Gianluca Gotto nasce a Torino nel 1990. A vent’anni si trasferisce in Australia e poi in Canada. Oggi è un nomade digitale: scrive articoli e libri mentre gira per il mondo. Sul suo blog “Mangia Vivi Viaggia” condivide esperienze di vita e di viaggio. Nel 2018 ha raccontato la sua storia nel libro Le coordinate della felicità.
Finito il libro penso mi ci voglia un attimo per elaborare tutto. È stato un viaggio leggero ma incredibilmente profondo, intimo e nuovo. È veramente un capolavoro.. Ho riso, ho pianto, ho imparato… questa storia rapisce completamente e tocca le corde dell’anima! Pazzesco
Gianluca è sempre una garanzia. Riesce a trascrivere concetti complessi e profondi, in questo caso il Karma, con una semplicità e scorrevolezza che in pochi riescono. C’è tanto buddismo ma anche tanta umanità. Bello anche il cambio di direzione dell’autore che, invece di narrare di una partenza, narra di un ritorno. Perché prima o poi bisogna sempre tornare alle proprie origini e al luogo in cui si è nati cercando di far pace con i propri “demoni”.
Ho letto tutti i libri di Gianluca, e ogni volta che ne esce uno nuovo, lo leggo appena posso! Non sono una gran fan del suo modo di scrivere, ma si del mondo e dei temi di cui tratta (Asia, buddismo, viaggi, cambi di vita, ecc).
Questo libro, devo dire, non mi è piaciuto particolarmente. Mi è sembrato innecesariamente lungo e per lo più banale.
Continuerò a seguire Gianluca senza dubbio, e spero in un prossimo libro (sappiamo tutti che uscirà) più personale, tipo “Quando inizia la felicità” o “Profondo come il mare, leggero come il cielo”, invece del solito romanzo, che ormai su di me non esercita più alcuna meraviglia, avendo già letto tutti gli altri.
Mentre il libro precedente di Gianluca mi era sembrato un tentativo maldestro di approcciarsi a un’analisi più profonda della psiche umana, questo si conferma a tutti gli effetti un libro profondo, maturo, completo. Un percorso incredibile, a ritroso e in avanti allo stesso tempo, e scritto in maniera magistrale. Qualche dialogo é ancora un po’ traballante, ma la scrittura è vivida, reale, coinvolge tutti i sensi. Grazie come sempre per questo viaggio!
Come al solito, al termine della lettura di un romanzo di @gianluca.gotto , non trovo mai le giuste parole per descrivere la sensazione interiore che provo. Un tumulto di emozioni, pensieri, domande. Fatico a lasciare andare questo libro, come ogni suo libro perché mi lascia qualcosa di talmente enorme che fatico a voltare pagina. In breve un libro assolutamente consigliato! Grazie Gianluca per questa nuova meravigliosa avventura
Inutile nascondermi dietro un dito, Gotto è il mio guilty pleasure e non ho saputo resistere. I suoi punti di forza sono la scorrevolezza, il Page turn e la chiarezza della sua prosa. Una storia, seppure ambientata in estremo oriente e pieno zeppa di Buddhismo, diversa dalle altre, con l'unico momento troppo melenso verso la fine (Non vi faccio spoiler!), ad essere sinceri probabilmente è il suo libro di narrativa che ho apprezzato di più.
Adoro la scrittura di Gotto, ma considero una notte a Bali il suo libro più bello. Questo è per certi versi troppo lungo. L’ho letto perché comunque la sua scrittura mi piace, ma la storia non mi ha appassionata. Un pattern che forse ha esaurito il suo ciclo.
Gianluca è come un vecchio amico. Ogni volta che mi passa la voglia di leggere esce un suo libro e lo divoro in un paio di settimane. Onestamente apprezzo la crescita dell'autore, secondo me i suoi libri sono sempre un po' più profondi dei precedenti.
ogni suo libro come un'àncora di salvezza, ogni volta che la vita mi appare troppo complicata, estenuante. comunque sia, mi basterà imparare a mangiare il vento. sempre.