Fino ad un certo punto l'ho apprezzato e ritenuto molto credibile, la mamma di Emma in effetti non si discosta molto dal cliché proposto da buona parte della letteratura ebraica, ovvero madre e moglie remissiva e rispettosissima dei precetti dell'Ebraismo fin quasi a diventare dispotica coi figli. La descrizione dell'urologo fa accapponare la pelle, se devo dire la verità è un bene che il matrimonio non sia pienamente consumato, credo che la descrizione dell'atto con un simile individuo (che magari sul più bello avrebbe citato Sartre o Woody Allen) sarebbe stata davvero squallida. Interessante però quest'idea della psicosi da citazione letteraria, molto originale :)
Il finale mi ha lasciata un po' così, è surreale ma non sarebbe malaccio, se solo non fosse letteralmente buttato lì giusto per chiudere la vicenda. Chapeau tuttavia all'autrice per la scenata della madre sul Boeing e poi alla dogana aeroportuale, una simile scena al cinema sarebbe da Oscar ^^