Nel 1968, in un paese dell’entroterra sardo, la morte improvvisa del sindaco rompe un equilibrio che sembrava immobile. Poco dopo scompare anche il vicesindaco, e i commissari inviati dalla prefettura finiscono a loro volta dentro un disegno oscuro. A indagare allora arriva il pubblico ministero del Tribunale di Sassari, ma prove, testimonianze e supposizioni sembrano contraddirsi di continuo. Intorno all’indagine ufficiale si muove un’altra verità, fatta di silenzi, rapporti di potere, rancori familiari, tensioni separatiste e giudizi che il paese formula prima ancora della legge. In una Sardegna concreta eppure oscura, divisa tra Stato e comunità, case e istituzioni, paura e desiderio di autonomia, prende forma un giallo corale in cui il reale si incrina appena, e la colpa diventa la lingua segreta di un’intera comunità.
Minerva. Il giudizio dei viventi è un noir gotico di grande fascino, capace di avvolgere il lettore in un’atmosfera densa, inquietante e profondamente evocativa.
La scrittura dell’autrice è elegante e ricercata: colpisce in particolare la straordinaria capacità di rendere tangibili non solo i luoghi e i personaggi, ma persino gli odori e le sensazioni, che sembrano uscire dalle pagine e accompagnare la lettura.
La trama, costruita con sapiente equilibrio tra mistero e tensione, affonda le proprie radici nelle tradizioni di un piccolo paese della Sardegna. Tuttavia, il contesto raccontato assume un valore universale, perché richiama dinamiche comuni a molti borghi del Meridione, dove superstizione, credenze popolari e timore dell’invisibile finiscono spesso per prevalere sulla razionalità e sulla ricerca della verità.
È un romanzo che coinvolge, incuriosisce e tiene alta l’attenzione fino all’ultima pagina. Un noir gotico di notevole qualità, che consiglio senza esitazione agli amanti del genere.
Grazie a una scrittura intensa e immersiva, l’autrice riesce a trasportare il lettore nel cuore della Sardegna degli anni Sessanta, un'epoca attraversata da profonde tensioni sociali e identitarie.
Tra vicoli ciechi, silenzi e superstizioni, si muove una moltitudine di personaggi, ciascuno custode di segreti, paure e verità taciute. Al centro della storia ci sono soprattutto le donne: figure troppo spesso relegate ai margini, ma capaci di influenzare il destino della comunità molto più di quanto gli uomini siano disposti ad ammettere.
È una lettura sospesa tra mistero e inquietudine, dove ogni silenzio nasconde qualcosa di oscuro.