Ho divorato questa lettura davvero veloce e sono rimasta piacevolmente colpita dal lavoro dell'autrice. Non avevo ancora letto nulla di Valeria Parrella e la prima cosa che mi ha colpito leggendo queste pagine è stato il suo stile asciutto e diretto, essenziale, come se l'impostazione di questo romanzo fosse quasi quella di una chiacchierata, di un confronto aperto tra i personaggi e tra autore e lettore. Non sono molto abituata a questo tipo di scrittura e posso capire chi abbia avuto un po' di difficoltà nell'approcciarvisi, ma credo comunque che ben calzasse con la storia, la tematica e soprattutto il personaggio emblematico che su cui l'autrice si focalizza. Paliamo di Giovanna d'Arco, la Pulzella d'Orléans, una delle mie figure storiche femminili preferite in assoluto, accanto ad Anna Bolena e Lucrezia Borgia. Giovanna è sempre stata una ragazzina molto particolare e devota, che ad un certo punto della sua giovane vita inizierà a sentire voci e vedere luci che le parleranno con le voci di San Michele, Santa Margherita e Santa Caterina, voci che le affideranno una missione importantissima per la cristianità e per il destino di un paese ormai sfinito dalla Guerra dei Cent'Anni. Giovanna sarà sempre e solo una ragazzina quando partirà, accompagnata dal cugino, dal piccolo villaggio della Lorena, Domrémy, in Francia, e raggiungerà il re senza corona, Carlo VII, il Delfino, scovandolo tra una folla di dignitari nel palazzo di Chinon dove aveva cercato di nascondersi per trarla in inganno. Era sempre e solo una ragazzina quando si sottopose a prove su prove, per attestare la sua verginità, la veridicità delle sue parole e la santità della sua missione. Rimase sempre e solo una ragazzina quando iniziò a vestirsi da uomo, tagliò i suoi bei capelli biondi, imbracciò una spada e uno stendardo bianco con ricamati sopra i gigli di Francia tra gli arcangeli Michele e Gabriele, e si mise alla testa di un esercito per marciare contro gli inglesi da una città all'altra, tra una battaglia e l'altra, e riuscire infine a portare re Carlo VII al giorno della sua incoronazione, il 17 luglio 1429, nella cattedrale di Reims, restituendo alla Francia il suo legittimo (ed ingrato) sovrano. Il romanzo ripercorre le tre fasi principali della vita di Giovanna, dalla sua giovinezza in famiglia, a Domrémy, fino al momento dell'avvento delle voci, la partenza per la sua missione e l'effetto che questo scatenò nel paese, tra la gente, che iniziava a considerarla come una sorta di santa, di profetessa, che si mise al di sopra degli uomini e riuscì a guidarli dove nessuno, in ben cento anni, era riuscito ad arrivare; fino alla conclusione ingiusta della breve parabola della sua vita, quando venne tradita dagli stessi uomini che l'avevano seguita e protetta, per finire catturata da mani inglesi, processata per eresia e stregoneria, e bruciata al rogo il 30 maggio 1931 a soli 19 anni. Oltre a questo, però, che rappresenta lo scheletro principale della trama, l'autrice sceglie la forma del romanzo civile per partire dall'esempio della vita di questa ragazzina straordinaria per farci riflettere e porre degli interrogativi, creando un collegamento tra passato e presente e renderci evidenti le profonde attualità del passato, o meglio la profonda arretratezza del nostro presente. Giovanna diventa una delle tante ragazzine del mondo, che sceglie di prendere una posizione e di fare una scelta per se stessa ed il proprio futuro, e già solo per questo inizia la sua battaglia contro la sua stessa famiglia ed il mondo al di fuori, fatto e dominato dagli uomini, che hanno paura della forza di una donna, delle sue idee e della sua voce. Ho trovato molto profonda questa chiave di lettura dalle tinte femministe, e ho colto molti spunti di riflessione nella sua critica civile al patriarcato ed al dominio e l'ignoranza degli uomini, dal punto di vista storico e culturale, nel passato di Giovanna così come nel nostro presente. Una lettura veloce ma intensa e pregna di contenuti, che ci fa rispolverare sotto forma romanzata una vita senz'altro spettacolare nella sua brevità, e ci impone una dovuta riflessione sull'importanza di far sentire la propria voce e di mettersi di traverso in un mondo troppo scomodo, perché la luce e la forza delle donne possano essere valorizzate e non più tradite e soffocate. Molto bello!