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La Notte del Capro

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Il Capro si muove nell'ombra. Uccide i più deboli e poi sparisce. Il famoso scrittore Saul Dante perde la bussola e ci sbatte addosso. C'è del marcio in Europa. Il destino sugge-risce a Saul di guardare da un'altra parte. Lui lo guarda in faccia e gli risponde. Male. E il destino decide di fargliela pagare, mettendogli contro uomini molto cattivi. Bisogna stare svegli, perché la Notte del Capro è sempre più vicina. Un thriller moderno, avvincente, dove l'esoterismo si mischia al perverso gioco di morte di una setta senza nome. Uno scrittore contro il Male, un uomo contro i propri demoni, solo nella Città che tutto vede e tutto divora.

423 pages, Kindle Edition

First published January 1, 2014

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Marco Secci

4 books3 followers

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
32 reviews1 follower
August 11, 2026
I capitoli sono brevi, proprio come piacciono a noi, ma sono talmente ricchi di colpi di scena da rendere impossibile chiudere il libro. La curiosità di scoprire cosa accadrà dopo è davvero irresistibile.
La scrittura dell'autore è fluida, i personaggi sono ben caratterizzati e gli scenari sono così vividi da farti sentire parte integrante della storia.
In questo thriller i cattivi sono davvero cattivi, con la C maiuscola, ed è impossibile non empatizzare con i buoni, soprattutto con Saul Dante che, grazie al suo carattere atipico e alla sua ironia, è impossibile non amare.
Questo libro vi farà riflettere su quanto sia facile diventare pedine sacrificabili nelle mani dei potenti che, come al solito, dettano legge su tutto e su tutti, pronti a sacrificare pezzi della loro scacchiera pur di raggiungere il proprio scopo.
Profile Image for Eliana.
53 reviews1 follower
August 7, 2026
Una lettura che mi è piaciuta davvero molto!! La cosa che ho preferito è la caratterizzazione dei personaggi, mi sono affezionata a Saul e al suo modo burbero di affrontare le situazioni.
Storia non scontata e bei colpi di scena, una trama che ti tiene attaccato fino alla fine.
Assolutamente consigliato

Profile Image for Eleonora  Alyssa's Books and Magic.
152 reviews1 follower
July 28, 2026
Veramente bello, un thriller che abbraccia fantapolitica e esoterismo. Saul Dante è uno scrittore in crisi durante una passeggiata vede il pestaggio di un ragazzo. Dà quel momento diventerà un detective per scoprire chi c'è dietro gli omicidi. Temi sono la libertà di essere se stessi e un importante riflessione sul fatto che non sempre la storia insegna ma che si tende a dimenticare i suoi insegnamenti, la storia del novecento ci ha davvero insegnato qualcosa? Un thriller veramente bello
Profile Image for Miriam.
9 reviews4 followers
July 22, 2026
Avrò bisogno di qualche giorno per digerire completamente questo libro e quello che racconta, la storia di uno scrittore in blocco che una sera decide di salvare una persona che sta venendo picchiata e si ritrova catapultato in una carambola di eventi che lo porteranno a confrontarsi non solo con i suoi avversari ma anche con sé stesso. Lo stile di scrittura è rapido e tagliente, con frasi brevi ma un lessico ampio (ammetto che per alcune parole ho usato il vocabolario).
Ultimo consiglio, non affezionatevi troppo ai personaggi, potreste trovarvi alle 2 di notte a disperarvi perché speravate qualcuno si fosse salvato anche se il vostro istinto vi diceva altrimenti, ed il vostro istinto purtroppo per i vostri sentimenti aveva ragione (tacci tua Secci, al mio psicologo non serve davvero la seconda casa al mare 🤣)
Profile Image for Hypatia 'Free Palestine, Stop Genocide'.
396 reviews28 followers
July 14, 2026
Ringrazio Gainsworth Publishing per la copia digitale.

Lo scrittore in crisi Saul Dante, mentre rincasa per una strada diversa dal solito, si ritrova a passare in un vicolo buio dove salva un giovane omosessuale da una brutale aggressione.
Non può sapere che quel gesto lo trascinerà in una storia oscura e pericolosa che coinvolge una società segreta di ispirazione neonazista, personaggi di spicco della società cittadina e un’agguerrita avvocatessa per i diritti umani, Petra Bergmann, che nasconde una ferita profonda.
Saul metterà a rischio la propria vita per aiutare Petra e i pochi disposti a credere che, dietro le aggressioni all’apparenza casuali che si sono susseguite nell’ultimo anno, ci sia un’organizzazione che mira a un nuovo ordine per la società.

Questo thriller hard boiled, scritto e pubblicato nel 2014, è stato ora riproposto in una nuova edizione. Perché, verrebbe da chiedersi.
Prendiamo un passaggio tra i tanti che potrebbe rispondere a questa domanda.

“In un appunto, riportava l’importanza dello studio del populismo nei periodi di crisi economica, visto come risposta alla lentezza dei tempi parlamentari e delle riforme.
Era lo specchio (...) dei bisogni primari dei ceti più rilevanti. I più alti premevano per veder languire le garanzie sociali. I penultimi, invece, si vedevano minacciate le poche cose che avevano dagli ultimi che, in tempi più floridi, avevano accettato ruoli e mansioni rifiutate da altri.”

Ecco, questa citazione mi ha messo i brividi per quanto è in grado di rispecchiare quello che sta succedendo proprio in questi ultimi anni nel nostro Paese.
La ripubblicazione nel 2026 di un libro che affronta questi temi mi sembra un importante segnale della necessità di affrontarli e di capire quanto male possono fare alla società.

Passiamo ad analizzare il libro nel dettaglio.

La struttura è probabilmente la più geniale furbata che si possa concepire. È diviso in ben 140 capitoli, tutti brevi o anche brevissimi, e già questo fatto porta facilmente il lettore a pensare: ma sì, leggo ancora un capitolo, tanto sono pochi minuti. E di pochi minuti in pochi minuti, ti ritrovi a guardare l’ora e sono le due e dieci di notte senza che te ne sia nemmeno reso conto.
Aggiungiamoci che la maggior parte dei capitoli termina con un cliffhanger e che, poiché la storia segue punti di vista diversi, molto spesso nel capitolo successivo la scena cambia.
Quindi, se il meccanismo dei capitoli brevi non avesse funzionato, subentrerebbe quello del: adesso devi sapere cosa succede, e per saperlo non puoi leggere un solo capitolo, ne servono almeno altri due... solo che nel frattempo ti sei imbattuto in un altro cliffhanger.
Spoiler: non ne esci più.
Bonus: ci ho messo più tempo a fare la recensione che a leggere il libro.

La scrittura segue lo stesso ritmo serrato: le frasi sono brevi, dirette e le descrizioni essenziali. Anche le riflessioni dei personaggi non si perdono in eleganti fantasticherie, e, pur approfondendo di volta in volta il loro carattere, non sono interruzioni che possono infastidire, ma mantengono intatto l’incalzare della trama.

La storia è ben costruita e lascia scoprire un poco alla volta i personaggi principali e il loro vissuto, siano essi i protagonisti o gli antagonisti. La narrazione in terza persona permette di seguire molti personaggi differenti, ciascuno con le proprie sfumature e le proprie convinzioni, così il lettore è in grado di scoprire il modo di pensare anche dei peggiori... e di empatizzare anche con loro, direte voi?
Ma manco per il cazzo, ti aiuta a capire perché li devi detestare con tutta l’anima. Il punto di vista di Grimaldi è una specie di tutorial che spiega perché è necessario definisti antifascisti.
Un tutorial for dummies, aggiungerei.

Ho apprezzato molto la prima parte del libro nella quale si sottolineava l’ideologia di estrema destra, violenta contro le categorie più deboli e marginalizzate, come senzatetto, stranieri e omosessuali. Mi è spiaciuto un po’ che, proseguendo nella storia, questo aspetto dell’organizzazione sia stato un po’ messo da parte, a favore di un più forte accento sulla simbologia esoterica: il ‘capro’ evoca l’idea di sette sataniche, anche se gli scopi del gruppo sono puramente politici, non c’è nulla di religioso o antireligioso. L’unico accenno alla religione è l’apparente devozione estrema del capo, il misterioso Achab.
Punti di forza sono i personaggi di Romolo Stoppa, il più sfaccettato e ambiguo, e di Petra Bergmann, soprattutto per come conclude il suo arco narrativo (you rock, Petra!), il potente senso di inquietudine che l’autore riesce a instillare inogni momento nel lettore
Punti deboli sono i plot armor che sembrano avere i personaggi principali, che se la cavano sempre, anche all’ultimo minuto, in situazioni mortali. Inoltre la violenza estrema non porta le conseguenze fisiche che porterebbe nel mondo reale (questo un po’ su tutti, anche sugli antagonisti a volte). Le guarigioni, inoltre, sono un po’ troppo veloci rispetto ai danni subiti.

Sono rimasta un po’ delusa per non aver scoperto le identità reali dei personaggi che guidano il gruppo, magari scoprendo che erano in realtà personaggi che erano già comparsi nella trama in modo un po’ defilato, innocuo, ma forse mi sono abituata troppo a libri con plot twist finali di questo genere – i libri di Sanderson, per intenderci - e non riesco ad accettare che sia normale che possa non esserci.
Ognuno ha i propri problemi mentali, non giudicate i miei.

Avevo invece indovinato l’unico vero plot twist fin da subito, perché ormai ho imparato a non fidarmi degli autori che mi dicono troppo platealmente “guarda che questa cosa va così, eh, stai tranquilla che è proprio così, guarda che anche il protagonista ne è convinto, mica si può sbagliare, guarda ti do altre prove più avanti e anche il protagonista è sempre più convinto di questo”.
Ecco, ormai non ci casco più, sono abbastanza vecchia esperta e ho imparato a non fidarmi di quello che sembra troppo ovvio.

Nel complesso, direi una buona storia, con tematiche importanti da portare all’attenzione del pubblico, e con un finale soddisfacente.
Anche positivo, ma solo fino a un certo punto. Un finale che lascia quel giusto senso di inquietudine che ci si aspetterebbe in questo genere di libro.

Consigliato agli amanti del genere, decisamente sconsigliato a chi è facilmente impressionabile dalla violenza molto grafica, perché qui ce n’è un bel po’.

Soprattutto, consigliato a chi non riesce a capire il pericolo che la nostra società sta correndo strizzando l’occhio a certe ideologie che ormai dovrebbero essere morte, sepolte e soprattutto disprezzate da tutti.
Profile Image for Giovanni Di Rosa.
Author 25 books14 followers
July 26, 2026
“Chiunque si organizzi con zelo per compiere atti che sembrino così inutili, deve avere qualcosa in mente. Qualcosa di morboso.”
La notte del capro di Marco Secci, edito Gainsworth Publishing, è un thriller che mescola azione, teorie del complotto, colpi di scena e personaggi ben caratterizzati e molto vividi. Ci sono tutti gli elementi giusti, soprattutto per chi sia alla ricerca di una lettura hard-boiled.
Saul Dante è un romanziere che si ritrova invischiato in una storia più grande di lui. Si spende per salvare un malcapitato e da questa svolta imprevedibile comprende di essere finito nella traiettoria di un progetto criminale assai enigmatico e complesso. È un personaggio coraggioso, che non arretra di fronte a niente, e che, in qualche modo, sembra incapace di sottrarsi all’investigazione, come se una qualche forza attrattiva ne calamitasse i movimenti.
Il piano criminale che si sta dipanando deve avere un esito finale: la cosiddetta notte del capro. Una notte in cui la misteriosa organizzazione che agisce nell’ombra per sovvertire l’ordine costituito pianifica di mietere numerose vittime e imporre una nuova visione.
È un romanzo che rievoca anche le terminologie e gli eventi del primo Novecento. I villain de La notte del capro ricordano il fascismo e i totalitarismi, in generale. Uno dei messaggi del romanzo, non a caso, è l’incapacità dell’umanità di ricordare gli eventi del secolo scorso e trarne insegnamento. La società del romanzo è una società che precipita verso il complotto, la gravità, la ripetizione dell’errore.
Lo scontro fra bene e male è molto netto, con il solo personaggio di Stoppa che si pone un po’ a metà, in chiaroscuro.
Si tratta di un libro con capitoli brevi, un ritmo che accelera molto dal punto di vista narrativo, ma che stilisticamente, a mio avviso, poteva essere più scorrevole e piano. La penna di Secci, a volte, cerca modi fin troppo originali di esprimere concetti che, a parere personale, avrei preferito espressi con maggiore semplicità.
Nel complesso, La notte del capro è un libro che intrattiene e non annoia, che fa vivere un’indagine ad alta adrenalina ai lettori.

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