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Come Eco sul Fiume

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Quattro ragazzi, l’entusiasmo dei sogni, il duro compromesso della crescita, la forza degli affetti, il bisogno di essere sé stessi, la suggestione affascinante della questi sono gli ingredienti di un romanzo vibrante, capace di rendere il palpitare delle emozioni nella sua forma più innocente e incontaminata. La varietà di temi e di spunti riflessivi si accompagna a una prosa poetica che non toglie freschezza alla narrazione, ma indaga minutamente i vertici e gli abissi dell’anima, svela la catarsi dell’arte, apre alla sovrastante bellezza della natura. Le vicende quotidiane di quattro diciottenni all’ultimo anno di liceo, alle prese con i sentimenti adolescenziali e il coraggioso percorso per cercare la propria autenticità, diventano un inno delicato alla libertà, all’empatia, alla profondità e al rispetto come nuovi valori veicolati dal dialogo, dalla gentilezza e dalla cultura. Come Eco sul Fiume è la storia di un lento e resiliente cambiamento, un cammino in avanti, sempre ancorato alla memoria. Un torrente che scorre, trova nuove vie, come l’esistenza umana; ma che conserva l’eco di voci passate, lo struggimento del non detto, la nostalgia del non vissuto. Giovani e adulti si trovano allo specchio gli uni di fronte agli altri, alla luce del tempo, scoprendosi reciprocamente fragili e nudi, bisognosi della propria verità. In questo cammino emozionalmente intenso, i sentimenti si rivelano puri nella loro urgenza e conducono ad apici di pienezza e stupore, ma anche a paure, insicurezze, spietati sensi di colpa. Amori totalizzanti, innocenti o perduti, amicizie granitiche che vincono gli anni, musica, arte e sport, passioni e ricordi si intrecciano nello scenario naturale delle valli piacentine, che diviene rifugio dall’incalzare dei doveri e opportunità di liberazione. Una lettura che cattura e rapisce, che profuma di vita, indagabile a più livelli grazie alle numerose simbologie classiche e alla presenza di riferimenti letterari, che aiutano i protagonisti nella comprensione delle proprie sensazioni e immettono il lettore a diretto contatto con la Bellezza.

505 pages, Paperback

Published November 19, 2024

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for ᯓ emmaa.
161 reviews6 followers
June 25, 2026
Quando Tamara Gandolfi mi ha scritto chiedendomi se volessi conoscere i suoi Simone e Andrea, ho accettato senza sapere davvero cosa aspettarmi. La trama di Come eco sul fiume non racconta molto: parla semplicemente della vita di Andrea, Simone, Emma e Daniele. Eppure, una volta arrivata all’ultima pagina, ho capito che non avrebbe potuto essere descritta in modo migliore.
Perché Come eco sul fiume non è un libro che si legge per scoprire cosa succede. È un libro che si attraversa. Si vive e si sente. E quando lo si chiude, ci si accorge che qualcosa dentro è cambiato.

La prima cosa che mi ha colpita è stata la penna di Tamara. Una scrittura che definire bella sarebbe riduttivo. È una scrittura poetica, intensa, ricca di sfumature, che sembra scorrere proprio come il fiume richiamato dal titolo. Una di quelle penne che non si limitano a raccontare una storia, ma che riescono a trasmettere emozioni ancora prima degli eventi.

Ammetto che all’inizio mi ha messa un po’ in difficoltà. Mi ha costretta a uscire completamente dalla mia comfort zone di lettrice. Non avevo mai letto un romanzo così letterario, così intriso di richiami alla letteratura italiana. Pascoli, D’Annunzio e tanti altri autori fanno parte della narrazione in maniera naturale, quasi come se fossero presenze silenziose che accompagnano i protagonisti lungo il loro percorso.
Ed è proprio per questo che credo che questo libro non sia per tutti, non perché sia difficile, ma perché chiede qualcosa al lettore: chiede attenzione, sensibilità, la voglia di fermarsi e ascoltare.

Io ho fatto la maturità soltanto un anno fa e proprio durante l’ultimo anno di scuola avevo iniziato ad appassionarmi alla letteratura italiana. Non l’ho mai approfondita davvero, ma leggere questo romanzo mi ha ricordato quanto quelle opere siano ancora vive. Quanto quegli autori, a distanza di decenni o addirittura secoli, continuino a descrivere emozioni che appartengono ancora a noi.
In un’epoca in cui spesso si pensa che la letteratura sia qualcosa di vecchio o distante, Come eco sul fiume mi ha ricordato esattamente il contrario.
Mi ha ricordato perché esiste, perché certe parole sopravvivono al tempo, perché certe emozioni non invecchiano mai.
E proprio grazie a questi richiami letterari, ogni sentimento raccontato nel romanzo acquista ancora più profondità.

Un altro aspetto che ho amato è stata la scelta della terza persona.
So che molti lettori si spaventano quando leggono “narrazione in terza persona” perché pensano subito a qualcosa di freddo o distante, ma qui accade l’esatto contrario.
Non so nemmeno spiegare come sia possibile, ma Tamara riesce a entrare nei personaggi con una delicatezza e una precisione tali da farmi sentire ogni loro emozione sulla pelle.
Non mi sono mai sentita distante da loro, anzi, pagina dopo pagina mi sono sentita sempre più vicina.

Tra tutti, il personaggio che mi ha colpita maggiormente è stato Andrea, e forse è anche il motivo per cui questo libro mi è rimasto così profondamente dentro.
Non mi sono semplicemente immedesimata in lui, mi sono riconosciuta in molte delle sue paure, in molti dei suoi dubbi e delle sue ferite.
Ci sono stati momenti in cui leggere Andrea è stato quasi doloroso, perché alcune delle sue difficoltà sono le stesse che sto affrontando anch’io. Alcune delle sue battaglie sono battaglie che, ancora oggi, sto cercando di vincere.
Per questo motivo avrei voluto vedere qualcosa in più riguardo il suo rapporto con i genitori. Avrei voluto assistere a quel confronto, capire come lo avesse affrontato o se fosse riuscito ad affrontarlo.
Non perché ciò che c’è nel libro non basti, ma perché quella parte mi ha toccata talmente tanto da farmene desiderare ancora. Forse è proprio questo il potere delle storie più belle: mostrarti qualcosa di te stesso quando meno te lo aspetti.

E poi ci sono Simone e Andrea insieme. Non riesco nemmeno a trovare le parole giuste per descriverli. Sono due ragazzi che cercano semplicemente il loro posto nel mondo e che, nel caos della vita, trovano conforto l’uno nell’altro.
Il loro rapporto non mi ha conquistata per i grandi gesti, ma per le piccole cose: per la purezza del loro rapporto, per l'innocenza e per quel senso di autenticità che si percepisce in ogni loro interazione, li ho amati profondamente.

Così come ho amato Emma e Daniele: in particolare Emma mi ha colpita per un motivo molto preciso. Attraverso di lei viene affrontato un tema di cui si parla ancora troppo poco: le mestruazioni e tutto ciò che comportano.
Può sembrare assurdo dirlo nel 2026, ma è ancora un argomento che viene spesso minimizzato, alleggerito o trattato come qualcosa di secondario, eppure non lo è.
Per questo ho apprezzato immensamente che qualcuno abbia deciso di parlarne in maniera così naturale e autentica. In oltre duecento libri letti, non mi era mai capitato di trovare un personaggio che affrontasse questa realtà in modo così concreto.

E poi c’è il professor Senna. Credo di poter dire senza esitazione che sia uno dei personaggi che porterò con me più a lungo.
Ho amato ogni sua apparizione, il suo modo di insegnare, il suo modo di esserci. Qualcuno potrebbe considerare poco realistico il rapporto che instaura con Andrea, ma io invece ho pensato che se esistessero più professori come lui, il mondo sarebbe un posto migliore. Perché l’educazione non nasce soltanto dai libri. Nasce dall’empatia, dall’ascolto, dalla capacità di vedere davvero chi si ha davanti. E il professor Senna riesce a fare esattamente questo.

L’ultimo capitolo con lui mi ha spezzato il cuore: quando saluta la sua classe alla fine del quinto anno, ho provato una malinconia difficile da spiegare, era come se stessi salutando anch’io quei ragazzi, come se fossi cresciuta insieme a loro.

E forse è proprio questo il motivo per cui consiglierò sempre Come eco sul fiume, perché non è soltanto la storia di quattro ragazzi, è un percorso di crescita.
È un viaggio attraverso il dolore, la scoperta di sé, l’amore, l’amicizia e il cambiamento.
E soprattutto, è uno di quei libri che non vanno divorati, vanno vissuti.
Io stessa ho scelto di rallentare la lettura, di prendermi il mio tempo, di lasciare che ogni capitolo sedimentasse, e ne è valsa la pena.
Perché alcune storie non chiedono di essere finite in fretta, chiedono di essere ascoltate, assorbite.

Mi dispiace sinceramente che questo romanzo sia ancora così poco conosciuto, perché credo che meriti molto più spazio e molti più lettori. Io continuerò a consigliarlo ogni volta che ne avrò l’occasione.
Perché Come eco sul fiume non mi ha lasciato soltanto dei personaggi da ricordare. Mi ha lasciato emozioni, riflessioni e ferite che si sono riconosciute in altre ferite.

L’ultima pagina è arrivata troppo presto.
Ma l’eco che questa storia ha lasciato dentro di me, proprio come il titolo promette, continuerà a risuonare ancora per molto tempo.
Profile Image for CONTU VERONICA.
247 reviews9 followers
July 13, 2025
Questo è un libro che lascia un segno indelebile e profondo nell'anima di chi ha la fortuna di leggerlo. Questo è un manifesto contro la società che ci vuole omologati e insensibili. Questo è un connubio di poesia, letteratura, musica e arte che scorre sulla pelle di chi si avventura tra le sue righe.
Non ho le parole giuste per descrivere come mi ha fatto sentire durante la lettura. Emozione allo stato puro! Sempre con un groppo in gola per la felicità, dolore o rabbia. Non puoi sfuggire ai sentimenti racchiusi qui dentro. Solo se sei fatto di pietra, ma pure quella si commuove...
È una storia di crescita personale, di presa di coscienza, consapevolezza della propria diversità e unicità. Quattro ragazzi come persone di riferimento alla trama, due protagonisti indiscussi, un mentore che gli porta alla scoperta della profondità del cuore, uno solo che porta il peso di "denudarsi" e di raccontare tutto quello che sente e vive la sua anima. E poi tanti altri che sono compagni, ma anche carnefici, complici di mentalità e pregiudizi retrograde, sordi e ciechi davvanti alla purezza dell'amore.
Mi ha fatto tanto male la consapevolezza che la società è ancora allo stato primitivo dell'evoluzione. Troppo pochi riescono a vedere e capire, oltre che accogliere la diversità (e diverso da cosa, poi?!). Questo viaggio attraverso i capolavori letterari, mitologichi, artistici o musicali (con varie citazioni) è un potente strumento per insegnare l'empatia, tolleranza e l'accettazione. Io lo raccomando a cuore aperto perché dobbiamo smettere di vivere nell'ignoranza emotiva e/o cognitiva.
Forse il linguaggio potrebbe sembrare troppo forbito in certi frangenti, ma gli appassionati di letteratura apprezzeranno sicuramente! ❤️
Profile Image for Djana Mazzaro.
608 reviews6 followers
July 28, 2025
Un romanzo intenso e poetico che racconta il percorso formativo di quattro studenti diciottenni di Piacenza, tra amicizie sincere, affetti profondi e la ricerca più autentica di se stessi e di uno scopo futuro. Tra queste pagine conosciamo Andrea, Simone, Daniele ed Emma ma anche tanti altri personaggi. La narrazione si concentra soprattutto su Andrea, forse il vero protagonista del romanzo. Andrea che è dotato di una sensibilità straordinaria, di un’anima esteta, che cita autori antichi e moderni perché non trova le parole per descrivere i suoi sentimenti, così agitati, confusi e potenti. Andrea che si trova a mettere in discussione la sua stessa identità quando scopre che l’amicizia che lo lega a Simone, compagno di pallavolo, inizia a farsi più profonda di quanto non sia mai stata. Andrea che non sa gestire il proprio tumulto interiore e per questo compie scelte discutibili ma umane. Andrea che, soprattutto, si chiede chi sia diventato. E la risposta che riceve, da Simone e dalla vita, è di essere una persona. Questo libro dà molti insegnamenti, uno dei quali è quanto siano sbagliate le etichette: siamo tutti persone, esseri umani con le proprie peculiari esistenze ed emozioni. Tutto il resto è sovrastruttura inutile. Tanti altri temi si affrontano, oltre l’omosessualità, che ancora viene vista come un vergognoso tabù: si parla di insicurezza emotiva, di malattie dolorose che per la società sono semplici fastidi di cui non ci si deve lamentare, di violenza fisica e verbale e di come spesso dietro questi atti violenti non agisca altro che la propria insicurezza. Questo libro è un manuale di vita per tutti i ragazzi che stanno affrontando il passo dalle mura del liceo a quelle della vita vera, universitaria o lavorativa, ma anche di chi quel passo l’ha fatto ormai tempo fa e potrebbe ritrovare il giovane se stesso in questi ragazzi. La storia mi è piaciuta molto, nonostante personalmente lo stile non mi abbia convinta. È scritto benissimo, su questo non posso dire nulla, e si nota tutta la cultura classica dell’autrice, riversata nei discorsi di Andrea e dei suoi professori. A volte, però, l’ho trovata un po' eccessiva. Le numerosissime, quasi onnipresenti citazioni di letteratura, arte e poesia danno alla storia una profondità simbolica ben integrata alla realtà quotidiana dei protagonisti. Allo stesso tempo, questo taglio fortemente riflessivo e simbolico rende il romanzo poco accessibile a lettori privi di cultura classica e non adatto a chi cerca una trama più dinamica. Non ho mai conosciuto un ragazzo come Andrea, così profondamente sensibile e dolorosamente emotivo, perciò i suoi discorsi pomposi mi sono sembrati una forzatura, come se stesse recitando Leopardi, con la sua stessa sofferenza di vita. Però so che questa è stata una caratteristica voluta, perché solo Andrea parla in modo così lirico e poetico, mentre gli altri personaggi colloquiano in maniera più quotidiana e realistica. È solo che faticavo a prenderlo sul serio, mi sembrava troppo esagerato, artefatto, costruito. Quanto alle descrizioni, le ho trovate numerose e prolisse e rallentavano la narrazione, sacrificando tensione e annullando la suspense. Consiglio dunque questo libro a chi ama i romanzi lirici, ricchi di emozioni e qualità stilistica, e a chi ama personaggi interiormente tormentati che cercando di trovare un senso alla propria esistenza, in un mondo che un senso, a volte, sembra non averlo.
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