Anita vive da tanti anni a Torino ma è cresciuta sulle Dolomiti, dove l’aria trasparente profuma sempre di legno e di terra, e dove negli ultimi tempi è costretta a tornare a causa della terribile malattia di sua madre, che peggiora ogni giorno di più. È giusto mentire per proteggere chi ami? Anita decide di sì e ogni sera, quando si mette al computer per scrivere l’e-mail della buonanotte a sua mamma, racconta un sacco di bugie. Non le dice che il lavoro all’agenzia letteraria non le piace per niente, né che il suo fidanzato, Tancredi, è distratto, assente e certo non muore dalla voglia di fare piani concreti. Anzi, Anita descrive i preparativi per le nozze, immagina la chiesa del paese addobbata di fiori e i bambini che verranno. Finché un giorno, sul treno che la riporta a Torino, ogni finzione crolla di fronte agli occhi esotici di Arun, due occhi profondi che sanno guardare davvero, e a cui basta un istante per leggere tutta la tristezza di Anita. Ma chi è questo scrittore per bambini che ama il mare d’inverno? E perché, anche se vuole tenerlo lontano, qualcosa la riporta insistentemente a lui? Struggente e drammatico, pieno di speranza e di gioia, Ovunque tu sarai è un romanzo sul potere magico di un incontro, quando lo sguardo di uno sconosciuto ti rivela che niente è per caso.
Fioly Bocca vive sulle colline del Monferrato ed è madre di due figli. Laureata in Lettere all'Università degli Studi di Torino, lavora nel settore informatico e si è specializzata con un corso in redazione editoriale.
Breve e intenso. Molto bello. Scritto con sapienza, forse a volte leggermente retorico ma assolutamente commovente. Di base è un romanzo rosa ma anomalo, perché nella prima parte e anche nel finale si parla di lutto e perdita. Quindi il tono è molto serio e a tratti persino lirico. Di fatto, è il racconto di una doppia perdita e di una rinascita. Alcune frasi e concetti sono da incorniciare. E mi piace il fatto che la protagonista cresca da sola e non per merito del protagonista maschile, ma grazie al ricordo della madre. A pensarci bene non è nulla di che in fondo, ma mi è piaciuto molto, l'ho iniziato e finito in un'ora. Consigliato se volete un rosa anomalo, un flusso di coscienza femminile, nonché una rielaborazione del lutto.
Galiba bu kitaptan hoşlanmayacağım diye başladığım kitabı,yüzümde buruk bir gülümseme ile bitirdim.Anlatılan her duygu öyle gerçekti ki;yer yer gözlerim dolu dolu okudum.Anita’nın hikayesini ve Arun’un bu hikayeye kattığı masalsı ruhu çok ama çok sevdim.Akıcı dili de kitabı bir çırpıda bitirmeme sebep oldu.Tavsiye ediyorum.
Anita ha poco più di 30anni, un lavoro che non la soddisfa, una relazione che non la emoziona più e da sei mesi vive in apnea, perché alla sua mamma hanno diagnosticato il cancro... Quanto tutto nella sua vita è in discussione ecco che sul treno per Torino incontra un giovane che di lavoro scrive favole per bambini e qualcosa lentamente inizia a cambiare.
Ovunque tu sarai è un romanzo con una trama moderna e potrebbe parlare di chiunque tanto è reale, scritta con trasporto e pregna di emozioni che fin dalla prima pagina avvolgono il lettore e lo risucchiano nel vortice di pensieri ed emozioni che travolgono la protagonista. L'autrice ad un certo punto fa dire ad Anita che "ci sono giorni perfetti per essere felici" e posso aggiungere che ci sono libri perfetti per renderci felici e Ovunque tu sarai è uno di questi libri, nonostante il dolore e quella tristezza profonda che soffocano il cuore di Anita alla fine ci regala una splendida giornata di sole che profuma d'amore! Fin dalle prime pagine il lettore scopre che la mamma di Anita ha il cancro e in un attimo si sente un peso insopportabile sul petto, che aumenta man mano che si va avanti facendosi coinvolgere dalla storia da questa donna prigioniera di se stessa. Anita così fragile, ancorata alle poche certezze della vita, decisa a non voler accettare la verità sulla malattia della madre, vive una vita non vita, con un fidanzato con cui sta più per abitudine che per amore e non si accorge che nascosta in profondità in lei c'è un'Anita diversa, che sta aspettando la spinta giusta per prendere il volo e accogliere a braccia aperte ciò che la vita ha da donargli... E sarà Arun, il ragazzo conosciuto per caso sul treno, ad aiutarla a liberarsi di quelle catene che la soffocano e non le permettono di superare il dolore e di esser libera... Arun, che con quei suoi occhi riesce a guardare oltre a ciò che le persone mostrano e coglie la loro vera essenza.. Impossibile non amare Anita e Arun, credo mi sia capitato raramente di incontrare due personaggi così ben caratterizzati, con una storia ben delineata, che hanno così tanto da raccontare al lettore mostrandosi così profondamente da diventare reali, tangibili.. Quasi li si può toccare e ad ogni pagina le loro figure diventano più chiare, compaiono davanti agli occhi del lettore, gli danzano davanti, gli raccontano con il cuore in mano la loro storia: si viene inghiottiti dalla trama e più si va avanti più ci si sente coinvolti e ci si sente come se il cuore smettesse di battere, in attesa di sapere cosa accadrà, spaventati da ciò che si leggerà girando la pagina... In un crescendo di emozioni il lettore si lascia trasportare attraverso le pagine, legge con le lacrime agli occhi la lettere di Agnese, la mamma di Anita, che scrisse alla figlia appena nata, si commuove per le lettere che Anita scrive fino alla fine alla madre e sogna con le favole di Arun: si lascia cullare dalla narrazione, che procede lentamente ma anche in modo frenetico: si ha l'impressione che attraverso le dita che sfiorano le pagine i sentimenti e le emozioni dei protagonisti risalgono fino al cuore del lettore, contagiandolo... Il nodo che attanaglia il lettore si scioglierà insieme alle lacrime di Anita, vivrà il suo dolore e assisterà alla sua rinascita: Anita ha vissuto per anni come addormentata e la malattia della madre la aiuterà a svegliarsi da quel lungo sonno e nella seconda parte del libro si assisterà al suo cambiamento, alla sua crescita e a come finalmente prenderà per mano la sua vita.. Anita in un certo senso morirà per poi rinascere più forte, determinata e sicura di sé. In 140 pagine Fioly Bocca ha racchiuso un'infinità di emozioni, mostrando al lettore i tanti volti dell'amore: quello fanciullesco tra due bimbi sconosciuti che si vedono una volta sola, quello di una madre per il proprio figlio e infine quello tra uomo e donna... Tutti amori importanti, che segnano la vita dei protagonisti e che li accompagnano nella loro crescita. Ovunque tu sarai è il libro d'esordio di Fioly Bocca e leggendolo ci si domanda come sia possibile che un'autrice con un tale talento sia rimasta sconosciuta fino ad ora: quel suo stile così puro, vero e senza fronzoli, il riuscire a rendere reali le emozioni e soprattutto la grande capacità di non annoiare mai, di mantenere vivo l'interesse di chi legge, che in poche ore arriva alla fine del libro. Anita è solita aggiungere quello che le direbbe il Futuro se la dovesse chiamare in quel preciso istante... Bene se il Futuro dovesse chiamarvi ora vi direbbe che questo è un libro da leggere assolutamente, perché saprà donarvi emozioni inaspettate, vi farà sperare e alla fine lascerà su di voi una pace ed una serenità inaspettate e non si sentirà la loro mancanza, perché chiudendo il libro si avrà la consapevolezza che da qualche parte Arun e Anita stanno volando a braccia aperte verso la vita e la felicità!
"Quello che era giusto ieri potrebbe non esserlo oggi, perchè siamo materia in continua evoluzione e la fedeltà a sè stessi è alla radice di ogni forma di amore..."
Ovunque tu sarai è il brillante esordio di Fioly Bocca, che segna la nascita di una nuova e interessantissima voce italiana. Anita ha 30 anni, un lavoro come agente letterario e un fidanzato decennale. Il lavoro è caduto nella routine e lo stesso si può dire della sua storia con Tancredi, ormai diventata una mera abitudine. Anita si sente spenta, vuota e a peggiorare la situazione c'è la malattia della madre, quel cancro che lentamente la sta divorando dall'interno. Per Anita questa è la goccia che fa traboccare il vaso, tutte le sue certezze stanno venendo meno e lei non sa che fare per rimediare. Durante uno dei suoi viaggi per visitare la madre, Anita incrocia il cammino di Arun, uno scrittore di favole per bambini di origine cambogiana che con un solo sguardo comprende di lei più di chiunque altro. Quest'incontro scombussolerà Anita che pian piano inizierà a capire che spesso quello che un tempo era giusto oggi non lo è più e che cambiare non sempre è un male... Questo piccolo romanzo racchiude in sè tante e preziose lezioni di vita e buoni sentimenti! Non sapevo cosa aspettarmi quando ho iniziato a leggerlo, ma alla fine ho capito di avere tra le mani una piccola perla! La storia raccontata è semplicissima: la storia di una donna in bilico, che non sa quale strada far prendere alla sua vita e che più che pensare a sè stessa, cerca in tutti i modi di soddisfare gli altri,non capendo che non potrebbe esserci cosa più sbagliata da fare. Anita sembra debole, fin troppo influenzabile ma pian piano, forse spinta anche dall'influenza di Arun, riesce a uscire fuori dal guscio in cui si era rinchiusa e a trovare il coraggio di vivere una vita piena! Il romanzo tratta una situazione drammatica: Anita deve affrontare la malattia e successivamente la perdita della madre,quella che era il punto fermo della sua vita, che rappresentava il luogo sicuro al quale tornava quando sentiva di non poter più farcela da sola. Il rapporto profondo con la madre è rappresentato dalle lettere disseminate nei capitoli, le lettere che Anita scrive alla madre per renderla partecipe della sua vita, una vita che Anita quasi inventa aggiungendo falsi particolari e gonfiando la realtà per farle credere che viva una vita perfetta, cosa alquanto lontana dalla realtà. Anita non capisce che mentendo alla madre non fa altro che mentire a sè stessa, cercando di convincersi che quella che vive è la vita giusta, nonostante nel profondo senta l'insoddisfazione e la tristezza premere per uscire fuori! Lo stile dell'autrice è semplicemente perfetto! Elegante, ricercato, estremamente evocativo e delicato! Ho amato l'evoluzione del personaggio di Anita, il suo cambiamento e finalmente la sua presa di posizione sul finale, la consapevolezza che la vita è nostra e sta a noi farne quel che vogliamo, sta a noi lottare per ottenere quello che crediamo di meritare e impedire a chiunque altro di prendere decisioni al posto nostro! Un esordio imperdibile da un'autrice che sono sicura ci riserverà molte sorprese per il futuro!
Una scoperta. Un libro profondo, ma scritto con leggerezza. Un libro in cui è difficile non ritrovare qualcosa di sé. Ai primi capitoli un po’ ho stentato; mi sembrava troppo costruito, arzigogolato. Piano piano, però, questo romanzo diventa una poesia, a tratti anche commovente. Cresciamo insieme ad Anita e con lei riviviamo i nostri tormenti tardo-adolescenziali. Sì, perché questo romanzo, tra le altre cose, parla di una ragazza vissuta sotto una campana di vetro che, attraverso la peggiore delle esperienze, esce dal suo bozzolo, si riscopre e si scopre, in tutti i sensi. Si abbandona, finalmente, alla sua sensibilità, e abbandona le sue insicurezze “ho sempre odiato deludere le aspettative altrui, più che le mie”. Anita accetta di combattere, anche se “combattere non è vincere, ma è il contrario di perdere”; Anita ci racconta la sua scoperta del mondo, innescata da un tragico cambiamento che la costringe a riflettere sul modo in cui ha vissuto e etichettato il suo passato. Anita scopre insieme a noi che mettere il silenziatore sul cuore rischia di farci perdere il bello della vita: un bello che è diverso per ognuno di noi, ma che sicuramente non può prescindere dall’abbandonarsi alle proprie emozioni. Io, come lei, ho “preso il mio aereo per Copenaghen”, c’ho provato e ho vissuto quella sensazione di … pace, no, serenità, che ti dà il pensiero di non essere rimasta bloccata dalla tue paure e “dalle abitudini cementate”. Questo libro mi ha toccato nel profondo e mi ha sorpreso. Come mi ha sorpresa la sensibilità con cui questa autrice ci racconta la sofferenza di chi perde una persona amata; quel sentirsi inermi, abbandonati: “qualunque cosa io decida di fare, da ora in avanti, il tempo non basterà”. Come sempre, dopo aver letto il libro, ho fatto un po’ di ricerche sull’autrice e nel suo blog ho trovato una frase che riassume almeno una parte del significato del suo libro: Il jolly è: non aver paura di ciò che si è, di ciò che si sceglie, di ciò che si ama
Anita vive da tanti anni a Torino ma è cresciuta sulle Dolomiti, dove è costretta a tornare a causa della terribile malattia di sua madre. È giusto mentire per proteggere chi ami? Anita decide di sì e ogni sera, quando si mette al computer per scrivere l’e-mail della buonanotte a sua mamma, racconta un sacco di bugie. Non le dice che il lavoro all’agenzia letteraria non le piace per niente, né che il suo fidanzato, Tancredi, è distratto, assente e certo non muore dalla voglia di fare piani concreti. Anzi, Anita descrive i preparativi per le nozze. Finché un giorno, sul treno che la riporta a Torino, ogni finzione crolla di fronte agli occhi esotici di Arun, due occhi profondi che sanno guardare davvero, e a cui basta un istante per leggere tutta la tristezza di Anita. Ma chi è questo scrittore per bambini che ama il mare d’inverno? E perché, anche se vuole tenerlo lontano, qualcosa la riporta insistentemente a lui?
Questo romanzo l’ho letto in un paio di giorni, mi ha rapito completamente portandomi all’interno del libro. Fioly Bocca la considero una scrittrice davvero eccezionale, mi piace tantissimo il modo in cui scrive. Anita, trentenne torinese, è una ragazza caduta all’interno della routine giornaliera: fa un lavoro che non la soddisfa a pieno ed è fidanzata con Tancredi, il suo primo e unico amore. Non si sente soddisfatta a pieno della sua vita, si sente di vivere a metà, come in una sorta di finzione. Poi arriva la malattia della madre, purtroppo con il cancro ad uno stadio piuttosto avanzato. Suo padre cerca di nasconderle la gravità della malattia, ma sia sua figlia sia la moglie sanno benissimo che presto arriverà la fine. E sarà proprio Anita a rendere più confortante questo abbandono alla madre e a se stessa grazie alla scrittura di lettere, dove il suo cuore cerca di negare la realtà delle cose. In ogni sua lettera Anita incita la mamma a lottare contro la malattia e a convincerla a fare di tutto per sopravvivere perchè lei non è ancora pronta a perderla per sempre, né ora né mai Poi, in uno sei suoi tanti viaggi in treno di ritorno a Torino, un incontro con un ragazzo cambogiano, Arun, le stravolgerà la vita, mettendo in discussione la sua relazione con Tancredi. La protagonista vivrà situazioni di profondo dolore e altri gioiosi, ma finalmente si riscoprirà viva. Un romanzo appassionante che parla di problemi di vita quotidiana, situazioni di grande dolore, di disperazione e di incertezze. Questa lettura rimane indelebile nel lettore con uno stile ipnotico. La consiglio a tutti coloro che amano i romanzi per adulti che trattano problemi di vita quotidiana. “Scegli bene le parole, le scarpe e gli amori, se vuoi camminare lontano.”
Romance and Fantasy for Cosmopolitan Girls Anita ha la passione di scoprire il significato dei nomi, un passatempo che ha da anni. Inoltre, da quando ha iniziato l'università, vive a Torino e proprio lì quasi all'improvviso, per caso, incontra Tancredi ad una festa proprio quando ormai stava per andarsene. Così, giorno dopo giorno, attimo dopo attimo, le loro vite si intrecciano per formare qualcosa destinato a durare anni, tredici anni per essere precisi. Tancredi significa ottimo consigliere e non a caso, più involontariamente che altro, le offre spunti per poter andare avanti, quelle che a volte definiamo come pillole di saggezza. Così, quotidianamente continuano la loro vita assieme, vivendo di quei piccoli attimi di cui ogni coppia si ciba, rendendo Anita cieca di fronte anche alle imperfezioni del ragazzo.
Ci siamo addomesticati a vicenda, un poco alla volta. Perché amarsi, mi sono detta, è anche imparare a non pestarsi i piedi mentre si balla la stessa musica.
Se avesse potuto telefonarmi il Futuro mi avrebbe rivelato che spesso la vita prende delle pieghe che proprio non potevi indovinare.
Come ogni cosa, però, anche il futuro della ragazza è destinato a cambiare non appena il padre, con una telefonata, la informa dello stato in cui riversa la madre, che la porta sempre più lontana dai suoi cari, un male destinato a portarla via da coloro che la amano da una vita.Senza pensare a nulla se non a colei che le ha donato la vita, la ragazza parte per Murazzi, la sua terra natia, ancora non del tutto pronta ad affrontare la prospettiva della vita che le si pone dinnanzi.
Devo fare mille cose, mi sembra di non avere tempo abbastanza. Non riesco a fermarmi e organizzare le azioni. Qualunque cosa io decida di fare, da ora in avanti, il tempo non basterà: questa sensazione mi confonde e mi tiene in scacco.Sono allora io quella che sta per morire?Tutta la vita vissuta fin qui se ne andrà insieme a mia madre?Non ho risposte, solo un’urgenza nuova, un’inquietudine che non mi molla. Proprio in occasione del suo primo viaggio in treno verso Murazzo incontra Arun, un uomo che potrebbe benissimo essere suo coetaneo, con gli occhi così profondi che si intonano perfettamente con la sua pelle olivastra ed i capelli folti e scuri che così bene gli si addicono. Un uomo che con la fantasia lavora, inserendo in qualche sua opera anche un pizzico di se', capace di creare con quelle sue mani fantastiche storie per bambini, capaci di ammaliare e catturare il lettore. Al contempo, però, quell'uomo ha la capacità di saper guardare negli angoli reconditi delle persone che lo segnano, dando in cambio di quella sua violazione, un racconto o una poesia, un qualcosa ispirato a quello che ha visto dentro quell'anima.
Un incontro destinato a segnare la sua vita perché da quello scontro- incontro in treno, da quell'agenda dimenticata, seguiranno altri momenti rubati alla loro vita, altre uscite che, inevitabilmente, la porteranno a mettere sempre più in discussione la sua storia con Tancredi, una storia che ormai sfocia sempre più nella routine, un qualcosa che, nel corso degli anni, ha perso di sentimento ed emozione, diventando semplicemente una roccia su cui poter contare ma, per sapere questo, di tempo ce ne vorrà ancora.
Se potesse telefonarmi il Futuro mi direbbe, dopo un rullo di tamburi, che gli angeli hanno tanti travestimenti diversi. E che quando è il loro momento, compaiono. Con l’identità che è stata loro assegnata dalla sorte.
Nei momenti bui la ragazza chiude gli occhi, riportando la memoria a quell'incontro che tanto l'ha segnata da bambina, quando un angelo dai capelli scuri le ha liberato il piede imprigionato in una roccia, andandosene poco dopo senza rivelarle alcunché di se'. A quell'angelo rivolge sempre più spesso il suo sguardo tormentato alla ricerca della salvezza, la stessa salvezza che le ha offerto da bambina e che mai ha dimenticato. Si sa, però, che il destino è una cosa strana e magnifica, imprevedibile nella scrittura dei suoi progetti e che sempre, in un modo o nell'altro, fa in modo che le anime affini si incontrino nuovamente.
Sul comodino, le chiavi del lucchetto della bicicletta e un berretto di lana blu scuro.
Un piccolo registratore. (A che ti serve? Afferro le idee che mi vengono in mente, quando pedalo per la città e non posso fermarmi a scrivere.)
Accanto, l’agendina che aveva lasciato sul treno il giorno che ci siamo incontrati. "L’avevi dimenticata davvero, quell'agendina?" "Certo che no" ride. "Pensavo lo avessi capito, ormai. Il destino va aiutato, qualche volta." Se potesse telefonarmi il Destino direbbe che sì, ha sempre così tanto da fare: adora chi gli dà una mano. E fa di tutto per ricambiare, sempre. Un romanzo toccante e commovente che fa riflettere sul significato profondo della parola amore, un'opera capace di portare il lettore a vedere la propria vita in un'altra prospettiva perché troppe volte si è così occupati a pensare a noi stessi da perdere la capacità di sognare, di credere a qualcosa che va oltre il semplice credere o non credere, a riconoscere che non tutto succede così per caso e che sono le cose improvvise a cambiare completamente la nostra vita.
È lui il bambino che mi ha acciuffato prima che finissi nel burrone, è lui che mi ha salvato, il mio spirito buono dei boschi. Deve essere così.Ecco perché il suo volto aveva qualcosa di familiare: non ci siamo conosciuti in un’altra vita, o non solo, almeno. Ci siamo sfiorati quando eravamo troppo piccoli per capire l’importanza di un incontro. O forse no? Forse da allora non abbiamo mai smesso di rincorrerci, come i protagonisti della fiaba. Forse ci stiamo cercando da sempre.
Fioly Bocca vit dans les collines du Montferrat avec ses deux enfants. Une seconde d'éternité est son premier roman. Il est en cours de traduction dans une dizaine de pays. Roman poignant sur le deuil, Une seconde d’éternité se double d’une magnifique histoire d’amour et de reconstruction de soi après la perte d’un être cher. Les émotions brutes de ce court roman délicat et sensible essorent dans un premier temps le cœur du lecteur puis exalte la volonté de surmonter le malheur et le chagrin pour répondre à l’appel, joyeux, de la vie. Un très beau texte, universel et bouleversant, à lire d’une traite pour encore plus d’émotion !
Ero un po' scettica quando ho iniziato a leggere questo libro, pensavo fosse la solita storia d'amore che trovi in offerta in libreria. Invece mi sono trovata davanti le pagine più profonde ed emozionanti che mi siano capitate negli ultimi anni. È la storia di tanti tipi di amore, per la propria famiglia, per un estraneo, e soprattutto per se stessi. Mi sono commossa, ho sognato, ho sofferto, ho riso e sentito battere il cuore all'unisono con la protagonista. Il tutto con una scrittura veloce, bella, emozionante. Super consigliato.
Primo libro dell'anno, audiolibro. La storia a tratti è facilona, con svolte prevedibili e a tratti tirate per i capelli eppure la scrittura è lieve e dolce, alcune riflessioni sono proprio vere, le pagine traboccano di vita. Una coccola, necessaria
Quando i libri ti chiamano. perché se il Futuro mi telefonasse mi direbbe "non lo hai ancora letto?! È cosa stai aspettando?!" Ancora grazie Fioly. Per la terza volta. (si, li ho letti a ritroso.)
Eine schmerzliche und glückliche Geschichte, die mir zeigte, dass das Leben zum einen sehr kurz sein kann und zum anderen keine Zufälle mitbringt. Ich habe das Buch in einer Nacht durchgelesen.
Ringrazio immensamente Giunti e l’ufficio stampa per avermi regalato la splendida opportunità di leggere questo libro in cambio della mia onesta opinione.
“Ovunque tu sarai” è l’esordio di Fioly Bocca, portato nelle nostre librerie da Giunti. Se non mi avessero proposto di leggerlo in anteprima probabilmente non gli avrei dato molto peso. È una di quelle storie che sembrano già scritte, eppure ti raccontano la vicenda in modo nuovo, o forse con parole diverse, che riescono a penetrare la nebbia ed essere più incisive. Una storia delicata e un esordio convincente.
È molto dreamy l’atmosfera che si respira leggendo questa storia, una consistenza quasi onirica che risulta smorzare la durezza della storia. La Bocca non si censura, il dolore e l’apatia sono palpabili, quasi dei personaggi che camminano al fianco di Anita mentre cerca di scoprire i disincanti di una vita che va cambiata in prima persona. Non ci si può nascondere dietro paure e sensazioni o dietro la consistenza rassicurante di una storia ormai giunta al capolinea. La vita va respirata e vissuta in prima persona, al di là delle piccole cedevolezze e paure che permangono sotto gli occhi. Anita racconta la sua storia in prima persona alternando dialoghi a considerazioni, ricordi e commenti. È l’emblema della generazione di trentenni perennemente insoddisfatti, cresciuti con tante velleità e sogni, con la speranza di poter conquistare il mondo e che in mano stringono un lavoro che non sopportano, che continuano a perpetrare perché paga le bollette. Quelle maledette spese che sembrano non finire mai. Anita apparentemente è serena, perché non si può sempre vivere al massimo, ma quando i pezzi della sua esistenza iniziano a sgretolarsi si ritrova sola, insoddisfatta, in preda ad un dolore che ha radici così profonde che ha bisogno di un cambio di prospettiva autentico per essere sradicato. E Anita è più forte di tutto, della morte e di un amore così abitudinario che sembra aver indossato una maschera. Spesso ci si lascia trasportare dalla corrente, senza essere in grado di essere propositivi in circostanze che fanno rabbrividire. E la madre, la colonna portante non solo della sua famiglia, ma della sua vita tutta, diventa il simbolo dello sfacelo. L’età adulta spaventa, con quel cipiglio incollerito, la serietà che non perdona, quella voglia profonda di stabilità, economica e affettiva, che poi trancia gli slanci improvvisi, la voglia di sperimentare, la voglia, inconsapevole a volte, di prendere e cambiare tutto. Le generazioni che ci hanno preceduto hanno fatto del precariato una parola impronunciabile, ma che poi è la vera essenza della vita odierna, una fragilità che sembra vomitare addosso tutto, che non perdona la nostra presunzione di essere immortali. Anita si ritrova ad affrontare questa verità, amara, e senza possibilità di scampo quando su un treno (e quanto simbolico è un treno) incontra Arun, un uomo dal nome esotico, e una professione ancora più insolita, quello dello scrittore di libri per bambini. Arun diventa la miccia che accende la consapevolezza di Anita, ma è anche un personaggio affascinante, che aggiunge colore all’esistenza grigia della donna. Arun è un uomo complesso e affascinante con gli impulsi di un uomo che vive in un mondo ancora innocente. Pur avendo al passato una storia complicata e fragile, una storia che si nutre di un passato burrascoso, ha avuto la forza di superare le difficoltà e immergersi in quella possibilità dell’oltre, del di più, in un mondo dove la magia, quella dei sentimenti, è possibile. Dall’altro lato abbiamo Tancredi, un uomo che sa quello che vuole, sicuro di sé e ambizioso a cui non è stato dato lo spazio che meritava. In fondo è colpa anche di Anita se le cose stanno in una determinata maniera. Ma la vita è imprevedibile, un continuo divenire e trasformarsi, trovare nuovi spunti e ambizioni e sogni. Torino, la capitale di Cavur, fa da sfondo principale alla vicenda che si sposta sulle Dolomite, in quel Trentino indomito, chiuso, come gli abitanti, montanari, che vi dimorano. Le descrizioni riecheggiano quell’atmosfera sognante di cui parlavo all’inizio, armonizzandosi perfettamente alla storia.
Il particolare da non dimenticare? Un paio di stivaletti rossi.
Tra schizzi di una mondanità troppo frettolosa e preludi di una dolcezza inaspettata tra le montagne, Anita respira e cresce, scoprendo nuove verità che ha sempre saputo. Una storia di un dolceamaro molto particolare, già raccontata forse, ma con protagonisti interessanti, una prosa fluida e il destino, che gioca le sue mani quando meno lo si aspetta. Buona lettura guys!
''Finalmente respiro e sento che ti amo di un amore che non ha nome. Ti amo in una terra che non c'è, in un tempo che non trova confini-il tempo è solo un sacco con dentro i nostri corpi, aggrappati. Ti amo di un amore che è madre e matrice di tutte le cose.'
'Tu ora lo sai: è così, mamma?
La morale, se una morale esiste, è che la vita, come le fiabe,è un insieme di segni, di coincidenze. Che, se ci stai attento, ti portano là dove è il tuo posto.'
RECENSIONE
Un libro letto tutto d'un fiato, qualcosa che ti rimane dentro durante lo sfogliare delle sue pagine e per sempre. Una scrittrice esordiente davvero eccellente, che credo ci regalerà molto altro di sé, collezionando successi letterari uno dietro l'altro. La storia di Anita, una trentenne dalla vita abitudinaria: un lavoro come agente letteraria che le sta un po' stretto e l'amore per il primo e unico ragazzo della sua vita, Tancredi. Ma è un'esistenza che sente di vivere solo per metà, quasi come se fosse costretta ad indossare un vestito o una maschera, che non fanno parte della vera natura del suo essere. A peggiorare il tutto sono le condizioni di salute della madre,malata di cancro. Suo padre cerca di nasconderle in parte la verità, ma sia sua figlia sia la moglie sanno benissimo che presto arriverà la fine. E sarà proprio Anita a rendere più confortante questo abbandono alla madre e a se stessa grazie alla scrittura di lettere, dove il suo cuore cerca di negare la realtà delle cose. Durante questi scritti incoraggia la donna a lottare contro la malattia e a riuscire a sopravvivere per non doverla abbandonare mai. Ma nella vita della protagonista avverrà un fortuito e affascinante incontro grazie ad un viaggio di ritorno a Torino per fare visita alla madre. Arun, un uomo di origini italo cambogiane la colpisce talmente tanto da mettere in subbuglio la sua salda relazione con Tancredi. Possibile che un solo e breve incontro cambi completamente una vita? Ma non sono proprio gli istanti a creare l'infinito? Ecco, questo breve attimo rappresenterà per Anita il primo vero sapore dell'eterno. Questo enigmatico uomo dal fascino misterioso e dall'animo generoso e un po' bambino, visto che è un promettente scrittore di fiabe. Una figura maschile dal passato triste per il suo prematuro stato di orfano. Poi un legame tra i due raccontato come un filo platonico che intreccia due anime, forse mai state del tutto sconosciute l'una all'altra. La dolce atmosfera di una fiaba narrata nel libro si instaura bene nel complesso della trama, scontrandosi di nuovo con il pungente freddo della realtà. Sarà allora che la nostra protagonista fra allontanamenti e riavvicinamenti affronterà dolori e gioie, riscoprendosi viva e riuscendo alla fine a trovare la scintilla di se stessa. Un romanzo dalla trama apparentemente semplice, ma che all'interno racchiude l'essenza dell'esistenza, della disperazione e della dignità di perdere e ritrovare se stessi. Qualcosa che resta indelebile nel lettore per riportare nella narrativa anche quella vena poetica che non guasta mai. Uno stile eccellente, magico e magnetico. Consiglio la lettura a chi adora il genere della narrativa per adulti affrontando temi di quotidianità odierna, creati dalla prospettiva psicologica di un cuore che batte per sopravvivere alla menzogna che spesso raccontiamo a noi stessi. Una menzogna che crediamo possa salvarci dal mondo, ma che alla fine,se affrontata, può farci trovare il nostro posto nell'universo.
Ci sono libri e libri, e poi ci sono quei libri dove ogni parola ha un valore immenso perché capace di regalare al lettore una miriade di emozioni e sensazioni. Ci sono libri che leggi per diletto e poi ci sono quei libri capaci di portarti in un viaggio, tra i ricordi, passioni e la vita, non solo quella dei protagonisti del libro ma anche la tua e questo è il caso di Ovunque tu sarai.
Ovunque tu sarai è il libro che non ti aspetti, che dopo le primissime pagine ti rapisce e non riesci a posarlo giù neanche a volerlo.
È un libro particolare che racconta della vita di una ragazza di trent'anni che da un giorno all'altro vede cambiare radicalmente la sua vita a causa della malattia che colpisce improvvisamente la madre. Un colpo al cuore, alla sua vita, vedere sfuggirle dalla mani la persona più importante, la sua roccia, la sua mamma.
Anita ha un fidanzato storico con il quale progetta di sposarsi e costruire una famiglia ma che purtroppo vede scomparire poco a poco, un lavoro che non la soddisfa e che le sta sempre più stretto e un'amica con la quale condivide un appartamento che a stento riesce a pagare. Una vita nella norma, un lavoro nella norma e un fidanzato nella norma, tutto sembra filare liscio fino a quando la madre si ammala. Vengono meno le certezze, si affacciano le paure e tutto quello che si è costruito fin a quel punto non ha più importanza perché manca la persona più importante con cui condividerlo.
Ma le coincidenze non esistono e proprio quando la vita sembra toglierle qualcosa la porta a conoscere quel qualcuno capace di farla uscire dal guscio, di darle il coraggio di buttarsi a capofitto in un'avventura unica senza alcune certezze perché la vita è una e non bisogna sprecare neanche un attimo.
Ovunque tu sarai è un libro che scava nei sentimenti, che mette a nudo la vita della protagonista e che poco a poco le fa rivalutare i rapporti nella sua vita e l'importanza di questi, che riscopre cosa significa amare che cos'è l'amore e cosa significa davvero vivere.
Una conclusione romantica chiude la storia di Anita che finalmente ha iniziato a tracciare il suo cammino nella vita accanto alle persone che la hanno aiutata a riscoprire e diventare finalmente se stessa.
Un romanzo che con qualche valenza di romanzo epistolare regala al lettore sentimenti veri e tantissime emozioni.
Un libro di solo 150 pagine circa ma che riesce a dare e dire molto più di qualsiasi altro libro. Uno stile colorato da parole ricercate e poetiche che regalano molto al lettore dicendo l'essenziale.
Mi sembra di non dire abbastanza per questo libro come mi capita spesso con i libri che mi hanno dato molto. Sarà perché la storia di Anita ha molto in comune con la mia di storia: mi sono commossa a più riprese, ho sofferto e lottato con la protagonista, mi sono divertita, mi sono innamorata e ho terminato il libro con il sorriso sulle labbra.
Una lettura che si consuma in poche ore, un pomeriggio con se stessi per riscoprirsi e riuscire a mettere un punto al passato per iniziare un domani più luminoso.
Un libro che consiglio a chi si sente in vena di una lettura catartica, un esordio imperdibile di una scrittrice italiana dal vero talento.
“Scegli bene le parole, le scarpe e gli amori se vuoi camminare lontano”.
Spesso capita di avere il coraggio o la libertà di parlare a ruota libera con uno uno sconosciuto. Le parole più profonde che non hai mai saputo raccontare nemmeno alla persona più vicina scorrono pure e senza impedimenti di fronte a qualcuno che non sa giudicare.
Ed è proprio quello che succede ad Anita, la protagonista di questo libro. Sta vivendo un periodo difficile che come un macigno pesa dentro di lei. Dover dire addio alla propria madre sarà sempre un passo difficile, convivere ogni giorno con un lavoro che non la stimola per niente e come se non bastasse il rapporto distratto con Tancredi non ingrana più come una volta. Ma è giusto mentire (soprattutto a se stessi) per proteggere chi ami? Anita decide che forse è meglio così, quando ogni sera scrive la buonanotte alla madre raccontandole di una vita che non è sua..Fino a quando l'incontro con Arun sul treno per Torino ritorna alla sua vita reale, ed è attraverso quegli occhi esotici che Anita inizia a comprendere che prima o poi dovrà liberarsi da questo macigno che si porta addosso.
“Anita, si può tutto. Liberati dal bagaglio di dolore che non puoi sopportare. Il tuo paracadute è troppo ingombrante, ti intralcia il passo, ti sbilancia. Devi disfartene, se vuoi volare. Reclama quello che ti spetta, cammina nella direzione dei tuoi desideri più profondi. Scegli tu, sempre. Pure quando sembra impossibile anche soltanto esprimere una preferenza. Decidi la strada per riuscire ogni sera ad addormentarti dentro te stessa.”
Un libro pieno di vita reale, colmo di sentimento. Il tutto che si legge d'un fiato. Fioly Bocca ti travolge, ti porta a pensare a ciò che forse anche tu hai passato o passerai nella tua vita, le corsie di un ospedale e le paure che nascono e restano dentro di noi. Ed io mi sono lasciata avvolgere da questa ventata di emozioni che resteranno sempre ma che ti fanno fare infine un lungo respiro liberatorio. Ho sentito il dolore di Anita addosso. In questo libro però c'è anche la voglia di riemergere da questo mare di dolore, di rialzarsi, tornare in superficie, rimettersi in gioco e perchè no RISCHIARE. E poi c'è il Destino che farà la sua parte. Un libro dai valori semplici di cui spesso ci dimentichiamo l'esistenza ma che dovrebbero essere pane quotidiano. Un bellissimo esordio, consigliato! Fioly Bocca è una persona molto squisita sempre attiva sui social per interagire con i suoi lettori che adora.
Travolgente, non sono riuscita a staccarmi finché non l’ho finito. Bello piacevole parla di come bisogno sistemare il proprio caos e fare dei cambiamenti prima di riuscire a raggiungere la felicità
" Penso che sono solo una piccola formica sulla crosta del mondo, innocente e colpevole, come tutti."
" Perche questa è la vita, ora lo vedo: la prova di un funambolo alla ricerca di equilibrio."
" Partire, quasi sempre, non è andare lontano, ma tornare a se stessi."
"...ogni lingua imparata è un passaporto per una vita nuova."
Anita, trentenne cresciuta in un paesino di montagna, vive da diversi anni a Torino. Ha un lavoro sicuro ed un fidanzato, Tancredi, con cui progetta matrimonio e figli. Anita però ha anche una madre molto malata, e non vuole ammettere a se stessa che il cancro se la sita portando via per sempre, e insieme a lei una parte della sua vita. Non vuole ammettere nemmeno, soprattutto davanti a sua madre, che la sua vita non è perfetta come sembra, e per questo ogni sera le scrive una mail mentendo accuratamente, descrivendole una realtà a dir poco edulcorata. Sarà proprio la scomparsa della madre, e l'incontro inaspettato con Arun, scrittore di favole per bambini, a segnare una svolta, a permetterle di riappropriarsi della sua personalità e delle sue scelte.
"Ovunque tu sarai" è un romanzo delicato, commovente, saggio, femminile. Anita è una donna in cui la maggior parte di noi si può ritrovare, una donna smarrita in una routine rassicurante da cui si lascia trascinare senza nessun tipo di soddisfazione, senza poter scegliere nulla, senza vedere alcuna via d'uscita. Persino il suo aspetto fisico le appare spento, dimesso, e proprio guardandosi allo specchio deciderà di tornare ad essere se stessa e di riprendersi la sua indipendenza restituendosi una possibilità. L'autrice, che non conoscevo, ha una scrittura accurata ma scorrevole, e sa stupire il lettore con tante piccole, indimenticabili perle di saggezza. Un romanzo sicuramente da leggere, un'autrice da scoprire.