, Tosca si avventura su un sentiero per niente adatto alle giovinette perbene. Ma su una donna ribelle incombono minacce ben più grandi di una maledizione mortale…
Sara Simoni è nata in Trentino-Alto Adige nel 1992 e vive da sempre in Lombardia. Si è laureata con lode in Scienze dell’Antichità presso l’Università degli Studi di Milano e in Scienze e Tecniche della Comunicazione presso l’Università degli Studi dell’Insubria. Dal 2010 al 2015 ha frequentato i corsi di scrittura creativa di Raul Montanari a Milano. Ha pubblicato il primo romanzo, “Angeli artificiali”, nel 2010 per i tipi di Macchione editore (Varese), mentre nel 2014 è uscito per Giunti editore l’ebook “L’innocenza del serpente”, entrambi di genere noir. Ha ottenuto diversi riconoscimenti letterari. Tra questi, nel 2011 e nel 2014 è stata tra i semifinalisti del Premio Campiello Giovani, nel 2014 ha vinto il Premio Chiara Giovani e nel 2015 e nel 2016 si è classificata terza al concorso di narrativa fantastica Pagine Folk. Alcuni suoi racconti si possono leggere in riviste e antologie: nel 2015 il suo racconto “Mal di stelle” è stato pubblicato sulla celebre rivista Linus, per Baldini&Castoldi. Benché si sia dedicata spesso ad altri generi, la letteratura fantasy è il suo primo amore. E, come si suol dire, il primo amore non si scorda mai.
L'easter egg finale da "La mesmerista" mi ha fatta urlare, non lo negherò. 🥹
Partirò col dire che, secondo me, questo libro è stato pubblicizzato male e questo mi ha creato delle aspettative sbagliate. Al tempo stesso, non sono stati pubblicizzati abbastanza i punti di forza di questa storia, tra i quali la crescita dei protagonisti.
Posso dire che mi è piaciuto molto e mi ha dato una sensazione di girl power che non sentivo da tempo. Tosca è un'eroina vera, umana e la sua crescita mi ha commossa. Sull'amore per Lisander non spenderò molte parole: ho un debole per i criminali ricercati dai tempi di Flynn Rider. La storia è strutturata benissimo, ma non avevo dubbi, conoscendo Sara Simoni. Se proprio devo trovare una pecca, è che avrei voluto sapere di più sulla stregoneria, conoscere tutte le regole e leggere più descrizioni di rituali. Forse, avrei voluto che questa storia si estendesse per almeno due volumi, così da avere tanti altri dettagli e approfondimenti.
In ogni caso, consigliato se vi piace il genere 🌹
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Manuale di magia oscura per giovani spose è stato il primo libro che ho letto di Sara Simoni ed è stata una bellissima scoperta! Una lettura piacevole, che mi ha tenuto compagnia da metà maggio fino a quasi fine giugno. L’ho letto lentamente, godendomi ogni capitolo, affezionandomi ai suoi personaggi e incuriosendomi sempre di più su come sarebbe andata a finire la storia che ci racconta.
Tosca è una giovane donna di famiglia nobile, ma piena di debiti e, di conseguenza, sull’orlo della disgrazia. Debiti del padre, ma per i quali si ritrova a dover pagare lei, sposando un uomo importante e salvando così la propria famiglia dalla bancarotta. Nonostante questo non sia esattamente quello che il suo animo desidera, come ogni donna del 1800, è cresciuta con determinati insegnamenti: l’unico sogno che una donna può avere e che alla fine la farà sentire appagata nella vita è quello di sposarsi e diventare una buona moglie e madre. E Tosca, essendo una signorina ben educata e sempre obbediente, pensa davvero di volerlo e che il sacrificio che è costretta a fare sia un dovere nei confronti della famiglia che ama e che sposarsi con quell’uomo sia un onore. Qualcosa però dentro di lei inizia a smuoversi, bramando quella libertà a cui a breve, dopo il matrimonio, dovrà rinunciare completamente. Tosca cerca in ogni modo di autoconvincersi che tutta quella situazione le vada bene, tanto da arrivare a comprare a una bancarella al mercato un vecchio libricino dal titolo “Manuale della giovane sposa” sperando potrà esserle d’aiuto a diventare una moglie perfetta. Sotto la facciata innocente di un manuale però, si nasconde qualcosa di ben più potente e pericoloso. Il personaggio di Tosca mi è piaciuto molto, così come la crescita che ha avuto nel corso della storia. Se all’inizio è solo un’ingenua ragazza di vent’anni amante dei libri, passiva e il cui unico desiderio è fare il proprio dovere e compiacere il padre, la zia e il suo futuro sposo, andando avanti la si vede cambiare, rischiare, prendendo in mano le redini della propria vita e riappropriandosene. Alla fine del libro troviamo una Tosca completamente diversa, più forte e decisamente più libera.
Lisander è invece l’opposto di Tosca. Un giovane uomo sempre sui vent’anni, con un passato difficile e un odio smisurato per l’Impero austriaco che durante quegli anni occupava l’Italia. Dopo la morte dei genitori, si unisce ai Federati, volendo fare qualcosa di concreto per cambiare le sorti del Paese e ottenere anche la sua vendetta personale. Lisander non ha più nulla da perdere, così diventa un criminale ricercato, facendo di tutto per intralciare i piani degli austriaci e ritrovandosi così, per una sfortunata serie di eventi, sul patibolo, prossimo ad essere impiccato. E qui conosce per la prima volta Tosca, in prima fila per assistere alla sua esecuzione, su invito del commissario Pallavicino in persona, suo nemico e futuro sposo della ragazza. Anche il personaggio di Lisander mi è piaciuto molto. Anche se in maniera differente, anche lui ha avuto una crescita personale, trovando anche qualcosa, anzi, qualcuno per cui valesse la pena rimanere in vita.
I due si ritrovano inevitabilmente legati l’uno all’altra da una maledizione causata dall’apparentemente innocuo “Manuale della giovane sposa” che Tosca aveva acquistato in precedenza. Il Manuale è infatti segretamente un grimorio di stregoneria e la giovane involontariamente attinge al suo potere, condividendolo con lui per caso le conseguenze derivanti da esso. Tosca e Lisander si ritrovano così, riluttanti, a dover collaborare per rompere questa maledizione che minaccia di mettere fine alle loro vite e devono fare in fretta. Le dinamiche tra loro mi sono piaciute, due persone così diverse costrette a conoscersi, collaborare, imparare a fidarsi dell’altro, anche se con difficoltà, fino a pian piano affezionarsi e rendersi conto che alla fine quel legame forzato non è poi stato tanto male, dando loro la forza di cambiare per il meglio e facendoli trovare.
Per quanto riguarda la parte magica della storia, devo dire che mi aspettavo di vedere più incantesimi, più approfondimento. Per la maggior parte del libro ho avuto l’impressione di leggere più un semplice romanzo storico in cui ogni tanto appariva qualche tocco di stregoneria. Insomma, me lo aspettavo più witchy, con più streghe e più incantesimi, con una congrega vera e propria. In questo libro la magia, a causa della maledizione, è percepita come un qualcosa di negativo, che assorbe la vita di chi la usa senza sapere davvero come fare, quindi giustamente non viene utilizzata poi così tanto o i personaggi ne avrebbero dovuto pagare il prezzo troppo presto. Inoltre, con la scomparsa del grimorio, il tipo di incantesimi utilizzati è limitato a uno soltanto, usato solo nei momenti di estrema necessità. Nonostante questo, rimane una lettura che mi è piaciuta moltissimo e, nei capitoli finali, è stato interessante scoprire di più a riguardo insieme a Tosca e apprendere come fare per non lasciarsi consumare, come va davvero usata e le vere origini del Manuale della giovane sposa.
Anche la scrittura di Sara Simoni mi è piaciuta, l’ho trovata scorrevole e gradevole da leggere. In più il fatto che i capitoli non fossero troppo lunghi ha reso ancora più facile la lettura per me che ho l’attenzione che va a viene. I capitoli brevi sono una cosa che apprezzo sempre molto.
Insomma, è un libro che secondo me merita di essere letto, perché la storia (per quanto meno witchy nel senso tradizionale del termine di quanto mi fossi immaginata, ma è solo colpa delle mie stesse aspettative) è davvero bella e con dei bei personaggi, a cui sicuramente vi affezionerete. Ho in libreria anche “Segreti che sussurriamo alle ombre” e dopo aver letto questo non vedo l’ora di immergermi anche nella sua storia, ma probabilmente se ne parlerà questo autunno!
“Forse era così che in tempi moderni e civilizzati si mettevano a tacere le streghe, le donne scomode e non addomesticate. Non più con il fuoco, ma con un anello che pesava più di una catena.” - AAAAAAAAAAAAAAA Sara Simoni l’autrice che sei. Io mi sono completamente innamorata della scrittura di questa donna; è così particolare e poetica, è una di quelle scritture che è proprio bello leggere. Ho amato questa storia tantissimo, mi ha coinvolto totalmente. Non riuscivo a staccarmi dalle pagine, avevo la necessità quasi fisica di scoprire il continuo e devo dire che mi ha soddisfatto appieno. Non so cosa ci mette ogni volta in queste pagine, sembra droga, io mi sento ossessionata. In questo libro vengono trattati dei temi importantissimi con estrema grazia: emancipazione, amicizia, amore. Ho adorato l’evoluzione di Tosca, tra le pagina la si vede crescere e conquistare la sua libertà in un modo bellissimo. Scrivere di donne, soprattutto intrecciarle alla stregoneria, non è mai facile; Sara Simoni ci è riuscita alla perfezione. Mi è piaciuta proprio la trama in se, mi ha appassionato completamente e ho apprezzato tantissimo come la storia d’amore non abbia offuscato tutto il resto ma anzi, sia stata parte integrante. L’unica piccolezza è che forse avrei preferito un po’ più di attenzione nell’innamoramento di Tosca e Lisander (Lisander cosa sei ti amo), perché sul finale mi è parsa un pizzichino affrettata. Ma li ho amati lo stesso tantissimo, mi sono innamorata della loro dolcezza. Il fatto che lui la chiami “la mia principessina” letteralmente da pagina 2 mi ha fatto urlare molto. Tutti i personaggi sono estremamente caratterizzati e in un modo o nell’altro lasciano tutti il segno. GALATEA E ZINA>>>>>>>> io le amo tantissimo, sono così preziose 😭😭 la loro dinamica è stata così divertente. Zina è un personaggio stupendo, un’ulteriore rappresentazione che mi ha fatto estrema tenerezza. Galatea è semplicemente una forza della natura. Un’amicizia a dir poco meravigliosa. Per non parlare di Arabella poi, 10/10. Questo libro parla della forza femminile e io non posso fare altro se non amarlo totalmente.
“Credo che sia solo una scusa. Forse sei talmente abituata a costruirti intorno la tua gabbia di regole e buona educazione che provare a volare via, libera, ti fa paura. È più rassicurante diventare la moglie di Pallavicino, perché almeno quelle sbarre attorno ti saranno familiari.”
Tramite una delle bellissime edizioni de Il Castoro OFF, Sara ha portato in libreria un altro capolavoro! “Manuale di magia oscura per giovani spose” è un romantasy che dosa sapientemente storia e femminismo, in un viaggio alla ricerca della consapevolezza di sé e della propria libertà. Con uno stile che riesce magicamente ad abbattere le barriere tra personaggi e lettori, una nuova avventura vi aspetta nella Milano del 1820.
Esiste un libro di Sara che deluda? Io ancora non l’ho trovato. Non solo per la scrittura fluida e accattivante che ti incolla alle pagine finché non hai divorato l’intero libro, ma anche e soprattutto per la forte caratterizzazione dei personaggi. Sempre originali, tridimensionali e diversi, nonostante il comune denominatore degli affetti familiari e della magia che si intreccia con la storia (cosa che non svetterà mai di affascinarmi!). Questo romanzo ha la capacità, attraverso il fantasy, di immergere nel folklore a tratti cupo e di parlare dell’identità femminile. Nonostante la sua sottomissione, Tosca non è una ragazza indifesa, non ha bisogno di essere salvata, ma deve scoprire soltanto chi è realmente. Lo stratagemma della magia, il richiamo a un passato oscuro di donne bruciate sul rogo per il solo dubbio che praticassero stregoneria e le gabbie dorate della società aristocratica, nutrono la vera Tosca; la spingono alla luce, a scoprire chi lei sia e cosa voglia. L’incontro con Lisander le offre l’occasione di infrangere le regole e di immergersi nel passato del farabutto. Un’emozione, un errore e un grimorio che si attiva aprono la strada a una fitta rete di maledizioni e storie, tra società segrete e palazzi reali.
“Manuale di magia oscura per giovani spose” si è rivelato essere come l’oggetto magico che muove i fili: un racconto fantastico che al suo interno cela un forte storia di emancipazione, in un contesto che preannuncia i grandi tumulti del Risorgimento!
*Questo libro può essere letto da solo, ma potrebbe aprire ad altre storie, possibili donne e streghe potenti che hanno lasciato una traccia nel grimorio… non vedo l’ora di scoprire di più sulla società delle Giardiniere! Consigliato a chi cerca atmosfere alla Bridgerton con un tocco di oscurità delle streghe. Consigliato per lettori di enemies to lovers in stile Rapunzel!
Tre stelle perché la trama dal mio punto di vista ha un potenziale enorme ma è stata sviluppata poco…andamento per me lento e con “tempi morti” che potevano essere sostituiti da un approfondimento, appunto, della trama! Piacevole la scrittura, non il solito enemies to lovers scontato.
Manuale di magia oscura per giovani spose è un fantasy romance con doppio pov di Sara Simoni, pubblicato da Il Castoro Off. Milano, 1820: la marchesina Tosca Castiglioni sta per conoscere il suo promesso sposo, mai visto prima, il commissario Jacopo Pallavicino. Il loro è un matrimonio d’interesse, la famiglia di lei ha bisogno di denaro per saldare i debiti, mentre lui ha bisogno delle terre e del titolo per avere maggiore prestigio alla corte imperiale.
Il luogo del primo appuntamento è particolare: i due infatti devono incontrarsi nella piazza dove avverrà l’esecuzione di un prigioniero, di un traditore della patria, Lisander Moro. Tosca ha con sè un libro, che spera possa darle conforto e suggerimenti sull’essere una buona sposa. Sa che il suo sacrificio è importante per la famiglia e il Manuale per giovani spose sembra essere proprio indicato. Quando Tosca vedere Lisander, il prigioniero, che deve essere impiccato inizia a pregare su una pagina del libro, sperando di non dover assistere davvero alla sua condanna a morte. Quello che non si aspetta Tosca è che dalla preghiera su quel libro verranno messe in moto tutta una serie di avvenimenti che la porteranno a cambiare totalmente: il manuale che ha in mano infatti è in realtà un manuale di magia appartenuto ad una delle ultime streghe di Milano, morta duecento anni prima. Tosca ha inavvertitamente fatto un incantesimo che l’ha legata inesorabilmente a Lisander.
Lisander si trova all’improvviso senza corda attorno al collo, perché sbriciolatasi nelle sue mani, riesce a fuggire e porta con sé proprio Tosca, consapevole che è grazie a lei se è libero. Peccato che l’incanto ha lasciato una traccia dolorosa su entrambi: una rosa nera è spuntata sul petto a lui e sulla mano a lei e più passa il tempo più sembra una maledizione che li consumerà fino alla morte.
Dopo il rapimento dell’uomo Tosca vuole solo tornare a casa sua e scoprire che le è successo: così i due, nemici per ceto sociale e per convinzioni, si separano, per rivedersi il giorno dopo al mercato, alla mercè di una donna con poteri da veggente. Tosca e Lisander devono capire come fare a liberarsi del maleficio: sembra che la maledizione possa esaurirsi solo nel momento in cui tutti i libri appartenuti alla strega originaria verranno riconsegnati evocando la sua biblioteca. Ma la magia ha un prezzo e sembra che anche qualche altra donna sia stata toccata dalla magia e porti i segni della maledizione.
Inizia così una collaborazione forzata tra Tosca e Lisander, per riuscire a salvarsi prima che il sortilegio li consumi, mentre Tosca si prepara alla festa di fidanzamento con Jacopo, un uomo con cui non vorrebbe avere nulla a che fare e Lisander cerca vendetta per l’uccisione della sua famiglia ad opera degli imperiali di Pallavicino.
Manuale di magia oscura per giovani spose è un romanzo molto attivo, con tanti colpi di scena che si susseguono in una Milano in cui società segrete e rivoluzionarie cercano la lotta contro l’Impero. Il contesto storico è molto importante, così come la figura della donna, la magia e la libertà. Tosca pur essendo maledetta si sente finalmente libera di decidere, anche se sa che ha delle responsabilità e che non sarà semplice nascondersi e riuscire nel suo intento. Il romanzo scorre bene, la lettura fa sì che il lettore aspetti che l’iniziale chimica e odio dei due protagonisti diventi qualcosa in più, mentre i misteri della magia vengono pian piano a galla.
SCHEDA DEL LIBRO
Editore: Il Castoro off Pagine: 409 Prezzo: 24,00€ Voto: 8/10
Ho letto due libri scritti da Sara Simoni: il primo e l’ultimo. Perché? Non ne ho idea; perché sono cretina probabilmente. Il primo ha anche un sequel, che ho comprato, ma non ancora letto.
Lasciando da parte le mie problematiche organizzative e mentali, passiamo a parlare di questo libro.
Si tratta di un Romantasy ambientato nella Milano di inzio ‘800 e i protagonisti sono Tosca, marchesina in bancarotta costretta a fidanzarsi con il commissario Pallavicino per saldare i debiti di famiglia, e Lisander, criminale condannato alla forca, che scampa alla morte per un incantesimo lanciato inavvertitamente da Tosca, che si trova legata quindi a lui con una maledizione che grava sul libro utilizzato.
L’idea è bella, l’ambientazione anche, il fatto che i due protagonisti abbiano i punti di vista in terza persona pure... e ovviamente c’è un ma. Anzi, qualche ma.
Per prima cosa, i nomignoli con cui i due si riferiscono l’una all’altro. C’erano nel primo libro pubblicato da Simoni e, visto che sono passati un po’ di anni, speravo davvero che non ci fossero più. Invece no, sembra che non se ne possa fare a meno. Io li trovo sempre una forzatura, che nella realtà nessuno userebbe. Va beh.
Un po’ più approfondimento sul passato dei protagonisti (che è solo accennato, per darci un’idea del perché siano arrivati a quel punto) e un po’ meno seghe mentali che tendono a ripetersi avrebbe sicuramente giovato al libro. Anche la magia avrebbe potuto essere descritta un po’ di più, considerato il titolo del libro stesso.
Mi hanno convinto poco i personaggi secondari di Galatea e Zina, più che altro perché la dinamica di sorellanza che instaurano con la protagonista sembra avere basi un po’ poco solide, visti i loro caratteri, soprattutto quello di Galatea. OK l’ostilità iniziale, ma mi pare si passi da quella ad “amiche per la vita” senza dei passaggi intermedi. Interessante invece il villain Jacopo Pallavicino, però anche su di lui e sulla sua scalata nei ranghi dell’Impero si sarebbe potuto dire di più.
La storia è molto diversa da quello che mi ero immaginata e forse avrebbe avuto bisogno di svilupparsi in una dilogia (dove avrebbe trovato spazio anche l’approfondimento dei personaggi principali), perché sembra un po’ affrettata e con sbalzi in avanti troppo repentini.
E allora perché quattro stelle, dopo questa valanga di critiche?
Perché mi è piaciuto moltissimo il climax della storia, la parte finale e anche la spiegazione della maledizione, e perché nonostante tutte le pecche mi sono bevuta il libro in due giorni, non riuscivo a staccarmi e stavo continuamente col fiato sospeso per i protagonisti. Mi sono affezionata a loro e, pur sapendo che le dinamiche di questo genere di libro prevedono sempre il lieto fine, ero costantemente in ansia quando finivano nei guai.
Come ho detto all’inizio, ho letto due libri dell’autrice e, in entrambi i casi, alla fine, mi sono convinta a dare una stella in più di quanto meritasse.
Forse Sara Simoni ha un libro che si intitola Manuale per le Giovani Scrittrici ed è in realtà un grimorio perduto.
Manuale di magia oscura per giovani spose è stata una lettura che mi ha conquistata per molti motivi, ma soprattutto perché riesce a raccontare una storia romantica e fantastica senza mai rinunciare alla profondità dei suoi personaggi e dei temi che affronta.
Ambientato nella Milano del 1820, il romanzo utilizza il realismo magico per costruire una trama coinvolgente, ma dietro la magia e le maledizioni si nasconde una riflessione molto più ampia sulla condizione femminile dell'epoca. Attraverso Tosca, Sara Simoni mostra quanto fossero limitate le possibilità di una donna e quanto spesso il suo valore fosse legato esclusivamente al matrimonio e ai doveri imposti dalla società. È uno di quegli aspetti che spingono a riflettere anche una volta terminata la lettura.
Uno degli elementi che ho apprezzato di più è la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto per quanto riguarda il concetto di bene e male. Il libro pone implicitamente una domanda interessante: quando una persona diventa davvero cattiva? Lisander compie azioni discutibili e spesso violente, ma la sua storia dimostra come le ferite, le ingiustizie e ciò che si subisce possano influenzare profondamente le proprie scelte. Non l'ho mai percepito come un uomo malvagio nel senso più puro del termine. Al contrario, altri personaggi incarnano una cattiveria molto più consapevole e radicata, creando un contrasto che rende la narrazione ancora più interessante.
La storia riesce anche a sorprendere più volte senza affidarsi a espedienti forzati. Alcuni sviluppi della relazione tra i protagonisti risultano meno scontati di quanto ci si potrebbe aspettare da un romanzo ambientato in quel periodo storico e diversi colpi di scena sono costruiti con grande intelligenza. Ho apprezzato in particolare il modo in cui l'autrice gioca con le aspettative del lettore, portandolo a mettere in discussione ciò che crede di sapere.
Il percorso dei protagonisti è probabilmente l'aspetto che mi ha emozionata di più. Da una parte troviamo una giovane donna che, pagina dopo pagina, scopre una nuova versione di sé stessa, più libera, consapevole e coraggiosa. Dall'altra c'è un uomo costretto a confrontarsi con le conseguenze delle proprie scelte e con tutto ciò che è disposto a perdere. È una crescita che non procede mai in modo artificiale e che conduce a un finale estremamente soddisfacente, capace di dare a entrambi ciò di cui hanno davvero bisogno per ricominciare.
Lo stile di scrittura è semplicemente magnifico. La narrazione in terza persona è sempre chiara, scorrevole e mai confusionaria. La prosa di Sara Simoni è elegante, evocativa e ricca di immagini memorabili. Anche il worldbuilding è costruito con grande cura: il realismo magico si intreccia perfettamente con il contesto storico, creando un'atmosfera affascinante e credibile.
Tra le tante frasi che mi porterò dietro dopo questa lettura ci sono: «Me lo ripetono da quando ero bambina, che sono diversa. È solo che non ho mai capito da chi» e «Adesso sapeva fin troppo bene che era dei vivi che bisognava aver paura, non certo dei morti». Due citazioni che, a mio parere, racchiudono perfettamente l'anima del romanzo.
In conclusione, Manuale di magia oscura per giovani spose è una storia che parla di libertà, identità, amore, crescita e seconde possibilità. Un romanzo che intrattiene, emoziona e fa riflettere, con personaggi complessi e una scrittura davvero notevole. Una delle letture fantasy italiane più belle che mi sia capitato di leggere negli ultimi tempi.
Ho preso questo libro ispirata dalla storia e dalla bellissima copertina. Avevo timore di provare quella sensazione un po' cringe che accade quando una persona abituata a leggere fantasy in inglese passa all'italiano e invece Manuale di magia oscura per giovani spose mi ha piacevolmente sorpresa! Una lettura piacevole, scorrevole e avvincente ambientata a Milano. Il sistema magico è interessante e origianale con i fiori e la botanica che fanno da filo conduttore, questo dettaglio mi è piaciuto parecchio.
Le pecche? - la storia si firmata durante il regno austriaco, fa riferimento a federati vs impero ma non approfondisce più di tanto. Penso che aveva molto più potenziale come sotto trama politica - Lisander non ci viene snocciolato. L'autrice ci mette sotto il naso qualche informazione sul suo passato ma non ci viene mai detto che cosa succede. Penso che più approfondimento avrebbe reso il finale più ricco.
Non leggere oltre se non vuoi spoiler !!!
SPOILERINO 🚨 Il finale in cui Lisander se ne va, passano 3 anni nel capitolo dopo torna e tutto come prima è un po' frettoloso. Dato che il motivo del suo allontanarsi era legato a torvare una nuova ragione di vita per poi tornare mi aspettavo un palcoscenico per un sequel. Sicuramente lo avrei letto volentieri !
Una nuova hit dall’autrice di Segreti che sussurriamo alle ombre (abbreviato in questa recensione come Segreti), e sono contenta di dire che penso che abbia ascoltato il feedback ricevuto nelle recensioni del suo ultimo libro, perchè ha migliorato diversi problemi che avevo avuto con esso. Infatti, “Manuale di magia oscura per giovani spose” riceve una stella in più, mi è piaciuto molto! Non è ancora perfetto ma è sicuramente un ottimo libro.
La scrittura della Simoni è ottima: lo sapevo già perchè lo era anche in Segreti, ma ho la sensazione che qui sia ulteriormente migliorata: è molto scorrevole ma non è mai superficiale. Forse sono influenzata dal fatto che le mie due ultime letture di romanzi in italiano fossero scritte molto male, ma ho percepito la cura che l’autrice ha riposto nella scelta delle parole a creare sempre l’atmosfera più giusta per ogni scena. Inoltre, anche se succedeva già in Segreti, penso che l’autrice sia migliorata ulteriormente nella differenziazione dei linguaggi in base al personaggio: il libro è in terza persona, ma i pensieri e gli stati d’animo di Tosca e Lisander si rendono manifesti anche nel linguaggio utilizzato nei loro capitoli. L’unica cosa che forse avrebbe potuto rendere questa differenziazione ancora migliore potrebbe essere variare di più il lessico utilizzato, non solo lo stile: Lisander e Tosca hanno due background culturali molto diversi, e forse far utilizzare a Tosca un linguaggio più forbito rispetto a Lisander sarebbe stato interessante.
L’ambientazione era già buona in Segreti, ma qui è ancora migliore. Un altro aspetto in cui penso che l’autrice abbia ascoltato il feedback è l’importanza dell’ambientazione: rispetto a Segreti, il fatto che la città in cui si svolge la storia sia Milano è vitale per la storia, che non funzionerebbe se si svolgesse in un’altra città dell’Italia (mentre la trama di Segreti non dovrebbe essere cambiata per niente se si svolgesse in qualsiasi altra città).
Dato che stiamo parlando di feedback ascoltato, concludo questo argomento parlando del finale: il finale di Segreti fu la causa principale della mia decisione di dargli 3 stelle e non 4, è veramente atroce secondo me. Il finale di Manuale è decisamente meglio, ma non mi ha comunque fatto impazzire. Censurerò questa sezione perchè appunto parlo del finale, e soprattutto del capitolo di epilogo.
Per quanto riguarda la relazione tra Tosca e Lisander, si innamorano ancora un po’ troppo in fretta per i miei gusti, ma molto meno in fretta rispetto a Segreti, ma al contrario di Segreti la loro relazione è chiara e solida nelle motivazioni dietro l’attrazione reciproca.
Sono proprio i rapporti tra i personaggi secondo me il punto forte di questo libro: non solo la relazione tra Tosca e Lisander ma anche (e soprattutto) l’amicizia tra Tosca, Galatea e Zina. I nostri cinque protagonisti non potrebbero essere più diversi l’uno dall’altro, ma proprio per questo le loro dinamiche sono così intriganti e diverse tra loro, avrei letto 400 pagine soltanto del nostro trio di streghe onestamente!
Come succede praticamente sempre, la ragione per cui i rapporti tra i personaggi sono di così alta qualità è perchè i personaggi in sé sono caratterizzati molto bene: ognuno dei 5 ha una propria personalità e delle motivazioni ben distinte, che rendono chiaro il perchè compiano le scelte che compiono nella storia (con l’eccezione del finale, di cui ho parlato prima nella sezione spoiler). Ho soltanto una piccola critica da fare per quanto riguarda i personaggi, ma è censurata perchè è uno spoiler gigante.
La penultima cosa di cui voglio ancora parlare è una piccola mancanza: avrei apprezzato il libro ancora di più se il lato della stregoneria fosse ancora un pochino più approfondito: non è che gli si dedichi troppo poco tempo, ma semplicemente avrei preferito che ci fossero ancora un altro paio di scene con pratiche magiche da parte di Tosca, Galatea e Zina, magari con pozioni o generale uso di erbe, dato il tema botanico del marchio e
Inoltre, ho pensato che il tono femminista della storia fosse un po’ troppo esplicito, troppo “on the nose”: molto spesso la narrazione o addirittura i personaggi stessi se ne uscivano con frasi del tipo “ah meno male che le donne sono sceme e innocue hahaha”. So che l’Italia del XIX secolo era sicuramente molto misogina, ma questo mi è sembrato decisamente troppo evidente, e questo vale anche per le parti di emancipazione , con frasi stile “ma ormai Tosca voleva fargliela vedere ai maschilisti, grazie al suo nuovo potere!” Avrei preferito che il percorso di emancipazione di Tosca fosse più "shown" e meno "told", ma onestamente è una critica minore e il libro rimane una lettura avvincente e di ottima qualità.
Questo non è solo un fantasy, è un romanzo che parla di emancipazione in quanto Tosca è una una ragazza che non può scegliere per il suo futuro , non può scegliere l’amore non può fare niente… e quindi è costretta a sposarsi con un uomo che non ama.. È una storia che parla di un amore proibito unito dalla stessa maledizione e che nonostante tutto sono sempre insieme. È una storia che parla di sorellanza e di un’amicizia vera, pura …vedrete nella storia come si sostengono a vicenda Galatea Zina e Tosca, amiche unite nel bene e nel male, sono ragazze che sostengono la sua amica, le sue scelte.
Lisander, cosa vogliamo dire di Lisander? È un uomo meraviglioso che prenderebbe proiettili, botte e schiaffi per Tosca, Piangerete per le sue dichiarazioni. È un uomo con tante insicurezze e Tosca è proprio la luce in fondo al tunnel per lui. Prima di lei non conosce la felicità.
Se cercate un romanzo con una protagonista che fa una bellissima crescita personale, che parla di emancipazione , di sorellanza e di un ‘amore unito dalla maledizione, fa per voi!❤️
Lo consiglio anche a chi sti sta approcciando al romantasy.❤️
Ho letto il titolo e mi ha subito ispirato. L'edizione curata dal Castoro è zeppa di dettagli, bellissima l'idea delle doppie citazioni tra sovracoperta e coperta. La storia è molto carina, mi piacerebbe sapere di più del "sistema magico", mi auguro che ci possa essere un seguito delle avventure di Tosca o un altro racconto di un' altra sposa in cerca del Manuale. La scrittura di Sara Simoni mi è piaciuta molto, sicuramente leggerò altri suoi libri. Non ho dato il massimo solo perché non mi aspettavo un romantasy e fatico a digerirli fino in fondo.
"Condividere e tramandare. In definitiva era quello, lo scopo dei libri. E forse era il motivo per cui il aveva sempre amati e aveva cercato rifugio tra le loro pagine, anche quando tutto ciò che ci si aspettava da lei era che rimanesse rinchiusa nella sua gabbia."
Per me questo è il libro più bello scritto da Sara, perché racconta una crescita autentica e potente. Vediamo Tosca trasformarsi pagina dopo pagina: da ragazza pronta ad accettare ciò che gli altri hanno deciso per lei a donna capace di scegliere, di lottare e di far sentire la propria voce in un mondo in cui alle donne è richiesto di essere graziose e silenziose.
E poi c'è uno degli aspetti che ho amato di più: la sorellanza. Donne diverse, spesso messe ai margini, che imparano a fidarsi l'una dell'altra e a sostenersi. Nessun cavaliere pronto a salvarle: la loro forza è già dentro di loro. E forse è qualcosa che dovremmo ricordarci anche noi. ❤️
📖 Ambientato nella Milano dell'Ottocento, tra inseguimenti, fughe, sotterfugi e incantesimi, è una storia che sa intrattenere ma anche lasciare qualcosa al lettore.
E attenzione: lo stile di Sara è così scorrevole che rischiate seriamente di ritrovarvi a leggere fino a notte fonda.
Un fantasy italiano che merita assolutamente di essere letto e apprezzato. Bellissime e immersive ambientazioni, personaggi dinamici e stratificati hanno dato un grande valore a questa storia. Ho amato anche tutti i riferimenti alla stregoneria e all'importanza della sorellanza e del sostegno. 💖
3,5 Il romanzo resta superficiale sull'ambientazione storica e sul passato dei personaggi, sulla famiglia di Tosca e su quella di Lisander facendo solo dei brevi accenni. Mi è piaciuto invece come è caratterizzata Tosca. In generale però ho trovato il libro poco scorrevole ma una piacevole lettura.
Oh boy… Ho mollato e ripreso questo romanzo così tante volte che ero già pronta a bollarlo come DFN, ma Segreti mi era piaciuto nonostante i difetti, per cui mi sono armata di buona volontà e l’ho portato a termine. E credetemi, questi due hanno molti dettagli in comune. Partiamo dalle note positive: come sempre ho apprezzato il modo in cui l’autrice ci trasporta indietro nel tempo in una Italia molto diversa da quella che conosciamo. Dona alla storia un’aria autentica e diversa dai soliti romanzi. Il concept era particolare e con possibili sviluppi intriganti e ho amato Zina e Galatea dato che erano le mie uniche fonti di gioia. Ora passiamo alla tragedia. Non so chi ha editato questa storia o chi l’ha approvata, ma non capirò mai questa moda di allungare i peridi con similitudini e metafore che non vogliono dire na beata ceppa. È come se le autrici al giorno d’oggi preferissero scrivere cose che suonano “bene” invece di cose che hanno senso. E con tutto questo “affondare di occhi nello sguardo altrui” i traumi oculari si sprecano. Per non parlare del resto… Ma il mio cruccio principale sono stati Tosca e Lisander. Proprio come Clelia e Brando, nel mezzo del cammin di nostra vita diventano una caricatura rispetto a come erano stati presentati. Presi singolarmente non sono nemmeno male: è quando sono insieme il problema. Oltre al fatto che la loro ship si sviluppa troppo velocemente e senza chimica, una arrivata alla scena delle dichiarazioni struggenti in carcere ero già pronta a DNF il libro una volta per tutte. E come in Segreti: perché deve esserci na scena spicy così random? Il peggio comunque sono i capitoli di Lisander. Il suo pov è quello di un poeta malaticcio e delicato come un bocciolo di rosa in una mattina primaverile e non di un rivoluzionario. Il fatto che si esprima a sonetti quando si tratta di Tosca gli fa perdere qualsiasi credibilità. Per il resto la storia è prevedibile e con riferimenti casuali a The Ring che non mi hanno colpita granché. Insomma, sebbene le premesse intriganti questo romanzo non ha fatto proprio per me.
Ho letto tutti i libri di questa autrice e purtroppo questa è la prima, e spero ultima, recensione negativa che le lascio.
Purtroppo di questa storia non mi convince nulla.
👫 Personaggi principali piatti e poco caratterizzati.
🗣Scambi verbali fra la protagonista e il love interest non convincenti. Non si capisce neanche in nome di cosa alla fine si innamorano... visto che stanno sempre a bisticciare per ogni inezia.
🛑Ritmo davvero molto piatto.
🧙♀️ Sistema magico non convincente. Per il 90 per cento del testo credi una cosa... e poi in una manciata di pagine l'autrice mi vuole convincere che è tutto diverso da come lo avevo creduto, rifilandomi una storia davvero surreale.
❌️ Anche il finale per carità... non mi ha suscitato nessuna soddisfazione.
✅️Lo stile asciutto e la, più o meno congruenza interna della storia (almeno fino alle ultime pagine), non bastano a strappare una sufficienza.
❎️ I personaggi secondari, Arabella e Pallavicino in primis, sono ben caratterizzati. Ma il fatto che a fine lettura mi ricordi molto più di loro che non dei protagonisti... davvero non è un buon segno.
💔Il problema più grosso è che purtroppo il romanzo non è stato capace di emozionarmi e fino a metà è stato solo una compagnia, per lo più noiosa.
L'impressione sgradevole (per quanto sia solo una supposizione personale) è che questa autrice si sia sbrigata a scrivere il romanzo per rispettare una scadenza editoriale, senza però essere convinta fino in fondo della storia.
In ogni caso è un peccato.
Perché l'autrice è davvero molto più brava di così.
Carissime amanti del drama in corsetto e dei libri polverosi, oggi parliamo del libro "Il Manuale di magia oscura per giovani spose". Mettetevi comode, allacciate il bustino (ma non troppo stretto, altrimenti vi manca l'aria come alla nostra protagonista) e prepariamoci a fare un viaggio nella Milano del 1820 sotto il dominio austriaco. Siamo nella Milano risorgimentale e la nostra protagonista, Tosca, è una nobildonna promessa sposa a Jacopo Pallavicino, il commissario di polizia locale che dire che è un po' ossessivo è un eufemismo. Tra una messa e un tè coi parenti, Tosca si ritrova incastrata in una faccenda decisamente poco nobiliare: un contagio magico a forma di fiore che consuma chiunque lo usi, una congrega di ragazze marchiate e una caccia spietata a un grimorio maledetto. Il tutto condito dalla presenza di Lisander Moro, un rivoluzionario affascinante, cinico e ricercato. Sulla carta? Un mix esplosivo! Nella pratica? Un romanzo da 3,5 stelle su 5: parte un po' col freno a mano tirato, si incarta al centro, ma azzecca un finale al cardiopalma che salva capra, cavoli e pure il voto. Ciò che funziona (e che mi ha fatto girare le pagine) L'ambientazione Gotico-Risorgimentale: Vogliamo parlarne? La Milano del 1820 è ricostruita magnificamente. Tra il buio delle strade, le pattuglie austriache ai doppi sensi, le esecuzioni e i mercati del Verziere, l'atmosfera è cupa e suggestiva al punto giusto. E l'inserimento della vera Società delle Giardiniere (la resistenza femminile dell'epoca) nel finale è una vera chicca. Anche il trio dei personaggi principali tiene benissimo la scena: Tosca: compie un arco di formazione maturo, evolvendosi da ragazza passiva che si rifugia nei libri a donna autonoma, capace di rifiutare tanto le gabbie sociali dell'Ottocento quanto le "gabbie dorate" dell'eternità. Lisander Moro: il classico rogue cinico, sfacciato e tormentato. Mi è piaciuto moltissimo che la sua crescita lo porti a capire di dover diventare un uomo migliore per non trasformarsi nell'ennesimo peso o prigione per Tosca. Jacopo Pallavicino: un antagonista rigido, formale e viscido al punto giusto, perfetto simbolo dell'oppressione patriarcale e imperiale. 🧪 Il Sistema Magico: Bello, ma… come si trasmette sta magia? Passiamo al sistema magico. Di per sé l'idea del grimorio, della maledizione e del "tributo" da pagare ha il suo fascino ed è sviluppata in modo sufficiente. Nel finale scopriamo la vera lore (la conoscenza che va condivisa e "scritta" sui taccuini per evitare che il veleno diventi mortale), ed è una bellissima metafora sul valore dei libri e dell'istruzione. PERÒ... cari lettori, da lettrice pignola quale sono, un'obiezione devo muoverla: come funziona esattamente la trasmissione di questo potere? Cioè, fatemi capire: si diventa streghe semplicemente sfiorando un libro vecchio? Se bastasse toccare la copertina di un grimorio polveroso per acquisire poteri divini, far sbriciolare le corde dei patiboli e curare ferite da taglio, a quest'ora la metà dei frequentatori dei mercatini dell'usato girerebbe scagliando fulmini dai pollici! Un pizzico di approfondimento in più sulle regole della magia durante il libro — e non solo nel "maxi-spiegone" finale — non avrebbe guastato per niente. 🤨 Cosa mi ha fatto storcere il naso? La storia d'amore (che scricchiola fino al finale): La sottotrama romance soffre di un'evidente mancanza di gradualità nella parte centrale. I due passano dal diffidare l'uno dell'altra a momenti di intimità a freddo, seguiti da ritorni di fiamma azionati solo nei momenti di estremo pericolo. Per fortuna il salto temporale di tre anni e l'epilogo riscattano ampiamente il loro legame, regalandoci una dinamica tra "pari" davvero matura e romantica. Le incongruenze di Tosca (e la cecità di Pallavicino): Parliamoci chiaro, Tosca nella Milano del 1820 fa un po' quello che le pare. Sparisce per intere nottate, prende carrozze pubbliche nel buio e si incontra di nascosto con compagne sospette, con la sola complicità della cameriera. Ora, va bene la licenza poetica, ma Pallavicino è il capo della polizia con spie e gendarmi ad ogni angolo! Com'è possibile che uno spietato investigatore non si accorga che la sua promessa sposa svanisce da casa come se stesse passeggiando oggi in Corso Buenos Aires con lo smartphone in mano? IL VERDETTO E COSA CI INSEGNA QUESTO LIBRO Tiriamo le somme: Il Manuale di magia oscura per giovani spose è un libro che rischia di perdere pezzi a metà strada, ma che ritrova il giudizio sul finale, regalandoci una resa dei conti ad alto tasso drammatico e un'evoluzione dei personaggi credibile. Cosa ci portiamo a casa dopo la lettura? Al di là dell'avventura fantasy e dei colpi di scena, il romanzo lascia due messaggi bellissimi e profondi:Il valore della conoscenza e dei libri: "Condividere e tramandare. In definitiva era quello, lo scopo dei libri". La vera "magia" non è un potere egoistico da accumulare, ma un sapere da trasmettere. I libri, la cultura e l'istruzione sono gli unici strumenti capaci di spezzare il ciclo dell'ignoranza e della sottomissione. La libertà e la sorellanza come unica vera salvezza: La vera maledizione non erano le streghe o i marchi sulla pelle, ma le regole asfissianti e le gabbie della società patriarcale dell'epoca. Il libro insegna che la paura di sbagliare o di rischiare è un'altra prigione invisibile, e che solo attraverso il coraggio individuale, l'unione tra donne e il rifiuto dei compromessi si può costruire un "sogno migliore" che sia davvero proprio. Un 3.5 stelle pieno e meritato: una lettura godibilissima, con un'atmosfera pazzesca e dei protagonisti per cui tifare dal primo all'ultimo minuto!
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Manuale di magia oscura per giovani spose è un romanzo romantasy storico ed elegante che unisce atmosfere gotiche, stregoneria ed emancipazione femminile nella Milano del 1820. La marchesina Tosca deve sposare il commissario Pallavicino (nemico dei rivoluzionari) per pagare i debiti di famiglia. Per essere una sposa perfetta, studia un manuale che in realtà è un antico grimorio pieno di stregonerie e, per errore, salva dal patibolo il famigerato criminale e rivoluzionario Lisander, che la rapisce per assicurarsi la fuga. La Milano dei primi dell'Ottocento, tra dominio straniero e dissidenti che vi si oppongono, tra ricchezza e miseria, tra rispetto delle regole, trasgressioni e lotte rivoluzionarie, fa da sfondo ad una storia che parte da fatti reali e storici per costruire una narrazione fantastica ma ancorata ad un percepibile e reale passato. Questo romanzo è un mix affascinante tra romanzo storico e fantasy urbano, con una Milano ottocentesca cupa e affascinante. In questo libro c’è più di una semplice storia d'amore, è un vero e proprio inno alla sorellanza, alla libertà e all'autodeterminazione femminile; troviamo un legame magico forzato (trovarsi legati da una maledizione) che evolve in una narrazione ricca di tensione e di riflessioni sul concetto di "mostro". Sono proprio le donne, in questa storia, a chiedere di avere voce in capitolo e a dimostrare di poterlo fare, non senza difficoltà. D’altronde siamo nel 1820 e ciò che si pretende dalle donne è chiaro: il rispetto dei doveri e dei valori imposti dalla società, il ruolo domestico e familiare, la sottomissione all’autorità del padre e del marito, il matrimonio e la maternità come scopi principali. Molto apprezzata la gestione dell’evoluzione del legame tra i due protagonisti, con una scelta nella parte finale che da un lato rispetta il percorso di maturazione dei personaggi come singoli, denotando una perfetta consapevolezza di ciò che è rispettoso e giusto per una sana evoluzione personale, e dall’altro è in linea con il ruolo della donna che emerge in questa storia, al di là della presenza maschile. Una storia accattivante! Mi ha convinta!
Questo libro è tanto bello fuori quanto è bello dentro!
Parla della storia di Tosca, una marchesina in età da marito, con cui sono entrata fin da subito in sintonia. Anche io, come lei, sto cercando di sbocciare, di volermi un po' più bene e di non farmi sempre piccola per non dare fastidio a nessuno.
Prima di diventare una strega per caso, Tosca è in una gabbia. E l'unico modo che ha per uscirne è deludere le persone che l'hanno cresciuta e che ama. È questa la sua vera sfida, perché lei ha un grande spirito di sacrificio verso gli altri. La sua famiglia ha bisogno di lei, però al tempo stesso non riesce né a capirla né a vederla davvero. Per farvi un esempio, la prima volta in cui prova a farsi valere con suo padre, lui le ride in faccia. Ecco, se avete passato qualcosa di simile, questo libro allora riuscirà a prendervi per mano, proprio come ha fatto con me!
Dentro queste pagine non c'è soltanto una storia d'amore, ma anche di coraggio, ribellione, sorellanza, e condivisione, perché proprio come la maledizione che colpisce Tosca e Lisander, tutto è più sopportabile se viene condiviso con le persone giuste. Alcuni colpi di scena li avevo previsti, ma altri, invece, sono riusciti a emozionarmi tantissimo, e mi sono piaciuti anche tutti i personaggi! Mi sono affezionata a Zina, Galatea, e Arabella e ai loro diversi modi di essere forti. Ho detestato il promesso sposo di Tosca e, alla fine, ho anche perdonato Lisander (l'altro punto di vista della storia). Ho adorato che vedesse la bellezza in Tosca non soltanto quando aveva bel vestito e i capelli in ordine, ma anche e soprattutto quando riusciva a tirare fuori la sua forza interiore.
È la prima recensione che lascio qui, quindi spero di aver fatto tutto come si deve. E spero anche di avervi fatto venir voglia di leggere questa storia, perché, secondo me, se lo merita tantissimo!
📖 Il libro inizia con Tosca costretta a assistere all'esecuzione di un rivoluzionario, lei cerca conforto ne il ‘Manuale delle giovane sposa’.
✨️Durante l'esecuzione, la corda del condannato svanisce misteriosamente, per garantirsi la fuga lui rapisce Tosca.
Lisander, il rivoluzionario, è sorpreso di essere vivo, non volendo sprecare questa occasione, prende la marchesina come ostaggio.
Una volta al sicuro entrambi notano la comparsa di strani simboli, Tosca sul palmo e lui sul petto. Delle rose simili li accumunano.
La marchesina spiega ciò che è accaduto, Lisander dubbioso sceglie di crederle e di aiutarla a recuperare lo strano libro.
Sincera non pensavo di potermi affezionare così tanto a dei protagonisti dopo quelli della 'Mesmerista', Sara ci è riuscita nuovamente!
Tosca e Lisander sono realistici come personaggi: sbagliano e commettono errori, crescono comettendo queste azioni e si rialzano più forti e combattivi di prima.
Anche i secondari sono ben delineati caratterialmente, Galatea e Zina sono compagne fondamentali per Tosca, senza l’aiuto di una e dell’altra si sarebbero perse. Arabella, cameriera e amica fidata della protagonista, è un altro personaggio cardine per la storia di Tosca: senza di lei la marchesina non avrebbe fatto nulla.
Beniamino è quasi un fratello per Lisander, figura chiave per lui, il loro rapporto è molto complesso. Senza Ben lui non sarebbe ancora in vita, eppure la loro amicizia spesso è messa in discussione. In queste pagine Lisander dovrà prendere diverse decisioni difficili e forse controverse, scelte decisive da cui non si torna indietro.
Per me ‘Manuale di magia oscura per giovani spose’ non può che non prendere 5⭐
Milano, 1820. Tosca, una marchesina in disgrazia, è costretta a sposare un uomo di rilievo della società per risanare i debiti di famiglia. L’uomo in questione sceglie di incontrarla per la prima volta ad un’impiccagione, dove lei si trova a scatenare una maledizione per salvare il condannato a morte, Lisander che lei semplicemente non vuole vedere morire.
Con una premessa del genere come può questo libro non acchiapparvi dalla prima pagina?!
Ho conosciuto l'autrice, Sara Simoni, grazie a questo libro, in cui sono incappata per caso e questo caso mi ha davvero portato una perla! La sua scrittura da subito ti prende e ti coinvolge nella trama, portandoti per mano nella Milano del 1820 con le sue vie, la sua storia, i suoi problemi e i suoi protagonisti. Protagonisti tutti perfettamente caratterizzati e che ho amato (o odiato!) Ho adorato dapprima l'ingenuità e poi la presa di consapevolezza sempre maggiore di Tosca, insieme alla sua generosità e lealtà. L'evoluzione lenta da farabutto a brav'uomo di Lisander non è banale ed è ben caratterizzata e sofferta durante il percorso. Le donne-fiore sono tutte adorabili, per un motivo o per un altro, ma il mio spirito guida è sicuramente Galatea!
Tramite questo romanzo fantastico e la sua tenera e lenta storia d'amore, Sara apre le porte a moltissimi temi: temi storici sulla città, sulla solidarietà femminile, sulla condizione delle donne in quegli anni, sulla stregoneria, sul pensiero che con coraggio e volontà si possa cambiare la propria condizione per il meglio, sulla lealtà e l'intraprendenza.
Io ora andrò a recuperare tutti i titoli di Sara e vi consiglio di fare lo stesso!
Manuale di Magia Oscura per Giovani Spose è stata una bella sorpresa, di genere non leggo fantasy romance ma questa storia di streghe, ribellione e maledizioni nella Milano regency mi ha veramente colpito. L’ambientazione è realistica, e ti sembra di entrare in una Milano sconosciuta, fatta di balli, mercati e giardini crepuscolari.
Però penso che la forza di questo storia stia nei personaggi e nelle loro crescite. Tosca è un personaggio che ho amato, e il suo arco narrativo mi ha toccato molto: esattamente come il fiore che la rappresenta, impara che non è solo una corolla fragile e destinata ad essere osservata, ma una forza della naturale capace di crescere libera e difendersi con le proprie spine, anche accedendo a saperi oscuri. Vederla cambiare gradualmente nel romanzo e vivere la stregoneria è stata una delle parti che ho amato di più.
La relazione tra lei è Lisander mi è piaciuta molto, uno slow burn ben organizzato e non frettoloso, che ti permette di ammirare la nascita di un amore tanto proibito quanto fondamentale per la crscita di entrambi i personaggi. Se amate una congrega composta da anime diverse, questo libro fa per voi: Tosca troverà una nuova sorellanza con la rossa e fiera Galatea e l’enigmatica Zina, per non parlare della fedele Arabella.
Ho trovato molto interessante il sistema magico, specie per il legame con la natura floreale e i limiti nell’utilizzarla. Mi sarebbe solo piaciuto vedere qualche incantesimo in più, magari una trasformazione in un animale come quelli della bellissima copertina e qualche pozione, tuttavia è stato un ottimo viaggio tra le streghe di Milano!
“E al centro si stagliavano loro, Tosca, Galatea e Zina, officianti imperturbabili di un culto mortale e segreto, maestre della danza macabra, belle in un modo terribile”. Streghe... è un termine che evoca alla nostra mente diverse interpretazioni. C’è quello fantastico a cui ci siamo abituati nel mondo moderno dove è cool essere una strega in una serie tv, film, anime, libro, videogioco qualsiasi esso sia; e poi c’è il ricordo di un tempo in cui ad essere chiamate streghe erano delle semplici donne, coraggiose e fiere tanto da rischiare tutto per la propria libertà. Oggi giorno le donne non vengono portate in piazza a bruciare per stregoneria, non per questo però, si è smesso di lottare e le catene si sono trasformate in altro, a volte in corde invisibile che incatenano l’essenza femminile. C’è un aspetto della letteratura cosiddetta femminile che non viene mai presa in considerazione. Per secoli gli uomini hanno dominato in qualsiasi campo, soprattutto nelle arti. Oggi giorno a scuola il nostro programma è ancora incentrato su di loro, come se le voci femminili non fossero degne di poter parlare al pubblico, come se dovessero essere nascoste. Ecco che secondo me quando una donna si mette a scrivere non lo fa solo per sé stessa, ma sta parlando a nome di tutte quelle donne che non hanno una voce, di tutte quelle donne a cui si sente legata. “Ma donne così potenti da piegare il mondo alla loro volontà sono esistite e sempre esisteranno, anche se prima le hanno uccise e poi hanno cercato di convincerci che la loro forza era frutto dell’immaginazione. In fondo al cuore, però, qualcuna di noi lo ricorda ancora. Eravamo destinate a qualcosa di più di un angolino dove interpretare il nostro ruolo, zitte e buone.” Leggendo Manuale di Magia Oscura per Giovani Spose ho avuto esattamente questa sensazione. Parla di magia sì, ma parla molto di più di autodeterminazione e sorellanza. maledizione. Nel tentativo di liberarsene cercherà delle alleate che diventeranno delle compagne. Il viaggio di Tosca è quello di una giovane donna che viene scossa e strappata al suo mondo, ma che grazie a questo riesce a vedere chiaramente e guardare anche dove non aveva mai osato: dentro sé stessa. Il suo percorso è quello di un cambiamento graduale, a mano a mano prende coscienza di sé e si chiede finalmente lei che cosa vuole. Tosca sta a tutte quelle regole che le hanno insegnato fin da bambina, scopre però che ognuna è una catena e tutta la sua vita è una serie di gabbie da cui deve uscire per vivere. Pagina dopo pagina Tosca supera i suoi limiti, le sue convinzioni e le sue regole e comincia a capire cosa davvero significa libertà. “Forse era così che in tempi moderni e civilizzati si mettevano a tacere le streghe, le donne scomode e non addomesticate. Non più con il fuoco, ma con un anello che pesava più di una catena.” “Tre donne insignificanti avevano stravolto tutti i piani senza nemmeno farlo apposta, solo per il loro desiderio di esistere, e quella era la più imperdonabile delle colpe.” Esistere, queste donne vogliono soltanto esistere ed è questa la parte che ho preferito. Non sono prescelte o eroine, sono tre donne comuni che si uniscono per sopravvivere. Sara Simoni fa vedere la bellezza della resistenza, di come ogni donna porta avanti la sua battaglia anche se questa implica soltanto salvare la sua vita o quella dei suoi cari. Manuale di Magia Oscura per Giovani Spose parla di tante cose, di magia, di una storia d’amore complicata e contorta, ma soprattutto parla del fuoco che invade il corpo che cerca di sopravvivere, di voci che vogliono urlare al mondo la loro esistenza e di donne che hanno capito che insieme sono più forti del mondo che vuole metterle a tacere. Ed è proprio questo che ho amato di queste pagine intrise di magia. “Ma in fondo non esistevano libri davvero innocui, ed era quello il loro fascino”. Scrivere qualcosa ha sempre un peso e, anche se piccola, porta sempre con sé una verità. Quella che Sara ci riporta è la società segreta femminile delle Giardiniere di Milano, realmente esistita e nata nel 1820 per lottare per l’indipendenza del Lombardo-Veneto dall’Impero austroungarico. Inoltre, a darle l’idea del manuale è stato un oggetto reale, appartenuto alla sua famiglia immaginandolo però, come un manuale di incantesimi in incognito. “Condividere e tramandare. In definitiva era quello, lo scopo dei libri. E forse il motivo per cui li aveva sempre amati e aveva cercato rifugio tra le loro pagine, anche quando tutto ciò che ci si aspettava da lei era che rimanesse rinchiusa nella sua gabbia.” Le pagine, le parole, sono strumenti potenti che riescono ad unire persone lontane nel tempo e nello spazio ed è lì che risiede la loro forza. Non so nulla sulla Società delle Giardiniere di Milano realmente esistita eppure, so che il fuoco che ardeva in loro e la voglia di far sentire la propria voce è uguale a quella delle nostre protagoniste e sono sicura che ispirerà altre donne a cercare la loro vera essenza. Ho tratto la recensione dal mio articolo scritto sul Magazine Movimento095 (che trovate tramite instagram).
Allora il libro l'ho letto veramente molto in fretta, è scritto in modo scorrevole. Inoltre, la storia della maledizione è molto interessante e ti spinge a continuare a leggere per capire come andrà a finire. Ci sono anche dei plot twist interessanti.
Ho particolarmente apprezzato il focus sui personaggi femminili, sull'evoluzione della protagonista e delle dinamiche con gli altri personaggi femminili. Il messaggio femminista e di sorellanza è molto importante e mi è piaciuto molto!
Meno la parte romance, nel senso che il protagonista maschile ha un'evoluzione anche lui, per fortuna, ed è un personaggio più complesso del semplice farabutto che pare essere all'inizio, ma penso di non poter più leggere romance perché le dinamiche non mi piacciono proprio (la prima volta e lei viene subito? ed è tutto magico?). All’inizio mi sono chiesta se servisse davvero la scena alla storia, ma in realtà serve perché è quel momento di scelta di Tosca che nessuno può toglierle e questo posso capirlo, ma in generale ho ritrovato la dinamica di questo amore passionale un po’ tossico (vedi anche la fine) che purtroppo non mi piace.
Ho scoperto che neanche l'ambientazione è il mio genere; non ho sopportato proprio l'appellativo "principessina" o "farabutto", ma appartengono all'epoca.
Forse ho avuto anche altre aspettative rispetto alla trama, mi aspettavo quasi altro. In generale una bella storia, ero un po' combattuta se dare 3 o 4, visto che per me è un 3.5.
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Milano, 1820. Tosca e Lisander si incontrano nel più improbabile dei modi e da qui prende avvio una trama agile, avventurosa e mai annacquata né compressa. Da lettrice che ha bisogno di tempo per legare con i protagonisti, l’ho apprezzato molto: la storia non corre troppo nel costruire i personaggi (anche i secondari) e le relazioni tra loro, e nel lasciarli respirare prima delle battute finali.
Ho amato l’ironia di Lisander e la tenacia di Tosca, ma anche i loro difetti e i momenti in cui hanno avuto paura. Sono personaggi vivi anche fuori dalla coppia e si vede l’affetto con cui sono stati scritti. Non meno curata è l’ambientazione: ricca di dettagli e atmosfera, emerge in modo naturale e mai ostentato.
Oltre alla storia d’amore, il vero protagonista del romanzo è il tema della solidarietà (soprattutto femminile, ma non solo). L’idea che anche i momenti più difficili si possano affrontare avendo il coraggio di chiedere aiuto è un messaggio che, a volte, è bello sentirsi ricordare. L’autrice lo trasmette con sincerità, senza trasformarlo in una lezione di morale :)
"Manuale" è un romantasy che intrattiene e comunica con i suoi lettori, senza chiedere di spegnere per forza il cervello. Mi è piaciuto moltissimo e sono curiosa di recuperare i titoli di Sara che ancora mi mancano.
Adoro la penna di questa autrice! Sara non mi delude mai, la seguo da anni e a ogni libro che pubblica riesce a sorprendermi, a dimostrare la sua crescita come persona e come scrittrice, dando vita a personaggi sempre più tangibili e a romanzi sempre appassionanti. La storia di Tosca è stata un bel viaggio di riscoperta di tante cose: amor proprio, libertà, amicizia e spirito di aggregazione, amore. È la storia di una ragazza intrappolata in una gabbia dorata che grazie ai legami più improbabili scopre la sua vera essenza e riesce a trovare la chiave per uscirne, persino per spezzare ogni sbarra per non vedersi rinchiudere mai più. È la storia di un disgraziato pieno di ideali e voglia di cambiare il mondo che trova il giusto modo di combattere per ciò in cui crede, scoprendo che non è necessario sempre e solo distruggere per sentirsi vivo e appagato. È la storia di amicizie così improbabili da creare il più impensato dei futuri e che danno all'intera vicenda quel tocco in più che la rende così reale. Ho apprezzato tutto di questo libro, nota di merito anche per gli easter eggs della Mesmerista e di Segreti. Cioè, Lisander un Adimari? Non non lo avrei mai pensato e per questo l'ho apprezzato ancora di più.
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Questo è il primo romanzo di Sara Simoni che ho letto. Dopo averla tanto sentita nominare ho deciso che avrei dovuto dare una possibilità alle sue storie.
Parto con il dire che verso i romance (soprattutto se con coppie eterosessuali) ho un rapporto conflittuale, perché mi sembrano facilmente triti e ritriti e le dinamiche delle coppie mi sembrano poco credibili.
Tuttavia, ho davvero apprezzato Tosca e Lisander, sia come personaggi, si come coppia.
Ho amato molto le compagne di Tosca, soprattutto Zina (e ho il cuore un po' spezzato per questo!) e, più di tutto, ho apprezzato lo stile di scrittura chiaro e pulito dell'autrice, che è capace di selezionare con cura le espressioni e le parole più efficaci per descrivere la scena, senza appesantire la lettura con fronzoli stilistici eccessivi!
La decisione presa alla fine da Lisander mi avrebbe fatto gridare se avessi letto il libro anni fa ...ora invece mi ha piacevolmente sorpreso, perché ha descritto una maturità emotiva che, soprattutto nei personaggi maschili, raramente si trova!
Non so 5 stelle perché alcune cose non mi hanno convinto, soprattutto per come sono state risolte... Ma sono gusti personali e non credo che rovinino l'esperienza di lettura!
Sicuramente recupererò anche altri romanzi di Sara✨
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