"Il regno dei gufi" è il primo volume di una saga, una trilogia per essere precisi, che purtroppo non è più in commercio. Dico "purtroppo" perchè quello che mi sono ritrovata tra le mani è un vero e proprio gioiello, un libro nel quale mi sono imbattuta per pura fortuna e che credo mi rimarrà sempre nel cuore.
Questo romanzo narra una storia complessa e articolata in due parti, che potrebbero ricondursi rispettivamente ai periodi della giovinezza e della maturità del protagonista, il giovane Gufo dei Granai, Hunter. Egli riceve una precisa ed accorata istruzione dai suoi genitori, i quali gli insegnano a vivere nel mondo della campagna, trasmettendogli i valori derivanti dalla religione e dalla società dei Gufi dei Granai. L'autore rende i Gufi molto simili a noi esseri umani: essi hanno una struttura sociale ben definita, hanno un Credo ben preciso e delle regole da rispettare per poter far parte della comunità, ma non solo: i piccoli Gufi dei Granai ricevono un'istruzione di base - che li porterà ad apprendere lezioni importanti quali il volo, la caccia, la paura e l'importanza della famiglia - e un'istruzione superiore. Durante quest'ultima fase, i giovani Gufi vengono presi sotto l'ala di un insegnante esperto, che li istruirà sulla materia per la quale si sentono più portati, come per esempio la Storia, la Geografia, l'Ecologia, la Gufologia, la Religione, la Poesia, la Guerra, le Lingue, le Scienze Umane...
Il lettore viene da subito catapultato nel mondo dei rapaci notturni, e imparerà insieme ad Hunter i valori e le regole della comunità dei Gufi dei Granai. Egli cresce nel granaio dei suoi genitori, e fin dai primi mesi di vita dimostra un vivo interesse per la conoscenza. Quando arriva il suo momento di imparare la lezione più dura, e cioè l'indipendenza e l'allontanamento dal nido familiare, Hunter si ritrova da solo a vagare per i cieli notturni illuminati dalla pallida luna, alla ricerca della sua nuova dimora e del Gufo che potrà impartirgli un'istruzione superiore. Le cose purtroppo non vanno esattamente come egli aveva previsto, e si ritrova così a dover sopravvivere da solo senza ricevere alcun insegnamento da nessuno, se non dagli animali che popolano il territorio in cui si è stanziato. Inizialmente diffidente e schivo, Hunter impara ben presto il valore della tolleranza e dell'uguaglianza fra le specie. La sua curiosità, sensibilità e sete di conoscenza, lo spingeranno così a voler creare un'unione tra le tre razze di Gufi esistenti, e cioè quelli dei Granai, quelli delle Foreste e gli immigranti. Riuscirà nel suo intento quando un Gufo Reale minaccerà la sopravvivenza dei Gufi, ma scomparsa la sua minaccia ne arriverà un'altra, più pericolosa e incombente di prima: l'uomo, e insieme ad esso l'inquinamento proveniente dalle città, nonchè la comparsa di un nuovo Gufo dei Granai che intende sovvertire l'intero ordine sociale della comunità che Hunter conosceva fin da pulcino.
Un libro intriso di significati, ricco di avvenimenti e pervaso da un incessante senso di malinconia e nostalgia, che avvilupperà il lettore come una nebbiolina leggera, accompagnandolo durante tutta la lettura.
Il linguaggio usato da Martin Hocke è spesso ricercato, con termini tratti dalla filosofia e dalla religione, e a tratti si fa più poetico e solenne. Lo stile dell'autore è particolare, nostalgico e malinconico. La narrazione procede piuttosto velocemente, complice il fatto che la trama sia fitta di avvenimenti anche molto ravvicinati tra loro. Sebbene il romanzo ci metta un po' ad ingranare, riesce a spiccare il volo e a tenere il lettore col fiato sospeso.
"Il regno dei gufi" appartiena al genere fantasy, ma si tratta di un fantasy atipico, poichè qui non sono presenti elementi soprannaturali nè creature magiche. Il libro è ambientato ai giorni nostri, in un luogo imprecisato del mondo reale.
Per quanto riguarda le descrizioni, sono dettagliate quelle delle battaglie e dei sentimenti che animano i Gufi, un po' meno curate quelle riguardanti l'aspetto dei personaggi e dei luoghi.
Nonostante i personaggi della storia non siano pochi, l'autore riesce a dare ad ognuno di loro un carattere diverso, seppure il loro background ci risulti quasi del tutto sconosciuto. Ogni personaggio ha un ruolo ben preciso all'interno della storia, nessuno è superfluo o fine a se stesso. Ho amato molto Hunter, il protagonista di questo libro, sincero e coraggioso, mosso da ideali puri, impulsivo, testardo e curioso. Attraverso i suoi occhi il lettore imparerà a vedere le cose da un punto di vista diverso da quello a cui è abituato, vivrà le sue paure, condividerà i suoi dolori e i suoi successi con grande coinvolgimento emotivo. Mi è piaciuta anche l'evoluzione che ha subito il protagonista durante lo svolgersi della storia, evoluzione che permette al libro di essere considerato a tutti gli effetti un romanzo di formazione.
Sebbene "Il regno dei gufi" rientri nella categoria dei fantasy per ragazzi, per via dei temi in esso trattati potrebbe benissimo essere annoverato tra i migliori romanzi per adulti. Questo libro infatti offre spunti di riflessione non indifferenti; lo scrittore ha disseminato tra le sue pagine temi quali l'uguglianza e il razzismo, l'ambientalismo e l'ecologia, l'odio e l'amore, la scienza e la spiritualità, la conoscenza, il rispetto, il fanatismo, l'amicizia, la sessualità, la responsabilità, il sacrificio, la lealtà, la memoria, la speranza... tutte tematiche importanti, che vengono analizzate profondamente dall'autore, con evidente intento didascalico.
La trama si presenta ben intessuta e ben studiata da Hocke. Gli avvenimenti che in essa si svolgono sono volti a lanciare un messaggio al lettore; la storia di Hunter vuole insegnarci a riconoscere le cose che davvero hanno importanza nella nostra vita di esseri umani, facendoci notare la caducità dei beni terreni e l'essenza effimera delle cose che noi spesso riteniamo importanti. "Il regno dei gufi" altro non è una metafora della vita e della storia dell'uomo e facilmente il lettore ne ravviserà le innumerevoli similitudini.
Nell'ultima edizione, al romanzo è stato scelto di cambiare il titolo, che originariamente era "L'antico Regno del Silenzio". Anche la traduzione del testo è cambiata, e in questa versione i Barbagianni, chiamati anche Gufi Bianchi nelle prime edizioni, sono divenuti i Gufi dei Granai. Gli Allocchi, chiamati anche Gufi Bruni, sono diventati semplicemente Gufi delle Foreste, e infine le Civette sono divenute Gufi Piccoli o Immigranti. Inutile dire che preferisco di gran lunga la traduzione precedente, a mio parere più immediata e genuina.
Mi sento di consigliare questo libro a tutti, nessuno escluso. Certo è che "Il regno dei gufi" si rivolge ad un pubblico maturo, sia per i termini utilizzati che per le tematiche affrontate, profonde ed importanti. Consiglio in particolar modo questo libro a chi ama la Natura, alle persone sensibili e a chi desidera una lettura che lascerà il segno. In questo romanzo si trovano tutti gli ingredienti di una bella storia: avventura, amore, eroismo... quindi, perchè non leggerlo? ;)