Domitilla Melloni in questa speciale autobiografia racconta la propria storia alternando narrazione e pagine di dalla descrizione della prima infanzia, trascorsa circondata dall’affetto premuroso e spartano dei genitori, anni felici ma non spensierati, perché vissuti all’ombra dei divieti che impongono la mortificazione del corpo, il rigido controllo dell’alimentazione (nella famiglia materna ci sono casi di obesità), alla convinzione di essere grassa e alla goffaggine tipica della prima adolescenza. Mentre il buon rendimento scolastico determina la sua esclusione dal mondo dei coetanei e il rapido avvicinamento a quello degli adulti. Intorno ai venti anni si verificano i primi consistenti aumenti di peso e, sostenuta dall’amore per (e di) Walter, compagno di vita, Domitilla si trova di nuovo costretta ad affrontare il calvario delle diete. Dopo due gravidanze, la costante crescita del peso contribuisce ad aumentare la distanza tra la propria interiorità e un corpo straniero. Sono anni di colpevolizzazioni e umiliazioni trascorsi a combattere una delle convinzioni più radicate nel senso un obeso è obeso perché senza autocontrollo. Grazie all’esperienza della psicoanalisi, Domitilla decide di sottoporsi ad alcuni esami clinici e potrà finalmente dare un nome alla malattia di cui soffre e con questa diagnosi accettare, seppure con difficoltà, i cambiamenti del proprio corpo, impegnandosi a superare il senso di colpa e i pregiudizi sociali che da sempre accompagnano i malati di obesità.
Libro crudo ,che descrive benissimo come possa essere difficile viver con un corpo al quale non sentiamo di appartenere ma del quale ci sentiamo, in qualche modo, responsabili. Solo quando ,messi da parte i sensi di colpa e accettato dolorosamente il corpo, quelle parti di noi che credevamo scomparse, quasi inglobate da quel nemico con il quale abbiamo combattuto tutta la vita, torneranno ad essere presenti. E saremo finalmente noi, consce delle nostre debolezze e dei nostri limiti ma, consapevoli anche della nostra irripetibile unicità, nel valore della quale finalmente riusciremo a credere.