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La signora Gisa è improvvisamente scomparsa: Quando la cronaca diventa ossessione

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Brianza, estate 1981. La signora Gisa Lampugnani scompare nel nulla dalla sua villa di Montevecchia. Nessun segno di effrazione, nessun solo silenzi, omissioni e contraddizioni. Il primo sospettato è il marito, Artemio Mombelli. Troppo freddo, troppo rapido nel denunciare la sparizione. Ma intorno al caso affiorano dettagli che non coincidono e verità mai del tutto confessate. Mentre l’inchiesta ufficiale si arena, due giovani cronisti iniziano a seguire strade testimonianze ambigue, auto avvistate nella notte, depistaggi, voci sussurrate in carcere. E più l’indagine si addentra nelle maglie di una fitta rete di corrispondenze e segreti, più il mistero sembra aprirsi a scenari inaspettati, tra denaro occulto, identità nascoste ed estremismo politico. Si è trattato di una fuga, di una truffa o di un delitto perfetto? Un giallo teso e inquieto, immerso nella provincia lombarda e nella Milano più cupa e ambigua, quella degli anni Ottanta. Qui ogni risposta sembra costeggiare la verità e, allo stesso tempo, pare allontanarla per sempre.

199 pages, Kindle Edition

Published June 19, 2026

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Profile Image for Pierpaolo Valfrè.
27 reviews
September 20, 2026
Carino, leggero, titolo e vicenda alla Piero Chiara, ambientazione nella Milano e Brianza anni '80, un altro mondo, raccontato con nostalgia e un po' di tenerezza, un mondo che tuttavia sapeva essere anche terribile e pieno di misteri irrisolti. Un noir semplice e veloce, con interessante narrazione dal punto di vista giornalistico: il narratore in prima persona e l'autore sono giornalisti di lungo corso e ci parlano diffusamente anche della vita del cronista di quei tempi.
Per noi boomers di Milano e dintorni: un'occasione di amarcord e di confronto, anche se un po' stereotipato e un pizzico ingannevole (il nostro mondo non era esattamente come oggi lo rappresentiamo, i nostri ricordi sono vagamente assolutori, fortemente influenzati dai cliché, soprattutto televisivi e cinematografici, e spesso orientati a marcare differenze con il mondo attuale, che poi in realtà sarebbe quello che abbiamo costruito noi, perché quell'altro lo abbiamo ereditato).
Per tutti gli altri: il fascino semplice di un'epoca non ancora del tutto inghiottita dalla tecnica.
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