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Eppure noi due
Il giorno in cui decide di morire, Filippo - ricercatore italiano a Harvard - trova per caso l'ecografia di un bambino in un volume della Widener Library. Quell'immagine di vita lo colpisce come uno schiaffo. Gli sembra chiamarlo in causa, cosí inizia a cercare la donna che può averla lasciata tra quelle pagine. La sua indagine si muove tra archivi e biblioteche, serate con gli amici, professori eccentrici e intuizioni improvvise. È in questo vortice che la vita continua. E quando Filippo incontra Amelia, tra loro nasce un legame instabile e fortissimo. Lui studia i Maya, lei gli Ittiti, hanno entrambi un passato ingombrante e molti segreti, sono due calamite che si attraggono e si respingono senza sosta. Sarà uno scavo archeologico in Anatolia a farli incontrare di lí dove il tempo si stratifica e riemerge, tutto può succedere. Perché Eppure noi due è anche una caccia al tesoro in cui il tesoro si sposta e cambia siamo tutti, e con tutte le nostre forze, alla ricerca di qualcosa.
Filippo Scola è un ventottenne romano che studia Archeologia a Harvard. Il romanzo si apre con il suo doppio e maldestro tentativo di la sua esistenza è in stallo e ha deciso di farla finita. Poi qualcosa cambia. Mentre riordina i volumi della biblioteca del campus, trova un'ecografia tra le pagine di un il viso di un bambino, gli occhi chiusi, un braccio che copre parte della guancia. Sul retro, quattro parole scritte a «Nelle montagne senza fine». Da quel momento Filippo dà inizio a una ricerca vuole sapere a chi appartiene quell'ecografia e cosa significa quella frase, che - da studioso di cosmologie precolombiane - avverte da subito come una chiamata. Aver trovato una traccia di vita nel giorno della sua morte non può essere un caso, pensa oscuramente. E quella frase, poi, cosí strettamente legata ai suoi studi... Attorno a Filippo si muovono Liam e James, i due coinquilini, i suoi migliori amici. Ma è l'incontro con Amelia - intelligente, ironica, misteriosa - a spostare davvero gli equilibri. Tra i due nasce un rapporto indecifrabile, fatto di bruschi slittamenti, piccoli atti di tenerezza e improvvise distanze. Man mano che il legame si fa piú forte, anche l'indagine sull'ecografia prende una nuova piega, finché Filippo non scopre a chi appartiene quell'oggetto che ha dato senso, almeno temporaneamente, ai suoi giorni. Ma poi tra Filippo e Amelia si apre di colpo una crepa troppo grande. Si rivedranno solo piú di un anno dopo, in occasione di uno scavo in Turchia, e lí forse, finalmente, le cose potranno cambiare. Questo romanzo è un prisma con molte facce. È una storia d'amore che tiene incollati. È un campus novel, ambientato in una Harvard vera, pulsante, vista dagli italiani, e certamente conosciuta a fondo dall'autrice, che ci ha studiato. È un romanzo archeologico vivissimo, nella seconda parte. Ed è soprattutto la storia di un enigma che chiede di essere un'indagine che scava nel visibile e nell'invisibile, un viaggio tra biblioteche e città sepolte. Il tentativo elettrizzante di dare un senso a ciò che accade quando la vita, all'improvviso, lascia una traccia dove vuole.
Filippo Scola è un ventottenne romano che studia Archeologia a Harvard. Il romanzo si apre con il suo doppio e maldestro tentativo di la sua esistenza è in stallo e ha deciso di farla finita. Poi qualcosa cambia. Mentre riordina i volumi della biblioteca del campus, trova un'ecografia tra le pagine di un il viso di un bambino, gli occhi chiusi, un braccio che copre parte della guancia. Sul retro, quattro parole scritte a «Nelle montagne senza fine». Da quel momento Filippo dà inizio a una ricerca vuole sapere a chi appartiene quell'ecografia e cosa significa quella frase, che - da studioso di cosmologie precolombiane - avverte da subito come una chiamata. Aver trovato una traccia di vita nel giorno della sua morte non può essere un caso, pensa oscuramente. E quella frase, poi, cosí strettamente legata ai suoi studi... Attorno a Filippo si muovono Liam e James, i due coinquilini, i suoi migliori amici. Ma è l'incontro con Amelia - intelligente, ironica, misteriosa - a spostare davvero gli equilibri. Tra i due nasce un rapporto indecifrabile, fatto di bruschi slittamenti, piccoli atti di tenerezza e improvvise distanze. Man mano che il legame si fa piú forte, anche l'indagine sull'ecografia prende una nuova piega, finché Filippo non scopre a chi appartiene quell'oggetto che ha dato senso, almeno temporaneamente, ai suoi giorni. Ma poi tra Filippo e Amelia si apre di colpo una crepa troppo grande. Si rivedranno solo piú di un anno dopo, in occasione di uno scavo in Turchia, e lí forse, finalmente, le cose potranno cambiare. Questo romanzo è un prisma con molte facce. È una storia d'amore che tiene incollati. È un campus novel, ambientato in una Harvard vera, pulsante, vista dagli italiani, e certamente conosciuta a fondo dall'autrice, che ci ha studiato. È un romanzo archeologico vivissimo, nella seconda parte. Ed è soprattutto la storia di un enigma che chiede di essere un'indagine che scava nel visibile e nell'invisibile, un viaggio tra biblioteche e città sepolte. Il tentativo elettrizzante di dare un senso a ciò che accade quando la vita, all'improvviso, lascia una traccia dove vuole.
404 pages, Kindle Edition
Published June 30, 2026
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Displaying 1 - 27 of 27 reviews
August 5, 2026
Filippo e Amelia, due ricercatori universitari ad Harvard, lui depresso fin da ragazzo con tendenze suicide, lei tosta perché indurita da dei traumi familiari importanti, si rincorrono, attraggono e respingono, mentre attorno a loro ruotano pittoreschi coinquilini, i Maya, gli Ittiti, scoperte archeologiche epiche, l'ambiente universitario e delle famiglie da una parte preoccupata, dall'altra che più disfunzionale non si può.
Eppure, loro due.
In questo caos che a volte sembra insostenibile che è la vita, imparano che ci sono motivi per sperare, per andare avanti, per alzare la testa e lottare per qualcosa, o soprattutto per qualcuno.
Due personaggi bellissimi, una storia avvincente dove i temi della salute mentale e dei rapporti familiari sono trattati con enorme sensibilità e delicatezza, senza scadere mai nel piagnucoloso o peggio ancora, nel macchiettistico.
Lacrime a pioggia per il finale.
Per quale motivo, lo lascio scoprire a voi.
Eppure, loro due.
In questo caos che a volte sembra insostenibile che è la vita, imparano che ci sono motivi per sperare, per andare avanti, per alzare la testa e lottare per qualcosa, o soprattutto per qualcuno.
Due personaggi bellissimi, una storia avvincente dove i temi della salute mentale e dei rapporti familiari sono trattati con enorme sensibilità e delicatezza, senza scadere mai nel piagnucoloso o peggio ancora, nel macchiettistico.
Lacrime a pioggia per il finale.
Per quale motivo, lo lascio scoprire a voi.
June 21, 2026
Ci sono libri a cui continui a pensare ancora e ancora dopo aver voltato l’ultima pagina. Eppure noi due di Giulia Marziali, per me, è uno di questi.
La storia prende avvio nel momento più buio della vita di Filippo. Dopo aver tentato di porre fine alla propria esistenza senza riuscirci, trova per caso un’ecografia dimenticata in un volume della Widener Library. Da quel momento nasce una missione: non può lasciare questo mondo senza prima aver restituito quell’immagine così importante alla sua proprietaria. È l’inizio di un percorso che lo porterà a imbattersi in Amelia, una giovane studiosa di ittiti. Filippo studia i Maya, Amelia gli ittiti, e nessuno dei due è ancora in grado di comprendere quanto quell’incontro cambierà le loro vite.
Fin dalle prime pagine sono stata conquistata dal legame tra Filippo, Liam e James. La loro è un’amicizia rara, autentica, costruita su un affetto profondo e sincero. Un rapporto descritto con una delicatezza e una naturalezza che lo rendono immediatamente vivo agli occhi del lettore.
In parte mi ha ricordato One Day di Nicholls, Cuore l’innamorato di Lily King e Persone Normali di Sally Rooney; si percepiscono alcune atmosfere che richiamano queste opere, ma Giulia Marzano riesce a trasformarle in qualcosa di completamente nuovo. Eppure noi due possiede una voce propria, riconoscibile e unica.
Uno degli aspetti che ho amato di più è il modo in cui il romanzo affronta temi complessi come la depressione, la morte, il senso di smarrimento, le difficoltà della vita accademica e la ricerca del proprio posto nel mondo. Sono argomenti delicati che l’autrice tratta con grande sensibilità, senza mai risultare forzata o retorica. Accanto a tutto questo c’è ovviamente l’amore, raccontato sì con intensità, ma allo stesso tempo con grande misura.
E poi c’è l’archeologia. Anche chi non ne sa nulla finirà per appassionarsene. Si percepisce chiaramente quanto studio e ricerca ci siano dietro queste pagine: ogni riferimento, ogni dettaglio contribuisce a rendere la storia credibile e affascinante. È un romanzo pensato, costruito con cura, che non lascia nulla al caso.
La storia prende avvio nel momento più buio della vita di Filippo. Dopo aver tentato di porre fine alla propria esistenza senza riuscirci, trova per caso un’ecografia dimenticata in un volume della Widener Library. Da quel momento nasce una missione: non può lasciare questo mondo senza prima aver restituito quell’immagine così importante alla sua proprietaria. È l’inizio di un percorso che lo porterà a imbattersi in Amelia, una giovane studiosa di ittiti. Filippo studia i Maya, Amelia gli ittiti, e nessuno dei due è ancora in grado di comprendere quanto quell’incontro cambierà le loro vite.
Fin dalle prime pagine sono stata conquistata dal legame tra Filippo, Liam e James. La loro è un’amicizia rara, autentica, costruita su un affetto profondo e sincero. Un rapporto descritto con una delicatezza e una naturalezza che lo rendono immediatamente vivo agli occhi del lettore.
In parte mi ha ricordato One Day di Nicholls, Cuore l’innamorato di Lily King e Persone Normali di Sally Rooney; si percepiscono alcune atmosfere che richiamano queste opere, ma Giulia Marzano riesce a trasformarle in qualcosa di completamente nuovo. Eppure noi due possiede una voce propria, riconoscibile e unica.
Uno degli aspetti che ho amato di più è il modo in cui il romanzo affronta temi complessi come la depressione, la morte, il senso di smarrimento, le difficoltà della vita accademica e la ricerca del proprio posto nel mondo. Sono argomenti delicati che l’autrice tratta con grande sensibilità, senza mai risultare forzata o retorica. Accanto a tutto questo c’è ovviamente l’amore, raccontato sì con intensità, ma allo stesso tempo con grande misura.
E poi c’è l’archeologia. Anche chi non ne sa nulla finirà per appassionarsene. Si percepisce chiaramente quanto studio e ricerca ci siano dietro queste pagine: ogni riferimento, ogni dettaglio contribuisce a rendere la storia credibile e affascinante. È un romanzo pensato, costruito con cura, che non lascia nulla al caso.
August 11, 2026
Questo romanzo mi ha fatto viaggiare con la mente e con il cuore: dalla fredda Boston, a una Roma bellissima e mai stereotipata a una Turchia magica e misteriosa. 404 pagine di pura bellezza in cui è impossibile non innamorarsi di Amelia e Filippo. Divorato in due giorni.
August 28, 2026
Che esordio sorprendente! 🤍
Eppure noi due è un racconto autentico e profondamente umano, difficile da incasellare in un unico genere. È una storia d’amore, di amicizia, di ricerca e archeologia, con un piccolo mistero e tanti temi più intimi come famiglia, perdita e depressione. Ho adorato il modo in cui l’autrice riesce a tenere insieme tutti questi elementi con grande delicatezza e autenticità, senza mai rendere la storia frammentaria. Ma soprattutto ho adorato i personaggi: mi hanno fatto ridere, emozionare e affezionare tantissimo.
Avrei voluto che i personaggi fossero persone reali per poterli conoscere tutti e farmeli amici!
Consigliatissimo!
Eppure noi due è un racconto autentico e profondamente umano, difficile da incasellare in un unico genere. È una storia d’amore, di amicizia, di ricerca e archeologia, con un piccolo mistero e tanti temi più intimi come famiglia, perdita e depressione. Ho adorato il modo in cui l’autrice riesce a tenere insieme tutti questi elementi con grande delicatezza e autenticità, senza mai rendere la storia frammentaria. Ma soprattutto ho adorato i personaggi: mi hanno fatto ridere, emozionare e affezionare tantissimo.
Avrei voluto che i personaggi fossero persone reali per poterli conoscere tutti e farmeli amici!
Consigliatissimo!
September 9, 2026
Il mio harmony notti insonni dell'estate è stato questo.
love story tra gli scavi archeologici, buoni sentimenti e lieto fine, un po' sotto la neve di Harvard e un po' davanti ai tramonti romani. Non manca quasi nessun cliché.
love story tra gli scavi archeologici, buoni sentimenti e lieto fine, un po' sotto la neve di Harvard e un po' davanti ai tramonti romani. Non manca quasi nessun cliché.
July 28, 2026
Un libro per me sconvolgente e bm liberatorio. Mi ritrovo in parte nella vita familiare di Amelia, mio padre come suo padre, mia madre come sua madre, senza il distacco madre/ figlie che viviamo in questa storia. Le ultime pagine mi hanno trasportata affianco al letto di mia madre gli ultimi giorni di vita e il mio primo pensiero è stato proprio: sono orfana, non ho più un genitore, in particolare una madre da chiamare. Ecco la storia di Filippo mi fa ben sperare per chi oggi possa avere un aiuto che mio padre e tanti come lui non hanno avuto.
September 7, 2026
Prima parte del libro: 2 stelle
Filippo è un personaggio che si fa odiare. Troppo occupato a pensare a come farsi del male, incapace di vedere il bene intorno a lui, mangiato dai suoi stessi fantasmi, che si aggrappa a una cosa assurda come una ecografia per dare un senso alla sua vita che avrebbe perfettamente senso se non fosse per la sua incapacità di apprezzare ciò che ha intorno.
Seconda parte del libro: 4 stelle, anche 5.
Amelia è un personaggio pazzesco, conscia di sé stessa. È una donna centrata, una donna matura, una che sa quello che vuole nonostante qualche cazzata di percorso.
Il racconto di Amelia incontra un Filippo diverso che forse davvero si è centrato per la prima volta, capace di vedere la vita che sta vivendo sebbene la viva in funzione di lei.
Un Filippo completo ma fino a che punto può esserlo con la sua depressione? Basta davvero un amore per far passare tutto?
Non so.. la depressione permea troppo il libro, mangia il personaggio nei primi capitoli che sono troppo lunghi, troppo pieni di malessere. Lei lo salva ma lui può essere salvato davvero?
Filippo è un personaggio che si fa odiare. Troppo occupato a pensare a come farsi del male, incapace di vedere il bene intorno a lui, mangiato dai suoi stessi fantasmi, che si aggrappa a una cosa assurda come una ecografia per dare un senso alla sua vita che avrebbe perfettamente senso se non fosse per la sua incapacità di apprezzare ciò che ha intorno.
Seconda parte del libro: 4 stelle, anche 5.
Amelia è un personaggio pazzesco, conscia di sé stessa. È una donna centrata, una donna matura, una che sa quello che vuole nonostante qualche cazzata di percorso.
Il racconto di Amelia incontra un Filippo diverso che forse davvero si è centrato per la prima volta, capace di vedere la vita che sta vivendo sebbene la viva in funzione di lei.
Un Filippo completo ma fino a che punto può esserlo con la sua depressione? Basta davvero un amore per far passare tutto?
Non so.. la depressione permea troppo il libro, mangia il personaggio nei primi capitoli che sono troppo lunghi, troppo pieni di malessere. Lei lo salva ma lui può essere salvato davvero?
October 10, 2026
Ancora un libro sull’amore, forse ho bisogno di cambiare genere. L’inizio forte, un giovane studioso dei Maya che nelle prime tre pagine tenta il suicidio e nelle tre successive trova un’ecografia di una gravidanza in un libro in biblioteca. Quindi promette bene, benissimo. Ma purtroppo non mantiene. Ci sono almeno 200 pagine lente, come una canzone in cui non parte il ritornello. Ad un certo punto entra in scena Amalia che studia gli Ittiti. E si capisce come andrà a finire, ma ci vuole tanto troppo tempo…
August 23, 2026
Stupendo! È raro che un libro mi faccia affezionare così tanto a dei personaggi facendomi diventare quasi familiari. Questa storia ci è riuscita.
È un libro che affronta temi delicati come la depressione con grande sensibilità, senza mai risultare eccessivo o costruito. Allo stesso tempo, racconta l’amore senza cadere nel sentimentalismo o nel rischio di renderlo troppo smielato, ma riuscendo invece a rispettare profondamente la storia e il percorso dei personaggi. Ed è proprio questo uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente: i sentimenti non sembrano mai messi lì per semplice necessità narrativa, ma hanno un significato e si intrecciano in modo naturale con le esperienze dei protagonisti.
La storia è ambientata principalmente in America, ma non manca un piccolo, piacevole richiamo all’Italia, questo desiderio di ritrovare “un po’ di Roma” in ogni luogo, come se la città riuscisse a lasciare una traccia anche a migliaia di chilometri di distanza.
Ma, se c’è una cosa che apprezzo davvero in un libro, è quando non si limita a lasciarti un messaggio, ma riesce anche a insegnarti qualcosa. E questo libro lo fa. Ho trovato particolarmente interessanti i riferimenti storici, soprattutto quelli legati alla storia dei Maya e degli Ittiti, che hanno aggiunto un ulteriore livello alla narrazione.
È una di quelle storie che, una volta arrivati all’ultima pagina, non si limitano a lasciarti la sensazione di aver letto un bel libro, ma ti lasciano qualcosa dentro: emozioni, riflessioni e anche qualche nuova conoscenza.
È un libro che affronta temi delicati come la depressione con grande sensibilità, senza mai risultare eccessivo o costruito. Allo stesso tempo, racconta l’amore senza cadere nel sentimentalismo o nel rischio di renderlo troppo smielato, ma riuscendo invece a rispettare profondamente la storia e il percorso dei personaggi. Ed è proprio questo uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente: i sentimenti non sembrano mai messi lì per semplice necessità narrativa, ma hanno un significato e si intrecciano in modo naturale con le esperienze dei protagonisti.
La storia è ambientata principalmente in America, ma non manca un piccolo, piacevole richiamo all’Italia, questo desiderio di ritrovare “un po’ di Roma” in ogni luogo, come se la città riuscisse a lasciare una traccia anche a migliaia di chilometri di distanza.
Ma, se c’è una cosa che apprezzo davvero in un libro, è quando non si limita a lasciarti un messaggio, ma riesce anche a insegnarti qualcosa. E questo libro lo fa. Ho trovato particolarmente interessanti i riferimenti storici, soprattutto quelli legati alla storia dei Maya e degli Ittiti, che hanno aggiunto un ulteriore livello alla narrazione.
È una di quelle storie che, una volta arrivati all’ultima pagina, non si limitano a lasciarti la sensazione di aver letto un bel libro, ma ti lasciano qualcosa dentro: emozioni, riflessioni e anche qualche nuova conoscenza.
July 14, 2026
a mani basse uno dei migliori libri letti quest’anno. Si, c’è la storia d’amore ma c’è tantissimo altro in questo libro di raro e prezioso, proprio come gli antichi resti.
July 19, 2026
Non so esattamente cosa mi aspettassi di trovare tra le pagine di questo romanzo d'esordio, ma purtroppo non sono rimasto convinto né dalla storia né dallo stile di scrittura dell'autore. Molte pagine mi sono sembrate artificiose e altre fin troppo inquietanti. Dopo le prime pagine, la narrazione ha smesso di scorrere, e il filo conduttore doveva essere spinto da un evento o un'azione specifica.
August 21, 2026
Eppure noi due, romanzo d’esordio di Giulia Marziali, è una storia intensa che unisce amore, mistero, ricerca e soprattutto il tema della rinascita.
Al centro del romanzo c’è Filippo, un giovane ricercatore italiano che vive negli Stati Uniti e che sta attraversando un momento molto difficile della sua vita.
La sua esistenza sembra aver perso ogni significato, fino a quando un ritrovamento casuale cambia completamente la direzione dei suoi pensieri: all’interno di un libro trova un’ecografia accompagnata da una frase misteriosa, “Nelle montagne senza fine”.
Da quel momento Filippo inizia una ricerca per capire chi siano le persone legate a quell’immagine e quale storia si nasconda dietro quelle poche parole.
Quello che inizialmente sembra soltanto un mistero da risolvere diventa, però, qualcosa di molto più profondo: un viaggio che lo porta lentamente a confrontarsi con se stesso, con il proprio passato e con il desiderio di tornare a vivere.
Durante questo percorso entra nella sua vita Amelia, una giovane studiosa degli Ittiti. Il rapporto tra i due è uno degli elementi più importanti del romanzo.
Non si tratta di una storia d’amore semplice e perfetta: Filippo e Amelia sono due persone complesse, con paure, fragilità e difficoltà che condizionano il loro modo di rapportarsi agli altri. Proprio per questo il loro legame appare realistico e riesce a trasmettere emozioni sincere.
Un aspetto che ho trovato particolarmente interessante è il ruolo dell’archeologia.
Gli scavi e la ricerca del passato non rappresentano soltanto l’attività professionale dei protagonisti, ma diventano anche una metafora della loro vita. Come un archeologo deve scavare per riportare alla luce qualcosa che è stato nascosto, anche Filippo deve scavare dentro di sé per affrontare ciò che lo fa soffrire e trovare un nuovo motivo per andare avanti.
Lo stile di Giulia Marziali è coinvolgente e ricco di riflessioni, soprattutto nei momenti dedicati ai sentimenti dei protagonisti.
La storia alterna momenti più introspettivi a quelli legati al mistero e alla ricerca, mantenendo viva la curiosità del lettore. Ho apprezzato soprattutto il modo in cui l’autrice riesce a parlare di temi delicati come la solitudine, il dolore e la perdita senza rendere il romanzo esclusivamente triste.
Al contrario, accanto alla sofferenza emerge progressivamente anche un messaggio di speranza.
A mio parere, il punto di forza del libro è proprio questo: mostrare che anche quando una persona pensa di aver perso ogni possibilità, può esistere qualcosa capace di darle una ragione per ricominciare. L’amore, l’amicizia, la curiosità e il desiderio di conoscere possono diventare piccoli passi verso una nuova vita.
In conclusione, Eppure noi due è un romanzo che consiglio a chi ama le storie emotive, romantiche e introspettive, ma anche a chi apprezza il mistero e le ambientazioni legate all’archeologia. È una lettura che fa riflettere sul valore dei legami e sulla capacità dell’essere umano di ritrovare se stesso anche nei momenti più difficili.
Al centro del romanzo c’è Filippo, un giovane ricercatore italiano che vive negli Stati Uniti e che sta attraversando un momento molto difficile della sua vita.
La sua esistenza sembra aver perso ogni significato, fino a quando un ritrovamento casuale cambia completamente la direzione dei suoi pensieri: all’interno di un libro trova un’ecografia accompagnata da una frase misteriosa, “Nelle montagne senza fine”.
Da quel momento Filippo inizia una ricerca per capire chi siano le persone legate a quell’immagine e quale storia si nasconda dietro quelle poche parole.
Quello che inizialmente sembra soltanto un mistero da risolvere diventa, però, qualcosa di molto più profondo: un viaggio che lo porta lentamente a confrontarsi con se stesso, con il proprio passato e con il desiderio di tornare a vivere.
Durante questo percorso entra nella sua vita Amelia, una giovane studiosa degli Ittiti. Il rapporto tra i due è uno degli elementi più importanti del romanzo.
Non si tratta di una storia d’amore semplice e perfetta: Filippo e Amelia sono due persone complesse, con paure, fragilità e difficoltà che condizionano il loro modo di rapportarsi agli altri. Proprio per questo il loro legame appare realistico e riesce a trasmettere emozioni sincere.
Un aspetto che ho trovato particolarmente interessante è il ruolo dell’archeologia.
Gli scavi e la ricerca del passato non rappresentano soltanto l’attività professionale dei protagonisti, ma diventano anche una metafora della loro vita. Come un archeologo deve scavare per riportare alla luce qualcosa che è stato nascosto, anche Filippo deve scavare dentro di sé per affrontare ciò che lo fa soffrire e trovare un nuovo motivo per andare avanti.
Lo stile di Giulia Marziali è coinvolgente e ricco di riflessioni, soprattutto nei momenti dedicati ai sentimenti dei protagonisti.
La storia alterna momenti più introspettivi a quelli legati al mistero e alla ricerca, mantenendo viva la curiosità del lettore. Ho apprezzato soprattutto il modo in cui l’autrice riesce a parlare di temi delicati come la solitudine, il dolore e la perdita senza rendere il romanzo esclusivamente triste.
Al contrario, accanto alla sofferenza emerge progressivamente anche un messaggio di speranza.
A mio parere, il punto di forza del libro è proprio questo: mostrare che anche quando una persona pensa di aver perso ogni possibilità, può esistere qualcosa capace di darle una ragione per ricominciare. L’amore, l’amicizia, la curiosità e il desiderio di conoscere possono diventare piccoli passi verso una nuova vita.
In conclusione, Eppure noi due è un romanzo che consiglio a chi ama le storie emotive, romantiche e introspettive, ma anche a chi apprezza il mistero e le ambientazioni legate all’archeologia. È una lettura che fa riflettere sul valore dei legami e sulla capacità dell’essere umano di ritrovare se stesso anche nei momenti più difficili.
August 28, 2026
Avrei un timido desiderio: che tutti possano leggere quest’opera, che è di una bellezza mozzafiato. Invece non è forse il primissimo libro che si trova fra gli scaffali di un’attuale libreria, e forse il fatto che sia stato scritto da un’esordiente fa arricciare il naso.
Invece è meraviglioso. Ogni singola pagina, ogni singola frase te lo fa adorare, rendendoti familiari i suoi complessi protagonisti.
Non è la classica love story, scontata e banalotta, è molto, molto di più.
E’ un libro sul mal d’anima, innanzitutto: quel malessere inspiegabile scaturito da non si sa bene cosa, forse le aspettative degli altri sul proprio percorso, la scollatura tra due mondi (quello che si lascia e quello in cui si arriva) o una propria fragilità interiore.
E’ un libro sui rapporti familiari, intensi nonostante la lontananza, mozzati, riscoperti, ricuciti al bordo di un capezzale.
E’ un libro sul mondo accademico, in particolare quello della ricerca archeologica, che ci porta a riscoprire le tracce di un passato mai totalmente sepolto, che ci parla di arrivismo e rivalità, di sacrificio e di duro lavoro.
E’ un libro sulla potenza del destino, capace di unire le vite di due persone grazie a quello che potrebbe sembrare un dettaglio, in questo caso un’ecografia trovata in un libro e che dà l’avvio a una spasmodica ricerca da parte di Filippo, dopo due maldestri tentativi di suicidio: una vita che si sforza ora di rinascere per capire di chi è la vita scoperta e osservata. Una ricerca che diventa un’ossessione, che riserva colpi di scena e che porta all’amore.
Perfetta la scrittura di Giulia Marziali, una prosa emotiva ma non costantemente ed eccessivamente drammatica (nonostante i temi trattati) e ricca di sottotesto psicologico, in quanto i temi della depressione e del suicidio non vengono semplicemente spiegati, bensì emergono attraverso comportamenti, silenzi, reazioni e piccoli dettagli.
“Eppure noi due” finisce nell’olimpo dei miei libri preferiti di sempre.
Invece è meraviglioso. Ogni singola pagina, ogni singola frase te lo fa adorare, rendendoti familiari i suoi complessi protagonisti.
Non è la classica love story, scontata e banalotta, è molto, molto di più.
E’ un libro sul mal d’anima, innanzitutto: quel malessere inspiegabile scaturito da non si sa bene cosa, forse le aspettative degli altri sul proprio percorso, la scollatura tra due mondi (quello che si lascia e quello in cui si arriva) o una propria fragilità interiore.
E’ un libro sui rapporti familiari, intensi nonostante la lontananza, mozzati, riscoperti, ricuciti al bordo di un capezzale.
E’ un libro sul mondo accademico, in particolare quello della ricerca archeologica, che ci porta a riscoprire le tracce di un passato mai totalmente sepolto, che ci parla di arrivismo e rivalità, di sacrificio e di duro lavoro.
E’ un libro sulla potenza del destino, capace di unire le vite di due persone grazie a quello che potrebbe sembrare un dettaglio, in questo caso un’ecografia trovata in un libro e che dà l’avvio a una spasmodica ricerca da parte di Filippo, dopo due maldestri tentativi di suicidio: una vita che si sforza ora di rinascere per capire di chi è la vita scoperta e osservata. Una ricerca che diventa un’ossessione, che riserva colpi di scena e che porta all’amore.
Perfetta la scrittura di Giulia Marziali, una prosa emotiva ma non costantemente ed eccessivamente drammatica (nonostante i temi trattati) e ricca di sottotesto psicologico, in quanto i temi della depressione e del suicidio non vengono semplicemente spiegati, bensì emergono attraverso comportamenti, silenzi, reazioni e piccoli dettagli.
“Eppure noi due” finisce nell’olimpo dei miei libri preferiti di sempre.
July 2, 2026
Questo libro è bellissimo.
Bellissimi la scrittura, la storia, i personaggi: ogni cosa in queste pagine è curata con una sensibilità incredibile. Vieni trascinato dentro dal primo capitolo, con un ritmo incalzante che ti fa continuare a leggere, ossessivamente, come ossessivo è Filippo, in tutto quello che fa. Ti contagia col suo ritmo e con i suoi pensieri e alla fine vuoi passare ancora un po' di tempo con lui, con Amelia, Liam e James (datemi un libro su James, mi sono innamorata di quello stronzetto inglese) e tutti gli altri.
L'ambientazione universitaria e anche la parte archeologica sono estremamente evocative e si percepisce tutto l'enorme lavoro di ricerca che dev'esserci stato dietro (gli articoli tra un capitolo e l'altro!).
L'amore per Roma è percepibile in ogni pagina e i lettori romani non potranno far altro che sorridere a ogni indizio, riferimento.
La cosa che mi ha colpito più di tutte sono i dialoghi. Sono scritti in modo talmente naturale che ci si dimentica di stare leggendo: sembrano conversazioni vere tra persone vere. È un'abilità secondo me molto rara in narrativa.
E Filippo... vabbè, che tipo, Filippo. È divertente senza sforzarsi di esserlo, sfaccettato, fragile, intelligente e umano.
Lui e Amelia sono il cuore di questo libro, e in nessun momento non ho creduto in loro.
Che dire. Ho amato ogni singola pagina di questo romanzo. E se ci fossero state altre trecento pagine, le avrei lette senza pensarci due volte.
È una di quelle storie che, una volta finite, ti lasciano la voglia di restare ancora.
Letteralmente nelle montagne, senza fine.
Bellissimi la scrittura, la storia, i personaggi: ogni cosa in queste pagine è curata con una sensibilità incredibile. Vieni trascinato dentro dal primo capitolo, con un ritmo incalzante che ti fa continuare a leggere, ossessivamente, come ossessivo è Filippo, in tutto quello che fa. Ti contagia col suo ritmo e con i suoi pensieri e alla fine vuoi passare ancora un po' di tempo con lui, con Amelia, Liam e James (datemi un libro su James, mi sono innamorata di quello stronzetto inglese) e tutti gli altri.
L'ambientazione universitaria e anche la parte archeologica sono estremamente evocative e si percepisce tutto l'enorme lavoro di ricerca che dev'esserci stato dietro (gli articoli tra un capitolo e l'altro!).
L'amore per Roma è percepibile in ogni pagina e i lettori romani non potranno far altro che sorridere a ogni indizio, riferimento.
La cosa che mi ha colpito più di tutte sono i dialoghi. Sono scritti in modo talmente naturale che ci si dimentica di stare leggendo: sembrano conversazioni vere tra persone vere. È un'abilità secondo me molto rara in narrativa.
E Filippo... vabbè, che tipo, Filippo. È divertente senza sforzarsi di esserlo, sfaccettato, fragile, intelligente e umano.
Lui e Amelia sono il cuore di questo libro, e in nessun momento non ho creduto in loro.
Che dire. Ho amato ogni singola pagina di questo romanzo. E se ci fossero state altre trecento pagine, le avrei lette senza pensarci due volte.
È una di quelle storie che, una volta finite, ti lasciano la voglia di restare ancora.
Letteralmente nelle montagne, senza fine.
Review of advance copy
È vero che non dovremmo mai fare affidamento sulle altre persone ma a volte inspiegabilmente è proprio l’entrata nella nostra vita di qualcuno a ridarci un piccolo spiraglio per voler sopravvivere a questo mondo. E questo non significa che Amelia sia salvifica per Filippo ma gli ha permesso di tornare ad apprezzare le piccole cose che aveva perso di vista stando lontano da casa e chiudendosi in se stesso. Quella familiarità da cui scappava e da cui si ostinava a non voler tornare è arrivata inaspettatamente a Boston. C’è tanta morte nel romanzo, così come c’è anche tanto amore e voglia di vivere la vita. C’è Filippo e i suoi Maya. C’è Amelia con i suoi Ittiti. C’è la storia, la passione, l’archeologia, la scoperta. C’è il Rione Monti, Harvard, la Turchia. Ci sono le montagne senza fine. Ognuno con le proprie montagne senza fine. Un mix perfetto tra Persone normali e Una vita come tante. Questo libro continuerà ad avere un posto speciale nel mio cuore, continuerò a pensare anche alle mie di montagne che mi mancano sempre tanto. Preparate i fazzoletti perché si piange tanto.
“La guardò per ore, cauto, mentre lei tesseva intorno a lui un rituale che non aveva ancora mai studiato. Erano anni che nella sua testa c'era il caos e al caos aveva risposto trovando come soluzione finale una strada da fare da solo, senza rumore, su un divano e poi in un bagno.
Ormai, lui non aveva niente da dare a nessuno. Eppure, l'ombra di Amelia si ingigantiva.”
“La guardò per ore, cauto, mentre lei tesseva intorno a lui un rituale che non aveva ancora mai studiato. Erano anni che nella sua testa c'era il caos e al caos aveva risposto trovando come soluzione finale una strada da fare da solo, senza rumore, su un divano e poi in un bagno.
Ormai, lui non aveva niente da dare a nessuno. Eppure, l'ombra di Amelia si ingigantiva.”
August 19, 2026
Libro da cui non mi aspettavo nulla e che invece si è rivelato tanto.
I due protagonisti sono ricercatori nel campo dell’archeologia ad Harvard - motivo per cui, lo ammetto, ho iniziato questo libro -, la cui evoluzione, personale e professionale, viene delineata dall’autrice con delicatezza e al contempo profondità. L’archeologia fa da tessuto narrativo ideale a un racconto universale sulla crescita, la famiglia, l’amicizia, la salute mentale, il lavoro, l’amore, naturalmente.
Il tutto è trattato in maniera non innovativa ma comunque originale e delicata, non scadendo mai in luoghi comuni o cliché narrativi. Il che è davvero sorprendente, dato il tema. Personalmente mi è piaciuta molto la linea sulla ricerca e la passione per lo studio - gli scavi archeologici frenetici e i ritrovamenti ittiti e Maya, nonché le note dinamiche universitarie, mi hanno appassionata e incuriosita non poco.
Mi aspettavo la solita storiella d’amore e depressione e mi sono ritrova invece qualcosa di diverso.
I due protagonisti sono ricercatori nel campo dell’archeologia ad Harvard - motivo per cui, lo ammetto, ho iniziato questo libro -, la cui evoluzione, personale e professionale, viene delineata dall’autrice con delicatezza e al contempo profondità. L’archeologia fa da tessuto narrativo ideale a un racconto universale sulla crescita, la famiglia, l’amicizia, la salute mentale, il lavoro, l’amore, naturalmente.
Il tutto è trattato in maniera non innovativa ma comunque originale e delicata, non scadendo mai in luoghi comuni o cliché narrativi. Il che è davvero sorprendente, dato il tema. Personalmente mi è piaciuta molto la linea sulla ricerca e la passione per lo studio - gli scavi archeologici frenetici e i ritrovamenti ittiti e Maya, nonché le note dinamiche universitarie, mi hanno appassionata e incuriosita non poco.
Mi aspettavo la solita storiella d’amore e depressione e mi sono ritrova invece qualcosa di diverso.
August 30, 2026
L'incontro di Filippo e Amelia è determinato dal destino. Lui trova una misteriosa fotografia all'interno di un libro, proprio nel giorno in cui aveva tentato di compiere un gesto estremo. Lei,proprietaria della foto, incontra Filippo qualche giorno dopo. Da quel momento i due giovani iniziano a conoscersi e a trovarsi reciprocamente interessanti, cercando di lasciarsi alle spalle gli episodi spiacevoli dei rispettivi passati. Quando poi la verità verrà a galla,la rabbia e la paura porteranno i protagonisti ad allontanarsi. Ma il destino ha in serbo per loro altre sorprese e li porterà ad incontrarsi nuovamente e a dover condividere un'esperienza di lavoro molto importante. Proprio in questa occasione, Filippo e Amelia avranno modo di riprendere il loro cammino e di costruire qualcosa insieme.
Libro molto dolce e delicato anche se,soprattutto nella prima parte,ci sono momenti un po' lenti e ripetitivi. Nel complesso,però,si tratta di una lettura piuttosto gradevole e piacevole.
Libro molto dolce e delicato anche se,soprattutto nella prima parte,ci sono momenti un po' lenti e ripetitivi. Nel complesso,però,si tratta di una lettura piuttosto gradevole e piacevole.
July 12, 2026
Ci ho messo un po’ a decidermi su questo libro. All’inizio ho avuto il tremendo sospetto che fosse il tipo di libro in cui uno dei protagonisti è depresso e vince la depressione magicamente solo per amore e ovviamente ho storto il naso.
Invece poi mi sono ricreduta, poteva essere sicuramente trattato meglio il tema della salute mentale ma comunque mi è piaciuto e alla fine mi sono anche un pochino commossa.
Molto bella la parte archeologica!
Invece poi mi sono ricreduta, poteva essere sicuramente trattato meglio il tema della salute mentale ma comunque mi è piaciuto e alla fine mi sono anche un pochino commossa.
Molto bella la parte archeologica!
August 25, 2026
Avevo tante aspettative per questo libro (un esordio Einaudi deve per forza essere spettacolare, no?), ma purtroppo sono rimasta piuttosto delusa. Ho trovato una narrazione didascalica, a tratti pesante, costellata di cliché e frasi fatte, con dialoghi che risultano spesso forzatamente cringe. Ho fatto davvero fatica ad arrivare alla fine e ci ho messo parecchio a portare a termine la lettura. Salvo solo alcune parti interessanti che, di tanto in tanto, sono riuscite a intrattenermi.
October 3, 2026
Un romanzo d’esordio intenso ed emozionante, capace di far sorridere e commuovere allo stesso tempo. Eppure noi due di Giulia Marziali conquista per la delicatezza e l'efficacia con cui affronta temi complessi come la depressione, mentre la storia d'amore al centro del racconto cattura ed intreccia magistralmente l'attenzione del lettore dall'inizio alla fine. Terza protagonista l’archeologia e la passione che da essa deriva.
July 28, 2026
molto reale e umano. triste non sarebbe l'aggettivo adatto, forse doloroso è più corretto; con un profondo desiderio di fiducia e di vita che si sviluppa con la storia. per chi ci credo (e lo sente), l'esempio che siamo connessi gli uni agli altri e che l'amore può insegnarci a vivere
July 9, 2026
libro che mi ha fatto venire la tanto malsana quanto irrefrenabile voglia di farmi un nuovo tatuaggio, dico solo questo
July 19, 2026
Molto carino. La storia è originale anche se a tratti i dialoghi possono risultare un po' cringe. Però il romanzo funziona molto bene e la lettura è più che piacevole
August 20, 2026
Un esordio straordinario: una storia che “indaga” con leggerezza (ma non superficialità) l’animo dei protagonisti e le loro profondità. Una prosa promettente. Super consigliato!
August 28, 2026
Amore. Noi due, nelle montagne senza fine.
September 1, 2026
È la storia di Filippo e Amelia, archeologi romani trapiantati ad Harvard.
Entrambi hanno un passato doloroso e ingombrante. Conoscendosi, questa sofferenza lascerà spazio alla vita e alla consapevolezza di poter essere felici nonostante tutto.
È una storia di grande dolore ma c'è anche tanto amore, tra siti archeologici di civiltà perdute e glifi maya.
Entrambi hanno un passato doloroso e ingombrante. Conoscendosi, questa sofferenza lascerà spazio alla vita e alla consapevolezza di poter essere felici nonostante tutto.
È una storia di grande dolore ma c'è anche tanto amore, tra siti archeologici di civiltà perdute e glifi maya.
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