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È sangue di noi tutti

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Reggio Emilia, 7 luglio 1960. Nella piazza dei Teatri sono arrivati a decine di migliaia, richiamati dal Pci e dal sindacato per protestare contro l’imminente Congresso del Movimento sociale italiano a Genova, città medaglia d’oro della Resistenza. Sono ex partigiani, operai, ragazzi, le magliette a strisce per riconoscersi, i cartelli stretti in pugno, sulle labbra le canzoni della Resistenza e gli slogan gridati contro il governo Tambroni, eletto proprio grazie ai voti dell’Msi. Sono tantissimi, il loro entusiasmo fa paura. I poliziotti della Celere arrivano in piazza per sgomberarla, spegnere le proteste sul nascere, tacitare le voci sempre più forti. Arrivano con licenza di sparare. Sparano. In quarantacinque minuti di mattanza muoiono in Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri e Afro Tondelli, ragazzi, padri di famiglia, tutti ugualmente attoniti di fronte alla polizia che apre il fuoco su gente disarmata. Questa giornata di sangue, tuttavia, non arriva dal le sue radici affondano nei quarant’anni che l’hanno preceduta, nelle traiettorie singole plasmate da forze storiche opposte. Come quella di Afro Tondelli che, di origini contadine, cresce testimone della brutalità squadrista ed entra nella Resistenza; e quella dell’uomo senza nome che preme il grilletto – uno fra i tanti educati dal fascismo alla violenza politica – di cui l’autore immagina origini, percorsi e ragioni. In pagine vivide e adamantine, Valerio Varesi narra così queste due vite unite da un tragico giorno d’estate. È il romanzo di una strage, emblema della frattura mai ricomposta di un Paese senza memoria.


Ci si genuflette per pregare, per rendere omaggio a una divinità, a un santo o a una donna. Ma il poliziotto si è genuflesso per uccidere. A volte i gesti capovolgono il loro senso. E con essi anche quello della Storia, che inverte la marcia e rigurgita il passato.


«Valerio Varesi sottrae all’oblio storie passate che meritano di essere ricordate per affrontare il nostro presente». Avvenire

189 pages, Kindle Edition

Published June 26, 2026

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About the author

Valerio Varesi

60 books45 followers
Valerio Varesi, nato a Torino nel 1959, vive a Parma e lavora nella redazione de La Repubblica di Bologna. Romanziere eclettico, è il creatore del commissario Soneri, protagonista dei polizieschi che hanno ispirato le serie televisive "Nebbie e delitti" con Luca Barbareschi (distribuite anche negli Stati Uniti). I romanzi con protagonista Soneri sono tradotti in tutto il mondo, e nel 2011 Valerio Varesi è stato finalista al CWA International Dagger, il premio internazionale per la narrativa gialla. Parallelamente Varesi ha iniziato la propria personale ricognizione della recente Storia italiana con tre romanzi generosi e appassionanti: La sentenza, Il rivoluzionario e Lo stato di ebbrezza

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Profile Image for Gianni.
424 reviews57 followers
August 12, 2026

”Compagno Ovidio Franchi, compagno Afro Tondelli, e voi Marino Serri, Reverberi e Farioli dovremo tutti quanti aver d'ora in avanti voialtri al nostro fianco per non sentirci soli.”


Tra reportage giornalistico e analisi storico-politica questo romanzo civile riporta alla ribalta i fatti di Reggio Emilia del 7 luglio 1960, quando la protesta contro il governo Tambroni, che si reggeva sui voti del MSI per stare in piedi, fu repressa nel sangue dalla celere e dai carabinieri. Anche a Napoli, Licata e Palermo furono uccisi dei manifestanti dalle forze dell’ordine. La scintilla della protesta fu la decisione, poi annullata, di concedere al MSI la possibilità di celebrare il suo congresso a Genova, città medaglia d’Oro della Resistenza che dai nazi-fascisti si liberò da sola.
Sono i versi di una famosa canzone politica di Fausto Amodei del 1960, Per i morti di Reggio Emilia, a dare il titolo a questa valida ricostruzione delle cause storiche che portarono a quell’eccidio: la continuità politico-istituzionale tra il regime, la RSI e la giovane Repubblica, le trame occulte orchestrate in chiave geopolitica che coinvolsero politici, massoni, militari, servizi deviati e che generarono la strategia della tensione che ebbe tra le sue conseguenze la sconfitta del movimento operaio e del PCI.
Ma l’aspetto che mi sembra più da sottolineare è la capacità di rendere evidente, anche se mai in modo espressamente intenzionale, il parallelismo con la situazione recente e attuale: la repressione, anche nel sangue, di ogni forma di protesta, il ruolo sempre più eversivo giocato dalle forze dell’ordine, il riemergere e la riabilitazione politico-istituzionale delle forze che si richiamano al fascismo o che ne rappresentano la continuità. Quello che fatica a riformarsi è un argine a questa pericolosa deriva. Da questo punto di vista, questo libro ha una valida valenza pedagogica.
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