Capricciose e divertenti sono le esperienze dei personaggi di "Trent'anni, alta, mora". C'è chi va avanti e indietro nel cerchio magico della città dove è nato e chi continua a spostarsi - chissà perché - da un aereo all'altro. Ma tutti hanno un passato da ricordare e, se vedono una stella cadere, un desiderio da esprimere. Tutti - ed è la cosa più importante - cercano l'amore, con un modo proprio di sognarlo e inseguirlo. Autobiografici o surreali, comici o malinconici, questi racconti sono una vera sorpresa. Leggendoli, vi si scopre la stessa mano felice e leggera che incanta gli spettatori dei film di Leonardo Pieraccioni. Perché sono garbati, accattivanti, ironici. Proprio come lui. (dalla scheda su www.mondadoristore.it)
Personalmente non mi è piaciuto tantissimo, ci sono tante piccole storie racchiuse in questo libro e proprio per questo non seguendo un filo logico ma passando da un capitolo all’altro cambiando totalmente storia, non mi ha appassionato più di tanto. Ci sono piccole battute in toscano che mi hanno fatto sorridere, avrei preferito una storia che seguisse un filo e che avesse più nozioni in toscano…
Una raccolta di racconti, scritti bene sì, ma con un fondamentalmente difetto: sono astratti. Ma non astratti perché si riferiscono a qualcosa di irrealistico o non specifico, astratti perché non si sa di che cazzo vogliano parlare. Leggendo ho avuto l'impressione che l'autore volesse mandare dei messaggi, che tramite questi brevi racconti volesse mostrarci un modo di pensare, una filosofia. Che volesse scrivere qualcosa di significativo. Bene, ottime intenzioni: peccato che l'unico a capirli, questi racconti, sia lui.