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Solarpunk (Urania)
Soltanto un nuovo sottogenere della fantascienza, oppure il solarpunk è una vera e propria estetica del futuro? "Solar" è l'energia alternativa ai combustibili fossili; "punk" è la ribellione a un modello di sviluppo insostenibile; insieme sono l'utopia che coltiva la speranza, la scintilla in grado di generare un mondo migliore. Il solarpunk non predica un anacronistico "ritorno alla natura", ma persegue un progresso consapevole, nel quale scienza e tecnologia, usate in maniera trasparente e democratica, ci consentano di raggiungere finalmente l'equilibrio con il pianeta. Undici autori e autrici per dieci racconti che gettano un nuovo sguardo sul domani.
- GenresScience Fiction
495 pages, Kindle Edition
Published July 1, 2026
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Community Reviews
Displaying 1 - 7 of 7 reviews
September 13, 2026
Urania apre le porte al Solarpunk: il numero speciale estivo, normalmente dedicato a un classico tema fantascientifico, quest’anno raccoglie scrittrici e scrittori di questo sottogenere, già ben sviluppato da Delos. Come si può vedere, nomi storici affiancano nuove leve, ma comunque già veterane di molte pubblicazioni.
Il solarpunk, come noto, è un sottogenere basato su un’analisi delle criticità del nostro tempo, affrontate in chiave costruttiva: gli autori possono prediligere l’aspetto tecnologico oppure quello sociale oppure quello puramente “giallo”, e nella raccolta si troverà tutto il ventaglio di approcci; l’importante è mostrare un’umanità che si ribella (“punk”) alla crisi ambientale, così come quarant’anni fa i cyberpunk si ribellavano all’oppressione informatica.
Il volume è introdotto da una panoramica di Franco Ricciardiello sul genere e gli autori, ed è chiuso da un’ampia analisi del “movimento solarpunk” da parte di Ricciardiello e Abbate, nonchè da una cronologia.
Qualche nota più in dettaglio sui racconti:
Non è l’assenza di conflitto, di Lorenzo Davia. La forza del racconto è soprattutto nel montaggio delle scene fino alla sorpresa finale, ma è anche una bella avventura tra lo spazio Corporate e il pianeta Asisifo. Come in Blade Runner e in Sterminatore 17, si discute se gli androidi abbiano un’anima, cioè se siano persone..
Gong, di Stefano Carducci e Alessandro Fambrini. Una bella idea che mi ha ricordato “La voce del padrone” di Lem, letto di recente; non scorrevolissimo ma un’importante riflessione sui limiti da dare alla scienza.
Fare cerchio, di Giovanna Repetto. La vita comunitaria post-catastrofe, il concetto del Cerchio per superare i conflitti. Se gli accenni tecnologici sono poco sviluppati, la descrizione della possibile vita in una comunità dove si coopera anzichè competere è efficace e i personaggi belli. Il più attento alla lezione di LeGuin.
Tre lezioni di tenebre per il mercoledì, di Franco Ricciardiello. L’originale ambientazione tra il lago di Miseno e il suo Capo, l’originale catastrofe causata dal vulcano Marsili e non dall’inquinamento, ma che ha comunque portato a riorganizzare la vita; il ricordo di un’altra catastrofe naturale 2000 anni fa sotto le acque di Baia; una nuova forma d’arte, una tremenda vendetta da racconto di Poe..
Diagramma di flusso con svarione, di Fulvio Gatti. Racconto in prima persona di un’umanità evoluta; mi ha colpito dal punto di vista stilistico per l’immersione nel punto di vista del narratore e nella sua società così diversa dalla nostra, fino a uno straniamento che mette quasi a disagio il lettore; il finale ricorda con intelligenza il “Brave new world”, e per i vecchi fantascientisti c’è un’acuta citazione: THX-1138..
In Eloisa e la bomba Giulia Abbate traccia una mappa di una Lombardia post-catastrofe, dove le diverse aree si sono riorganizzate secondo ideologie diverse ma discendenti, con un filo di satira, dalla loro realtà di oggi. Una missione congiunta di milizie delle diverse realtà metterà a dura prova la convivenza.. e a scoprire l’inatteso. Grazie per gli accenni alla realtà milanese, come la Goccia!
Memetica del collasso, di Flavio Torba, ci porta in una realtà poco frequentata dalla fantascienza: una Calabria di città tornate ai loro nomi greci: è il bello della narrativa autoctona, riscoprire il proprio territorio e le sue potenzialità narrative. Il racconto propone un drammatico dilemma: solo un atto di pirateria e indottrinamento di massa uguale e contrario a quello dell’industria del consumismo ha potuto salvare il mondo (Nota per l’autore: hai chiamato Ligato il tuo personaggio pensando al delitto del 1990?).
La Cartolina dal lago Maggiore di Romina Braggion ci regala una storia di sorellanza tra donne militanti nella difesa del “suo” Verbano: da una generazione all’altra non è il sangue ma l’approccio, la ricerca di giustizia senza compromessi, a legare le protagoniste. Mi sono piaciute molto le ipotesi di “simbiosi” tra umani e alberi.
Gomma di Silvia Treves parte dall’occupazione di una fabbrica abbandonata, per raccontare come la collaborazione tra Yves, “coordinatore negoziale” (una forma di risoluzione dei conflitti diversa dalle trattative a base di “dout des”), e i giovani occupanti porti a scoprire segreti militari.
Il solarpunk, come noto, è un sottogenere basato su un’analisi delle criticità del nostro tempo, affrontate in chiave costruttiva: gli autori possono prediligere l’aspetto tecnologico oppure quello sociale oppure quello puramente “giallo”, e nella raccolta si troverà tutto il ventaglio di approcci; l’importante è mostrare un’umanità che si ribella (“punk”) alla crisi ambientale, così come quarant’anni fa i cyberpunk si ribellavano all’oppressione informatica.
Il volume è introdotto da una panoramica di Franco Ricciardiello sul genere e gli autori, ed è chiuso da un’ampia analisi del “movimento solarpunk” da parte di Ricciardiello e Abbate, nonchè da una cronologia.
Qualche nota più in dettaglio sui racconti:
Non è l’assenza di conflitto, di Lorenzo Davia. La forza del racconto è soprattutto nel montaggio delle scene fino alla sorpresa finale, ma è anche una bella avventura tra lo spazio Corporate e il pianeta Asisifo. Come in Blade Runner e in Sterminatore 17, si discute se gli androidi abbiano un’anima, cioè se siano persone..
Gong, di Stefano Carducci e Alessandro Fambrini. Una bella idea che mi ha ricordato “La voce del padrone” di Lem, letto di recente; non scorrevolissimo ma un’importante riflessione sui limiti da dare alla scienza.
Fare cerchio, di Giovanna Repetto. La vita comunitaria post-catastrofe, il concetto del Cerchio per superare i conflitti. Se gli accenni tecnologici sono poco sviluppati, la descrizione della possibile vita in una comunità dove si coopera anzichè competere è efficace e i personaggi belli. Il più attento alla lezione di LeGuin.
Tre lezioni di tenebre per il mercoledì, di Franco Ricciardiello. L’originale ambientazione tra il lago di Miseno e il suo Capo, l’originale catastrofe causata dal vulcano Marsili e non dall’inquinamento, ma che ha comunque portato a riorganizzare la vita; il ricordo di un’altra catastrofe naturale 2000 anni fa sotto le acque di Baia; una nuova forma d’arte, una tremenda vendetta da racconto di Poe..
Diagramma di flusso con svarione, di Fulvio Gatti. Racconto in prima persona di un’umanità evoluta; mi ha colpito dal punto di vista stilistico per l’immersione nel punto di vista del narratore e nella sua società così diversa dalla nostra, fino a uno straniamento che mette quasi a disagio il lettore; il finale ricorda con intelligenza il “Brave new world”, e per i vecchi fantascientisti c’è un’acuta citazione: THX-1138..
In Eloisa e la bomba Giulia Abbate traccia una mappa di una Lombardia post-catastrofe, dove le diverse aree si sono riorganizzate secondo ideologie diverse ma discendenti, con un filo di satira, dalla loro realtà di oggi. Una missione congiunta di milizie delle diverse realtà metterà a dura prova la convivenza.. e a scoprire l’inatteso. Grazie per gli accenni alla realtà milanese, come la Goccia!
Memetica del collasso, di Flavio Torba, ci porta in una realtà poco frequentata dalla fantascienza: una Calabria di città tornate ai loro nomi greci: è il bello della narrativa autoctona, riscoprire il proprio territorio e le sue potenzialità narrative. Il racconto propone un drammatico dilemma: solo un atto di pirateria e indottrinamento di massa uguale e contrario a quello dell’industria del consumismo ha potuto salvare il mondo (Nota per l’autore: hai chiamato Ligato il tuo personaggio pensando al delitto del 1990?).
La Cartolina dal lago Maggiore di Romina Braggion ci regala una storia di sorellanza tra donne militanti nella difesa del “suo” Verbano: da una generazione all’altra non è il sangue ma l’approccio, la ricerca di giustizia senza compromessi, a legare le protagoniste. Mi sono piaciute molto le ipotesi di “simbiosi” tra umani e alberi.
Gomma di Silvia Treves parte dall’occupazione di una fabbrica abbandonata, per raccontare come la collaborazione tra Yves, “coordinatore negoziale” (una forma di risoluzione dei conflitti diversa dalle trattative a base di “dout des”), e i giovani occupanti porti a scoprire segreti militari.
August 1, 2026
Inconsistenti. Statici. Lenti.
August 18, 2026
Fantascienza contro il kapitale!
Per come è stato presentato il libro, specie in quarta di copertina, temevo una certa uniformità e soprattutto un collocamento politico troppo smaccato e poco meditato.
In particolare temevo celebrazioni della piccola comunità inclusiva, magari di stampo semiagricolo, che almeno per le mie esperienze (sono cresciuto proprio in un comune sotto i cinquecento abitanti disperso tra i campi) è davvero un'utopia, visto che quando gli umani fanno gruppo, specie se si trovano a zappare i campi, di norma finiscono per escludere, altroché. Ho anche dei dubbî sulla fattibilità materiale di queste utopie, visto che non credo che tornando tutti a coltivare l'orticello, per quanto con un po' di tecnologia ammessa (ma immagino NO ogm) si possano nutrire dieci miliardi di esseri umani. Non parliamo poi costruire ospedale e fare ricerca per curare le malattie peggiori.
Diciamo dunque che i dieci racconti pencolano più o meno vistosamente verso la simpatia per comuni, comunità, collettivi, assemblee e via dicendo, ma tra questi autori e autrici c'è anche chi, per fortuna, sa comunque interrogarsi su crepe e risvolti d'ombra di tutto questo collettivismo su piccola scala.
Stilisticamente qui c'è un po' di tutto: c'è chi vuole osare, e tanto, c'è chi preferisce la semplicità, restando più coi piedi per terra.
Nel complesso, tuttavia, al netto di due o tre racconti davvero brutti e due o tre che si fanno notare, mi sembra che a tutti manchi quel qualcosa di speciale che potrebbe renderli davvero memorabili.
Ma tra picchi e fossi la lettura risulta gradevole, e questo a prescindere dall'impegno ideologico di fondo, anche se noto sempre che la letteratura migliore funziona proprio quando si svincola, volente o nolente. dall'impegno ideologico, non importa il colore, che sia rosso, nero, o come in questo caso di varie sfumature di verde.
Per come è stato presentato il libro, specie in quarta di copertina, temevo una certa uniformità e soprattutto un collocamento politico troppo smaccato e poco meditato.
In particolare temevo celebrazioni della piccola comunità inclusiva, magari di stampo semiagricolo, che almeno per le mie esperienze (sono cresciuto proprio in un comune sotto i cinquecento abitanti disperso tra i campi) è davvero un'utopia, visto che quando gli umani fanno gruppo, specie se si trovano a zappare i campi, di norma finiscono per escludere, altroché. Ho anche dei dubbî sulla fattibilità materiale di queste utopie, visto che non credo che tornando tutti a coltivare l'orticello, per quanto con un po' di tecnologia ammessa (ma immagino NO ogm) si possano nutrire dieci miliardi di esseri umani. Non parliamo poi costruire ospedale e fare ricerca per curare le malattie peggiori.
Diciamo dunque che i dieci racconti pencolano più o meno vistosamente verso la simpatia per comuni, comunità, collettivi, assemblee e via dicendo, ma tra questi autori e autrici c'è anche chi, per fortuna, sa comunque interrogarsi su crepe e risvolti d'ombra di tutto questo collettivismo su piccola scala.
Stilisticamente qui c'è un po' di tutto: c'è chi vuole osare, e tanto, c'è chi preferisce la semplicità, restando più coi piedi per terra.
Nel complesso, tuttavia, al netto di due o tre racconti davvero brutti e due o tre che si fanno notare, mi sembra che a tutti manchi quel qualcosa di speciale che potrebbe renderli davvero memorabili.
Ma tra picchi e fossi la lettura risulta gradevole, e questo a prescindere dall'impegno ideologico di fondo, anche se noto sempre che la letteratura migliore funziona proprio quando si svincola, volente o nolente. dall'impegno ideologico, non importa il colore, che sia rosso, nero, o come in questo caso di varie sfumature di verde.
August 25, 2026
Ero molto curioso di leggere questa antologia italiana tutta dedicata al nascente movimento Solarpunk, e devo dire che la lettura fatta durante questa estata bollente è stata tuttosommato piacevole e d'interesse. L'unica nota forse negativa da mostrare è la mancanza di un racconto che ti sorprende veramente. Insomma, il capolavoro. Tuttavia, c'è anche da indicare che la qualità media è decisamente sufficiente, nel quale tutti gli autori sono stati in grado da un'ambientazione interessante e convincente al loro racconto. Tra quelli che mi sono piaciuti di più cito: Lorenzo Davia - Non è l’assenza di conflitto; Flavio Torba - Memetica del Collasso; Romina Braggion - Cartolina dal Lago Maggiore.
August 5, 2026
Deluso. Non è un giudizio sul genere, ma sul libro. Non scritto molto bene, piuttosto noioso, poco interessante, senza grandi idee.
Sul genere capisco che è relativamente nuovo (anche se nei capitoli finali si dice che sono 15 anni che si scrivono racconti o romanzi!), e capisco che si dica che 'non si è in un mondo utopico, perché le difficoltà ci sono'. E va bene. Però mi sembra molto limitato. Poco innovativo. Con potenzialità non sfruttate (almeno in questo libro). Mi sembra come fosse miope, come se vedesse un futuro da qui a pochi anni. Il confronto col cyberpunk, che spesso si fa, un po' come l'opposto del solarpunk, ci potrebbe stare. Se non fosse che il cyberpunk (piaccia o meno) ha sconvolto e innovato lo sci-fi.
Sul genere, per quello che ho letto, ha potenzialità, ma lo scrittore che lo caratterizzi deve ancora venire.
Sul genere capisco che è relativamente nuovo (anche se nei capitoli finali si dice che sono 15 anni che si scrivono racconti o romanzi!), e capisco che si dica che 'non si è in un mondo utopico, perché le difficoltà ci sono'. E va bene. Però mi sembra molto limitato. Poco innovativo. Con potenzialità non sfruttate (almeno in questo libro). Mi sembra come fosse miope, come se vedesse un futuro da qui a pochi anni. Il confronto col cyberpunk, che spesso si fa, un po' come l'opposto del solarpunk, ci potrebbe stare. Se non fosse che il cyberpunk (piaccia o meno) ha sconvolto e innovato lo sci-fi.
Sul genere, per quello che ho letto, ha potenzialità, ma lo scrittore che lo caratterizzi deve ancora venire.
July 27, 2026
Trovo le scelte della tematica solarpunk molto attuali e interessanti. I racconti sono tutti buoni e ben scritti, spero di trovare presto altre raccolte del genere, magari internazionali
September 22, 2026
Alcuni racconti interessanti, altri completamente meh
Displaying 1 - 7 of 7 reviews








