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Ballo in maschera

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Budapest, inverno del 1960. Kristi ha quindici anni e il carattere chiuso di una ragazzina cresciuta all’ombra di una tragedia troppo grande. Sua madre è morta nel darla alla luce sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale, e la sua famiglia è formata dal padre e dalla nonna materna, un microcosmo senza allegria. Ma oggi è tutto diverso: a scuola c’è una festa di carnevale e Kristi ha ottenuto il permesso di parteciparvi. La nonna le ha cucito un bellissimo abito da zingara e così mascherata Kristi è sicura che troverà il coraggio per portare a compimento il suo piano. Parlerà con la sua professoressa preferita, la giovane Eva Megyesi, che tanto le è stata vicina in questi mesi, aiutandola a trovare quella serenità che le è sempre mancata. Kristi le dirà che ha capito che anche suo padre è stato conquistato dalla sua forza e dalla sua allegria e forse ci sarà una seconda occasione di felicità per tutti… Dopo Ditelo a Sofia, Magda Szabò dà voce a un nuovo, indimenticabile personaggio femminile, ritratto con la straordinaria capacità di indagare l’animo umano - e femminile in particolare - che l’ha resa una delle autrici più importanti del Novecento.

256 pages, Hardcover

First published January 1, 1961

9 people are currently reading
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About the author

Magda Szabó

79 books1,179 followers
Magda Szabó was a Hungarian writer, arguably Hungary's foremost female novelist. She also wrote dramas, essays, studies, memories and poetry.

Born in Debrecen, Szabó graduated at the University of Debrecen as a teacher of Latin and of Hungarian. She started working as a teacher in a Calvinist all-girl school in Debrecen and Hódmezővásárhely. Between 1945 and 1949 she was working in the Ministry of Religion and Education. She married the writer and translator Tibor Szobotka in 1947.

She began her writing career as a poet, publishing her first book Bárány ("Lamb") in 1947, which was followed by Vissza az emberig ("Back to the Human") in 1949. In 1949 she was awarded the Baumgarten Prize, which was--for political reasons--withdrawn from her on the very day it was given. She was dismissed from the Ministry in the same year.

During the establishment of Stalinist rule from 1949 to 1956, the government did not allow her works to be published. Since her unemployed husband was also stigmatized by the communist regime, she was forced to teach in an elementary school during this period.

Her first novel, Freskó ("Fresco"), written in these years was published in 1958 and achieved overwhelming success among readers. Her most widely read novel, Abigél ("Abigail", 1970), is an adventure story about a schoolgirl boarding in eastern Hungary during the war.

She received several prizes in Hungary, and her works have been published in 42 countries. In 2003, she was the winner of the French literary prize Prix Femina Étranger for the best foreign novel.

Her novel Abigél was popularized through a much-loved television series in 1978. Abigél was also chosen as the sixth most popular novel at the Hungarian version of Big Read. Her three other novels that were in the top 100 are Für Elise , An Old-Fashioned Story , and The Door .

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15 (2%)
1 star
2 (<1%)
Displaying 1 - 25 of 25 reviews
Profile Image for Miamona.
75 reviews17 followers
October 28, 2014
Tudjátok milyen érzés, mikor a lelketeket „töltőre” rakjátok, és mire elfogynak a lapok, kigyúl a fény, jelzi, hogy csordultig töltődött minden, aminek töltődni kell? Hát én ezt érzem valahányszor Szabó Magdát olvasok. Legyen az felnőtteknek íródott regénye, Tündér Lalája vagy pöttyöse. n

Az Álarcosbál pöttyös, azaz ifjúsági, de azt hiszem Szabó Magda, csak úgy, mint a történet Éva nénije óriási bizalommal viseltetett az ifjúság felé, mert bizony ez a kis olvasmány, még az én, felnőtt(ecske) szívemnek is olykor súlyos volt. De imádtam olvasni.
Profile Image for Patryx.
459 reviews150 followers
March 17, 2017
Un libro in bianco e nero
La lettura di questo romanzo mi ha rievocato immagini di vecchi film in bianco e nero, dove tutto ruota attorno ai valori dell’onore, della patria: dove i protagonisti hanno un’accezione (per me) desueta della società, della famiglia e, soprattutto, della libertà individuale. A tratti mi sembrava di essere dentro un film disneyano dove tutti i conflitti, seppur presenti, sono comunque sfumati e, ancor prima di sapere come finisce, è chiaro agli spettatori che si naviga a vele spiegate verso il lieto fine.
La lettura è stata piacevole ma non mi ha indotto a grandi riflessioni, nonostante il tema centrale della guerra e della necessità di trasformare il dolore individuale in impegno sociale; anche i personaggi non mi hanno suscitato grandi emozioni: tutti troppo stereotipati e prevedibili.
Profile Image for Blackjessamine.
426 reviews71 followers
August 29, 2017
Magda Szabò è una delle mie autrici preferite in assoluto, è una di quelle penne capaci di annullare il mondo esterno nel giro di un paio di righe, e di trascinare il lettore in un vortice sempre più stretto fatto di familiarità e di personaggi iconici. Quando la leggo, mi sembra davvero impossibile che esista qualcosa al di fuordi delle vie di Budapest, dei passi concitati delle sue protagoniste, degli odori delle sue cucine. La sua è una scrittura tangibile, totalmente immersiva, tridimensionale ed estremamente reale.
Le donne dei suoi romanzi sono personaggi impossibili da dimenticare, che si lasciano amare facilmente, e ancor più facilmente si possono odiare, ma mai restano indifferenti. Emerenc, Iza, Ezsther hanno voci che ancora mi risuonano nella testa, anche a distanza di anni dal mio incontro con loro, e ad ognu nuovo romanzovla Zsabò sa convincermi sempre di più.
Questa volta, però, ho trovato "Ballo in mashera" leggermente inferiore alle aspettative. Si tratta comunque di un bellissimo romazo, scritto con una perizia straordinaria e dotato si una sua forza e autonomia, ma Kriszti ed Èva mi sono sembrate molto più "personaggi" e meno "persone" delle donne che le hanno precedute. Ho divorato queste trecento pagine in un'unica seduta, quindi direi che questo la dice lunga su quale sia comunque il livello della scrittura, nonostante non si tratti del mio romanzo preferito della Szabò.
Il vero problema, forse, è stata la tematica: non ho mai vissuto una collettività come quella descritta nel romanzo, non sono mai stata coinvolta da gruppi di coscienza sociale così rigidamente organizzati e gerarchizzati, e francamente la mia disciplina scolastica ha standard decisamente diversi rispetto a quelli posti qui. Mi è parso che tutto il romanzo girasse attorno ad un castello di cartone, una faccenda piccola piccola di cui, per orgoglio o pedanteria, si sono tratte conseguenze quantomeno spropositate. Inoltre, Èva è un personaggio che mi ha semplicemente irritata a morte, ma non con la stessa irritazione piena di comprensione e di partecipazione che mi hanno sempre suscitata le altre protagoniste di Magda Szabò: mi ha irritata e basta. Credo impazzirei, se avessi a che fare con una donna del genere, così perfetta e bene intenzionata e all'avanguardia e attenta, amata da giovani e vecchi, ammirata, corretta, perfetta.
Tuttavia, ci sono immagini e dettagli, in questo romazo, che valgono tutte le Èva del mondo. Un fotografo che si innamora di un volto sfacciatamente privo di trucco, la crema di castagne della signora Lujza, i capelli rossi e sudati di Anikò che fanno improvvisamente capolino da sotto la parrucca di boccoli bianchi, lo sguardo aperto del ragazzo del pattinaggio, una lettera ricopiata al buio e al freddo in un bagno, un'orfanella cne vince un premio per il suo costume da cassetta della posta, le millefoglie mangiate con avidità, la coperta del pianoforte che si trasforma in una splendida gonna gitana, la lingua che saetta a raccogliere le briciole di millefoglie agli angoli delle labbra.
Sono cose piccolissime, ma che hanno avuto il potere di commuovermi molto più del finale, francamente un po' retorico e poco realistico.
E quando uno scrittore è capace di commuovere semplicemente mostrando lo scorrere della quotidianità, be', quello scrittore può scrivere letteralmente quello che vuole, e io non potrò fare che leggerlo e bearmi di una prosa capace di allargarmi un pochetto l'anima.
Profile Image for D. Réka.
165 reviews77 followers
February 7, 2023
(4.5) Nem igazán néztem utána, hogy miről is szól ez a könyv, de szerintem nagyon jól jártam így! Eddig ifjúsági Szabó Magda könyvek közül csak az Abigélt olvastam (egyik kedvencem) ez volt a második. Szerintem ez tényleg kifejezetten 12-13 éveseknek készült, nagyon kis könnyed volt de közben nagyon komolyan és mélyen érintette a gyász és a háború témaköröket. Nagyon megszerettem a szereplőket és az egész történetet, nagyon komfortos olvasmány volt, ajánlom szeretettel mindenkinek és bárkinek :)
Profile Image for Vygandas Ostrauskis.
Author 6 books157 followers
February 5, 2022
Lietuvių kalba romanas "Kaukių balius" išleistas 1965 metais ir jį tebeturiu, nes šis vengrų rašytojos kūrinys tinka skaityti ir vaikui, ir paaugliui, ir pagyvenusiam žmogui...
Rekomenduoju ir 1962 m. išleistą šios autorės romaną "Pasakykite Žofikai".
Profile Image for Rita Brondolo.
386 reviews3 followers
September 30, 2023
Credo che leggerò tutti i romanzi di Magda Szabò che sta rapidamente scalando i primi posti tra gli autori/ autrici che amo di più. Ha una scrittura in realtà molto semplice, ma è davvero con la semplicità che si riescono a dire le grandi verità. Romanzo che ha come protagonista una ragazzina che ha perso la madre durante la guerra. La trama è davvero molto semplice, per ragazzi direi, ma non ho mai letto qualcosa che descriva bene la guerra come la lettera della madre al marito e alla figlia. Ed è proprio così che scrive Magda Szabò trame semplici per raccontare l'inenarrabile. Non so, credo di voler leggere il più possibile di questa autrice, che voglia di conoscere meglio i temi del ricordo e dell'infanzia che sfiora sempre con quel tocco nostalgico ma con sguardo sereno.
Profile Image for incipit mania.
2,869 reviews88 followers
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June 21, 2015
Incipit

La nonna cuce.
A tratti allontana da sé la gonna zingaresca, l’accosta per un attimo alla vita di Kriszti per poi continuare ad arricciare il grande scialle di cashmere che di solito copre il pianoforte.
Ballo in maschera incipitmania.com
Profile Image for ★aisa★.
28 reviews1 follower
April 6, 2023
Megfogalmazhatatlan. Szabó Magdának olyan mély, mégis egyszerű gondolatai vannak, amik olyan érzéseket és gondolatokat hoznak elő belőlem, amikről nem is tudtam, hogy léteznek.🥹 5 csillag nem elég ennek a könyvnek.
Profile Image for Nikkincs.
59 reviews1 follower
May 13, 2018
Nagybetűs gyöngyszem, szívszerelem.
Profile Image for Mariateresa.
866 reviews17 followers
September 3, 2024
Magda Szabò è un' autrice che ammiro profondamente: l'ho scoperta grazie al libro di " la libreria sulla collina" e quando ho letto "La porta" ho pensato: è così che vorrei scrivere, è così che un libro dovrebbe entrare nell' anima di chi legge.
E " la porta"è un libro talmente intimo,toccante e forte che non sono ancora riuscita a recensirlo. E forse non lo farò mai: non trovo le parole
Potrei banalizzare tutto dicendo che è la storia di Emerenc e della sua porta, di quello che c'è dietro,ma sarebbe fargli un torto enorme e non voglio.
E lo stesso potrei dire di "Ballo in maschera". Potrei dire che è la storia di un ballo di carnevale dove, dietro le maschere ( o grazie alle maschere), vengono fuori la verità sul " mistero" che riguarda Kriszti e i caratteri dei vari personaggi - dalla signora Èva a Endre Boros- , per giungere ad un lieto fine che scalda il cuore.
Ma anche qui sarebbe riduttivo: la Szabò qui parla di dolore, di "passività", di vecchi modelli educativi che si scontrano con i nuovi, del senso della vita, della necessità di una figura materna che guidi, che educhi, che porti leggerezza. Partendo dalla fine, da un ballo in maschera, l' autrice racconta della vita di una ragazza senza madre, cresciuta con le migliori intenzioni da un padre fotografo e una nonna che potrebbe vivere una nuova felicità,ma che , temendo di lasciare la nipote, non osa andare a prendere quella felicità.
Racconta di come Kriszti sia sta cresciuta senza mai godere della meraviglia, in un clima forse troppo protettivo ,ma escludente.
Finché non arriva la nuova docente Megyeri che le chiede di tenere un discorso sulla pace e questo scattare qualcosa nella ragazzina, che si rifiuta - evento unico nella storia della scuola- senza dare spiegazioni. La cosa più stupefacente per tutti è che la nuova insegnante non punisce Kriszti, ma si chiede dove ha sbagliato con la ragazza e si interroga e va in cerca delle risposte .e le trova, commuovendosi e facendo commuovere i lettori. Non trova solo risposte,ma anche qualcosa di più, che non dico per non togliervi il piacere di leggere questo romanzo per ragazzi che è un inno alla vita, alla speranza e alla necessità di stupirsi, meravigliarsi e aprirsi alla bellezza dell' aiutare il prossimo.
Ho pianto leggendo il penultimo paragrafo e ho sorriso sul finale.
Ringrazio chi me l'ha suggerito e sono sempre più convinta che la Szabò sia un'autrice immensa.
È un libro piacevole, scritto benissimo e molto equilibrato. Ho amato l' espediente della maschera per parlare più facilmente di sé: non lo facciamo anche oggi? Lo schermo attraverso cui parliamo nei social non è una maschera? Ma le maschere bisogna saperle indossare e lasciarle a tempo debito e,in questo romanzo, avviene proprio questo : in senso letterale e in senso metaforico.
Ho adorato tantissime riflessioni, che porterò nel cuore.
Per questo romanzo il mio voto è 5 stelle.
Buone letture e alla prossima!
Profile Image for Shan.
213 reviews10 followers
April 23, 2020
Un romanzo molto difficile da leggere per i continui passaggi dalla prima alla terza persona, da un personaggio all'altro, tanto che ho dovuto rileggere alcune pagine due volte per capire quale storia apparteneva a chi, storie molto simili tra loro, storie di orfane della seconda guerra mondiale, di bambine che passano dai parenti a tutori acquisiti per forza maggiore, storie che abbiamo sentito raccontare anche noi italiani dai nostri nonni o dai vecchi che conosciamo. Leggendo le recensioni ho notato che questa difficoltà non è stata solo mia; mi sono rincuorata perchè pensavo di esser diventata idiota. Budapest,1960. La storia ruota intorno ad un ballo in maschera, i fatti da narrare sono intessuti in ciò che accade prima e ciò che accade dopo, ma si torna sempre alla festa in maschera, il ballo non è tanto il ballo della festa in maschera, ma il ballo che l'autrice coreografa attorno a quell'avvenimento, dove sempre si torna. Kristi ha quindici anni, è orfana, la madre è morta dandola alla luce alla fine della seconda guerra mondiale, il padre severo e taciturno lascia che ad occuparsi della bambina sia la nonna materna, nonna che presto l'abbandonerà perchè ha deciso di dire sì ad un suo vecchio pretendente. Il racconto si apre con la nonna che dà gli ultimi ritocchi al vestito da zingara. Kristi non è stata compresa a scuola, il suo gesto di rifiutare di parlare in pubblico sbattendo la porta ha coperto di sabbia sporca la sua irreprensibile carriera di studentessa e figlia modello: brava a scuola, affabile in casa, diligente pianista. Ma questa vita da ragazza perfetta è offuscata dalle ombre del passato e da un menage famigliare in cui le risate ed i divertimenti sono banditi. Dopo aver avuto più incontri con l'insegnante , il padre della ragazza:Endre Boros, serio fotografo a tempo pieno, si renderà conto che per onorare il lutto della moglie, la famiglia ha respinto ogni tipo di gioia facendo crescere la bambina come un'adulta segnata già da un fardello più grande di lei, del quale non ha alcuna colpa. Durante il ballo l'insegnante Eva Megyesi racconta a Kristi che anche lei è stata abbandonata dalla madre, cresciuta dalla nonna, che è stata uccisa dai nazisti per aver tenuto nascosti due ebrei. Eva è stata poi adottata prima dalla vicina di casa della nonna e poi dalla stessa ebrea, salvata dall'anziana, tornata indietro per prendersi cura di lei. Anche l'altra insegnante Lujza ha una storia triste alle spalle. L'insegnante snocciola tutte queste verità una dopo l'altra alla ragazza, per capire cos'è la rende così taciturna ed isolata, l'insegnante farebbe di tutto per salvarla e renderla felice.
Profile Image for Kristályfény.
44 reviews8 followers
August 13, 2022

Csodálatos, hogy Szabó Magda milyen szépen tudta kamatoztatni ifjúsági regényeiben a gyerekek között eltöltött 14 évet.
Felfigyelt arra is, hogy mennyire fontos nekik a névtelenség, az ismeretlenség. És ez lett ennek a könyvének az alapja.Úgy gondolta , az anonimításhoz való ragaszkodás valószínűleg abból ered, hogy otthon sokat büntetik őket az igazság miatt. Vagy azért mert nem mondták el vagy azért mert nem akarták elmondani.
Ő sokat beszélgetett a gyerekekkel.Vele őszinték lehettek. Vigyázott arra, hogy megőrizze a titkaikat. Így tudta meg azt, hogyan kell egyes gyerekkel bánni. Nézete szerint a gyerekeknek adagolni kell az igazságot. Úgy, ahogy egy gyermekorvos teszi. Csak akkora dózist ír fel a gyógyszerből, amennyit a gyermek szervezete elbír.
Itt Krisztina és Megyeri tanárnő álruhában beszélgetnek egymással. Őszintén. Mindketten elmesélik saját történetüket, és így megismerik egymást titkait. Ezzel a beszélgetéssel ledőltek a képzeletbeli falak, amelyek megakadályozták őket az igazi boldogság átérzésében. Ők ugyan tudták egymásról, hogy kivel beszélnek, az álarc mögött mégis sokkal könnyebb volt elmondani mindent.
Ami még nagyon jól megfigyelhető a könyvben, az a két tanárnő közötti “harc” . A jelen és a múlt. A modern és az idejétmúlt.Éva néni kontra Lujza néni. A nyitottság, a modern tanítási módszer, az egyéniségek keresésével és erősítésével szemben a szigor, a zárkozottság, a kemény fegyelem.
Ez megint egy maradandó élményt nyújtó olvasmány, de nemcsak a felnőttéválás küszöbén álló ifjúságnak, hanem a felnőtteknek is.
155 reviews1 follower
August 20, 2025
Questo bellissimo romanzo è a due fondali, su uno si stagliano nitide le protagoniste, sull'altro la malinconica e fredda solitudine dei personaggi maschili. Il fulcro della narrazione non sta nel ruolo catartico di Kriszti, nell'eccesso di razionalità di Eva, nel rompersi delle catene emotive di Lujza o nell'addio di Endre al ricordo della moglie, bensì nell'aprirsi di ciascuno ai misteri e alla gravità dell'amore, che sia semplicemente per gli altri o, assai più arditamente, per una sola persona.
Profile Image for Federica.
358 reviews31 followers
September 26, 2017
È una storia di rinascita, in cui tornano i temi tanto cari all'autrice: la devastazione della guerra e i suoi echi che risuonano anche ad anni di distanza, e sempre quella lucida e profonda analisi dell'animo umano che ogni volta mi fa innamorare della sua scrittura. Eppure è una storia più leggera rispetto ad altri suoi lavori, a tratti anche buffa!
Ho trovato fra queste pagine una Magda più spensierata, che spesso mi ha fatto sorridere, ma, come sempre, anche incantato.
3 reviews
October 2, 2019
Olvastam 11-13 éves korom körül, még "kislányként", és újraolvastam idén, (közel) 28 évesen. Most is ugyanúgy lekötött, és most is megríkatott. Nagyon szeretem, már csak azért is, mert bár klasszikus pöttyös könyv, nem elsősorban a férfi-nő (fiú-lány) közötti szerelemről szól.
Szabó Magda emberségre tanít minket ebben a könyvben. Biztos vagyok benne, hogy ha egyszer kislányom születik, a kezébe fogom adni, ahogy annak idején nekem is a kezembe adta édesanyám.
34 reviews
March 6, 2024
4.5
Szabó Magda egy istennő, és sajnos nem vagyok elég művelt, hogy olyan szavakat ismerjek, amivel ezt megfelelően megindokolhatom, álljanak hát itt bizonyítékul a saját szavai, amiket lusta voltam begépelni, de itt van egy felolvasás nesze:
https://m.youtube.com/watch?v=4tzs7Wi...
Profile Image for Eszter Karacson.
9 reviews
November 29, 2024
Szabó Magda gyönyörűen keveri a fiktívet a történelmiséggel és ennek a képességének az egyik legjobb példája ez a leányregény. Szívmelengetően ír mind a fájdalmakról és a szép emlékekről oly módon, hogy a könyv olvasásának végére a szívem csordultig tele volt gyönyörrel.
Profile Image for Katalin Horváth.
4 reviews
February 8, 2021
Szabó Magda egy zseni. Ezt a könyvet ki kellene jegyzetelni teljes egészében. Imádtam benne minden egyes betűt. Feltöltötte a lelkemet.
26 reviews
August 18, 2025
konkretan barmit megadnek hogy Eva neni legyen a pszichologusom
Profile Image for BookMoth Bab.
125 reviews7 followers
July 22, 2017
Brilliáns könyv! Úgy megkönnyebültem a történet végén, mintha én magam lennék Kriszti, és úgy örültem, mintha jómagam Megyeri Éva tanárnő lennék, aki rendbehozott mindent!

A könyv zseniálisan van megírva, minden akkor derül ki mikor kell, s mindig úgy éreztem magam, ahogy a szerplők. Nem volt az az érzés, hogy többet tudok, mint ők, egymásról, magukról, ott az álarcosbál forgatagában ismertem meg mindenki történetét.

Mikor belekezdtem ebbe a könyvbe nem erre számítottam, azt hittem valami tesze-tósza kisiskolásokról szóló történetet fogok olvasni, de egy dolgot nem vettem figyelembe. Mégpedig, azt hogy egy Szabó Magda könyvet veszek a kezembe. Kellemes csalódás ért, amint elolvastam az első oldalt.

A történet olyan gyermeki könnyedséggel, s mégis felnőttesen van megírva. Szerintem bárki élvezheti, ha gyerek azért, mert még természetes neki ez a stílus, egy felnőtt pedig megértheti milyen nehéz szituációban van az összes szereplő, hogy próbálják helyrehozni a hibáikat.

Ezt a könyvet mindenképp el kell olvasni!!!
Profile Image for Vilis.
706 reviews131 followers
June 29, 2015
Labi uzrakstīta grāmata, taču ar Lielu Morāli par to, kā kļūt par labu pilsoni un sekmēt mieru visā pasaulē, pie reizes izprecinot visus, lai viņi var būt "priecīgi un disciplinēti" (citāts). Dīvainākais, ka grāmata patiešām ir labi (un ne vienkārši) strukturēta, labā stilā rakstīta un tik sirsnīga, ka nerodas pasūtījuma sajūta.
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